Benvenuti nel sito della Chiesa Cattolica di Torino

Seguici su
facebooktwitterrssyoutubemail

Giovani, qui siamo così

facebooktwittergoogle_pluspinterestmail
I giovani dell’Unità pastorale 16 si preparano ad accogliere l’Arcivescovo: in particolare i ragazzi di San Giulio d’Orta (corso Cadore 3) e di Santa Croce (via Gattinara 12), due delle realtà più giovani e «vive» della zona, desiderano presentare a mons. Nosiglia le numerose attività punto di riferimento per la vita e l’aggregazione del quartiere. Se, come ha più volte sottolineato Francesco, la Chiesa deve essere «missionaria e di frontiera», i giovani delle due parrocchie credono davvero in una Chiesa che «non solo accoglie e riceve tenendo le porte aperte, ma che pensa e trova nuove strade, che è capace di uscire da se stessa e di andare verso chi non la frequenta».
 
A iniziare dalla Gioc (Gioventù operaia cristiana), presente a San Giulio da ormai 15 anni, che con 16 militanti segue i ragazzi nel periodo successivo al catechismo (nei così detti «gruppi base») e, dopo la quarta superiore, propone loro la scelta di entrare e impegnarsi nell’associazione. «Prima di tutto formandoci noi stessi facendo gruppo militanti e poi mettendoci a disposizione della comunità, proponiamo ai giovani un cammino educativo e di graduale scoperta del Vangelo che li porta ad essere protagonisti impegnati e testimoni della loro esperienza nel posto di lavoro, nel quartiere, a scuola e a vivere una fede ‘incarnata’ nella vita – spiega il responsabile della zona, Mario de Falco – Tramite l’aggregazione vogliamo poi arrivare a quei ragazzi che generalmente sono fuori dai circuiti parrocchiali, gli ‘invisibili’, che in pochi considerano e che in molti vedono come scomodi». «Siamo molto felici della visita del Vescovo – continua – e, venerdì 6 dicembre, prima di partire per Bergamo per il Congresso nazionale, saremo contenti di fargli visitare la nostra sede presso il centro Michele Rua».
 
Altra realtà giovanile centrale per la vita della parrocchia sono gli scout dell’ Agesci (Associazione guide e scout cattolici italiani), per l’esattezza il gruppo Torino 30 nato nel 1999 dall’unione del gruppo Torino 2 (parrocchia Maria Ausiliatrice) e Torino 20 (parrocchia Santa Giulia). «Attualmente siamo 125 persone – spiega la capogruppo Marzia Righetti –, e dal 2004 collaboriamo con le altre realtà parrocchiali per offrire una molteplice proposta pastorale che abbia al centro i ragazzi e la loro crescita come uomini, cittadini e credenti».
 
San Giulio d’Orta vanta poi un oratorio molto attivo. Ogni sabato pomeriggio una ventina di animatori propongono a più di 60 ragazzini un momento di svago e di incontro. «Rinato ormai una decina di anni fa – spiega la responsabile Roberta Nisama – l’oratorio della nostra parrocchia è un importante centro di aggregazione, che lavora in rete con gli altri oratori dell’Unità pastorale. Ad esempio, proprio in occasione della visita dell’Arcivescovo, sabato 6 dicembre ci ritroveremo a San Gaetano per fare festa tutti insieme».
 
Forte il legame con Santa Croce, che conta 25 animatori e circa 70 ragazzi. «È una realtà viva e stimolante – spiega don Roberto Populin, alla guida della parrocchia da 4 anni e responsabile della Unità pastorale giovani -. Abbiamo anche 30 ragazzi delle elementari e delle medie che ogni domenica svolgono il servizio di chierichetti, oltre a formare la nostra squadra di calcio. Tra l’oratorio, il catechismo e le attività portate avanti con le altre parrocchie – come i ritiri di avvento, di quaresima, le giornate di formazione, le settimane comunitarie – posso dire che i giovani di Santa Croce, e più in generale dell’Unità pastorale 16, sono un bel gruppo, propositivo e presente. Certo il cammino è ancora lungo e c’è da lavorare sull’aspetto spirituale, ma molto è già stato fatto».
 
Come sottolinea don Silvano Bosa parroco a San Giulio dal 2004 «è importante che i giovani abbiamo luoghi di riferimento in cui confrontarsi, maturare e identificarsi. In questo modo diventano in grado di superare i momenti difficili ed essere fedeli agli impegni presi. Centrale, soprattutto oggi, è la formazione personale che porta i nostri ragazzi a crescere e a darsi agli altri».
Irene FAMA’
Testo tratto da «La Voce del Popolo» del 17 novembre 2013