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Cibo e ascolto per i più poveri

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La crisi che picchia forte anche su fasce della popolazione un tempo considerate «normali» si contrasta solo mettendo insieme risorse, idee, progetti. Lo hanno capito da tempo le sei parrocchie dell’Unità pastorale 21 che, contro il disagio sociale crescente delle periferie urbane, si presentano unite sul fronte delle attività Caritas.
 
Uno dei punti di forza della lotta alla povertà è costituito dai centri di ascolto, «nati a partire dalla metà degli anni ’90 in quattro comunità (Patrocinio di San Giuseppe, Assunzione di Maria Vergine, Immacolata Concezione e San Giovanni Battista, Santa Monica) con la volontà di essere vicini alle diverse necessità di chi bussava alla nostra porta» – spiega Mauro Comin, referente della commissione Caritas per l’Unità pastorale. «Negli anni, il volto delle persone che si rivolgono al servizio è cambiato radicalmente: prima accoglievamo soprattutto extracomunitari, oggi si presentano sempre più famiglie italiane che a causa della crisi hanno perso il lavoro, non riescono a pagare affitti e bollette, rischiano di scivolare in un tunnel dal quale è difficile risalire».
 
A tutti si cerca di dare una risposta: ascoltando, raccogliendo le varie necessità e indirizzandole agli enti preposti alla soluzione di problemi specifici, in casi particolari intervenendo con aiuti economici, «ma richiedendo sempre – specifica Comin- un’integrazione da parte della persona assistita, in modo da renderla responsabile della propria gestione economica». Ai nuclei familiari più in difficoltà vengono poi distribuite delle borse viveri con particolare attenzione alle esigenze dei più piccoli: circa 250 alla settimana («un numero quasi duplicato nel giro di poco più di un anno», notano gli operatori), raccolte grazie alla generosità dei parrocchiani e alle raccolte nei supermercati della zona.
 
«Altre attività comuni a molte parrocchie dell’Up – continua il referente Caritas – sono la distribuzione settimanale di viveri ai senza fissa dimora e la raccolta di vestiti in buono stato da destinare ai più bisognosi».
Vi sono poi le iniziative tipiche delle singole parrocchie: al Patrocinio e all’Assunzione esiste un gruppo di volontari che si occupa delle visite domiciliari alle persone segnalate dai Centri di ascolto; ancora al Patrocinio ogni sabato, si raccolgono la frutta e la verdura rimaste invendute nel vicino mercato di Corso Spezia («in vent’anni abbiamo raccolto oltre novemila metri di cassette», raccontano in parrocchia); a San Giovanni Maria Vianney, invece, è attiva una mensa a basso costo destinata agli anziani della zona.
 
L’orizzonte, comunque, è destinato sempre più ad essere quello della collaborazione tra tutte le comunità di Lingotto.
«Proprio per questo – racconta Comin – da tre anni abbiamo attivato un percorso di formazione per i cento operatori Caritas delle nostre parrocchie: un modo per crescere nella formazione spirituale, nella conoscenza delle necessità del quartiere e nella ricerca di possibili sinergie con enti e associazioni».
 
Il ricco panorama delle attività Caritas di Lingotto verrà presentato al vescovo giovedì 6 febbraio durante un incontro previsto nella parrocchia dell’Assunzione.
Francesco CISSELLO
Testo tratto da «La Voce del Popolo» del 19 gennaio 2014