PARADOSSO – IL MERCATO IMMOBILIARE RALLENTA, MA LE QUOTAZIONI RESTANO ALLE STELLE
Casa, prezzi bloccati
I proprietari preferiscono rinviare le vendite, piuttosto che «svendere»: ma fino a quando?
Le compravendite scendono, ma i prezzi stentano a calare: è l'anomalia tutta italiana di un mercato immobiliare bloccato, che sembra sfuggire al principio economico che regola la domanda e l'offerta. Torino non fa eccezione: negli ultimi cinque anni le compravendite di immobili residenziali in città sono crollate di oltre il 30 per cento, eppure i prezzi sono scesi pochissimo (almeno quelli dichiarati in partenza). Secondo i dati dell'osservatorio della Federazione italiana agenti immobiliari di Torino, presentati il 21 novembre, quest'anno le quotazioni nel capoluogo subalpino sono diminuite solo del 3% rispetto al 2010. Mentre si prevede che le vendite, nell'anno in corso, diminuiscano del 5%.
I dati fotografano una caduta delle vendite costante a partire dal 2007, dopo l'ubriacatura immobiliare del decennio precedente che – secondo gli agenti immobiliari – a cominciare dal 1998 ha fatto registrare il raddoppio delle quotazioni. Dalla banca dati dell'Agenzia del Territorio risulta che a Torino le compravendite immobiliari siano progressivamente diminuite: da oltre 16 mila alloggi passati di mano nel 2007 si è passati a 11.200 nel 2010. La riduzione registrata è stata del 30%.
È probabile che nell'anno in corso le cose non vadano meglio. I dati dei primi 3 trimestri del 2011 registrano per il momento 8.537 case vendute: è assai probabile che nel 2011 le vendite non arrivino a superare quota 11 mila.
Le quotazioni, almeno quelle nominali, non scendono perché chi decide di vendere cerca di mantenere alta l'asticella del prezzo. I proprietari piuttosto che svendere preferiscono aspettare una congiuntura economica più favorevole. Lo stesso discorso, alla rovescia, vale per i compratori. E così, senza contare le difficoltà di accesso al credito, il mercato si blocca: «Questa tendenza – spiegano gli agenti immobiliari della Fiaip – è dovuta all'incertezza della situazione sociale ed economica generale, che fa sì che gli acquirenti tendano a rimandare l'acquisto».
Intanto, a Torino si contano almeno 30 mila case vuote (alcune stime arrivano a registrarne 57 mila). E dal 2001 al 2008 sono stati costruiti circa 70 mila nuovi alloggi: una quantità sufficiente ad accogliere in città 200 mila nuovi abitanti. Poco importa se il numero dei residenti sia rimasto pressoché stabile, intorno a quota 900 mila.
Gabriele GUCCIONE
Testo tratto da «La Voce del Popolo» del 4 dicembre 2011