{"id":342,"date":"2017-06-16T09:41:00","date_gmt":"2017-06-16T07:41:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesi.torino.it\/caritas\/non-amiamo-a-parole-ma-con-i-fatti\/"},"modified":"2021-01-27T17:03:25","modified_gmt":"2021-01-27T16:03:25","slug":"non-amiamo-a-parole-ma-con-i-fatti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/caritas\/non-amiamo-a-parole-ma-con-i-fatti\/","title":{"rendered":"Non amiamo a parole ma con i fatti"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: medium;\">1. \u00abFiglioli, non amiamo a parole n\u00e9 con la lingua, ma con i fatti e nella verit\u00e0\u00bb (<em>1 Gv<\/em>\u00a03,18). Queste parole dell\u2019apostolo Giovanni esprimono un imperativo da cui nessun cristiano pu\u00f2 prescindere. La seriet\u00e0 con cui il \u201cdiscepolo amato\u201d trasmette fino ai nostri giorni il comando di Ges\u00f9 \u00e8 resa ancora pi\u00f9 accentuata per l\u2019opposizione che rileva tra le\u00a0<em>parole vuote<\/em>\u00a0che spesso sono sulla nostra bocca e i\u00a0<em>fatti concreti<\/em>\u00a0con i quali siamo invece chiamati a misurarci. L\u2019amore non ammette alibi: chi intende amare come Ges\u00f9 ha amato, deve fare proprio il suo esempio; soprattutto quando si \u00e8 chiamati ad amare i poveri. Il modo di amare del Figlio di Dio, d\u2019altronde, \u00e8 ben conosciuto, e Giovanni lo ricorda a chiare lettere. Esso si fonda su due colonne portanti: Dio ha amato per primo (cfr\u00a0<em>1 Gv<\/em>\u00a04,10.19); e ha amato dando tutto s\u00e9 stesso, anche la propria vita (cfr\u00a0<em>1 Gv<\/em>\u00a03,16).<\/span><\/p>\n<p style=\"color: #282828; font-family: YanoneKaffeesatz-Regular; font-size: 16px; text-align: justify;\">Un tale amore non pu\u00f2 rimanere senza risposta. Pur essendo donato in maniera unilaterale, senza richiedere cio\u00e8 nulla in cambio, esso tuttavia accende talmente il cuore che chiunque si sente portato a ricambiarlo nonostante i propri limiti e peccati. E questo \u00e8 possibile se la grazia di Dio, la sua carit\u00e0 misericordiosa viene accolta, per quanto possibile, nel nostro cuore, cos\u00ec da muovere la nostra volont\u00e0 e anche i nostri affetti all\u2019amore per Dio stesso e per il prossimo. In tal modo la misericordia che sgorga, per cos\u00ec dire, dal cuore della Trinit\u00e0 pu\u00f2 arrivare a mettere in movimento la nostra vita e generare compassione e opere di misericordia per i fratelli e le sorelle che si trovano in necessit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"color: #282828; font-family: YanoneKaffeesatz-Regular; font-size: 16px; text-align: justify;\">2. \u00abQuesto povero grida e il Signore lo ascolta\u00bb (<em>Sal<\/em>\u00a034,7). Da sempre la Chiesa ha compreso l\u2019importanza di un tale grido. Possediamo una grande testimonianza fin dalle prime pagine degli Atti degli Apostoli, l\u00e0 dove Pietro chiede di scegliere sette uomini \u00abpieni di Spirito e di sapienza\u00bb (6,3) perch\u00e9 assumessero il servizio dell\u2019assistenza ai poveri. \u00c8 certamente questo uno dei primi segni con i quali la comunit\u00e0 cristiana si present\u00f2 sulla scena del mondo: il servizio ai pi\u00f9 poveri. Tutto ci\u00f2 le era possibile perch\u00e9 aveva compreso che la vita dei discepoli di Ges\u00f9 doveva esprimersi in una fraternit\u00e0 e solidariet\u00e0 tali, da corrispondere all\u2019insegnamento principale del Maestro che aveva proclamato i poveri\u00a0<em>beati<\/em>\u00a0ed\u00a0<em>eredi<\/em>\u00a0del Regno dei cieli (cfr\u00a0<em>Mt<\/em>\u00a05,3).<\/p>\n<p style=\"color: #282828; font-family: YanoneKaffeesatz-Regular; font-size: 16px; text-align: justify;\">\u00abVendevano le loro propriet\u00e0 e sostanze e le dividevano con tutti, secondo il bisogno di ciascuno\u00bb (<em>At<\/em>\u00a02,45). Questa espressione mostra con evidenza la viva preoccupazione dei primi cristiani. L\u2019evangelista Luca, l\u2019autore sacro che pi\u00f9 di ogni altro ha dato spazio alla misericordia, non fa nessuna retorica quando descrive la prassi di condivisione della prima comunit\u00e0. Al contrario, raccontandola intende parlare ai credenti di ogni generazione, e quindi anche a noi, per sostenerci nella testimonianza e provocare la nostra azione a favore dei pi\u00f9 bisognosi. Lo stesso insegnamento viene dato con altrettanta convinzione dall\u2019apostolo Giacomo, che, nella sua Lettera, usa espressioni forti ed incisive: \u00abAscoltate, fratelli miei carissimi: Dio non ha forse scelto i poveri agli occhi del mondo, che sono ricchi nella fede ed eredi del Regno, promesso a quelli che lo amano? Voi invece avete disonorato il povero! Non sono forse i ricchi che vi opprimono e vi trascinano davanti ai tribunali? [&#8230;] A che serve, fratelli miei, se uno dice di avere fede, ma non ha le opere? Quella fede pu\u00f2 forse salvarlo? Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano e uno di voi dice loro: \u201cAndatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi\u201d, ma non date loro il necessario per il corpo, a che cosa serve? Cos\u00ec anche la fede: se non \u00e8 seguita dalle opere, in se stessa \u00e8 morta\u00bb (2,5-6.14-17).<\/p>\n<p style=\"color: #282828; font-family: YanoneKaffeesatz-Regular; font-size: 16px; text-align: justify;\">3. Ci sono stati momenti, tuttavia, in cui i cristiani non hanno ascoltato fino in fondo questo appello, lasciandosi contagiare dalla mentalit\u00e0 mondana. Ma lo Spirito Santo non ha mancato di richiamarli a tenere fisso lo sguardo sull\u2019essenziale. Ha fatto sorgere, infatti, uomini e donne che in diversi modi hanno offerto la loro vita a servizio dei poveri. Quante pagine di storia, in questi duemila anni, sono state scritte da cristiani che, in tutta semplicit\u00e0 e umilt\u00e0, e con la generosa fantasia della carit\u00e0, hanno servito i loro fratelli pi\u00f9 poveri!<\/p>\n<p style=\"color: #282828; font-family: YanoneKaffeesatz-Regular; font-size: 16px; text-align: justify;\">Tra tutti spicca l\u2019esempio di Francesco d\u2019Assisi, che \u00e8 stato seguito da numerosi altri uomini e donne santi nel corso dei secoli. Egli non si accontent\u00f2 di\u00a0<em>abbracciare<\/em>\u00a0e dare l\u2019<em>elemosina<\/em>\u00a0ai lebbrosi, ma decise di andare a Gubbio per\u00a0<em>stare<\/em>\u00a0insieme con loro. Lui stesso vide in questo incontro la svolta della sua conversione: \u00abQuando ero nei peccati mi sembrava cosa troppo amara vedere i lebbrosi, e il Signore stesso mi condusse tra loro e usai con essi misericordia. E allontanandomi da loro, ci\u00f2 che mi sembrava amaro mi fu cambiato in dolcezza di animo e di corpo\u00bb (<em>Test<\/em>\u00a01-3:\u00a0<em>FF<\/em>\u00a0110). Questa testimonianza manifesta la forza trasformatrice della carit\u00e0 e lo stile di vita dei cristiani.<\/p>\n<p style=\"color: #282828; font-family: YanoneKaffeesatz-Regular; font-size: 16px; text-align: justify;\">Non pensiamo ai poveri solo come destinatari di una buona pratica di volontariato da fare una volta alla settimana, o tanto meno di gesti estemporanei di buona volont\u00e0 per mettere in pace la coscienza. Queste esperienze, pur valide e utili a sensibilizzare alle necessit\u00e0 di tanti fratelli e alle ingiustizie che spesso ne sono causa, dovrebbero introdurre ad un vero\u00a0<em>incontro<\/em>\u00a0con i poveri e dare luogo ad una\u00a0<em>condivisione<\/em>\u00a0che diventi stile di vita. Infatti, la preghiera, il cammino del discepolato e la conversione trovano nella carit\u00e0 che si fa condivisione la verifica della loro autenticit\u00e0 evangelica. E da questo modo di vivere derivano gioia e serenit\u00e0 d\u2019animo, perch\u00e9 si tocca con mano la\u00a0<em>carne di Cristo<\/em>. Se vogliamo incontrare realmente Cristo, \u00e8 necessario che ne tocchiamo il corpo in quello piagato dei poveri, come riscontro della comunione sacramentale ricevuta nell\u2019Eucaristia. Il Corpo di Cristo, spezzato nella sacra liturgia, si lascia ritrovare dalla carit\u00e0 condivisa nei volti e nelle persone dei fratelli e delle sorelle pi\u00f9 deboli. Sempre attuali risuonano le parole del santo vescovo Crisostomo: \u00abSe volete onorare il corpo di Cristo, non disdegnatelo quando \u00e8 nudo; non onorate il Cristo eucaristico con paramenti di seta, mentre fuori del tempio trascurate quest\u2019altro Cristo che \u00e8 afflitto dal freddo e dalla nudit\u00e0\u00bb (<em>Hom. in Matthaeum<\/em>, 50, 3:\u00a0<em>PG<\/em>\u00a058).<\/p>\n<p style=\"color: #282828; font-family: YanoneKaffeesatz-Regular; font-size: 16px; text-align: justify;\">Siamo chiamati, pertanto, a tendere la mano ai poveri, a incontrarli, guardarli negli occhi, abbracciarli, per far sentire loro il calore dell\u2019amore che spezza il cerchio della solitudine. La loro mano tesa verso di noi \u00e8 anche un invito ad uscire dalle nostre certezze e comodit\u00e0, e a riconoscere il valore che la povert\u00e0 in s\u00e9 stessa costituisce.<\/p>\n<p style=\"color: #282828; font-family: YanoneKaffeesatz-Regular; font-size: 16px; text-align: justify;\">4. Non dimentichiamo che per i discepoli di Cristo la povert\u00e0 \u00e8 anzitutto una\u00a0<em>vocazione a seguire Ges\u00f9 povero<\/em>. \u00c8 un cammino dietro a Lui e con Lui, un cammino che conduce alla beatitudine del Regno dei cieli (cfr\u00a0<em>Mt<\/em>\u00a05,3;\u00a0<em>Lc<\/em>\u00a06,20). Povert\u00e0 significa un cuore umile che sa accogliere la propria condizione di creatura limitata e peccatrice per superare la tentazione di onnipotenza, che illude di essere immortali. La povert\u00e0 \u00e8 un atteggiamento del cuore che impedisce di pensare al denaro, alla carriera, al lusso come obiettivo di vita e condizione per la felicit\u00e0. E\u2019 la povert\u00e0, piuttosto, che crea le condizioni per assumere liberamente le responsabilit\u00e0 personali e sociali, nonostante i propri limiti, confidando nella vicinanza di Dio e sostenuti dalla sua grazia. La povert\u00e0, cos\u00ec intesa, \u00e8 il metro che permette di valutare l\u2019uso corretto dei beni materiali, e anche di vivere in modo non egoistico e possessivo i legami e gli affetti (cfr\u00a0<em><a style=\"text-decoration-line: none; color: #961416; font-weight: bold;\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ccc_it\/ccc-it_index_it.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Catechismo della Chiesa Cattolica<\/a><\/em>, nn. 25-45).<\/p>\n<p style=\"color: #282828; font-family: YanoneKaffeesatz-Regular; font-size: 16px; text-align: justify;\">Facciamo nostro, pertanto, l\u2019esempio di san Francesco, testimone della genuina povert\u00e0. Egli, proprio perch\u00e9 teneva fissi gli occhi su Cristo, seppe riconoscerlo e servirlo nei poveri. Se, pertanto, desideriamo offrire il nostro contributo efficace per il cambiamento della storia, generando vero sviluppo, \u00e8 necessario che ascoltiamo il grido dei poveri e ci impegniamo a sollevarli dalla loro condizione di emarginazione. Nello stesso tempo, ai poveri che vivono nelle nostre citt\u00e0 e nelle nostre comunit\u00e0 ricordo di non perdere il senso della povert\u00e0 evangelica che portano impresso nella loro vita.<\/p>\n<p style=\"color: #282828; font-family: YanoneKaffeesatz-Regular; font-size: 16px; text-align: justify;\">5. Conosciamo la grande difficolt\u00e0 che emerge nel mondo contemporaneo di poter identificare in maniera chiara la povert\u00e0. Eppure, essa ci interpella ogni giorno con i suoi mille volti segnati dal dolore, dall\u2019emarginazione, dal sopruso, dalla violenza, dalle torture e dalla prigionia, dalla guerra, dalla privazione della libert\u00e0 e della dignit\u00e0, dall\u2019ignoranza e dall\u2019analfabetismo, dall\u2019emergenza sanitaria e dalla mancanza di lavoro, dalle tratte e dalle schiavit\u00f9, dall\u2019esilio e dalla miseria, dalla migrazione forzata. La povert\u00e0 ha il volto di donne, di uomini e di bambini sfruttati per vili interessi, calpestati dalle logiche perverse del potere e del denaro. Quale elenco impietoso e mai completo si \u00e8 costretti a comporre dinanzi alla povert\u00e0 frutto dell\u2019ingiustizia sociale, della miseria morale, dell\u2019avidit\u00e0 di pochi e dell\u2019indifferenza generalizzata!<\/p>\n<p style=\"color: #282828; font-family: YanoneKaffeesatz-Regular; font-size: 16px; text-align: justify;\">Ai nostri giorni, purtroppo, mentre emerge sempre pi\u00f9 la ricchezza sfacciata che si accumula nelle mani di pochi privilegiati, e spesso si accompagna all\u2019illegalit\u00e0 e allo sfruttamento offensivo della dignit\u00e0 umana, fa scandalo l\u2019estendersi della povert\u00e0 a grandi settori della societ\u00e0 in tutto il mondo. Dinanzi a questo scenario, non si pu\u00f2 restare inerti e tanto meno rassegnati. Alla povert\u00e0 che inibisce lo spirito di iniziativa di tanti giovani, impedendo loro di trovare un lavoro; alla povert\u00e0 che anestetizza il senso di responsabilit\u00e0 inducendo a preferire la delega e la ricerca di favoritismi; alla povert\u00e0 che avvelena i pozzi della partecipazione e restringe gli spazi della professionalit\u00e0 umiliando cos\u00ec il merito di chi lavora e produce; a tutto questo occorre rispondere con una nuova visione della vita e della societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"color: #282828; font-family: YanoneKaffeesatz-Regular; font-size: 16px; text-align: justify;\">Tutti questi poveri \u2013 come amava dire il\u00a0<a style=\"text-decoration-line: none; color: #961416; font-weight: bold;\" href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/paul-vi\/it.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Beato Paolo VI<\/a>\u00a0\u2013 appartengono alla Chiesa per \u00abdiritto evangelico\u00bb (<a style=\"text-decoration-line: none; color: #961416; font-weight: bold;\" href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/speeches\/1963\/documents\/hf_p-vi_spe_19630929_concilio-vaticano-ii.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Discorso di apertura della II sessione del Concilio Ecumenico Vaticano II<\/em><\/a>, 29 settembre 1963) e obbligano all\u2019opzione fondamentale per loro. Benedette, pertanto, le mani che si aprono ad accogliere i poveri e a soccorrerli: sono mani che portano speranza. Benedette le mani che superano ogni barriera di cultura, di religione e di nazionalit\u00e0 versando olio di consolazione sulle piaghe dell\u2019umanit\u00e0. Benedette le mani che si aprono senza chiedere nulla in cambio, senza \u201cse\u201d, senza \u201cper\u00f2\u201d e senza \u201cforse\u201d: sono mani che fanno scendere sui fratelli la benedizione di Dio.<\/p>\n<p style=\"color: #282828; font-family: YanoneKaffeesatz-Regular; font-size: 16px; text-align: justify;\">6. Al termine del Giubileo della Misericordia ho voluto offrire alla Chiesa la\u00a0<em>Giornata Mondiale dei Poveri<\/em>, perch\u00e9 in tutto il mondo le comunit\u00e0 cristiane diventino sempre pi\u00f9 e meglio segno concreto della carit\u00e0 di Cristo per gli ultimi e i pi\u00f9 bisognosi. Alle altre Giornate mondiali istituite dai miei Predecessori, che sono ormai una tradizione nella vita delle nostre comunit\u00e0, desidero che si aggiunga questa, che apporta al loro insieme un elemento di completamento squisitamente evangelico, cio\u00e8 la predilezione di Ges\u00f9 per i poveri.<\/p>\n<p style=\"color: #282828; font-family: YanoneKaffeesatz-Regular; font-size: 16px; text-align: justify;\">Invito la Chiesa intera e gli uomini e le donne di buona volont\u00e0 a tenere fisso lo sguardo, in questo giorno, su quanti tendono le loro mani gridando aiuto e chiedendo la nostra solidariet\u00e0. Sono nostri fratelli e sorelle, creati e amati dall\u2019unico Padre celeste. Questa\u00a0<em>Giornata<\/em>\u00a0intende stimolare in primo luogo i credenti perch\u00e9 reagiscano alla cultura dello scarto e dello spreco, facendo propria la cultura dell\u2019incontro. Al tempo stesso l\u2019invito \u00e8 rivolto a tutti, indipendentemente dall\u2019appartenenza religiosa, perch\u00e9 si aprano alla condivisione con i poveri in ogni forma di solidariet\u00e0, come segno concreto di fratellanza. Dio ha creato il cielo e la terra per tutti; sono gli uomini, purtroppo, che hanno innalzato confini, mura e recinti, tradendo il dono originario destinato all\u2019umanit\u00e0 senza alcuna esclusione.<\/p>\n<p style=\"color: #282828; font-family: YanoneKaffeesatz-Regular; font-size: 16px; text-align: justify;\">7. Desidero che le comunit\u00e0 cristiane, nella settimana precedente la\u00a0<em>Giornata Mondiale dei Poveri<\/em>, che quest\u2019anno sar\u00e0 il 19 novembre, XXXIII domenica del Tempo Ordinario, si impegnino a creare tanti momenti di incontro e di amicizia, di solidariet\u00e0 e di aiuto concreto. Potranno poi invitare i poveri e i volontari a partecipare insieme all\u2019Eucaristia di questa domenica, in modo tale che risulti ancora pi\u00f9 autentica la celebrazione della Solennit\u00e0 di Nostro Signore Ges\u00f9 Cristo Re dell\u2019universo, la domenica successiva. La regalit\u00e0 di Cristo, infatti, emerge in tutto il suo significato proprio sul Golgota, quando l\u2019Innocente inchiodato sulla croce, povero, nudo e privo di tutto, incarna e rivela la pienezza dell\u2019amore di Dio. Il suo abbandonarsi completamente al Padre, mentre esprime la sua povert\u00e0 totale, rende evidente la potenza di questo Amore, che lo risuscita a vita nuova nel giorno di Pasqua.<\/p>\n<p style=\"color: #282828; font-family: YanoneKaffeesatz-Regular; font-size: 16px; text-align: justify;\">In questa domenica, se nel nostro quartiere vivono dei poveri che cercano protezione e aiuto, avviciniamoci a loro: sar\u00e0 un momento propizio per incontrare il Dio che cerchiamo. Secondo l\u2019insegnamento delle Scritture (cfr\u00a0<em>Gen<\/em>\u00a018,3-5;\u00a0<em>Eb<\/em>\u00a013,2), accogliamoli come ospiti privilegiati alla nostra mensa; potranno essere dei maestri che ci aiutano a vivere la fede in maniera pi\u00f9 coerente. Con la loro fiducia e disponibilit\u00e0 ad accettare aiuto, ci mostrano in modo sobrio, e spesso gioioso, quanto sia decisivo vivere dell\u2019essenziale e abbandonarci alla provvidenza del Padre.<\/p>\n<p style=\"color: #282828; font-family: YanoneKaffeesatz-Regular; font-size: 16px; text-align: justify;\">8. A fondamento delle tante iniziative concrete che si potranno realizzare in questa\u00a0<em>Giornata<\/em>\u00a0ci sia sempre la\u00a0<em>preghiera<\/em>. Non dimentichiamo che il\u00a0<em>Padre nostro<\/em>\u00a0\u00e8 la preghiera dei poveri. La richiesta del pane, infatti, esprime l\u2019affidamento a Dio per i bisogni primari della nostra vita. Quanto Ges\u00f9 ci ha insegnato con questa preghiera esprime e raccoglie il grido di chi soffre per la precariet\u00e0 dell\u2019esistenza e per la mancanza del necessario. Ai discepoli che chiedevano a Ges\u00f9 di insegnare loro a pregare, Egli ha risposto con le parole dei poveri che si rivolgono all\u2019unico Padre in cui tutti si riconoscono come fratelli. Il\u00a0<em>Padre nostro<\/em>\u00a0\u00e8 una preghiera che si esprime al plurale: il pane che si chiede \u00e8 \u201cnostro\u201d, e ci\u00f2 comporta condivisione, partecipazione e responsabilit\u00e0 comune. In questa preghiera tutti riconosciamo l\u2019esigenza di superare ogni forma di egoismo per accedere alla gioia dell\u2019accoglienza reciproca.<\/p>\n<p style=\"color: #282828; font-family: YanoneKaffeesatz-Regular; font-size: 16px; text-align: justify;\">9. Chiedo ai confratelli vescovi, ai sacerdoti, ai diaconi \u2013 che per vocazione hanno la missione del sostegno ai poveri \u2013, alle persone consacrate, alle associazioni, ai movimenti e al vasto mondo del volontariato di impegnarsi perch\u00e9 con questa\u00a0<em>Giornata Mondiale dei Poveri<\/em>\u00a0si instauri una tradizione che sia contributo concreto all\u2019evangelizzazione nel mondo contemporaneo.<\/p>\n<p style=\"color: #282828; font-family: YanoneKaffeesatz-Regular; font-size: 16px; text-align: justify;\">Questa nuova\u00a0<em>Giornata<\/em>\u00a0<em>Mondiale<\/em>, pertanto, diventi un richiamo forte alla nostra coscienza credente affinch\u00e9 siamo sempre pi\u00f9 convinti che condividere con i poveri ci permette di comprendere il Vangelo nella sua verit\u00e0 pi\u00f9 profonda. I poveri non sono un problema: sono una risorsa a cui attingere per accogliere e vivere l\u2019essenza del Vangelo.<\/p>\n<p style=\"color: #282828; font-family: YanoneKaffeesatz-Regular; font-size: 16px; text-align: justify;\"><em>Dal Vaticano, 13 giugno 2017<\/em><\/p>\n<p style=\"color: #282828; font-family: YanoneKaffeesatz-Regular; font-size: 16px; text-align: justify;\"><em>Memoria di Sant\u2019Antonio di Padova<\/em><\/p>\n<p style=\"color: #282828; font-family: YanoneKaffeesatz-Regular; font-size: 16px;\" align=\"center\"><strong>Francesco<\/strong><\/p>\n<div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1. \u00abFiglioli, non amiamo a parole n\u00e9 con la lingua, ma con i fatti e nella verit\u00e0\u00bb (1 Gv\u00a03,18). Queste parole dell\u2019apostolo Giovanni esprimono un imperativo da cui nessun cristiano pu\u00f2 prescindere. 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