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LUE CERCA DI NON AFFONDARE. IL CASO UNGHERIA Il mondo in bilico (anche senza i Maya) Il 2011 non era finito bene, né per lEuropa né per molti altri Paesi del mondo. Dalla Nigeria dei massacri dei cristiani fino alla Siria della repressione sanguinosa dellopposizione, dal crescente nervosismo dei mercati finanziari alla decrescita non proprio felice delleconomia e delloccupazione, già arrivavano chiari messaggi per annunciare un 2012 difficile. Purtroppo lanno nuovo sta confermando largamente quei pronostici e ha tutta laria di non essere che un inizio. Proprio dalla Nigeria sono appena giunte notizie di nuovi massacri di cristiani e dalla Siria la novità non è la fine della repressione del regime ma quella di attentati suicidi, stile iracheno, che non augurano nulla di buono per quel Paese. Sulle sponde del Mediterraneo i nuovi governi, germogliati dalla «primavera araba», stentano a dare frutti rassicuranti per il futuro della democrazia. Intanto lIran risponde allannuncio di nuove sanzioni economiche accelerando i suoi minacciosi esperimenti nucleari, un tema che tiene con il fiato sospeso anche lEstremo oriente dove la Corea del Nord affronta una transizione di potere ad alto rischio. Nella ancora pacifica Europa è il quadro economico a tenere con il fiato sospeso. Gli Stati europei che dovranno rifinanziare il loro debito pubblico - in testa lItalia seguita da Francia, Spagna ma anche Germania - guardano con ansia ai costi per interessi che dovranno affrontare. Fuori dalla zona euro, in Ungheria, il fallimento finanziario potrebbe essere imminente, se il nuovo governo populista ed euroscettico di Vicktor Orban non rivede le sue nuove disposizioni sulle limitazioni allindipendenza della magistratura e della propria Banca centrale e - si spera - alla libertà di stampa. Il soccorso richiesto al Fondo monetario internazionale e allUE passa anche di lì. Nelleurozona, in Grecia, ritorna vicino - a marzo, annuncia il governo - il rischio di un fallimento finanziario se nuovi fondi non verranno messi a disposizione del Paese; in Spagna, il nuovo governo non sembra rassicurare i mercati e il Belgio ha appena adottato un bilancio non rassicurante per la Commissione europea che minaccia pesanti sanzioni. Ma è ormai lItalia lepicentro del terremoto in corso. Ne sa qualcosa il premier Monti alle prese con i colleghi francese, tedesco e inglese per convincerli sullefficacia della manovra italiana e severo con lUE accusata, a ragione, di essere debole e non fare la sua parte. A Bruxelles è in corso un complicato negoziato per accelerare ladozione di un Accordo a 26 - la Gran Bretagna è fuori - deciso lo scorso 9 dicembre per risanare le finanze pubbliche europee. Un accordo solo intergovernativo, per ora con una forte dimensione punitiva, voluto dalla Merkel prima di allargare i cordoni della borsa mentre intanto si stanno allargando le prospettive di recessione in molti Paesi, con il rischio di straripare sulla Germania. In ballo anche ladozione di una «Tobin tax» in favore della quale si schierano Francia,Germania e Italia, con il risultato di approfondire lo strappo con la Gran Bretagna. A rendere più difficile la gestione di questi problemi intervengono le possibili transizioni politiche in occasione di un denso programma di appuntamenti elettorali. Dopo i recenti avvicendamenti al governo in Irlanda, Grecia, Portogallo, Spagna e Belgio e Italia, a maggio ci saranno le elezioni presidenziali in Francia, nel 2013 in Germania e, salvo incidenti di percorso per il governo Monti, in Italia. Più lontano da noi, ma con conseguenze per lEuropa, questo sarà anche lanno delle elezioni presidenziali negli USA, nella Russia di Putin e della transizione di potere nelle alte gerarchie cinesi. Tutti appuntamenti che faranno fibrillare il quadro politico e renderanno più accidentato il cammino verso un ordinato governo delleconomia mondiale e europea. Questo 2012 non sarà quello della fine del mondo attribuita alla profezia Maya, ma se il buongiorno si vede dal mattino, allora teniamoci forte e buon anno a tutti. Franco CHITTOLINA Testo tratto da «La Voce del Popolo» del 15 gennaio 2012 |
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Ultimo aggiornamento di questa pagina: 11-GEN-12
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