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Stranieri: soprattutto bimbi
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Il quartiere Vanchiglia comprende anche la zona Vanchiglietta, che si estende lungo corso Belgio tra i fiumi Po e Dora fino al loro punto di congiungimento in località detta Colletta.
 
La borgata Vanchiglia comprende due diverse aree con caratteristiche completamente diverse: in particolare la zona 11 è un’area con vocazione prevalentemente residenziale, mentre la zona 21, anche detta Gasometro per via della struttura ancora presente che una volta veniva usata per contenere i gas, ha avuto una storia prevalentemente manifatturiera che si è poi espansa oltre il corso Tortona nell’attuale Vanchiglietta. Urbanisticamente parlando, Vanchiglia si è sviluppata abbastanza tardi, nella seconda metà dell’Ottocento, rispetto al centro di Torino. Il motivo principale è che la zona, così vicina a due fiumi, era paludosa e insalubre. Questo fattore la rendeva un’area difficile da abitare, ma allo stesso tempo rendeva i terreni molto fertili, così come li descrive nel 1840 lo scrittore Davide Bertolotti: «i prati maggiormente produttivi di Torino sono quelli che trovansi nella regione così detta di Vanchiglia: imperroché colà si scaricano le acque che trasportano l’immondizia della città, le quali mentre fecondano mirabilmente quelle terre, diffondono all’intorno effluvj nocivi all’umana salute. E nella regione di Vanchiglia appunto manifestaronsi i primi casi di colera allorché questo micidiale morbo invase la nostra città, dove però, Dio mercè, poco si diffuse e in breve spazio si spense» (Bertolotti, 1840).
 
Gli edifici di Vanchiglia sono il risultato di un piano urbanistico d’ampliamento della Città redatto da Antonelli ed attuato a metà del 1800.
 
A causa dell’assenza di macchine all’epoca della progettazione del quartiere, Vanchiglia ora sconta grossi problemi di traffico dovuti principalmente alla limitata grandezza delle vie, alla scarsità dei parcheggi e al flusso dei veicoli diretti verso il centro cittadino. Inoltre i residenti non hanno a loro disposizione un gran numero di aree verdi né di spazi pedonali, se si fa eccezione per il Lungo Po e il Lungo Dora, in quanto il progetto urbanistico previde soltanto l’area mercatale di Piazza Santa Giulia e largo Montebello.
 
Per quanto riguarda la popolazione del Borgo, come mostrano i dati dell’Ufficio Statistica del Comune di Torino, vi è una significativa presenza di stranieri, specialmente nella zona 11.
Massimo PALMISCIANO
Testo tratto da «La Voce del Popolo» del 17 novembre 2013