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I patronati si affollano   versione testuale







I patronati si affollano
 
Cosa accadrà quando non sarà più possibile presentarsi agli sportelli per le pratiche Inps? Come faranno le persone anziane che hanno poca o nulla dimestichezza con il web? Saranno sufficienti i sevizi dei patronati? I membri del Comitato provinciale Inps hanno qualche perplessità: «Ci possono essere dei rischi in questa operazione – commenta Giuseppe Maio (Cigl) - Ad esempio i nostri patronati già per le pratiche più complesse, quelle delle pensioni, impiegano un certo tempo. Se per ogni piccola prestazione bisogna rivolgersi agli intermediari, si rischia che non si riesca a garantire a tutti il servizio». «La telematica può andare bene – conclude Maio - ma deve essere fatta in modo ragionevole, tenendo conto che chi deve supportare l’utenza sia in condizione di poterlo fare nei confronti di tutte le richieste che arrivano».
 
Maio porta un esempio: «Da due anni a questa parte vengono fatti in via telematica le domande di pensione di invalidità civile… Moltissimi disagi sono sorti - ci sono persone che da due anni non hanno ancora ricevuto la risposta – perché, dopo la domanda, la visita viene fatta dall’Asl, che deve poi però mandare in via telematica la risposta all’Inps. I due sistemi, però, fino a poco tempo fa non si parlavano, per cui continuavano a mandare l’esito della visita per cartaceo. L’Inps allora doveva prendere le pratiche, mandarle a Roma per trasformarle in formato elettronico…». «Stiamo superando le difficoltà lamentate dai membri del Comitato provinciale sulle lungaggini relative alle domande di pensione di invalidità civile – replica Gregorio Tito, direttore regionale per il Piemonte dell’Inps – tramite un metodo definito ‘cooperazione applicativa’: i due sistemi informativi delle Asl e dell’Inps si parlano, pur rimanendo distinti. L’uno trasmette in automatico all’altro gli esiti della visita medica, in formato elettronico. Tutto il Piemonte sta già lavorando con questo sistema; alcune situazioni arriveranno a regime entro gennaio. Siamo una delle prime regioni d’Italia ad aver adottato questo sistema».
 
Tito conferma che vi sono delle pratiche arretrate, in particolare sulla invalidità civile: «In Piemonte – spiega il direttore regionale Inps - riusciamo sostanzialmente a liquidare le pratiche che vengono presentate. Problemi possono esserci su singoli prodotti ed, in particolare, sulla invalidità civile, che stiamo normalizzando. In questi casi, la strategia è quella della sussidiarietà con la regia della Direzione regionale: le sedi che hanno problemi vengono aiutate da quelle che hanno la possibilità di farlo. Questo metodo sta funzionando molto bene, anche perché l'Inps, da anni, si è dotato di un sofisticato sistema di misurazione del lavoro e siamo quindi in grado di valutare chi ha problemi e chi può risolverli».
 
Anche Mario Gheddo, membro del Comitato provinciale torinese (per la Cisl) nutre delle preoccupazioni: «Il Governo continua a tagliare personale, quindi o si ricorre alla telematizzazione, oppure i tempi di attesa della popolazione diventano incredibili. Però non so bene come si svilupperà l’operazione, perché contemporaneamente i patronati sono in grave difficoltà, in quanto anche lì ci sono stati tagli, come nei confronti dei Caf».
Tullia Chionetti
Testo tratto da «La Voce del Popolo» del 25 dicembre 2011
 
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