Scontri in Valsusa: i vescovi piemontesi condannano le violenze

Appello al dialogo. Le dichiarazioni di mons. Nosiglia durante la visita al Consiglio regionale

Di seguito il testo diramato nella tarda serata di domenica 3 luglio dalla Conferenza episcopale piemontese:

 
«Come Vescovi della Regione Ecclesiastica Piemontese deploriamo le azioni violente che si sono svolte nella giornata di oggi in Valle di Susa. Come pastori desideriamo far sentire tutta la nostra vicinanza e solidarietà a coloro che sono stati feriti, in particolare alle Forze dell’Ordine che stanno operando in modo straordinario per garantire la legalità.
 
Ribadiamo la necessità di mantenere il tono dialettico sulla questione legata all’apertura del cantiere per la costruzione della linea ferroviaria Torino-Lione nei limiti del confronto democratico rifuggendo da ogni forma di violenza diretta o indiretta, impegnandosi ad isolare coloro che non perseguono questo obiettivo strumentalizzando la situazione con parole e azioni che non aiutano il perseguimento del bene comune.
 
Mons.Cesare Nosiglia
Presidente Conferenza Episcopale Piemontese»
 
Lunedì 4 luglio, al termine della visita ufficiale all’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale del Piemonte, monsignor Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino e presidente della Conferenza dei vescovi piemontesi, ha dichiarato ai microfoni di PrimaRadio di sentirsi «molto amareggiato, come vescovo e come cittadino, perché una manifestazione legittima di dissenso su di una posizione già assunta è iniziata bene ed è finita nel modo peggiore».

 
Oltre alla Tav, i vertici del Consiglio si sono confrontati con il Presidente Cep su diverse questioni: dalla scuola paritaria al recente protocollo sulla sanità; dal patto per i giovani, anche questo recentissimo (a cui hanno aderito le istituzioni locali, sindacati, l’università, le imprese), alla questione dei profughi.
 
In allegato le dichiarazioni che mons. Nosiglia ha rilasciato ai microfoni di PrimaRadio.
 
 
 
 
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