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Giovani: c’è il tavolo

Ad Alpignano: Comune, parrocchie, associazioni ed Enaip per coinvolgere i ragazzi
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La sfida formativa di Alpignano – 17 mila abitanti – passa dai giovani per i quali nel 2012 il Comune ha istituito un «tavolo» specifico. Qualcuno lo definisce «tavolo del disagio» ma per il moderatore dell’Unità pastorale don Enrico Perucca è più corretto definirlo «dei giovani». Non è il primo tentativo in città ma sicuramente è il più recente. «L’obiettivo è quello di mettere attorno ad un tavolo istituzioni e persone competenti per analizzare la realtà giovanile di Alpignano e trovare linee comuni d’intervento – spiega don Perucca – con la speranza che questa iniziativa stimoli un maggiore e necessario coordinamento tra tutti i soggetti coinvolti». Il Tavolo, promosso dal Comune di Alpignano, si riunisce ogni quindici giorni ed è formato da rappresentanti di: parrocchie, scuola media (istituto comprensivo), Informagiovani, Informa-imprese, servizi sociali, educativa di strada, cooperativa Oltrepo, centro Armonia (psicologi) e Polizia municipale.
 
«Si tratta di un percorso in itinere – spiega la dottoressa Paola Conterio psicologa del centro Armonia – in questa fase è in corso una mappatura del territorio in vista di una co-progettazione di azioni specifiche per la fascia adolescenziale e giovanile». Attualmente le criticità sono concentrate sui due grandi temi del lavoro e del tempo libero. «La mia sensazione è di un paese a più velocità – ha risposto don Perucca – alcuni giovani sono seriamente in difficoltà e non lo sanno: mi riferisco ad esempio al problema della dispersione scolastica o ai casi in cui le famiglie sono un po’ assenti; altri ragazzi e ragazze sono impegnati e svolgono attività ma questo non basta, c’è poi una terza parte che ‘viaggia’ a ritmi discretamente sostenuti, non so se questo li avvantaggerà o meno ma sicuramente è un
dato positivo».
 
«Non sempre è possibile rispondere a tutte le esigenze e alle problematiche di giovani e giovanissimi – aggiunge la psicologa – qualcuno rischia di essere tagliato fuori per motivi di età ad esempio, per questo il tavolo lavorerà da un lato per intercettare e rispondere alle situazioni di disagio e monitorare e migliorare quelle di ‘agio’ dall’altro per favorire la continuità formativa e accrescere le opportunità grazie alla collaborazione fra più istituzioni ed enti anche del terzo settore».
Oltre agli oratori e alla gelateria di via Mazzini non esistono altre iniziative o attrazioni (cinema, centri di aggregazione) tali da favorire la socializzazione tra i ragazzi. La grande sfida è quella di aumentare gli stimoli culturali, educativi e formativi nei giovani.
 
Enaip: non solo giovani…
Tra le realtà che fanno parte del Tavolo c’è anche l’Enaip (Ente nazionale Acli istruzione professionale). Una realtà radicata ad Alpignano in tema di formazione e giovani, ma non solo. Non essendoci scuole superiori, infatti, la città scommette con decisione sui servizi del centro formativo diretto da Claudio Daniele. L’Enaip è stata proposta come una delle tappe della visita pastorale dell’arcivescovo di Torino mons. Cesare Nosiglia. «Siamo molto lusingati per l’invito a far parte del circuito di visita – ha commentato il direttore – Il nostro centro offre ogni anno 6.000 ore di formazione per 300 allievi tramite corsi rivolti a giovani ultraquindicenni (formazione di base), diplomati e laureati (corsi di specializzazione), adulti occupati, disoccupati e cassa integrati (corsi per la formazione continua individuale), aziende e studi professionali (corsi di aggiornamento specifici) e attività di formazione mirata a persone con disabilità».
 
Per i ragazzi tra i 15 ed i 18 anni esiste un corso biennale per operatore agricolo giardiniere, che utilizza le risorse naturali del parco Bellegarda (dove ha sede il centro Enaip) per sviluppare competenze specifiche relative al giardinaggio ed alla gestione delle aree verdi, rafforzate dal periodo di permanenza in stage presso le aziende di settore del territorio come vivai o giardini. La formazione per la fascia degli adolescenti è caratterizzata anche da percorsi tesi al recupero dei giovani a rischio di esclusione sociale con la lotta alla dispersione scolastica e inserimento lavorativo.
 
Le attività per gli adulti spaziano dall’ambito della ristorazione, passando per i corsi di orto-frutticoltura, fino alla cooperazione internazionale e al corso per certificatore energetico degli edifici. «Da due anni il Centro gestisce anche le attività denominate ‘progetto crisi’, che coinvolgono tutte le agenzie formative del bacino del Centro per l’impiego di riferimento: si tratta di offrire strumenti di politiche attive per il lavoro per i soggetti in difficoltà lavorativa, in particolare chi è in cassa integrazione in deroga». Nel corso del 2011 ben 150 cassintegrati hanno potuto beneficiare di 700 ore di formazione con una proposta di venti corsi: dall’aggiornamento informatico, alle conoscenze linguistiche fino alle tecniche di gestione dello stress in situazioni lavorative instabili. «Questa è la nostra ‘mission’ – ha concluso il dottor Daniele – la valorizzazione del capitale umano, a partire dai talenti, dalle risorse e dal potenziale di ciascun individuo».
 
Fare «rete» tra le professionalità è la strada che ha intrapreso la comunità di Alpignano per intervenire in maniera più efficace nel tessuto sociale. «La mia impressione è che gli stimoli lanciati dalle istituzioni abbiano incontrato difficoltà, creando sfiducia sia nei promotori sia nei potenziali fruitori – ha sottolineato don Enrico Perucca – per questo ho fiducia nel Tavolo e spero che sia uno stimolo per un crescente coordinamento tra tutti i soggetti coinvolti».
Emanuele FRANZOSO
Testo tratto da «La Voce del Popolo» del 15 aprile 2012