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Per tutti i giovani è tempo di Sinodo   versione testuale







DIOCESI – L’ANNUNCIO UFFICIALE A PENTECOSTE E SI INIZIERÀ AD OTTOBRE
Per tutti i giovani è tempo di Sinodo
Un percorso di tre anni per favorire la riflessione, il dialogo e la testimonianza
 
Ha preso ufficialmente il via l’iter di preparazione per il «Sinodo della Gioventù», annunciato dall’Arcivescovo lo scorso novembre. Mons. Nosiglia nella serata di mercoledì 8 febbraio ne ha parlato in viale Thovez al Consiglio diocesano dei Giovani che, guidato da don Maurizio De Angeli, direttore della pastorale giovanile, e dall’Arcivescovo, avrà il compito in questi mesi di preparare il percorso. Si tratta, come ha spiegato mons. Nosiglia, di un cammino comune delle realtà giovanili diocesane modellato su un piano pastorale triennale. Il via al percorso sinodale il prossimo ottobre, la conclusione nel 2015. L’annuncio ufficiale all’Arcidiocesi è previsto il prossimo 26 maggio in occasione della Veglia di Pentecoste.
 
«Il Sinodo non è un evento - ha precisato l’Arcivescovo – è, come dice la parola derivata dal greco, una strada insieme, un percorso di unità che offra ai giovani opportunità ed iniziative di incontro, confronto ed azione in grado di superare la frammentazione che esiste tra le varie realtà ecclesiali del mondo giovanile per poter camminare ed operare insieme per rinnovare la Chiesa e il tessuto sociale». L’obiettivo principale si configura dunque nel trasmettere ai giovani «lo stile sinodale del dialogo e del confronto per trovare dei punti di convergenza su cui impegnarsi sul modello delle Giornate Mondiali della Gioventù». L’esperienza sarà indirizzata principalmente ai giovani che operano attivamente nelle parrocchie, nelle associazioni e nei movimenti per aprirsi al coinvolgimento dei coetanei che vivono al di fuori o ai margini delle realtà ecclesiali. In particolare il percorso ruoterà attorno a tre obiettivi principali che verranno sviluppati nel corso dei tre anni del Sinodo anche attraverso il supporto di appositi sussidi.
 
Il primo anno i giovani si interrogheranno sulla propria fede, sull’essere cristiani. Che cosa significa e che cosa comporta essere giovani credenti oggi? Un percorso che porti i ragazzi a scoprire l’essenza della fede che deve stare alla base, guidare e dare motivazione autentica a ciò che concretamente si intraprende nel servizio. Tutto ciò in sintonia con l’Anno della Fede indetto dal Papa per il prossimo anno pastorale. Il secondo anno si rifletterà sulla fede ecclesiale. «‘L’io credo’ – ha detto mons. Nosiglia - si deve confrontare e misurare con un ‘noi crediamo’». Si analizzerà dunque il rapporto tra giovani, Chiesa e comunità cristiana. In che modo i giovani possono aiutare la Chiesa torinese per renderla affascinante, vicina alla gente, una Chiesa che comunica la fede in Gesù Cristo mediante l’amore e la carità? Infine l’ultimo anno la missione vera e propria. L’annuncio negli ambienti di vita, di lavoro, del tempo libero, nella strada dove si ritrovano «gli altri» giovani. «In particolare – ha sottolineato il Vescovo - si cercherà di dare voce e accoglienza ai giovani immigrati attraverso il coinvolgimento attivo nelle realtà giovanili. Un Sinodo – ha concluso l’Arcivescovo - per far entrare nel mondo, a partire dai giovani, la fede personale ed ecclesiale come ricchezza per la società».
Stefano DI LULLO
Testo tratto da «La Voce del Popolo» del 19 febbraio 2012
 
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