Caselle. Volontariato: forza della comunità

Papa Francesco sta seminando a piene mani raccomandazioni e proposte perché la nostra Chiesa incarni il più possibile il modello lasciato da Gesù. Alcuni stralci dei suoi interventi: «Un popolo che non si prende cura dei bambini e degli anziani è un popolo in declino…..»; «Seguire Gesù significa condividere il suo amore misericordioso per ogni essere umano….»; «Che bello se ognuno di noi alla sera potesse dire: oggi ho compiuto un gesto di amore verso gli altri».
 
Una comunità è viva quando si impegna a vivere in questo spirito che è poi lo spirito del volontariato. Un volontariato che cerca di venire incontro alle varie esigenze, per quanto possibile in modo programmato e non solo legato a momenti di emergenza.
 
Nella comunità di Caselle si va dalle forme più manuali (la pulizia e la manutenzione ordinaria delle chiese e degli oratori) ai vari impegni di catechesi e formazione.
La Caritas con il centro di ascolto, con la distribuzione settimanale di viveri e vestiario e l’Associazione sportiva Don Bosco sono due esempi presenti nella comunità parrocchiale e cercano di dare una risposta ad esigenze diverse.
 
Il Centro d’ascolto
Soprattutto attraverso il Centro di Ascolto Caritas di ogni martedì si ha il polso della situazione attuale, dei disagi, delle «nuove povertà», delle esigenze e delle ristrettezze, non solo materiali, ma psicologiche e morali. Si cerca di dare una risposta, ma spesso ci si sente impotenti, pur collaborando con le strutture pubbliche. Le risorse a disposizione, anche se frutto del contributo di molti, non sono adeguate alle necessità. Una difficoltà che incontriamo è quella di sensibilizzare, animare e coinvolgere la comunità in questo impegno che dovrebbe essere di ogni cristiano.
 
Associazione Don Bosco
Una risposta ad altri problemi (educazione dei ragazzi e dei giovani) viene offerta dall’Associazione Sportiva Don Bosco, nata anni fa nell’ambito dell’Oratorio: coinvolge oltre 250 tra bambini, ragazzi, giovani, adulti, allenatori ed educatori. Lo sport, il gioco e l’educazione coincidono. Per questo si cerca di far sì che l’aspetto competitivo, giustissimo, non prevalga sul gioco. Purtroppo si rischia di perdere di vista la componente educativa, con scene in campo e sugli spalti spesso non edificanti e profondamente diseducativi.
 
Compito che la Don Bosco si prefigge è proprio di creare l’ambiente giusto per una crescita globale dei ragazzi e dei giovani nella quale lo sport occupa un ruolo molto importante. È sempre un’avventura avvincente, impegnativa, anche sotto l’aspetto economico.
 
Si è scelta la figura di don Bosco perché con un pallone, e non solo, è riuscito ad avvicinare, aggregare ed educare tanti ragazzi e giovani. Lanciamo costantemente un appello per avere sempre nuovi volontari, motivati, giovani e adulti, come allenatori ed educatori: sono l’elemento trainante indispensabile per un cammino riuscito, anche nello sport.
 
Testo tratto da «La Voce del Popolo» del 23 marzo 2014
 
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