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Carmagnola e l’Immacolata amore e devozione che durano da cinque secoli

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Carmagnola e l’Immacolata. Un rapporto di amore e devozione che dura da più di cinque secoli. Sempre, nei momenti difficili della città, i carmagnolesi si sono stretti intorno a Maria. Presentiamo qui una pagina esemplare del culto dell’Immacolata. È tratta dal diario dell’arciprete Matteo Migliore: narra dell’incendio di Salsasio del 1944, ad opera dei nazifascisti.
 
«Nel pomeriggio di quel doloroso 25 luglio i repubblicani incominciarono l’incendio e i Tedeschi si portarono in quasi tutte le case di Salsasio, bruciandolo oltre metà, e specialmente le tettoie di grano da battere, fieno ecc… L’Arciprete, salito sul campanile della Collegiata, vedeva sorgere or qua or là fiamme al disopra delle case vicine non ancora intaccate. Il Municipio calcolò il danno a 150 (centocinquanta) milioni di lire…Questo fatto unito alla minaccia esplicita di bruciare tutta Carmagnola se fosse avvenuta la morte o la ferita di un tedesco o solo fatta scoppiare una bomba contro le officine Fervet, dove risiede il Comando Tedesco, colpì talmente la Cittadinanza carmagnolese e dei borghi che spontaneamente si dié parola e convenne nella Collegiata alle ore 15 del 26 luglio per fare un voto alla Concezione. La chiesa era gremita di uomini, donne e bambini».
 
«…Un nucleo di signore pregò l’Arciprete di fare un triduo, di formulare un voto, un altro lo pregò di fare un giorno un’esposizione del SS. ecc…L’Arciprete salì sul pulpito, lodò i suoi parrocchiani seguaci dei padri, notificò un triduo di S. Messe alle ore 6 del giovedì (27) venerdì e sabato, e di benedizioni alle ore 20.15 precedute dal S. Rosario, e l’esposizione del SS. al sabato».
 
«Al giovedì 27 espose quanto sopra ai Sigg. Canonici e li invitò a un convegno della Consulta parr.le con qualche altro membro la sera stessa nella casa parr.le. Alla sera convennero in parrocchia i membri della Consulta ed alcuni altri e concertarono di formulare una preghiera-promessa alla Madonna. Si dissero pure disposti a cooperare per raccogliere offerte per i danneggiati poveri di Salsasio…Il Municipio espresse il desiderio di iniziare la raccolta con circolari e di pregare di versare le somme in Municipio o presso i Sigg. Parroci della Città e dei borghi. La sera del giovedì e del venerdì la Consulta approvò la preghiera-promessa, redatta dal Vic.to (vicecurato) D. Giuseppe Pipino, ed approvata pure dai sigg. Podestà e Vice-Podestà; prese atto dei passi fatti dall’Arciprete, constatò il grande concorso del popolo al Triduo, specialmente ai SS. Sacramenti, e dié ordine di stampare e distribuire la preghiera-supplica alle ore 16 della domenica 30 luglio».
 
«Ogni sera l’Arciprete, prima di impartire la benedizione col SS., comunicava al popolo sempre numeroso le cose. Al mattino del sabato inviò al Can. Battist (Cancelliere della Curia arcivescovile di Torino) una copia della preghiera, affinché ottenesse da S. Em. il Card. Arcivescovo Fossati l’approvazione, il permesso di stamparla, e la indulgenziasse. Fece poi esprimere a mezzo del Vic.to, al medesimo Can. Cancelliere, il vivo desiderio della venuta del Cardinale a Salsasio e a Carmagnola, ma non vera domanda…Alle ore 17.30 il Can. Battist annunziava la venuta di S. Eminenza alle ore 15.15 a Salsasio e alle 16 nella Collegiata della domenica 30 luglio».
 
«L’Arciprete avvertiva subito l’autorità Municipale e il Capitolo per la solenne funzione, nonché i Curati dei Borghi. Il Podestà col Vice-Podestà e maresciallo dei Carabinieri si portarono a ricevere S. Em. a Salsasio e l’accompagnarono in bicicletta sino al portone della Collegiata. I Canonici e Clero si diressero dalla porta all’altare della Concezione precedendo il Card. Arcivescovo, il quale in seguito salì sul pulpito, spiegando al gremitissimo uditorio la sostanza della preghiera-promessa, aggiungendovi il dovere cristiano del perdono.
Tutto il popolo lesse col Card. la promessa. (…)».
 
«Si distribuirono n. 3000 (copie della preghiera-promessa) nella funzione solennissima, ma molti ne erano privi, sicché fu necessario procedere alla stampa di altre 3000 copie, che vennero distribuite anche nei borghi. Ecco il testo:
 
‘Preghiera-promessa alla Vergine Immacolata. Vergine Immacolata, gloriosa Patrona di Carmagnola, noi, benché indegni figli Vostri, nei tremendi pericoli di questa guerra crudele, ci rivolgiamo, con la stessa fede dei nostri antenati, al Vostro Cuore misericordioso e imploriamo pietà. Salvate, o Madre potente e pietosa, la fede nostra, la nostra vita e le nostre case: Voi lo potete per il Vostro divin Figlio Gesù. Riconosciamo però che le tristi condizioni del nostro tempo sono frutto della ribellione a Dio e del disprezzo della Sua santa Legge e che i peccati ci rendono indegni della Vostra protezione. Oggi quindi, prostrati ai piedi del Vostro divin Figlio, umilmente chiediamo perdono delle nostre numerose colpe e, tutti uniti come una grande famiglia, con a capo le Autorità Civili e Religiose, Vi promettiamo solennemente di iniziare da oggi una vita più cristiana, in modo speciale c’impegniamo:
 
1 – di essere d’ora innanzi più fedeli alla santificazione del giorno festivo;
2 – di bandire dalla nostra città il triste vizio della bestemmia;
3 – di osservare e far osservare nelle nostre famiglie la modestia cristiana nella vita e nell’abbigliamento.
 
Inoltre: Promettiamo solennemente di raccoglierci ancora ai Vostri piedi, Autorità e Popolo, a pace conclusa, per un Triduo di ringraziamento, coronato da una Solenne Processione; e di esternare la nostra riconoscenza con un’opera permanente, che ricordi ai posteri la Vostra immensa Bontà. Con questa promessa solenne, che ci impegniamo di osservare con tutta volontà e coscienza, osiamo sperare, o Madre benignissima, il Vostro aiuto in ogni pericolo dell’anima e del corpo, sulla nostra Gioventù lontana e dispersa, e su tutte le nostre famiglie, oggi e sempre!!! Così sia!!! – Carmagnola, 30 luglio 1944».
 
Testo tratto da «La Voce del Popolo» del 28 ottobre 2012