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Come i primi cristiani con il Vangelo nelle case

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«Ecco che cosa è la fede! È la risposta dell’uomo ragionevole e libero alla parola del Dio vivente. Le domande che Cristo pone, le risposte che vengono date dagli Apostoli, e infine da Simon Pietro, costituiscono quasi una verifica della maturità della fede di coloro che sono più vicini a Cristo». Quest’affermazione di Papa Giovanni Paolo II costituisce un prezioso «richiamo» per l’iniziativa che da gennaio l’Up 26 intende rilanciare. Per essere più vicini a Cristo, si propone con l’inzio del 2015 di avviare in questa Unità Pastorale il «laboratorio della fede». Si tratta di una proposta che interessa tutti gli adulti: tornare al Vangelo, leggerlo, capirlo, diffonderlo. Abbiamo un gran bisogno di Vangelo. Conoscerlo per viverlo. È dalla Parola di Dio, ascoltata e vissuta, che nasce e cresce la nostra fede. A partire da gennaio dunque, ogni Comunità che aderisce a questa proposta già ampiamente collaudata (dal 2006 già oltre 200 persone sono stare coinvolte) si organizza, per portare nelle case la Parola di Dio.

Gli obiettivi sono favorire la conoscenza della Parola di Dio, contenuta nella Bibbia, a cominciare dal Vangelo dì Gesù Cristo; confrontarci sulla nostra fede; aiutarci reciprocamente a vivere la nostra vita cristiana in coerenza con l’insegnamento di Gesù. Perché non fare anche noi l’esperienza dei primi cristiani? A cominciare dall’ascolto assiduo della Parola di Dio per crescere nella fraternità e nella partecipazione più attiva alla Messa domenicale. La proposta del Vangelo nelle case è dunque rivolta a tutti: famiglie, cristiani che desiderano approfondire la propria fede, chi sta cercando un senso per la propria vita. Si sarà divisi in piccoli gruppi di 8-10 persone. Ogni gruppo sarà seguito da un animatore e si incontrerà presso una famiglia. Saranno otto incontri nell’arco dell’anno, uno ogni quindici giorni. Come diacono sarò l’animatore degli animatori, nel senso che con loro preparerò l’incontro della settimana seguente.

Gli «animatori» sono dunque preparati con una vera e propria catechesi che privilegia il percorso biblico neo e vetero testamentario; dall’altro vogliono animare, nelle famiglie, gruppi di cristiani o di persone in ricerca che mettono al primo posto il Vangelo. Le persone che partecipano ai Gruppi (nelle case ospitanti o all’inizio, in ambiente parrocchiale), fruiscono di momenti di incontro, di confronto e di verifica due o tre volte l’anno. Il tema dell’anno viene scelto dal coordinatore responsabile, dagli animatori unitamente ai parroci. L’obiettivo, a lungo termine, è quello di riuscire a conoscere tutta la Bibbia. È un’operazione lunga e difficile… ma non bisogna avere fretta. Dopo i primi due anni di… propedeutica (con un corso di introduzione alla Bibbia), si passa a leggere integralmente, commentare, attualizzare e pregare uno dei tre Vangeli sinottici. Vengono spiegati i punti salienti e appianate le difficoltà più evidenti. Si cerca quindi di attualizzare la Parola e di collegarla con la preghiera suggerita o proposta spontaneamente da qualcuno.

Gli aspetti positivi sono numerosissimi: alla fatica e all’impegno di partecipazione e di animazione fanno riscontro alcune situazioni veramente appaganti: conoscere la Parola di Dio in modo dettagliato e metodico aiuta a vivere meglio nel quotidiano la propria fede, migliora enormemente la partecipazione alla celebrazione eucaristica, fa gustare la gioia dell’amicizia e crescere nella comunione nella Comunità. Per la mia esperienza di 32 anni ininterrotti, diventa, anche a detta di molti animatori e di frequentanti i gruppi, un bisogno di cui non si riesce più a fare a meno; invoglia alla lettura e all’approfondimento di pagine religiose, ci si rende attenti ai problemi degli altri; si approfondisce la bontà e la misericordia di Dio… senza ignorare che gli incontri sul Vangelo diventano quasi sempre l’unica forma di catechesi per adulti che una comunità può sostenere. Chiediamo al Signore, nella preghiera, come singoli e come comunità, che parecchi rispondano all’appello per «animare»; la forza per non perdersi per strada, per trovare o conservare la voglia di continuare, l’entusiasmo dei primi momenti, la forza di contagio propria dei primi cristiani, l’attenzione sempre rivolta alla voce della Chiesa, del Papa e dei Pastori.

diacono Enrico PERIOLO

Testo tratto da «La Voce del Popolo» del 28 dicembre 2014