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NUMERI. UP 39: l’unità dei giovani

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I giovani e la dimensione vivace della partecipazione alla vita sociale, queste le caratteristiche dell’Up 39. A fare il quadro sull’Unità don Vincenzo Marino, moderatore dell’Up 39 e parroco a Santa Maria e a San Lorenzo a Venaria. «Anzitutto – spiega – è un’Unità vivace sotto vari punti di vista. Pur essendo contigui alla città, si è conservata ad esempio a Venaria la dimensione del paese, così come a Savonera e Druento che fanno parte della nostra Unità. Ci si conosce, si è ancora molto legati a tradizioni popolari, penso alle processioni e alle feste come quella di San Marchese o la processione e il palio per la festa di Santa Maria Bambina. Feste e tradizioni ci caratterizzano, ma anche la presenza di tante associazioni impegnate culturalmente e socialmente, i cori, l’Avis, la Pro Loco… quando ogni anno c’è la giornata del volontariato si vede veramente la ricchezza e la varietà del volontariato locale». Rispetto ad altre, l’Up 39 è giovane, molte famiglie e tanti bambini: a Savonera il numero dei battesimi è quattro volte quello dei decessi e nella parrocchia Santa Gianna il doppio. «Abbiamo visto arrivare tante giovani famiglie – prosegue don Marino – sia a Venaria sia a Druento.

Solo nel centro di Venaria, a Santa Maria la popolazione è più anziana. Su Venaria pochi i nuclei immigrati, anche per il costo della vita e delle case, più alto rispetto ad altri centri in seguito alla riqualificazione urbana e al flusso turistico legato alla Reggia». Giovani e famiglie che vivono anche in questa zona il problema della mancanza di lavoro e del rischio povertà. Un problema che l’Unità sperimenta quotidianamente mettendo in campo ogni sforzo per offrire aiuti alimentari ed economici. «Ogni parrocchia – spiega – ha il suo gruppo Caritas, ci si impegna per la distribuzione di alimenti e vestiti. Ci sono i centri di ascolto che accolgono i problemi delle persone e cercano soluzioni nonostante sia davvero difficile venire incontro a così tante richieste. Si collabora con il Banco Alimentare, l’Ufficio Pio, il centro d’ascolto diocesano Le Due Tuniche». Proprio a partire da un numero crescente di richieste anche la Caritas dell’Unità non si limita all’erogare aiuti, ma si è impegnata negli ultimi anni nella formazione stessa di chi si impegna su questo fronte, nell’animazione alla carità che interpelli tutti e non solo chi «ufficialmente» svolge questo servizio. «Più volte – aggiunge don Marino – abbiamo avuto con noi il direttore della Caritas diocesana, abbiamo organizzato incontri per sensibilizzarci all’attenzione di chi fa più fatica e anche attraverso la prossimità, la relazione riuscire a incoraggiare e sostenere chi fa più fatica». Caritas e gruppi giovanili particolarmente attivi: a Druento come a Savonera e Venaria gli oratori sono luoghi di aggregazione, crescita, spazi per le famiglie con una impronta salesiana in particolare a Venaria dove è presente una comunità che ha la cura pastorale di San Francesco e che fino allo scorso anno guidava anche la parrocchia di Altessano.

Positivi i rapporti anche con le altre comunità religiose presenti sul territorio dell’Unità, dalle suore di Sant’Anna impegnate nella pastorale parrocchiale e nell’istruzione a Venaria, ai cottolenghini con la casa di spiritualità a Druento, alle suore Giuseppine di Pinerolo sempre a Druento. Non manca il dialogo anche con le istituzioni soprattutto nel campo assistenziale dove «per far fronte alle difficoltà economiche delle famiglie, si cerca di fare rete con i servizi sociali, che purtroppo spesso subissati di casi, rimandano a noi parrocchie». Ecco dunque che la Visita pastorale è vissuta con un senso di attesa per raccontare quanto si fa ma anche per capire meglio alla luce del progetto del riassetto diocesano il futuro dell’Unità pastorale. «Noi – conclude don Marino – possiamo dire che in questi anni abbiamo già sperimentato attivamente il senso della collaborazione tra parrocchie, della presenza di un parroco su più parrocchie e anche con la vicina unità pastorale con cui condividiamo la visita dell’Arcivescovo ci sono degli scambi e confronti positivi. Certamente si dovrà lavorare ancora molto per favorire questo clima di unità e di collaborazione e speriamo che la visita rappresenti un buono stimolo per tutti».

Federica BELLO

Testo tratto da «La Voce del Popolo» del 9 novembre 2014