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Gioco d'azzardo, un freno alle sale gioco   versione testuale






FENOMENO PREOCCUPANTE – PALAZZO CIVICO STA METTENDO A PUNTO RIGIDE LIMITAZIONI DI ORARIO
Gioco d’azzardo, un freno alle sale gioco
Ipotesi dell’assessore Tedesco: vietare le scommesse prima di mezzogiorno e dopo mezzanotte
 
Restringere gli orari di apertura delle sale giochi. Dato che limitare l'apertura dei mini casinò è quasi impossibile (nonostante la presenza di un regolamento comunale, disatteso per i grandi centri scommesse, che prevede una «distanza di sicurezza» di almeno 200 metri dai luoghi sensibili, come scuole, chiese, ospedali) il Comune sta pensando di arginare il problema delle macchinette mangiasoldi con un ordinanza che ne restringa almeno gli orari di apertura: non prima di mezzogiorno e non oltre mezzanotte.
 
La proposta è stata annunciata dall'assessore alla Polizia municipale e al Commercio Giuliana Tedesco mercoledì 19 ottobre durante una riunione della Commissione Commercio, convocata per affrontare il tema, su sollecitazione di una mozione presentata dalla consigliera Chiara Appendino del Movimento 5 Stelle. L'intenzione sarebbe quella di ridefinire gli orari di apertura dei mini casinò. L'assessore ha annunciato che gli uffici comunali stanno lavorando a un'ordinanza che posticipi l'apertura dei centri scommesse dopo mezzogiorno e ne anticipi la chiusura entro mezzanotte su tutto il territorio cittadino. Ancora più stringenti, poi, gli orari ipotizzati per i bar, i circoli e le tabaccherie che ospitano video poker o altre macchinette: in questo caso il coprifuoco scatterà alle 22.
 
«È nostra intenzione – ha detto l'assessore Tedesco – limitare l'attività delle sale giochi, ridefinendone l'orario di apertura, per intervenire sul problema del gioco d'azzardo in maniera efficace». Proposito dimostrato anche dai numeri: nell'ultimo semestre i nuclei di Polizia amministrativa del Comune hanno effettuato 169 controlli sulle sale giochi, mettendo a segno 35 sequestri amministrativi.
 
Sempre negli ultimi sei mesi, il Comune ha negato l'autorizzazione all'apertura a ben 6 sale giochi su 8, pari all'80% delle richieste. Nelle vicinanze dei mini casinò, infatti, non devono essere presenti luoghi sensibili come case di cura, ospedali, luoghi di culto. «È questa – ha spiegato l'assessore – la prima forma di contrasto al proliferare delle sale giochi».
 
Resta comunque un problema: non tutte le sale giochi devono sottostare alle regole imposte dal Comune. Alcune, le più grandi, vengono autorizzate direttamente dal Ministero delle Finanze e sfuggono al controllo di Palazzo Civico. È una situazione paradossale, di cui la parrocchia Madonna delle Rose ha dovuto prendere atto pochi mesi fa, quando protestò invano contro la presenza di un centro scommesse a pochi metri dall’oratorio.
Gabriele GUCCIONE
Testo tratto da «La Voce del Popolo» del 30 ottobre 2011
 
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