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Vicariato per la
Vita consacrata

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Consacrazioni 2011

Sabato 19 giugno
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Mariangela e Luisella, Paola e Pinuccia, Maria, Elena e Felicia. Sette nomi, sette volti diversi, età, caratteri, professioni e persino stili di vita differenti. Sono donne che di primo acchito parrebbero non avere nulla in comune tra loro. Eppure, c’è qualcosa di forte e di bello che le unisce saldamente. E’ l’amore totale per Dio. Egli è entrato con intensità nelle loro vite in tempi e modi diversi. Le ha condotte per alcuni anni a percorrere un cammino di discernimento vocazionale personale e poi, insieme, di formazione specifica all’interno dell’Ordo Virginum di Torino. La Chiesa di Torino ha accolto con gioia la loro consacrazione nell’Ordo Viginum diocesano, secondo l’antico Rito di Consacrazione delle Vergini, celebrato il 19 Giugno 2011, vigilia della festa della Consolata, dal nostro Arcivescovo, il Cardinale Severino Poletto.
 
Un augurio alle nostre sorelle di saper gustare fino in fondo la bellezza di questa coraggiosa vocazione, alla quale hanno risposto con slancio e generosità.
 
Una testimonianza : TI FARO’ MIA SPOSA PER SEMPRE (Osea 2)
 
“Ho detto a Dio: ‘Il mio Signore sei Tu, solo in Te è il mio bene’. (…) Il Signore è mia parte di eredità….nelle Tue mani è la mia vita!”. Mi piace iniziare la mia testimonianza con le parole del Salmo 16(15) non solo perché è un testo biblico a cui sono molto legata per la mia storia personale, ma anche perché esprime efficacemente la disposizione spirituale di lode e di affidamento con cui il 19 giugno 2010 ho consegnato la mia vita a Cristo nelle mani del pastore della nostra Diocesi, Card. Severino Poletto, con rito pubblico di Consacrazione nell’Ordo Virginum presso la Cattedrale di Torino.
Insieme a me altre sei donne, dopo un cammino di discernimento durato dai tre ai cinque anni, sono state presentate alla Chiesa locale dal Vicario per la vita Consacrata don Paolo Ripa di Meana, per professare il loro proposito di verginità per il Regno e al servizio della Chiesa secondo questa antichissima forma che risale ai primi secoli della storia cristiana e, ripristinata dal Concilio Vaticano II, compie proprio quest’anno i suoi quarant’anni dalla promulgazione.
 
Il rito stesso, nella sua suggestività, esprime bene lo specifico di questa consacrazione laicale, che viene professata una volta per sempre: il proposito di castità perfetta alla sequela di Cristo, come recita la preghiera pronunciata da ogni consacranda, che simbolicamente mette le sue mani giunte in quelle del Vescovo, la consegna dell’anello, che sancisce le mistiche nozze con Cristo, e del libro della Liturgia delle Ore, con l’impegno di far risuonare senza interruzione la lode perenne al Padre e la viva intercessione per la salvezza del mondo. Il gesto della prostrazione, compiuto mentre il Vescovo e i presbiteri invocano l’intercessione dei Santi, manifesta l’umile consapevolezza della propria povertà da parte di chi accoglie il dono della chiamata alla vita consacrata, ma sa che avrà bisogno costantemente dell’azione misericordiosa del Padre e dell’accompagnamento di preghiera di tutta la Comunità dei credenti, sia di coloro che ancora sono in cammino sia soprattutto dei fratelli che già godono della visione di Dio. In questa specifica occasione si è poi voluto introdurre come ulteriore segno la tunica bianca che abbiamo avuto la gioia di indossare durante la celebrazione a ricordo della veste battesimale, che all’inizio della nostra vita ci ha rivestite di Cristo, e della dimensione nuziale della nostra chiamata.
 
La sponsalità dunque come dimensione intima del cuore e la fedeltà a Cristo Sposo come testimonianza visibile e profetica nel mondo: questa è l’anima della nostra vocazione, che ci chiede di rimanere coinvolte nelle realtà temporali del lavoro e dell’impegno civile ed ecclesiale custodendo il primato del Vangelo e vivendo un’appartenenza totale e incondizionata a Cristo, unico Signore delle nostre vite, Tu dei nostri affetti e Sorgente della nostra forza. La fede nuziale ricevuta diventa l’unico prezioso segno che richiama la fedeltà a vivere con cuore indiviso l’unione con Gesù: per il resto ognuna di noi continuerà a ‘confondersi’ con gli uomini e le donne del nostro tempo, lievito nella pasta, testimoniando con la vita e con gli atteggiamenti ‘il di più’ che è dono dello Spirito nella sequela. La Preghiera di Consacrazione ci esorta a essere prudenti nella modestia, sagge nella bontà, austere nella dolcezza, caste nella libertà: un impegnativo programma di vita! Dove tutto è giocato sull’Amore e dove solo la comunicazione vitale e costante con Cristo, Vite che incessantemente trasmette la sua linfa ai tralci, può far fiorire la ferialità delle nostre esistenze e sostenere la solitudine abbracciata per il Regno dei cieli.
 
Sabato 19 giugno la Cattedrale era gremita di parenti, amici e conoscenti provenienti dalle nostre parrocchie, compresi i nostri parroci (!), dai diversi gruppi che già frequentiamo, anche dai nostri posti di lavoro, scuole, banche, uffici….E’ stato davvero un momento di festa bello e sentito della nostra Chiesa locale, radunata intorno al nostro Arcivescovo: abbiamo avvertito quasi fisicamente durante la celebrazione l’accompagnamento di affetto e di preghiera di tutti e questo ci ha fatte sentire ‘a casa’ e ci ha permesso di gustare la fraternità che subito si crea tra coloro che si riuniscono nel nome di Gesù….vivo tra noi!
 
Ora non resta dunque che metterci in cammino seguendo le sue orme (I Pt), facendo esperienza che Gesù è davvero il nostro custode e sta alla nostra destra perché non inciampino i nostri piedi! L’Ordo torinese continuerà ad offrirci significative occasioni di formazione permanente, culturali e spirituali, e momenti di confronto e di comunione a cui tutte, consacrate (attualmente 21) e aspiranti, siamo invitate a partecipare per aiutarci nel vivere la vocazione e maturare sempre più uno spirito di attenzione e carità reciproca tra di noi e con le persone che avviciniamo nei nostri ambienti.
 
Sarò nella Chiesa, mia madre, come donna che si è donata a Cristo e chiedo con tutta me stessa al Signore di ‘usare’ la mia povera vita per manifestare la bellezza del suo Amore, perché possa anch’io diventare, convertendo ogni giorno il cuore, trasparenza di Lui per le strade del mondo e presenza feconda al servizio della Buona Notizia del Regno.
Mariangela