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Alla Risurrezione il sabato con chi fatica

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Indaffarati e precisi, i volontari smistano gli scatoloni pieni di cibo che riempiono tutta la stanza. Frutta, verdura, scatolame, merendine, olio, con un occhio alle esigenze di ogni famiglia: «A chi ha dei bambini aggiungiamo anche del latte, mentre alle famiglie musulmane evitiamo di mettere carne che non possano mangiare». La scena si ripete ogni sabato mattina e due venerdì al mese in via Monte Rosa, nei locali della «giovane» parrocchia della Risurrezione del Signore, sorta alla fine degli anni ’60.
 
«Con i nostri servizi Caritas assistiamo complessivamente un centinaio di famiglie del quartiere» spiega il parroco, don Carlo Piccottino, salesiano, mentre apre un foglio excel: registrati, ci sono i dati di tutte le famiglie seguite dalla parrocchia, così da rispondere al meglio ai bisogni di ognuna. «Oltre alla distribuzione degli alimenti, apriamo ogni 15 giorni un Centro di ascolto, in modo da capire cosa possiamo fare per le famiglie che si rivolgono a noi, mentre una volta al mese è attiva la distribuzione degli indumenti, soprattutto per bambini e ragazzi» aggiunge il parroco. Nei casi più difficili, inoltre, la parrocchia interviene pagando le bollette di luce e gas, o fornendo un aiuto per coprire le spese scolastiche dei figli.
 
L’impegno nella Caritas è da sempre uno dei tratti che maggiormente distinguono le parrocchie di Barriera di Milano; alla Risurrezione, poi, è un’esigenza particolarmente sentita se si pensa che buona parte dei circa 8.000 abitanti vive nei 23 palazzoni di edilizia popolare presenti nel quartiere. «Negli ultimi anni, con l’intensificarsi della crisi e della povertà abbiamo aumentato il nostro impegno – spiega don Piccottino – a rivolgersi alla parrocchia sono diverse fasce della popolazione: gli anziani soli che vivono nelle case popolari; persone di media età, italiani o stranieri, che hanno perso il lavoro; trenta-quarantenni che, anche loro alla prese con problemi di occupazione, sono magari tornati a vivere con i genitori».
 
Le storie, nel quartiere, sono quelle che si possono sentire in tante parti della città: il disagio di chi viveva una vita «normale» e si trova costretto a dover chiedere aiuto, gli immigrati che, ormai disillusi, decidono di tornare nel Paese d’origine. La solidarietà, però, qui come in tante altre realtà, è forte: una volta al mese la comunità è chiamata a contribuire alla colletta della Caritas, a cui vanno anche le offerte raccolte durante i funerali, e tanti altri aiuti giungono sotto forma di borse della spesa o vestiti. Le offerte degli alimenti, in particolare, si devono ad una rete di solidarietà che la parrocchia si è costruita nel tempo.
 
Ogni venerdì alcuni volontari raccolgono in diversi supermercati di Torino, Pianezza, Lanzo, Cafasse e Venaria la merce scartata perché in scadenza o perché la confezione è rotta, poi arrivano frutta e verdura dal Caat di Grugliasco, prodotti di prima necessità dal Banco alimentare di Moncalieri, oltre agli alimenti comprati con buoni pasto da Telesol (Progetto di solidarietà dei dipendenti Telecom Italia). «Ma la cosa più bella – conclude Giorgio, uno dei 15 volontari impegnati nei servizi Caritas – è la generosità delle persone che ci fanno trovare sempre pieni i carrelli che lasciamo a disposizione dei clienti nei supermercati».
Francesco CISSELLO
Testo tratto da «La Voce del Popolo» del 22 settembre 2013