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Pastorale dei Giovani
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Sussidio Oratorio Estivo 2018

Yubi – I custodi delle Luci
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L’Ufficio di Pastorale Giovanile dell’Arcidiocesi di Torino e la NOI Torino propongono per l’Oratorio estivo 2018 il Progetto Educativo Yubi – I custodi delle Luci di Oragiovane, che mette al centro il tema dell’Amicizia a partire dal concetto di Grazia di Dio. La parola “Grazia” è suggerita da papa Francesco come il cuore del tema della GMG del 2018: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio” (Lc 1,30).

Il Tema educativo: l’amicizia, segno della Grazia che viene da Dio

Oggi è più che mai urgente proporre in uno strumento importante come un sussidio estivo, itinerari formativi centrati su parole ed esperienze che esprimano dei “fondamentali” condivisi per la vita di ogni persona, in particolare per la vita dei più giovani. Anche se attraverso momenti di paura, fatica e fragilità, essi sono chiamati a progettare e operare scelte ispirate ad accoglienza e ospitalità sia nei confronti di se stessi sia nei confronti di ogni “altro”.

Nel Progetto del sussidio per l’Oratorio estivo di quest’anno, alcuni di questi “fondamentali” sono raccolti attorno ai verbi “Incontrare”, “Camminare”, “Conoscere” e “Scegliere”. Ognuno di essi verrà a sua volta declinato in ulteriori quattro parole che tracceranno le 16 tappe del percorso dell’Oratorio estivo.

Nelle Scritture la “Grazia” esprime l’atteggiamento di Dio nei confronti dell’umanità e di ogni essere umano e dunque è la sua attenzione e la sua cura per tutti i suoi figli, ovunque essi si trovino e per qualsiasi “diversità” essi si caratterizzino. Potremmo dire che la “Grazia” è l’Amicizia di Dio stesso, e dunque è anche la forza che Egli dona alle donne e agli uomini per attraversare ogni “paura” e per diventare e rimanere amici tra di loro.

Proprio alla luce della parola “Grazia”, i quattro verbi elencati più sopra assumono un nuovo significato. Per i cristiani, infatti, è in Gesù Cristo che la “Grazia” di Dio si manifesta pienamente: ad ogni persona è rivolto l’invito ad accogliere il dono della Grazia e quindi ad “Incontrare” Gesù e il suo sguardo, a “Camminare” con Lui, a “Conoscere” le Sue parole e Suoi gesti e, infine, a “Scegliere” di rimanere con Lui.

Il Sinodo dei Giovani

Il tema dell’Amicizia si arricchisce di ulteriori suggestioni grazie alla riflessione che la Chiesa sta proponendo con il Sinodo dei Giovani. Nel Documento preparatorio (“I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”) si afferma:

“la Chiesa ha deciso di interrogarsi su come accompagnare i giovani a riconoscere e accogliere la chiamata all’amore e alla vita in pienezza, e anche di chiedere ai giovani stessi di aiutarla a identificare le modalità oggi più efficaci per annunciare la Buona Notizia”.

Il Sinodo dei Giovani permette di allargare lo sguardo e di riscoprire l’Amicizia come luogo privilegiato di ricerca di senso, esperienza che manifesta il bisogno di pienezza e di amore autentico.

L’Amicizia infatti ha a che fare profondamente con il “progetto di vita” che ogni giovane tesse e realizza quotidianamente con differenti cammini di crescita. Nel confronto aperto e sincero tra pari e con figure adulte significative, le diverse esperienze di vita sono vissute con tenacia e interpretate con ottimismo perché i tempi e la fatica dei singoli sono rispettati e valorizzati.

Il progetto educativo che Oragiovane ha pensato per il l’Oratorio Estivo 2018 vuole proprio inserirsi nel “cammino-insieme” (syn-odòs) che il Sinodo rappresenta e dare la parola ai più giovani, ai “piccoli” che per la Chiesa hanno una funzione “profetica”: “Attraverso i giovani, la Chiesa potrà percepire la voce del Signore che risuona anche oggi”.

Il discepolo amato

Come “icona” evangelica di riferimento per il Sinodo dei Giovani, la Chiesa propone il “discepolo amato” che nel Vangelo di Giovanni viene tradizionalmente identificato con lo stesso apostolo Giovanni. Ci sembra un’immagine molto bella ed estremamente significativa per il percorso che questo Progetto suggerisce di intraprendere, soprattutto per la formazione animatori. Il discepolo amato – si afferma nel Documento preparatorio del Sinodo – identifica “sia la figura esemplare del giovane che sceglie di seguire Gesù, sia «il discepolo che Gesù amava»” (Gv 13,23; 19,26; 21,7).

Ecco altri passaggi che presentano questa figura evangelica nel medesimo Documento:

Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: “Che cosa cercate?”. Gli risposero: “Rabbì – che, tradotto, significa Maestro –, dove dimori?”. Disse loro: “Venite e vedrete”. Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio» (Gv 1,36-39) […]. Grazie al coraggio di andare e vedere, i discepoli sperimenteranno l’amicizia fedele di Cristo e potranno vivere quotidianamente con Lui, farsi interrogare e ispirare dalle sue parole, farsi colpire e commuovere dai suoi gesti.

La storia di YUBI: in Giappone alla scoperta delle luci perdute

“L’UNO si separa, i DUE lo riuniranno.
Un TERZO della Valle e i NAKAMA dell’Oltre
giungeranno nel Tempo della Rinascita
per accompagnare i Degni.
Il tramonto dei giorni bui sarà segnato
dall’alba delle QUATTRO luci:
YUBI risorgerà
e l’antico potere tornerà a regnare”.

Nell’antico Giappone due villaggi all’interno di una valle sono in conflitto da secoli. Rukea – lo spirito della paura – alimenta la loro rivalità e si nutre dei loro sospetti, in attesa di conquistare il tempio di Yubi al centro della valle, ultimo ostacolo al regno dell’oscurità. Ichiro e Rui, due ragazzi appartenenti ai villaggi rivali, vengono scelti da Shiro – lo spirito della scimmia – per ritrovare le quattro luci del tempio di Yubi andate perdute: soltanto il loro potere potrà fermare Kaeru e riportare la pace nella valle.

Con l’aiuto del buffo pollo Tori e di due magiche armi – lo Scrigno della Luce e il Pennello della Parola – i due ragazzi dovranno superare mille insidie e difficoltà e si troveranno ad affrontare l’ostacolo più grande che si nasconde nel loro cuore: la diffidenza e la mancanza di fiducia reciproca. Riusciranno a conquistare le quattro luci, vincendo le loro incomprensioni e le trappole di Kaeru, per salvare la valle da un terribile conflitto?

Guidati dagli spiriti delle luci, Ichiro e Rui impareranno lentamente a fidarsi l’uno dell’altra, “uscendo” dai loro pregiudizi e aprendo il cuore all’accoglienza “dell’altro”, per scoprire il legame che supera le rivalità e costruisce un mondo nuovo: l’AMICIZIA.

La storia che funge da cornice narrativa del sussidio estivo per lOratorio è stata scritta da Lorenzo Giol e adattata per le scenette giornaliere da Gilberto Ruzzante e Riccardo Bergo. La drammatizzazione ha caratterizzato in modo più ampio o diverso i luoghi, episodi e personaggi, al fine di consentirne la realizzazione anche senza grandi mezzi e di integrare tutti gli aspetti formativi che sono alla base del progetto educativo del sussidio estivo.

Che dite?!?! È arrivato il momento di preparare il nostro Oratorio Estivo e di farci sorprendere dalla saggezza di antiche civiltà giapponesi e far vivere ai nostri bambini e ragazzi la grande avventura che ci farà ri-scoprire il senso dell’amicizia, ma soprattutto della Grazia di avere degli amici.

Film d’Animazione: YUBI – I Custodi delle Luci

Oragiovane – ITA, 2018. Durata 75 minuti

Dai creatori delle grandi avventure dell’Estate Ragazzi ESPERA e EDELON, arriva il primo straordinario film d’animazione di oragiovane. Con tanti divertenti personaggi ti poterà nell’antico oriente per riscoprire la bellezza dell’amicizia autentica.

Yubi – I Custodi delle Luci è una storia di coraggio e amicizia

In un’antica valle del Giappone, abitata dai due piccoli villaggi rivali di Meiyo e Sonkei, un potere oscuro sta ingrandendosi e crescendo sempre di più.  Il tempio ponte, che unisce i due versanti della valle, sembra nascondere nel suo passato l’unico potere in grado di sconfiggere questa oscurità.

Toccherà a Ichirō e Rui, due ragazzini provenienti dai due villaggi, salvare la valle grazie a due strumenti magici: il bastone della luce e il pennello della parola. Solo imparando a conoscersi e collaborare potranno risvegliare le quattro antiche luci del tempio, unica salvezza contro lo spirito della paura.

Introduzione al nuovo sussidio YUBI

La multi-narrazione nell’estate ragazzi come opportunità educativa

L’Oratorio estivo è una grande possibilità di attivazione e coinvolgimento di tanti giovani che ogni anno si impegnano nell’animazione e nel servizio ai più piccoli. Da sempre il tempo privilegiato dell’estate diventa fucina di grandi e piccoli eventi nelle nostre comunità.

Ci siamo chiesti come questi momenti possano diventare significativi per la pastorale giovanile, non sporadici e confinati alla stagione estiva ma occasione di continuità per promuovere un’idea di servizio come stile di vita suggerito da Gesù nel Vangelo, e possibilità per i nostri giovani di appropriarsi del loro posto nella comunità.

Negli ultimi anni, con l’evoluzione delle tecniche e dei canali di comunicazione, i materiali editoriali tradizionali – sussidi per la formazione e l’animazione – sono stati affiancati da nuovi strumenti che viaggiano sui canali new media: portali web, applicazioni mobile, audiovisivi, ecc…

“Il tempo è superiore allo spazio”. Sembrerà una semplice citazione del Papa ma per noi è stato l’inizio di un’illuminante riflessione sul “come” operare all’interno della nostra prospettiva progettuale. Il mondo che ci circonda costantemente mette in atto strategie e progetti che, impattando sulla realtà, creano delle trasformazioni che portano al cambiamento delle strutture di relazione sociale.

Verso un nuovo approccio all’estate

Gli Oratori sono da sempre il luogo dell’educazione delle generazioni e della testimonianza evangelica autentica, perché fondata sull’incontro e su esperienze autentiche di relazione.

Tuttavia la contemporaneità ha messo in discussione i modelli di “incontro”, offrendo sempre più nuove formule fino a ieri non possibili.

La rete, i social network, le app, i video, il gaming sono solo alcuni esempi delle possibilità attraverso le quali oggi un millennial può “incontrare” persone fino a ieri lontane e proposte di varia natura, intessere dialoghi sui temi più disparati, coinvolgere e coinvolgermi in progetti che sente affine… e l’elenco delle varie formule di incontro potrebbe continuare.

Spesso nel dialogo contemporaneo, in merito all’educazione giovanile, i nuovi linguaggi vengono percepiti e associati a qualcosa di pericoloso, di non interessante, e spesso dietro a questo giudizio rimane una certa paura della non comprensione del nuovo strumento.

Questi “nuovi luoghi” rappresentano una sfida e una nuova opportunità per poter creare strumenti e metalinguaggi che possano essere più vicini ai nostri ragazzi e abitare gli spazi che essi stessi abitano nella loro realtà, non soltanto fisica, ma anche virtuale.

Tutti questi strumenti (film d’animazione, app, gaming, ecc…) sono la possibilità concreta di incontro, in cui bambini e ragazzi possono apprendere, conoscere e sperimentare il messaggio evangelico tradotto in modo “simbolico”.

Questo approccio non va a togliere importanza all’Oratorio, che rimangono centro pulsante dell’incontro e luogo privilegiato della testimonianza, perché spazio dove poter incontrare “testimoni” adulti e in grado di intessere relazioni che generano comunità. Questo approccio vuole essere catalizzatore di incontri che partendo dal virtuale spingono a volere interagire in quel luogo dove l’estate e l’incontro intergenerazionale ha luogo, ossia l’Oratorio estivo.

Abbiamo perciò ragionato su un possibile modello nuovo, che permettesse all’esperienza estiva oratoriale di “uscire fuori” per abbracciare tutti quegli ambienti che spesso come cattolici non abitiamo e che sempre più spesso sono i luoghi dove i bambini e ragazzi abitano: il mondo digitale e cross-mediale.

Se il nostro Oratorio è luogo fisico di esperienze autentiche di relazione, gli ambienti digitali possono rappresentare un’opportunità di incontro che possa mettere in relazione la rete digitale con l’Oratorio fisico.

Teatro e video, come strumenti per evangelizzare

Fin dall’antichità il raccontare storie è stato la possibilità di tramandare la conoscenza e al tempo stesso la possibilità concreta di fare cultura all’interno delle comunità.

La Narratività (storytelling, parola di moda negli ultimi anni) nel suo complesso è di per se stessa un nucleo educativo, perché costruita di linguaggi simbolici e in grado di parlare ai cuori di molti attraverso le emozioni che i protagonisti del racconto vivono.

Gustare le “storie” nella loro interezza diventa importante per poter trasferire contenuto!

La stessa Bibbia e lo stesso Vangelo non sono altro che grandi libri di “narrazioni” attraverso la quali noi stessi possiamo apprendere la “Storia della Salvezza”.

Oggi, il raccontare “storie” all’interno dei nostri contesti educativi è possibile essenzialmente attraverso due modalità: i video/film (mezzo cinematografico/social) e il teatro.

I due linguaggi si integrano e non si sostituiscono: sono tra loro complementari in quanto vanno a lavorare con modalità diverse su attenzioni educative e di comunicazione di diverso tipo.

Il teatro è uno strumento privilegiato di relazione. Fin dai tempi di Don Bosco, che ne vide subito le grande possibilità educative, permette di creare relazioni non solo tra chi “recita” ma anche con i ragazzi “spettatori” i quali non sono soltanto soggetti passivi ma, nelle modalità che vi proponiamo, sono attivi all’interno della rappresentazione, che prende vita attorno a loro. Ecco perché parliamo di “Anim-attori” e di “Spett-Attori”: gli animatori educano tramite il teatro; i ragazzi sono i veri protagonisti della storia narrata, che si sviluppa grazie a loro e ai loro interventi a fianco dei vari personaggi.

Crediamo fermamente nel protagonismo che si “innesca” nei giovani che con passione e impegno scelgono di mettersi a servizio degli altri attraverso questa forma di narrazione.

Recitare è a tutti gli effetti non solo educare ma soprattutto educarsi!

Il mettere in scena un copione teatrale (per quanto semplice sia) richiede da parte dell’adolescente la capacità di “mettersi in gioco” e offre la possibilità di mettere il desiderio di protagonismo a servizio dell’educazione. Lo aiuta a crescere nella responsabilità, lo mette nella condizioni di sviluppare creatività e capacità relazionali di gruppo, lo educa alla comprensione di se, alla capacità di comunicare, alla gestione delle emozioni.

La narrazione teatrale se vissuta pienamente è in grado di far scoprire ai giovani la bellezza di mettersi a servizio degli altri: l’anim-attore non recita per se stesso ma lo fa con lo sguardo rivolto ai tanti bambini che partecipano all’esperienza estiva.

Lo strumento digitale video, invece, ha la caratteristica di essere immediato e di facile condivisione, permettendo ai contenuti proposti di essere “gustati” da molti, anche non direttamente in relazione con il luogo “fisico” nel quale sono stati prodotti. Inoltre, in realtà con pochi animatori o che propongono attività della durata di una settimana, consente la presentazione della cornice narrativa in modo più flessibile di quanto sarebbe possibile con il teatro (pur con tutti gli adattamenti proposti). Così come può essere utilizzato al termine dell’esperienza per “rivedere” con un altro linguaggio quanto vissuto durante le settimane, richiamando alcuni aspetti e concludendo con una festa. Non deve però essere considerato la “via di fuga” per evitare l’animazione teatrale o per impegnare gli animatori solo in giochi, laboratori e attività di gruppo “perché sennò hanno troppo da fare” oppure perché “nessuno vuole recitare”. Ciò che viene a mancare con il video, infatti, è l’interazione diretta tra animatori e ragazzi che resta fondamentale in ambito educativo e che è favorita dalla dimensione teatrale.

In conclusione, benché entrambi i linguaggi puntino a “narrare” il contenuto, rimangono per natura e finalità molto diversi e hanno quindi effetti diversi sui nostri ragazzi. Il linguaggio video permette di conoscere e apprendere più velocemente il contenuto, mentre il linguaggio teatrale “scava” dentro i ragazzi facendoli diventare protagonisti positivi nei nostri contesti e offrendo un percorso di impegno e di crescita.

Da sempre impegnati ad educare nella prospettiva di “Chi anima Educa”, riteniamo che la scelta di iniziare un nuovo percorso orientato ai nuovi media non debba togliere all’esperienza estiva il grande ruolo dell’animazione teatrale quale motore di relazioni autentiche di crescita, ma offrire un ulteriore strumento da utilizzare “a fianco” del teatro e a servizio di animatori e ragazzi per vivere al meglio l’esperienza educativa.

Luca Baldi, Oragiovane

Come prenotare i materiali del sussidio estivo di Yubi

Oragiovane mette a disposizione di tutti gli Oratori un sito web www.storeoragiovane.it attraverso il quale ordinare in modo semplice e veloce tanti materiali originali, personalizzati con le grafiche del tema dell’anno.

Tutti i prodotti proposti, dalle t-shirt ai cappellini, dai poster ai braccialetti in silicone, sono selezionati per garantire un’eccellente qualità e durata nel tempo sia dei materiali che delle stampe e tecniche di personalizzazione utilizzate.

Alcuni prodotti sono sempre disponibili salvo esaurimento scorte (cappellini, braccialetti, poster), mentre le t-shirt vengono stampate sulla base degli ordinativi raccolti in precisi scaglioni di ristampa (visibili anche nello store a margine di ogni prodotto) che è fondamentale rispettare per evitare di rimanere senza le magliette.

La tabella seguente riporta le date di scadenza entro le quali devono essere inoltrati gli ordini e la data in cui gli stessi verranno spediti.

RISTAMPA

DATA DI SCADENZA

DATA DI SPEDIZIONE

Prima ristampa 30 aprile 2018 23/25 maggio
Seconda ristampa 20 maggio 2018 6/8 giugno
Terza ristampa 10 giugno 2018 25/27 giugno

 

Guarda il trailer del film d’animazione Yubi – I custodi della luce

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