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I battisteri torinesi dopo il Concilio/3

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Il Distretto pastorale Torino – Città è costituito da un ampio numero di chiese parrocchiali: molte sono presenti nella zona centrale della città, edifici in genere di notevole interesse storico artistico e architettonico; altre rappresentano un importante patrimonio di edifici costruititi tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX secolo, fortemente connotati da una ricerca formale e tipologica, sulla scia di un revival stilistico di notevole impatto sulla produzione edilizia.
 
Le realizzazioni architettoniche in stile si confrontano fortemente con l’avanzare dell’architettura del movimento moderno (primo dopoguerra) lasciando spazio ad un ampio panorama di chiese preconciliari, in cui forte è la volontà sperimentale nella composizione degli spazi (i cui esiti però non sono sempre felici).
 
In particolare questo nutrito elenco di edifici permette una rapida ricognizione anche su temi specifici quali il fonte battesimale: troviamo esempi in cui l’uso di materiali pregiati (marmi, pietre) nobilitano il fonte e lo contestualizzano a pieno titolo quale arredo di chiese di grande importanza nel panorama cittadino. Non sempre questo avviene e soprattutto nelle chiese costruite a partire dal secondo periodo post bellico un eccesso di semplificazione e funzionalismo portano a realizzazioni di minore interesse.
 
In questo contesto piuttosto variegato si inseriscono recenti interventi di riprogettazione dell’area presbiteriale e non solo, un’occasione che in alcuni casi è stata orientata dal progettista al «ridisegno» degli arredi liturgici dell’area presbiteriale e dei principali luoghi della liturgia fra cui anche il fonte battesimale. Un caso esemplificativo rimanda alla chiesa di Gesù Buon Pastore, a Torino. La chiesa il cui disegno originale (1954) è del pittore e scultore Franco Assetto, verrà successivamente rivista e modificata nel progetto degli architetti Mario Dellamora e Enzo Venturelli (progetto dell’altare maggiore) nella veste attuale. Il risultato finale è frutto di molti compromessi sia architettonici, che strutturali, che dell’apparato decorativo previsto originariamente da Assetto.
 
L’intervento di adeguamento liturgico (1994-95) progettato dall’architetto Giorgio Raineri ha previsto – tra l’altro – la riprogettazione del fonte battesimale, realizzato in analogia formale con gli arredi dell’area presbiteriale. Il tempo e l’uso hanno però messo in evidenza difficoltà di adattamento da parte della comunità e del parroco al nuovo fonte, che è stato pertanto riprogettato e sostituito. Quest’ultimo realizzato in marmo bianco di Carrara riprende per forma e dimensioni una tipologia di fonte che ritroviamo – per esempio – nelle antiche chiese romaniche dell’alta valle di Susa, opere connotate dalla caratteristica copertura lignea piramidale, che in questo caso non è stata riprodotta. I nuovi arredi si inseriscono quindi con estrema attenzione nell’area presbiteriale, senza imporsi sull’edificio esistente, ma attualizzando e ricomponendo gli spazi attraverso un progetto organico e caratterizzato anche dall’uso di materiali contemporanei.
Francesco NOVELLI
(Le puntate precedenti sono state pubblicate nei numeri 16 di domenica 21 aprile e 21 di domenica 26 maggio 2013)
 
Testo tratto da «La Voce del Popolo» del 23 giugno 2013