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Percorsi per le Competenze trasversali e per l’Orientamento

EX ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO
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Con la legge 107/2015 entrano obbligatoriamente nel curricolo scolastico le attività di alternanza scuola-lavoro (ASL) al fine “di incrementare le opportunità di lavoro e le capacità di orientamento degli studenti”. Si generalizza così per la prima volta in tutte le scuole del secondo ciclo “una metodologia che mira a formare persone in grado di affrontare in modo consapevole e attivo le responsabilità della vita adulta” (Dario Nicoli).

Questa metodologia permette di alternare a scuola insegnamenti, esercitazioni, attività di lavoro simulate, ricerche, visite, compiti reali, ma soprattutto stage e attività esterne in qualsiasi impresa o ente dove si svolga un lavoro.

Quindi le attività di ASL si articolano in azioni didattico-informative in classe o in azienda e in azioni di apprendimento pratico all’interno del contesto lavorativo. Qualcuno distingue l’ASL dai tirocini e dagli stage, poiché si tratterebbe di percorsi strutturati e sistematici, obbligatori all’interno del triennio.

Quella introdotta dalla legge 107 costituisce una, se pur iniziale, piccola rivoluzione formativa che va a regime con l’anno scolastico 2017/2018. Per la prima volta in modo obbligatorio e strutturato e pur nella differenza delle funzioni, scuola e mondo del lavoro sono sollecitati a collaborare ad una maggiore corresponsabilità educativa e sociale, a beneficio non solo dei giovani ma anche dell’intero tessuto socio-economico.

Per ora “l’obiettivo più incisivo dell’ASL è quello di accrescere la motivazione allo studio e di guidare i giovani nella scoperta delle vocazioni personali, degli interessi e degli stili di apprendimento individuali, arricchendo la formazione scolastica con l’acquisizione di competenze maturate sul campo”.

Il modello introdotto vuole superare la divisione tra percorsi di studio fondati sulla conoscenza ed altri che privilegiano l’esperienza pratica. Conoscenze, abilità pratiche e competenze devono andare insieme, così che si possa “imparare facendo”, rivalutando anche il grande “valore umanistico del lavoro manuale” (Giovanni Paolo II).

Rispetto alla formazione al lavoro, non si tratta solo di un “mestiere da imparare”, ma di un’esperienza formativa di impegno, serietà, professionalità, fatica, servizio, così che avvenga “l’esperienza di conoscenza di sé, di incontro con la vita, con l’umano e anche la possibilità di incontrare persone significative”. Infatti se per i giovani rappresenta un’opportunità di crescita e di inserimento futuro nel mercato del lavoro, per le aziende si tratta di investire strategicamente in capitale umano ma anche di accreditarsi come enti formativi. L’acquisizione consapevole delle esperienze svolte all’interno di una organizzazione lavorativa può favorire lo sviluppo di quel “senso di iniziativa ed imprenditorialità”, di quel saper tradurre le idee in azione che costituisce la competenza chiave europea fatta di realismo, collaborazione, creatività, innovazione e assunzione di rischi, unitamente alla capacità di pianificare e gestire progetti per raggiungere obiettivi.

L’attività di ASL si realizza attraverso progetti attuati e verificati sotto la responsabilità dell’istituzione scolastica o formativa, sulla base di apposite Convenzioni con le imprese, con le rispettive associazioni di rappresentanza, con le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, con gli enti pubblici e privati, ivi inclusi quelli del terzo settore (associazioni sportive, assistenziali, educative, culturali e del tempo libero) e, grazie al Protocollo di Intesa tra l’Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte e la Conferenza Episcopale Piemontese, anche le Parrocchie possono essere scelte come luoghi in cui svolgere attività di ASL in quanto riconosciute come realtà in cui è possibile acquisire competenze fondamentali per la crescita della persona e per la maturazione dei suoi futuri orientamenti.

(tratto dal Notiziario CEI 12 - 2018)