Diocesi di Torino
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Vocazioni osiamo parlarne

CHIESA, SENSO, VITA
Vocazioni osiamo parlarne
 
Nelle ultime settimane ho provato a mettere in dialogo il linguaggio della fede cristiana con il racconto che i media stanno offrendo del nostro frangente storico. L’incontro tra questi vocabolari ha qualche cosa di provocante. La Liturgia e i Vangeli del tempo di Pasqua aprono a parole e segni di notevole ispirazione: luce, grazia, risurrezione, pace, salvezza, misericordia, vita nuova. I giornali, il web e le tv descrivono scenari cupi e desolanti: crisi, corruzione, disoccupazione, povertà, scontro sociale, rassegnazione.
 
Da una parte il canto dell’«Exultet» e l’esplosione gioiosa dell’alleluia; dall’altra le note stonate dalle borse europee e le sommesse stime dell’Istat e di altri istituti di ricerca sullo stato di salute della nostra società. Se la risurrezione di Cristo apre al dono della vita eterna, invece per molti giovani sembrano inarrivabili un futuro professionale e le condizioni di stabilità necessarie alla vita adulta. Ma se non ci limitiamo a giustapporre il linguaggio della fede alle parole di crisi del nostro tempo, la Chiesa allora è impegnata in un esercizio di traduzione e interpretazione che attualizzi la Pasqua di Cristo nella storia che oggi stiamo vivendo.
Questa è la cornice entro cui la Parola di Dio si inserisce per rivelarci l’amore di Cristo per ogni creatura, assumendone le fatiche e le aspirazioni più grandi.
 
Ecco perché la Chiesa «osa» ancora proporre una delle parole più audaci del nostro vocabolario: vocazione. Essa rivela l’amore che muove Cristo verso ogni donna e ogni uomo e la possibilità per ciascuno di sapersi compiuto nella proposta del Vangelo, nella misura in cui ne accoglie e trasmette le sfide. L’occasione di questa riflessione nasce dalla celebrazione della 49° Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni (domenica 29 aprile) e dal relativo messaggio che il Santo Padre Benedetto XVI ha rivolto a tutta la Chiesa: «Le vocazioni dono della carità di Dio».
 
Il Papa invita a puntare lo sguardo sul Signore: «in ogni tempo, alla sorgente della chiamata divina c’è l’iniziativa dell’amore infinito di Dio, che si manifesta pienamente in Gesù Cristo. Come ho scritto nella mia prima Enciclica ‘Deus Caritas est’, ‘di fatto esiste una molteplice visibilità di Dio. Nella storia d’amore che la Bibbia ci racconta, Egli ci viene incontro, cerca di conquistarci - fino all’Ultima Cena, fino al Cuore trafitto sulla croce, fino alle apparizioni del Risorto e alle grandi opere mediante le quali Egli, attraverso l’azione degli Apostoli, ha guidato il cammino della Chiesa nascente. Anche nella successiva storia della Chiesa il Signore non è rimasto assente: sempre di nuovo ci viene incontro - attraverso uomini nei quali Egli traspare; attraverso la sua Parola, nei Sacramenti, specialmente nell’Eucaristia’ (n. 17)». Dio stima e valorizza i doni che Egli stesso ha seminato nel cuore di ogni persona e la Chiesa ha la responsabilità di accompagnare ciascuno in tale scoperta. In primo luogo rinunciando ad unirsi al coro di quanti - anche tra i credenti – si perdono in analisi critiche sui giovani e sui tempi che viviamo.
 
All’interno del Centro Diocesano Vocazioni (www.desidera.org), recentemente rinnovato da nuove presenze a rappresentanza dei vari stati di vita, è stato deciso di dare particolare rilievo alla proposta dell’accompagnamento spirituale. In sostanza, sia le attività realizzate nella casa del Seminario Minore che quelle sul territorio tendono a ricreare un clima di comunione tra famiglie, sacerdoti, diaconi e religiosi per favorire relazioni significative con i ragazzi e i giovani, orientandoli a cammini di ricerca personale. Proprio la collaborazione tra le parrocchie, le associazioni, i movimenti, gli istituti religiosi e le iniziative che integrano la pastorale giovanile, familiare e universitaria sono lo spazio ecclesiale in cui condividere la passione per la formazione e l’accompagnamento dei giovani.
 
Su tale percorso dobbiamo continuare a investire nei prossimi mesi. In questo senso insiste il Papa nel suo messaggio: «Auspico che le Chiese locali, nelle loro varie componenti, si facciano ‘luogo’ di attento discernimento e di profonda verifica vocazionale, offrendo ai giovani e alle giovani un saggio e vigoroso accompagnamento spirituale. In questo modo la comunità cristiana diventa essa stessa manifestazione della Carità di Dio che custodisce in sé ogni chiamata».
 
Qualche giorno fa sul blog del seminario (www.iltesoro.org), Giovanni, seminarista della 1° teologia, rivolgeva ai giovani lettori questo augurio: In occasione della Santa Pasqua ti auguro che Cristo possa diventare il criterio con cui confrontare tutto ciò che accade nella tua vita. Non è forse questa la via che la Chiesa può indicare a quanti si sentono sopraffatti dal vuoto di senso e dalla paura del futuro? Ma questa proposta risulterà credibile, solo se ci incammineremo per primi su tale via, attraversando le ombre e le luci di oggi, facendoci carico anche delle nostre crisi e presentandoci come adulti che amano la propria vocazione e gustano la fedeltà di Cristo alla sua Chiesa».
 
«Rispondere all’amore si può»: con tale slogan le nostre comunità celebreranno la giornata mondiale di preghiera per le vocazioni. Presso la Real Chiesa di San Lorenzo, l’Arcivescovo presiederà la Veglia di preghiera per le vocazioni, sabato 28 aprile alle ore 21. Domenica 29, in Cattedrale, conferirà i ministeri del lettorato e dell’accolitato a 15 giovani del nostro Seminario Maggiore e a 14 aspiranti diaconi permanenti.
 
I seminaristi che riceveranno l'Accolitato sono 8 diocesani e 1 extradiocesano: Giuseppe De Stefano (S. Croce - Torino), Damiano Cavallaro (S. Alfonso - Torino), Enrico Griffa ( N.S. delle Vittorie - Moncalieri), Alberto Nigra (Cuorgnè), Danilo Piras (S. Luigi Gonzaga - Chieri), Carlo Pizzocaro (Nole), Daniele Presicce (Volvera), Luciano Tiso (S. Alfonso - Torino), Jean-Claude Bizindavyi (diocesi di Bururi in Burundi).
 
Quelli che riceveranno il Lettorato sono 5 diocesani e 1 extradiocesano: Giuseppe Accurso (Maria Regina della Pace - Torino), Massimiliano Canta (S. Maria Madre della Chiesa - Settimo), Giuliano Naso (Poirino), Simone Pansarella (S. Pietro in Vincoli - Settimo), Iosif Patrascan (S. Gaetano - Torino), Sylvain Mapigou (diocesi di Natitingou in Bénin).
Don Mario AVERSANO
Testo tratto da «La Voce del Popolo» del 29 aprile 2012
 

 


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