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“La bellezza del riscatto” incontro con Grégoire Ahongbonon

Giovedì 10 Maggio ore 20:45 Piccola Casa Divina Provvidenza - TORINO
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Grégoire. Quando la fede spezza le catene

L’eccezionale storia del «Basaglia d’Africa»,  l’uomo che ha accolto più di 60.000 persone con problemi psichici accolte in 25 anni di aiuto e interventi; 25.000 malati di mente attualmente ospitati in 8 Centri di cura, 28 Centri di consultazione medica, 13 Centri di reinserimento dislocati in 4 Paesi. Oltre un migliaio le persone liberate dalle catene, metodo purtroppo ancora spesso usato in vari contesti africani per «trattare» i malati psichici; 36 gli anni di incatenamento subiti da un donna, Janine, malata di mente.

Questi sono i numeri che danno l’idea dell’incredibile vicenda di vita di Grégoire Ahongbonon, raccontata nel libro Grégoire. Quando la fede spezza le catene (Editrice missionaria italiana, pp. 160 euro 16, prefazione di Eugenio Borgna).

Quella di Grégoire Ahongbonon è una storia di eccezionale impegno sociale e cristiano. Nato nel 1953 in Benin, trasferitosi in Costa d’Avorio dove ha riscontrato un certo successo imprenditoriale, dopo una crisi religiosa molto forte vissuta nel 1982, vive un’esperienza di conversione durante un pellegrinaggio in Terrasanta dove nasce il suo desiderio di servire «gli ultimi tra gli ultimi». Tornato in patria, fonda l’Associazione San Camillo de Lellis, che – dopo essersi occupata di carcerati – nel 1992 apre il suo primo centro di accoglienza per malati in un ex cafetteria dell’ospedale di Bouaké di Costa d’Avorio.

Da quell’anno inizia un’epopea di carità e umanità che Rodolfo Casadei racconta in presa diretta, grazie ai viaggi compiuti in diversi paesi visitando i vari centri di accoglienza di Grégoire. La cura dell’ex manager di taxi verso i malati psichici è molto semplice, così sintetizzata in un documentario della BBC sull’esperienza della San Camillo: «Medicinali a prezzi economici, un approccio profondamente umano e uno staff formato da ex pazienti sono la chiave del successo» dei centri della San Camillo.

Il racconto di Casadei si infiamma quando vengono rievocati i numerosi episodi (si stima siano stati oltre un migliaio di casi) in cui Grégoire ha liberato letteralmente dalle catene persone afflitte da malattie psichiche: caduti spesso prigionieri di pseudo-santoni locali o di falsi guaritori «cristiani» che in cambio di offerte economiche promettono guarigioni miracolose, questi malati vengono affidati dalle famiglie in situazioni di vera e propria schiavitù: incatenamenti, prigionia forzata, pesanti catene di metallo, ancorati con la forza ad alberi, queste vittime incarnano quelle persone «più ultime» verso le quali Grégoire si sente chiamato. Spinto da una certezza granitica: «Fino a quando ci saranno un uomo o una donna incatenati a un albero o dentro a una capanna, tutta l’umanità sarà incatenata».

Come scrive il noto psichiatra Eugenio Borgna nella Prefazione, quelle di Casadei sono «pagine che si leggono con il cuore in gola»: «Grégoire è un africano dalla passione e dalla fede, dalla carità e dalla speranza inenarrabili. Un libro bellissimo».

IL TOUR

Per raccontare la propria storia Grégoire Ahongbonon sarà in Italia durante il mese di maggio per una serie di incontri pubblici di testimonianza.

A Torino l’appuntamento è fissato per Giovedì 10 maggio ore 20.45 – Piccola casa divina provvidenza – Via Cottolengo 12 nell’ambito degli eventi SaloneOFF 2018.

L’AUTORE

Rodolfo Casadei giornalista, classe 1958, romagnolo di nascita e milanese di adozione, dal 1998 è inviato internazionale di Tempi. In precedenza è stato redattore specializzato per l’Africa del mensile Mondo e Missione. Ha svolto reportage in 50 paesi del mondo, soprattutto africani e mediorientali. Ultimamente ha compiuto missioni in Siria, Iraq, Nagorno Karabakh, Benin, Togo e Costa D’Avorio. Ha pubblicato una decina di libri, tra i quali Tribolati, ma non schiacciati. Storie di persecuzione, fede e speranza (Lindau). Nel 2005 gli è stato assegnato il Premio giornalistico dell’Unione Cattolica della Stampa Italiana «Il genio della donna».

Contatti:  011.51 56 372 / missionario@diocesi.torino.it