I certificati elettronici valgono per i matrimoni

Cancelleria - Le norme per l'accettazione della certificazione

Da qualche tempo il Comune di Torino, in accordo con la Prefettura, ha avviato il servizio di emissione e stampa di certificati anagrafici e di stato civile da casa, previo accreditamento al sito di Torino Facile. Tra i documenti che si possono stampare da casa vi è anche il certificato contestuale di cittadinanza, residenza e stato libero, ad uso esclusivo pubblicazioni di matrimonio, richiesto per i matrimoni concordatari dalla normativa canonica in vigore.

 
I Servizi Demografici di Torino assicurano la garanzia di autenticità dei certificati stessi che si presentano materialmente in una veste leggermente diversa rispetto a quelli rilasciati presso gli sportelli, in primo luogo perché non riportano la firma in originale dell’Ufficiale di anagrafe e stato civile.
 
I certificati stampati dalle postazioni degli utenti (che devono essere corredati dal bollo, da acquistare previamente in una tabaccheria, ma non hanno l’aggravio dei diritti di segreteria in quanto la Città di Torino rinuncia alla loro esazione in considerazione del fatto che i costi di stampa sono a carico dell’utente) sono validi a tutti gli effetti, differendo dalla autocertificazione, in quanto riportano l’ologramma della Città di Torino e sono autenticati grazie a una filigrana elettronica costituita da codici a barre bidimensionali. Chi li riceve può verificarne agevolmente l’autenticità collegandosi all’indirizzo www.torinofacile.it/verificacertificato digitando il numero riportato sul certificato medesimo o con lettura del codice stesso mediante lettore ottico. In questo modo si potrà rivedere a video lo stesso certificato stampato dall’utente.
 
La Segreteria della C.E.I., da me interpellata nel merito, ha dichiarato: «La procedura proposta dal Comune di Torino non presenta particolari innovazioni o controindicazioni. In particolare, la modalità con cui i dati vengono richiesti differisce dall’autocertificazione, in quanto l’interessato non compila, ma stampa dalla propria postazione il certificato. Avendo ogni certificato il suo numero identificativo, i parroci possono controllarne l’autenticità, collegandosi senza costi aggiuntivi al sito internet del Comune».
 
Da verifica effettuata presso gli Uffici comunali competenti, risulta che sui certificati contestuali ottenuti con questa modalità sono riportati tutti gli elementi richiesti dalla normativa canonica attualmente in vigore e sono assicurate le stesse garanzie del certificato emesso dallo sportello anagrafico.
Pertanto i parroci della Città di Torino, in occasione delle pratiche per le pubblicazioni matrimoniali, possono accettare anche questo nuovo modello di certificato contestuale di cittadinanza, residenza e stato libero (con l’indicazione esplicita: «celibe/nubile», oppure; «vedovo/a», oppure: «già coniugato/a»), ottenuto per via telematica. Non potrebbe invece essere accettato se recasse soltanto la dicitura: «stato libero» senza specificazioni.
 
Torino, 5 aprile 2011
mons. Giacomo MARTINACCI
Cancelliere arcivescovile
 
 
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