Diocesi di Torino
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Una chiesa piena di luce

Una chiesa piena di luce
 
Lunedì 14 maggio alle 18 il vescovo Cesare Nosiglia ha visitato l'ampio complesso del Sermig per benedire il luogo su cui si sta lavorando per la costruzione di una nuova chiesa. Erano presenti Ernesto Olivero, fondatore del Sermig, il sindaco Piero Fassino e i responsabili del progetto. La chiesa nasce dalla necessità di accogliere i centinaia di ospiti che ogni giorno passano dall'Arsenale della Pace, compito che la piccola cappella già esistente non sempre riesce a svolgere in modo adeguato. Il vescovo, benedicendo i lavori, si è detto felice del progetto: «Questa chiesa sorge all'interno dell'Arsenale proprio come è dall'interiorità di ogni uomo che possono venire il bene, l'amore e la pace, obiettivi per cui il Sermig lavora ogni giorno».
 
Un incoraggiamento alla costruzione della chiesa era venuta dallo stesso Papa Benedetto XVI, che in occasione della sua visita a Torino, il 2 maggio 2010, aveva benedetto la prima pietra: una lastra di ardesia con una targa in bronzo che andrà a far parte del pavimento. Sulla targa risalta in particolare il nome di Cecilia Gilardi, amica del Sermig mancata a 17 anni in un incidente stradale e che avrebbe compiuto 20 anni proprio il 14 maggio. «Il riferimento a Cecilia -ha proseguito Nosiglia- è molto bello, è un invito a credere fortemente nella vita e nella sua bellezza». Era presente il padre di Cecilia, Alessandro, che si sta impegnando fortemente nella costruzione della chiesa e che ha voluto ringraziare «tutti coloro che mi stanno aiutando a superare un dolore così forte».
 
 
La chiesa si chiamerà «Maria Madre dei Giovani», un titolo mariano nuovo, non presente tra quelli tradizionali, che rende perfettamente lo spirito del luogo e l'attenzione continua per il dialogo coi giovani. Sorgerà nel cuore dell'Arsenale e prenderà il posto di una grande sala usata sinora come luogo di incontri e attività pubbliche. Parte del tetto è già stata costruita a partire da novembre 2011, mentre per la fine dei lavori bisognerà attendere Natale 2012. Come ha spiegato l'architetto Benedetto Camerana, responsabile del progetto, la chiesa avrà una fisionomia molto semplice: «Volevamo costruire una chiesa molto bella, che potesse essere uno spazio sacro, quasi mistico. Abbiamo cercato di coniugare questi obiettivi con le esigenze economiche, puntando dunque sull'essenzialità delle forme e delle figure geometriche». La chiesa, che potrà ospitare tra le 400 e le 500 persone, vedrà infatti l'assemblea disposta a semicerchio davanti all'altare, illuminato dalla luce naturale proveniente da una grande cupola in comunicazione col tetto. Altre due cupole più piccole saranno poste invece al fondo.
 
Sarà realizzata al fondo anche una piccola cappella. L'esterno manterrà l'aspetto industriale, mentre all'interno si vogliono ricreare le giuste condizioni per la riflessione e la meditazione. Anche la luce artificiale giocherà il suo ruolo importante: una moltitudine di piccoli led luminosi illumineranno il soffitto in modo più o meno intenso a formare un'ampia volta stellata.
 
I costi dovrebbero aggirarsi intorno al milione di euro. Alla data odierna è stato coperto più del 70% del costo, grazie alle donazioni di famiglie e società torinesi amiche del Sermig, nonché di gruppi bancari e istituzioni: mancano circa 300 mila euro.
A margine dell'inaugurazione Ernesto Olivero, che ha voluto fortemente questa chiesa, ha ricordato ancora una volta gli obiettivi del Sermig, sottolineando la volontà di non fermarsi: «Questa chiesa è un altro tassello importante per far capire a tutto il mondo che i giovani sono un'opportunità e che vanno ascoltati: a breve organizzeremo una grande veglia a Torino per ‘svegliarci’, una veglia in cui i grandi e i potenti si siederanno e ascolteranno ciò che i giovani hanno da dire». E i primi due grandi, Buffon e Chiellini, hanno voluto donare al Sermig le magliette con cui hanno vinto lo scudetto: andranno all'asta.
Fabrizio DEFILIPPI
Testo tratto da «La Voce del Popolo» del 20 maggio 2012
 

 


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