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La nuova Chiesa del Santo Volto

La Chiesa del Santo Volto: un nuovo segno di speranza cristiana
Intervento del Cardinale Arcivescovo
S.Em.R. Severino
Poletto
alla presentazione dell'opera

È con grande commozione ed altrettanta soddisfazione che finalmente possiamo contemplare ormai realizzata l’opera denominata “Complesso del Santo Volto”, che comprende una Chiesa, straordinaria nelle sue linee moderne e cariche di fascino, le opere parrocchiali a servizio di una nuova comunità che già oggi conta 12.000 abitanti, tutti gli uffici della Curia Metropolitana con annesso sufficiente parcheggio ed un Centro Congressi finalizzato ad iniziative culturali promosse dalla Diocesi.
Sono convinto che questa opera non sarà solamente una chiesa in più per la nostra città, ma una vera realizzazione di architettura sacra moderna di elevato valore artistico sia per la fama internazionale di colui che ha firmato l’intero progetto, l’Architetto Mario Botta, sia per lo straordinario risultato ottenuto e che ora è sotto gli occhi di tutti.
Questa nuova chiesa è dedicata al Santo Volto di Cristo, misteriosamente a noi richiamato dalla Santa Sindone, che la Chiesa torinese ha il privilegio di custodire, Volto che con grande capacità ed ispirazione l’Architetto Botta ha riprodotto sulla parete absidale all’interno dell’edificio.
Non si può non pensare che quel Volto segnato dal dolore ci ricorda le sofferenze di Gesù sopportate per noi nella sua passione e morte e, nello stesso tempo, ci rimanda a quanti ancora oggi continuano nella loro vita personale quella stessa passione e cercano conforto e speranza in quel Volto che, dopo l’esperienza della morte e del sepolcro, si ripresenta a noi risorto e glorificato.
Una chiesa quindi che contiene in sé un forte significato spirituale perché ci orienta su Gesù Cristo crocifisso e risorto, unico nostro Salvatore, e nello stesso tempo ci ricorda che quelle pietre che la compongono in armonica struttura che innalza l’anima verso la bellezza, sono un segno per tutti che la Chiesa vera non è quella di mattoni ma di persone, che siamo tutti noi, ai quali è affidata la responsabilità di presentare al mondo un’immagine di comunità cristiana bella, perché santa, in quanto abitata da Dio e protesa a realizzare in sé e intorno a sé soltanto il bene.
Un particolare significativo, in quel complesso, merita di essere qui menzionato: abbiamo voluto conservare e nobilitare una grande ciminiera già esistente in quello spazio di città dove un tempo sorgevano strutture industriali. Questo per esprimere un sincero atto di riconoscenza e di omaggio al sudore di tanti lavoratori che in quel luogo hanno affrontato fatiche per realizzare i propri ideali di vita umana e cristiana.
Come Arcivescovo sono lieto che la chiesa del Santo Volto resti per il futuro quale nuovo segno di speranza e di sviluppo. Essa infatti richiama tutti a cercare la luce di verità e di amore dall’alto, cioè da quel Dio che è vicino a ciascuno, essendosi fatto uomo per venire a vivere in noi e tra le nostre case. Una Parrocchia infatti è felicemente definita anche come “Chiesa che vive tra le case degli uomini”.
Sono convinto che la Torino moderna, che vediamo crescere nella cosiddetta “Spina Tre”, riceve ora un grande dono dalla Chiesa diocesana: un dono che la arricchisce di una nuova opera d’arte sacra, questa volta moderna, e che porta in sé un significato straordinario, perché sarà un punto di riferimento per quanti sono alla ricerca di quella luce e pace interiore che solo Dio può dare e che, lo possiamo constatare, la bellezza di quello spazio riesce a trasmettere a quanti si fermeranno in silenziosa preghiera e si lascieranno incantare.

+ Severino Card. Poletto
Arcivescovo di Torino


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