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Grosso. Mai arrivati: anche la fede ha bisogno di revisioni

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«Volete pappette o volete cotolette?» con questa provocazione, derivata chiaramente dalle sue origini familiari di macellai, nel 2010 il nuovo parroco di Grosso don Silvio Caretto proponeva agli adulti un cammino di alcuni anni. «Abbiamo ricevuto la fede in categorie preindustriali; proviamo a rivederla nella situazione moderna. Anche la fede ha bisogno di una revisione. Facciamola insieme». È iniziato così un laboratorio parrocchiale rivolto agli adulti scandito in due sessioni annuali: tre serate di Avvento e quattro serate di Quaresima. I contenuti? Abbiamo l’ambizione nel corso di qualche anno di rivedere l’insieme nel nostro credere. Abbiamo cominciato con la figura di Gesù di Nazareth: una bella favola, un mito stupendo ma quali fondamenti storici? Ci abbiamo mai pensato; sapremmo darci delle risposte? Siamo poi passati l’anno successivo a chiederci: come è nata la chiesa? Analisi degli Atti e nascita delle prime comunità: i protagonisti diversi, le tensioni, i criteri che si davano nel costituirsi comunità. Nel ciclo successivo la partenza ce la fornisce la domanda:

«Ok! La Chiesa di Gesù è nata in questi termini e con questi criteri ma noi ora vediamo una chiesa molto diversa. Cosa è avvenuto negli anni?». Un ciclo per analizzare le evoluzioni nei due millenni, le svolte significative, deviazioni e santità. Senza filtri buonisti e senza nascondere sotto i tappeti della storia certe polveri ma con la sorpresa di poter concludere: «è un miracolo che con tante deviazioni e tradimenti a noi comunque la chiesa ha fatto arrivare intatto nella sua purezza il Vangelo di Gesù e il suo messaggio». Ora è nelle nostre mani: possiamo attaccarci alle deviazioni storiche e accontentarci di fare i puristi con la puzza al naso o possiamo provarci a viverlo per quanto ci riusciamo e portarlo avanti anche nel mondo moderno. Dipende dalle nostre scelte. Nell’ultimo Avvento siamo partiti dai gesti di papa Francesco che tanto emozionano per approfondire cosa c’è oltre; solo un tratto personale di papa Bergoglio o si delinea un modo diverso di guidare la Chiesa? Un’altra pista di formazione verso gli adulti l’abbiamo sperimentata l’anno scorso sulla scia delle riflessioni diocesane sull’accompagnamento battesimale. Due pomeriggi domenicali, uno in primavera, uno in autunno rivolgendo l’invito ai genitori dei battezzati degli ultimi tre anni e dei bambini della materna.

Una fascia diversa di possibili utenti, stesso taglio. Contenuti? Partire da cosa è cambiato negli ultimi decenni: la tradizione da sola non funziona più, dipende da cosa decidiamo noi di trasmettere ancora ai nostri figli. Metodo: relazione del parroco, lavoro di gruppo gestito dalla coppia guida (Elena e Davide) senza la presenza del prete, condivisione in assemblea. La relazione del parroco sempre supportata da proiezione di slides preparate dal nostro informatico in pensione Sergio. Il parroco gli passa i suoi schemini e lui è un mago a trasformarli in immagini e schermate. In coppia la comunicazione raddoppia.

Testo tratto da «La Voce del Popolo» del 28 dicembre 2014