LAPPELLO DEI VESCOVI A VALORIZZARE LINSEGNAMENTO PROPOSTO Ora di religione: risorsa per le famiglie Un aiuto per i giovani a trovare risposte al senso della vita e a confrontarsi
Gennaio, tempo di iscrizioni scolastiche e anche di scelta per linsegnamento della religione cattolica. Questultimo «è un appuntamento di grande responsabilità perché consente, a voi studenti, di riflettere sulla validità di tale proposta e di decidere se farne risorsa per la vostra formazione e, a voi genitori, di ponderare le possibilità educative offerte ai vostri figli».
Una grande opportunità: è il concetto che guida lappello che la presidenza della Conferenza episcopale italiana rivolge ai «cari studenti e genitori» chiamati «a esprimervi sulla scelta di avvalervi dellinsegnamento della religione». È un momento difficile per la scuola, attraversata da contraddizioni e incertezze. I vescovi si dicono «vicini» a studenti e genitori: «Condividiamo i dubbi e le speranze che abitano il vostro cuore di fronte alle ricadute che le contraddizioni del momento presente e le incertezze del futuro hanno sulla scuola; partecipiamo al vostro anelito di verità e di sicurezza, impegnati, insieme a tutte le persone di buona volontà, mediante linsegnamento cattolico, a fare della scuola uno spazio educativo autentico per le nuove generazioni, un luogo di formazione alla pacifica convivenza tra i popoli e di confronto rispettoso, sotto la guida di veri maestri e di convinti educatori».
La presidenza - composta dal presidente, cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e dai tre vicepresidenti: Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino, per il Nord; Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia per il Centro; Agostino Superbo, arcivescovo di Potenza, per il Sud -, a nome di tutti i pastori, afferma: «La Chiesa è dalla vostra parte, si fa carico di ogni vostra fatica; vuole offrirvi il supporto della sua bimillenaria esperienza a servizio delluomo e delle sue più profonde aspirazioni; vuole aiutarvi, attraverso insegnanti professionalmente competenti e spiritualmente motivati, a leggere e interpretare la cultura letteraria, artistica e storica in cui siete nati e cresciuti, o dove siete approdati in seguito a scelte di vita o a esodi forzati».
Cè una ragione di più per scegliere linsegnamento della religione cattolica a scuola: essa «tiene viva la ricerca di Dio, aiuta a trovare risposte di senso ai ‘perché della vita, educa a una condotta ispirata ai valori etici e, facendo conoscere il Cristianesimo nella tradizione cattolica, presenta il Vangelo di Gesù Cristo in un confronto sereno e ragionato con le altre religioni». È quanto afferma ogni giorno il magistero papale. Nel discorso rivolto al mondo della cultura al Collège des Bernandins nel viaggio a Parigi il 12 settembre 2008 Benedetto XVI disse: «Una cultura meramente positivista che rimuovesse nel campo soggettivo come non scientifica la domanda circa Dio, sarebbe la capitolazione della ragione, la rinuncia alle sue possibilità più alte e quindi un tracollo dellumanesimo, le cui conseguenze non potrebbero essere che gravi. Ciò che ha fondato la cultura dellEuropa, la ricerca di Dio e la disponibilità ad ascoltarlo, rimane anche oggi il fondamento di ogni vera cultura».
Questo permette ai vescovi di affermare: nella scuola «in continuità con la famiglia e in preparazione alla vita sociale e professionale, linsegnamento della religione cattolica è un valore aggiunto a cui vi invitiamo a guardare con fiducia, qualunque sia il vostro credo e la vostra estrazione culturale. In forza delle sue ragioni storiche e della sua valenza educativa, esso è capace di proporsi come significativa risorsa di orientamento per tutti e di intercettare il radicale bisogno di apertura a dimensioni che vanno oltre i limiti dellesperienza materiale. Vi invitiamo a operare insieme perché non manchi alle giovani generazioni lopportunità di una proposta inerente la dimensione religiosa e di una cultura umanistica e sapienziale che li abiliti ad affrontare le sfide del nostro tempo». Pier Giuseppe ACCORNERO Testo tratto da «La Voce del Popolo» del 15 gennaio 2012