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«Fate quello che vi dirà», Giornata diocesana del Seminario

Nel Messaggio dell’Arcivescovo per la ricorrenza di domenica 9 dicembre 2018 appello a fare delle comunità un terreno fecondo e generativo
«Le nozze di Cana», Paolo Veronese (1563), museo del Louvre – particolare
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Di seguito il messaggio dell’Arcivescovo per la Giornata del Seminario, che ricorreva domenica 9 dicembre 2018.

«Carissimi fedeli,

domenica 9 dicembre 2018 la nostra comunità diocesana celebrerà la giornata del Seminario. Un’occasione, ormai tradizionale, per conoscere e sostenere questa realtà così importante e preziosa per la nostra Chiesa. La giornata del Seminario ci spinge a guardare con attesa e fiducia il cammino verso il sacerdozio dei nostri seminaristi. Ma vorrei partire da una domanda che può sembrare ovvia: che cos’è il seminario? Prima ancora che un luogo, un’istituzione, mi piace pensare che il seminario sia un tempo prezioso: tempo della semina e dell’attesa, dell’ascolto e della cura, della potatura e della fioritura dei primi germogli. Tempo nel quale un giovane mette in gioco i suoi desideri più autentici, intrecciando la sua storia con la storia di Gesù.

Nel Documento finale del Sinodo dei giovani, da poco concluso, si legge che «la preoccupazione di molte Chiese per il calo numerico (delle vocazioni) rende necessaria una rinnovata riflessione sulla vocazione al ministero ordinato e sulla pastorale vocazionale», e ancora leggiamo che: «per cogliere in profondità il mistero della vocazione che trova in Dio la sua origine ultima, siamo dunque chiamati a purificare il nostro immaginario e il nostro linguaggio religioso, ritrovando la ricchezza e l’equilibrio della narrazione biblica».

È ciò che abbiamo provato a fare nell’assemblea diocesana dello scorso maggio e giugno, mettendoci in ascolto reale e sincero delle necessità e delle proposte della nostra comunità ecclesiale. Ho raccolto il frutto di quella esperienza feconda nella mia lettera pastorale «Vieni! Seguimi!», dove ho richiamato, fin dal titolo, la proposta che il Maestro non si stanca di rivolgere ai giovani di oggi e di ogni tempo. Sì! Quella proposta risuona anche ai tanti giovani della nostra Chiesa di Torino! Abbiamo bisogno di aiutarci l’un l’altro a liberarci dalla paura che questa domanda può ancora suscitare, oggi forse più di ieri, e di favorire risposte generose che spalancano orizzonti nuovi e mettono nel cuore il gusto per le sfide grandi, come quella di diventare sacerdoti.

Credo fermamente che il mistero della vocazione possa germogliare solo laddove si realizzi una piena sinergia tra l’ascolto della Parola, la vicinanza e l’azione pastorale di una comunità matura e responsabile, un fecondo accompagnamento spirituale e il confronto con i poveri, nostri maestri, da cui giunge un appello urgente e ineludibile alla conversione. Siamo chiamati dunque a favorire queste dimensioni, a partire dalle famiglie, dalle realtà associative, dalle università e dalle scuole cattoliche, e specialmente dalle parrocchie, in cui le comunità educanti si adoperano per offrire ai giovani un ambiente attento alla cura della vita interiore.

È nelle nostre comunità che dobbiamo avere tutti il coraggio e l’audacia di fare udire l’appello di Gesù! Tutti noi, non solo i formatori, abbiamo il dovere di renderci responsabili del nostro Seminario, attraverso la preghiera, la testimonianza della carità, la vicinanza, e, se possibile, anche attraverso il sostegno concreto. A tutti faccio dunque giungere con questa lettera il mio invito: non stancatevi mai di fare della vostra vita e delle vostre comunità un terreno fecondo e generativo dove possa risplendere la bellezza della testimonianza cristiana e dove possano sgorgare nuove vocazioni al sacerdozio!

Affido tutti voi e il Seminario in particolare alla materna intercessione di Maria, perché con il suo esempio di fede e di sequela sostenga i seminaristi, illumini i formatori, renda ancora visibile a tutti giovani di oggi il volto d’amore del suo figlio, Gesù.

­Mons. Cesare Nosiglia

Arcivescovo di Torino»

In allegato la pagina di approfondimento pubblicata sul settimanale diocesano «La Voce E il Tempo» di domenica 9 dicembre 2018.