ACCORDO FRA COMUNE E REGIONE - LA GIUNTA COTA STANZIERŔ 25 MILIONI ANZICHÉ 15 PER I SERVIZI AI NON AUTOSUFFICIENTI Salvi (o quasi) i fondi torinesi per lAssistenza
Disco verde al trasferimento dei fondi per lassistenza dalla Regione Piemonte al Comune di Torino. Al termine di un incontro tra il presidente Roberto Cota e il sindaco Piero Fassino è stata individuata martedì 21 febbraio la strada per lerogazione del denaro necessario a garantire i Servizi socio-assistenziali della Città per anziani e malati cronici non autosufficienti, disabili, fasce deboli. La Regione stanzierà in tutto il Piemonte 30 milioni di euro destinati al fondo assistenza 2012; una grossa fetta, non meno di 25 milioni, andrà alla Città di Torino, aggiungendosi ai fondi propri del Comune per il settore Politiche Sociali.
Rispetto alle cifre preventivate nei giorni scorsi, che stimavano in appena 15 milioni di euro il contributo della Regione (metà di quanto erogato nel 2011), il futuro ha tinte meno fosche. Ma lo stato dallerta è ancora attualissimo: salvo aggiunte in fase di chiusura di Bilancio, le risorse della Regione sono inferiori di 4 milioni di euro rispetto allanno scorso, diminuite della metà se confrontate con i 50 milioni di euro stanziati nel 2009. Il crollo dei contributi è anche «colpa dei pesanti tagli da parte dello Stato in materia di assistenza - ha detto il presidente Cota - Per fronteggiare il calo dei trasferimenti, i risparmi del piano di rientro sanitario regionale saranno dirottati sulle politiche assistenziali con lobiettivo di non azzerare il contributo alle fasce deboli».
Bastano i dati delle liste dattesa cittadine relative al ricovero nelle case di riposo a dare la dimensione dellemergenza sulla non autosufficienza: oltre 3.500 anziani a Torino sono in attesa di un posto in residenze sanitarie assistenziali e circa 8.500 aspettano di accedere alle cure domiciliari. In questo panorama, nelle ultime settimane i ricoveri di anziani nelle strutture convenzionate hanno subito un rallentamento, a causa dellinsicurezza sui contributi della Regione: «I tempi dellinserimento nelle strutture per i pazienti pronti ad accedervi si sono dilatati - spiega Sergio Cabodi, direttore dellUnità di Valutazione Geriatrica dellospedale Amedeo di Savoia, Asl To2 -. Dai tre o quattro giorni canonici, si è passati alle due settimane». Il motivo? La resistenza da parte del Comune a dare il via libera ai ricoveri senza la garanzia della copertura finanziaria regionale, dato che Palazzo Civico con i fondi della Regione paga parte della quota alberghiera ad oltre il 50% degli anziani ricoverati in casa di riposo.
«Prima dellimpegno della Regione, il Comune non aveva la certezza di disporre dei fondi necessari a pagare la sua quota - dice lassessore alle Politiche Sociali della Città, Elide Tisi - I ritardi erano dovuti ad una valutazione puntuale dei casi e delle risorse disponibili: adesso siamo più ottimisti, la promessa della Regione è un passo importante».
«Purtroppo i ritardi non sono stati una novità - commenta amaro Francesco Santanera del coordinamento Sanità e Assistenza tra i movimenti di base -. A pagare sono sempre i più deboli, i malati cronici non autosufficienti che per legge hanno diritto alle cure. Invocare le ristrettezze di bilancio per tagliare lassistenza sanitaria a questi soggetti non è accettabile, mentre i ritardi nellingresso in Rsa aumentano le spese della Sanità, perché i malati continuano impropriamente ad essere ricoverati in ospedale». Andrea CIATTAGLIA Testo tratto da «La Voce del Popolo» del 26 febbraio 2012