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Catechismo a Valle Ceppi

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Sono le tre e mezza del pomeriggio. È sabato. Mi trovo nella cucina dell’oratorio di Valle Ceppi con Chiara, Madalina, Alessia, Ilaria, Francesco, Andreea, Elise e Anna. Sono i ragazzi del percorso del dopocresima. Nelle stanze accanto ci sono i due gruppi di catechismo, quelli dei bimbi che si preparano alla Prima Comunione e alla Cresima, guidati rispettivamente da Loredana e da Sonia. Verso le quattro e un quarto ci troveremo tutti qui per fare merenda insieme e poi inizierà il pomeriggio di gioco.

È così che funziona l’oratorio. Ma è sempre stato così? Chiedo ai ragazzi di raccontarmi com’è che loro lo ricordano, qual è la prima persona che associano all’oratorio. La risposta è semplice: don Giacomo, parroco di Valle Ceppi fino ad alcuni anni fa. «Era un bravo insegnante» racconta Andrea. «Sapeva scherzare quando si doveva scherzare, ma sapeva anche fare discorsi seri quando bisognava stare seri» continua Madalina. Il pomeriggio di oratorio, quando hanno iniziato loro, mi raccontano, era suddiviso in questo modo: ci si trovava alle tre meno un quarto, due chiacchiere e poi un momento di preghiera tutti insieme. «Pregavamo, ognuno poteva dire per chi voleva che si pregasse » racconta Alessia. Poi c’era il catechismo, divisi in gruppi di età diversa. Infine merenda, giochi e prove canti. Gli animatori che i ragazzi ricordano sono tanti: Davide, Adriana, Loredana, Michele, Enrico, Nadia, e molti altri.

Ma le cose più belle erano le gite. D’estate tutti insieme. Per esempio, un anno i ragazzi hanno passato una giornata a Superga, facendo una lunga passeggiata, insieme agli animatori. Oppure, un anno sono andati ad Oropa, e in quell’occasione non c’era solo l’oratorio, c’era tutta la comunità! E poi le scenette… Per Natale e per Pasqua recitavano i bambini. A Pasqua, rappresentavano l’Ultima Cena, con un succo di mirtillo misto ad acqua al posto del vino (buonissimo! Molti dei bambini partecipavano solo per poterlo bere, raccontano) e una pagnotta, che dovevano passarsi e dividersi tra loro. Con inevitabili incidenti, come l’anno in cui Andrea, che allora aveva cinque anni, ha mangiato tutto il pane, e così gli altri hanno dovuto fare finta! Quando Adriana ha iniziato il percorso per diventare suora tutto è un po’ cambiato e Loredana ha iniziato a gestire l’oratorio.

È stata lei a coinvolgere Chiara e Madalina, allora tredicenni, e a chiedere loro di fare le catechiste. Chiara, parlando con Sonia, la mamma di una delle bambine del suo gruppo, le raccontò delle attività dell’oratorio e lei si offrì di dare una mano. All’inizio dell’anno successivo, quando don Giacomo è andato in pensione ed è arrivato il nuovo parroco, don Riccardo, Sonia si è resa disponibile a prendere in mano la situazione e, come concludono i ragazzi, «è diventata lei ‘la catechista’ », con accanto anche la presenza dei seminaristi, Alberto, Simone e ora Marco. E adesso le cose funzionano bene, e ci sono delle belle iniziative, raccontano ancora i ragazzi, come le serate film: alcune sere d’estate ci si trova tutti insieme in salone e si proietta contro un muro. E i bimbi, se vogliono, possono portarsi cuscino e coperta per mettersi comodi!

Chiara CASELLE

Testo tratto da «La Voce del Popolo» del 1° febbraio 2015