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Diario

 
Terminati i restauri nella cripta sottostante la cattedrale di San Giovanni
Ecco l'«altro» Duomo

Un magnifico complesso liturgico e archeologico – La tomba di Della Rovere

La tomba del cardinale Domenico della Rovere è tornata alla luce nella cripta del Duomo di Torino. È l’Arcivescovo che fece costruire la Cattedrale nel 1498: della sua sepoltura si persero le tracce nei numerosi restauri che in questi cinque secoli hanno «travagliato» la Cattedrale. Ora però, mentre si concludono i lavori  che hanno riportato alla luce la magnifica cripta, anche il primo cardinale di Torino riavrà una «memoria» nella sua chiesa.

La sepoltura del cardinale sarà ricollocata in Duomo nei prossimi giorni, tumulata con lapide sul lato destro del transetto (sotto l’organo, di fronte alla porta della sacrestia). È solo un piccolo tassello, nel recupero del vasto patrimonio storico – architettonico che, iniziato nel gennaio 2000, si completa in questi giorni. Con il cantiere nella cripta, infatti, sono stati individuati e portati alla luce sul lato sotterraneo destro e su quello sinistro del Duomo alcuni resti delle chiese paleocristiane di Santa Maria e San Salvatore (V secolo): due delle tre antiche basiliche che il cardinale Della Rovere fece demolire, insieme a quella di San Giovanni, per innalzare l’attuale Cattedrale.

Ritorno alle origini
I restauri realizzati sotto il Duomo dall’architetto Maurizio Momo (con i collaboratori Chiara Momo, Stéphane Garnero, Alberto Momo e Veronica Maselli) non sono per ora aperti ai visitatori. Sono stati commissionati dalla diocesi (parrocchia di San Giovanni), finanziati con una parte del denaro stanziato dal Governo nazionale dopo l’incendio dell’aprile 1997 e che rientrano nei finanziamenti per le manifestazioni del Giubileo fuori Roma (costi complessivi: circa 7 miliardi di vecchie lire). I lavori permettono di ricostruire il più completo percorso archeologico a ritroso nella storia della Chiesa torinese, fino all’epoca di San Massimo.

Un gazebo trasparente sul lato destro del Duomo, in piazza San Giovanni sotto le scale della sacrestia, è la porta di accesso a questo tesoro sotterraneo. Una scala (attrezzata per i visitatori disabili) conduce subito ai resti della cripta della chiesa di Santa Maria, appena fuori dal perimetro della Cattedrale. Ampie tracce delle mura absidali si scorgono chiaramente sulla destra scendendo pochi gradini, insieme a porzioni di pavimento decorato in pietra bianca e al tronco di una colonna. Apposite passerelle con pavimento in vetro consentono di apprezzare i reperti.

Si accede quindi ai veri e propri sotterranei della Cattedrale, dove in anni recenti sono state ospitate alcune delle attività pastorali e oratoriali della parrocchia del Duomo. Il cardinale della Rovere aveva progettato di usare anche la cripta del Duomo come chiesa adibita al culto: i restauri hanno portato alla luce l’imponente struttura di tre navate rinascimentali, perfettamente intatte e simmetriche rispetto alla pianta del Duomo.

«L’impianto architettonico della cripta – spiega l’architetto Momo - riproduce fedelmente il tracciato del piano superiore. Soltanto il locale originariamente adibito a sacrestia, al fondo del presbiterio, risulta un ambiente separato. Le volte a botte e a crociera delle navate sono sostenute da sette grandi pilastri rettangolari, collegati da archi di notevole spessore».

Splendido il colpo d’occhio. Gli archi murati fra le colonne sono stati completamente riaperti. L’intonaco originale delle volte è stato pulito e risulta intatto, con grandi medaglioni («centri volta») segnati dallo stemma del cardinale Della Rovere. L’intonaco delle pareti è stato reintegrato. Il pavimento in cotto, quasi interamente perduto, è stato ricostruito a imitazione dell’originale.

Sotto il pavimento è stato ricavato un immenso «vespaio», con impianti di ventilazione e riscaldamento: sono predisposti per l’eventuale utilizzo della cripta a scopo espositivo, mentre la pavimentazione consente di rimuovere le piastrelle e adattarsi ad ogni tipo di allestimento.
In corrispondenza del transetto sinistro della cripta una serie di passerelle trasparenti mette in evidenza i resti della seconda chiesa paleocristiana: San Salvatore. Con le fondamenta della cripta, in questo caso, si mostrano intatte antiche sepolture e una grande cisterna utilizzata come ossario. Della chiesa di San Salvatore è stato rinvenuto nel 1909 un prezioso mosaico che la Soprintendenza ai Beni Archeologici si prepara ad esporre sull’esterno del Duomo, sotto una grande piramide di vetro già allestita all’ombra del campanile.

Della Rovere
Le spoglie del cardinal Della Rovere furono murate sotto gli archi della cripta della Cattedrale. Non era certo questa la loro collocazione originale, ma qui l’Arcivescovo fu probabilmente collocato dopo l’iniziale sepoltura a Roma. Precise indicazioni scritte sulla cassetta che conserva le ossa consentono di individuare il cardinale, mentre si procede all’identificazione di altri Vescovi ed ecclesiastici rinvenuti nella stessa posizione e che troveranno adeguata collocazione negli ambienti della cripta. 

I sotterranei del Duomo custodivano altri tipi di sepolcri. Numerose lapidi, indicazioni sui muri e incisioni attendono di essere studiate e messe a confronto della storia. Oltre all’ossario degli ecclesiastici sono state rinvenute a ridosso delle mura perimetrali lunghe sequenze di tombe a botola. E una ulteriore zona cimiteriale è stata rinvenuta sotto il sagrato del Duomo ed è oggetto di scavi. È infine noto che nella zona del presbiterio ebbero sepoltura fino alla costruzione della Basilica di Superga alcuni componenti di Casa Savoia.

Le tracce di Guarini
Elementi architettonici «posticci», a ridosso del presbiterio, documentano fin dalle fondamenta del Duomo le modifiche che l’architetto Guarino Guarini fu costretto a innestare sull’edificio rinascimentale in vista della costruzione della Cappella della Sindone (1694). La Cupola era piuttosto ardita, pesantissima e non avrebbe potuto poggiare sui muri della Cattedrale e di Palazzo Reale: di qui la realizzazione di lunghissimi pilastri e rinforzi alle fondamenta, ben individuabili nei sotterranei.

La cripta racconta del Duomo anche questo pezzo di storia. E testimonia la disastrosa devastazione provocata dall’incendio del 1997 non solo alla Cappella di Guarini, ma ai locali sottostanti (sacrestia vecchia del Duomo), fino ai sotterranei della Cattedrale. Per reggere la Cupola pericolante sono stati costruiti 6 anni fa enormi pilastri di metallo: perforano tutti i livelli dell’edificio, nessuno sa per quanto tempo ancora.

L’area archeologica
Un frammento delle antiche terme romane è stato isolato e messo in evidenza nella navata sinistra della cripta, suggerendo una strettissima continuità tematica fra il complesso sotterraneo del Duomo e l’area archeologica circostante. Il recupero della cripta e delle basiliche paleocristiane è stato realizzato a tempo di record dalla diocesi di Torino, ma si colloca idealmente nella più vasta cornice degli interventi in corso per la valorizzazione dell’area compresa fra le Torri Palatine e Palazzo Reale.

Si trova qui una delle massime concentrazioni di beni storico - culturali: le Torri, l’anfiteatro, le terme, il polo della Cattedrale, il Museo di Antichità, Palazzo Reale e il prossimo trasferimento della Galleria Sabauda nella «manica nuova» di Palazzo. La prevista riqualificazione di piazza San Giovanni, con «mimetizzazione» del brutto palazzo comunale dei Lavori Pubblici, dovrebbe accompagnare il rilancio di questo tesoro.

Alberto RICCADONNA

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