A CONFRONTO L’ARCHIVIO DELLA GENERATIVITÀ E L’OSSERVATORIO CARITAS
Povertà: le nuove sfide
L’Osservatorio delle povertà e delle risorse della Caritas diocesana martedì 22 maggio alle 17 presso l’Unione industriale di Torino (via Fanti 17) rafforzerà il proprio cammino di ricerca sulle nuove povertà e le vulnerabilità in particolare alla luce dell’attuale crisi economica attraverso un dialogo con l’«Archivio della Generatività italiana». «La bellezza dell’intraprendere» è il tema dell’incontro che vedrà la partecipazione di docenti universitari economisti e sociologi e rappresentanti di cooperative appartenenti all’«Archivio della Generatività», che dialogheranno con gli operatori Caritas per stilare un bilancio delle nuove povertà nelle città e proporre visioni nuove che portino ad intraprendere un cammino verso soluzioni concrete ed adeguate. «Un appuntamento – sottolinea Tiziana Ciampolini, responsabile dell’Osservatorio della Caritas diocesana – per portare all’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica il fatto che la vulnerabilità, che si manifesta nella vita quotidiana di tante famiglie colpite dalla crisi ma anche nei sistemi economici e politici, può essere strumento per generare qualcosa di nuovo e fruttuoso con sguardo fiducioso e intraprendente nel futuro».
L’Archivio della Generatività nasce all’interno dell’Istituto Luigi Sturzo a Roma «con lo scopo – spiega Patrizia Cappelletti, sociologa dello staff dell’Archivio – di dedicare tempo e cura all’ascolto delle forze generative del Paese per dare loro parola e apprendere dalle loro esperienze il passo più urgente da compiere». «Per l’Archivio – continua la Cappelletti - le cause della crisi economica vanno ricercate nel divario tra la vivacità del Paese e la sterilità delle dinamiche politico-istituzionali, ecco che allora l’Archivio lavora per intercettare le potenzialità di sviluppo del territorio come la famiglia, la piccola impresa, la creatività dei giovani, ovvero proprio le realtà colpite dalla crisi perché più vulnerabili e che in molti casi rappresentano un potenziale punto di forza per un rilancio dell’economia del Paese». «Si cercherà – conclude la Ciampolini – di coinvolgere persone, gruppi, organizzazioni, associazioni che hanno un ruolo di responsabilità a Torino per cercare di cambiare mentalità sulle nuove povertà. Le famiglie vulnerabili colpite dalla crisi – osserva - non hanno bisogno di semplice assistenza, beneficenza o aiuti saltuari ma di strumenti e opportunità che le aiutino da sole a riemergere per superare i limiti in modo fecondo».
Stefano DI LULLO
Testo tratto da «La Voce del Popolo» del 20 maggio 2012