17 febbraio 2010: mercoledì delle Ceneri. Nella chiesa del Santo Volto alle 21:00 il cardinale Arcivescovo, iniziando la Quaresima con la comunità diocesana, secondo le indicazioni del Codice di Diritto Canonico (can.863), accoglierà a nome della Chiesa i catecumeni adulti che in questi anni hanno portato a termine il loro cammino per diventare cristiani. È il Rito della Elezione o Iscrizione del nome. Dopo aver interrogato gli accompagnatori e i padrini sulla sincera volontà di diventare cristiani dei catecumeni, sulla fede trasmessa, sulla loro adesione al vangelo, sul loro inserimento nella comunità cristiana (cf CDC can.865), l’Arcivescovo li ammetterà ai sacramenti dell’Iniziazione Cristiana, cioè Battesimo, Confermazione ed Eucaristia. Solo il Vescovo, secondo il Codice può ammettere un adulto al Battesimo; i presbiteri sono, invece, i ministri ordinari nel Battesimo dei bambini (prima dei 14 anni).
L’adulto, che esprime il desiderio di essere battezzato, ha il dovere di prepararsi “opportunamente” (can.851) con il catecumenato; tale norma, in conformità ai cann. 836 e 843 risponde a quanto stabilito nella costituzione “Sacrosantum Concilium” e nel decreto “Ad gentes” del Concilio Vaticano II. Pertanto per il battesimo di un adulto maggiorenne (e anche di un minorenne dopo i quattordici anni di età) si dovrà adempiere il cammino del catecumenato ecclesiale attenendosi alla normativa del Codice vigente, alle indicazioni della “Nota pastorale” della CEI sull’Iniziazione Cristiana degli adulti, alle disposizioni del “Rito per l’Iniziazione Cristiana degli Adulti”, agli “Orientamenti e Norme” della diocesi di Torino emanate nel 2001.
Saranno 58 gli adulti ufficialmente iscritti al catecumenato diocesano che quest’anno entreranno nella comunità cattolica della chiesa di Torino: 25 di essi sono italiani, i restanti 33 provengono da diversi paesi africani e sudamericani, oltre ad un nutrito gruppo di albanesi. Ciascuno di essi, in seguito ad un significativo incontro con cristiani convinti, è stato affidato a una coppia di accompagnatori che nella propria parrocchia hanno trasmesso, per circa due anni, la propria testimonianza di vita cristiana, aiutandoli a mettersi in ascolto della Parola di Dio nella Bibbia e celebrando le varie tappe del cammino con i riti previsti, a tempo debito.
Il “Servizio diocesano per il catecumenato”, oltre a seguire gli accompagnatori, attraverso alcuni incontri formativi, ha proposto a tutti i catecumeni due ritiri – uno all’inizio del cammino e l’altro prima del Rito della Elezione – durante i quali abbiamo potuto gioire del disegno provvidenziale che lo Spirito Santo ha compiuto nelle loro storie per condurli all’incontro vivo con Cristo, Maestro e Signore, che cambia la loro vita. Particolarmente significativa mi sembra la segnalazione che il Battesimo è, a poco a poco, recepito non più come un rito formale, ma come portale d’ingresso in una nuova vita al seguito di Gesù Cristo e nella comunità cristiana a cui fare riferimento per rinsaldare il modo di pensare e di vivere cristiano.
Annotiamo, a margine di questo comunicato, che molti parroci non sanno ancora che il Battesimo degli adulti al di sopra dei 14 anni è riservato al Vescovo, la cui delega è necessaria per la liceità della celebrazione (can.863). E che, se durante il cammino non si seguono le indicazioni pastorali necessarie affinché esso sia veramente un cammino catecumenale, si rischia di vanificare l’inserimento nella comunità parrocchiale e la successiva vita cristiana coerente con il Battesimo ricevuto. Il Battesimo degli adulti, come ogni sacramento, ha senso se ha un “prima” e un “dopo”: il “prima” è la fede in Gesù Cristo, il “dopo” è la vita quotidiana con Cristo. Ogni comunità cristiana, anche la più piccola, si trova oggi ad aver a che fare (in maniera sempre più evidente e con numeri in progressivo aumento) con ragazzi, adolescenti e persone adulte che non hanno ricevuto il Battesimo. Perciò risulta sempre più necessario non solo prendere atto della nuova realtà, ma anche ripensare l’azione pastorale di evangelizzazione, nonché seguire la precisa normativa circa l’ammissione al Battesimo di coloro che lo richiedono. Il punto di riferimento nelle diocesi italiane ed europee è il “Servizio diocesano per il catecumenato”, istituito proprio per accompagnare presbiteri e laici a percepire la nuova situazione e ad attrezzarsi adeguatamente per dare una risposta evangelica a coloro che vengono alla ricerca di un Parola significativa per la loro esistenza, ponendo in Cristo Gesù il centro vivo e il riferimento fondante.
In questa situazione sarà determinante il primo annuncio, che presenta la storia di Gesù, morto e risorto per noi, come “bella notizia” per la nostra vita e momento originante la conversione a Gesù Cristo nel desiderio di vivere con Lui come discepoli. E sarà determinante la mistagogia, cioè il tempo successivo alla celebrazione dei Sacramenti, durante il quale il neofita è gradualmente condotto a vivere ciò che ha celebrato e a inserirsi come membro attivo nella parrocchia.
don Andrea FONTANA - responsabile del
Servizio diocesano per il catecumenato