REGIONE PIEMONTE – UN CONVEGNO HA FATTO IL PUNTO SUI CONTRIBUTI EROGATI DAL 2002 E LE INIZIATIVE MESSE IN CANTIERE
Dieci anni del fondo Oratori
Sono stati finanziati 4.200 progetti – Fiato sospeso per il 2012: sarà confermata l’erogazione promessa dal nuovo Bilancio?
Per la Legge regionale sugli Oratori è tempo di bilanci. A dieci anni dalla promulgazione, la normativa piemontese per il «Riconoscimento e la valorizzazione della funzione educativa, formativa e sociale svolta dalle parrocchie attraverso le attività di oratorio» è stata al centro, mercoledì 18 aprile, di una tavola rotonda promossa dall’Osservatorio giuridico-legislativo della Conferenza Episcopale Piemontese, in collaborazione con la Regione Piemonte, la Pastorale giovanile regionale, gli oratori salesiani e il Team degli oratori piemontesi.
La legge regionale 26/2002 anticipò la disciplina nazionale approvata dal Parlamento nel 2003, introducendo il finanziamento annuale per le attività rivolte ai giovani portate avanti dalle parrocchie, ma anche dalle comunità ebraiche, valdesi e avventiste del Piemonte.
I dati presentati durante il convegno al Centro congressi della Regione mostrano un bilancio di tutto rispetto: in dieci anni i progetti finanziati per le attività sportive, culturali e di tempo libero, e specialmente dei centri estivi, nelle diocesi piemontesi (Tortona compresa) sono stati oltre 4.200, di cui il 32% in quella di Torino, il 16% a Novara, e tra il 7% e l’1% nelle restanti quindici, con un contributo medio di 8-6 mila euro a seconda delle annate. Fatto positivo: la metà degli oratori ha garantito una continuità progettuale, rinnovando di anno in anno i progetti presentati. Nonostante sul fronte delle risorse non sempre sia filato tutto liscio. La dotazione finanziaria messa a disposizione dalla Regione per le attività oratoriali negli anni è stata altalenante: si è partiti con 1 milione di euro nel 2002 fino ad arrivare ai 3,8 milioni del 2010.
Nel 2011 la curva dei contributi regionali è tornata a scendere, con i finanziamenti che, sebbene fossero inizialmente previsti dal bilancio di previsione, sono stati oggetto di un taglio del 60% a metà anno. C'è il rischio – temuto dal alcuni osservatori – che la stessa cosa possa ripetersi per il 2012, nonostante proprio la scorsa settimana la Commissione Bilancio – su richiesta dei consiglieri regionali del Pdl Luca Pedrale e Giampiero Leo (presente alla tavola rotonda), e del Pd Stefano Lepri e Davide Gariglio – abbia ripristinato gli importi originali, facendo marcia indietro rispetto all'ipotesi contenuta nella prima bozza di Bilancio 2012. L’ultima parola si avrà solo a fine 2012, quando sarà possibile misurare l’effettivo esborso dei contributi.
«È importante – ha sostenuto aprendo i lavori mons. Cesare Nosiglia, Arcivescovo di Torino e presidente della Cep – che gli oratori siano riconosciuti e sostenuti dagli enti locali, in un momento di difficoltà, sia economica che educativa». Ma al di là delle complesse questioni poste dal bilancio regionale, che restano sullo sfondo, la tavola rotonda promossa dalla Cep è stata l'occasione per fermarsi a riflettere sulle sfide pastorali che attendono gli oratori piemontesi.
Mons. Nosiglia ha richiamato alcuni aspetti decisivi per il futuro degli oratori: «L'evangelizzazione – ha detto – dev'essere il centro focale di tutta l'attività educativa, compresa quella degli oratori, fino ad arrivare a cogliere le nuove sfide digitali».
E pure, ha evidenziato l'Arcivescovo, «è importante valutare con attenzione l'esigenza di avere degli educatori retribuiti, che certo ha prodotto in molti casi riscontri positivi, ma che non sempre è da incoraggiare, perché la gratuità del servizio educativo è un valore che garantisce il coinvolgimento della comunità parrocchiale». Mons. Nosiglia ha infine concluso con un invito: «È necessario aprirsi alla strada, ricercando modalità di presenza nei luoghi frequentati dai giovani per lo svago, non per impiantarvi l'oratorio ma per estendere la propria presenza educativa là dove i giovani si incontrano abitualmente».
Esortazione rilanciata da mons. Domenico Sigalini, Vescovo di Palestrina e assistente generale di Azione Cattolica, intervenuto per l'occasione con una relazione sull'«Oratorio: identità educativa e attualità». «Gli oratori – ha affermato – debbono essere spazi liberi di ricerca, luoghi che osano educare controcorrente», perché «i giovani hanno bisogno di spazi culturali, non solo e soprattutto di spazi sportivi o di divertimento», sottolineando come a volte «i nostri oratori spesso sono invece spazi elitari di impegno, spersonalizzati, asfittici e dell'obbligo». È quindi importante, ha evidenziato mons. Sigalini «costruire l’oratorio o ristrutturarlo perché sia altamente aggregativo, con ambienti per la musica, spazi per vivere in comunità, sale internet per la comunicazione, e luoghi di raccoglimento più personalizzati rispetto alle chiese».
Gabriele GUCCIONE
Testo tratto da «La Voce del Popolo» del 29 aprile 2012