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Vicariato per la
Vita consacrata

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Stile di vita

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La sponsalità con Cristo è il punto focale intorno al quale si esprime e si organizza la vita delle vergini ed è la principale nota caratteristica della loro spiritualità:

 
  • la preghiera è colloquio sponsale con Lui;
  • la lettura e lo studio della Scrittura è ascolto della parola dello Sposo;
  • l’apostolato e le opere di misericordia sono partecipazione sponsale al mistero di Cristo vivente nella Chiesa, presente soprattutto nei piccoli e nei poveri.
Le consacrate riconoscono nella verginità una via per la quale si realizza e matura la loro personalità di donne: la verginità, abbracciata e vissuta nella fede, è accoglienza e interiorizzazione di una certa solitudine, ma al contempo superamento di essa perché abitata da Cristo Sposo e perché è chiamata ad assumere la maternità spirituale, che è cooperazione alla generazione di Cristo nel cuore degli uomini e delle donne che il Signore fa loro incontrare.
 
Le vergini consacrate considerano il Mistero Eucaristico come centro della propria vita in Cristo e vi partecipano, possibilmente quotidianamente.
Esse attingono dal sacramento della Penitenza la forza di un incessante rinnovamento e di una sincera riconciliazione.
Si dedicano inoltre, con fedeltà e costanza, alla preghiera personale e a quella della comunità cristiana, preferendo ai propri gusti la preghiera della Chiesa. In particolare si raccomanda loro la celebrazione giornaliera della “Liturgia delle Ore”, specialmente quella della lode mattutina e vespertina e un’attenzione ai tempi dell’Anno liturgico, i quali fanno memoria, rendendoli presenti, degli avvenimenti salvifici dello Sposo Gesù.
 
Le vergini consacrate non si separano dal Popolo di Dio e dal mondo, ma partecipano intensamente alla vita della Chiesa e dei propri concittadini in tutte le manifestazioni che non disdicono alla modestia e a quel senso della misura che le deve contraddistinguere.
L’indole secolare delle vergini consacrate nel mondo richiede che siano garantite le caratteristiche di relativa autonomia, di esercizio della personale responsabilità nel lavoro, di autosufficienza e autogestione economica e previdenziale, di inserimento semplice e senza barriere nell’ambiente umano circostante, che sono tipiche del fedele cristiano.
Maria, la “Virgo Virginum”, nella quale la forma più alta della verginità è congiunta con la massima espressione della maternità, è per le vergini consacrate sorella nella condizione verginale e modello e sostegno nello stile di vita proprio dell’Ordo Virginum.
 
Il servizio ecclesiale

Le vergini consacrate si dedicano generosamente a quei servizi apostolici ed ecclesiali che siano “confacenti al loro stato” (Can. 604,2). Ciò significa che alcune di esse potranno dedicarsi principalmente all’animazione cristiana del mondo nella professione o nell’impegno sociale e civile, lasciando margini ridotti, ma necessari e significativi, alla dimensione pastorale. Altre viceversa concentreranno le loro energie sulla pastorale, dando spazio ridotto all’impegno secolare.

Altre ancora potranno assumere una figura di vita cristiana particolarmente profetica, per esempio nella contemplazione o nella dedizione esemplare agli ultimi, senza dimenticare le loro responsabilità secolari e l’impegno per l’edificazione della comunità cristiana.
 
Il Vescovo diocesano o il delegato discerne, concorda e verifica con le singole vergini consacrate l’ambito e il tipo di servizio ecclesiale da assumere, lasciando spazio alla iniziativa personale. Egli, quando ne ravvisa la necessità o l’utilità per la Chiesa, può chiedere alla vergine consacrata di cambiare, in spirito di filiale obbedienza, tipo o ambiente di servizio ecclesiale.