{"id":2339,"date":"2020-09-14T14:54:48","date_gmt":"2020-09-14T12:54:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesi.torino.it\/catechistico\/?p=2339"},"modified":"2020-09-25T14:43:56","modified_gmt":"2020-09-25T12:43:56","slug":"nuovo-direttorio-per-la-catechesi-rendere-il-vangelo-sempre-attuale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/catechistico\/nuovo-direttorio-per-la-catechesi-rendere-il-vangelo-sempre-attuale\/","title":{"rendered":"Nuovo Direttorio per la catechesi: rendere il Vangelo sempre attuale"},"content":{"rendered":"<p>Dopo il \u201cDirettorio catechistico generale\u201d del 1971 e il \u201cDirettorio generale per la catechesi\u201d del 1997, viene pubblicato oggi il nuovo \u201cDirettorio per la catechesi\u201d, redatto dal Pontificio Consiglio per la Promozione della nuova evangelizzazione. Il documento \u00e8 stato approvato da Papa Francesco il 23 marzo 2020, memoria liturgica di San Turibio di Mogrovejo che, nel XVI secolo, diede forte impulso all\u2019evangelizzazione e alla catechesi<\/p>\n<p><strong>Isabella Piro \u2013 Citt\u00e0 del Vaticano<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 lo stretto legame tra evangelizzazione e catechesi la peculiarit\u00e0 del nuovo Direttorio che sottolinea l\u2019unione tra primo annuncio e maturazione della fede, alla luce della cultura dell\u2019incontro. Tale peculiarit\u00e0 \u2013 si spiega &#8211; \u00a0\u00e8 quanto mai necessaria di fronte a due sfide per la Chiesa, in epoca contemporanea: la cultura digitale e la globalizzazione della cultura. In oltre 300 pagine, suddivise in 3 parti e 12 capitoli, il testo ricorda che ogni battezzato \u00e8 discepolo missionario e che urgono impegno e responsabilit\u00e0 per trovare nuovi linguaggi con cui comunicare la fede. Tre i princip\u00ee basilari lungo i quali si pu\u00f2 agire: la testimonianza, perch\u00e9 \u201cla Chiesa non cresce per proselitismo, ma per attrazione\u201d; la misericordia, catechesi autentica che rende credibile l\u2019annuncio della fede; e il dialogo, quello libero e gratuito, che non obbliga ma che, partendo dall\u2019amore, contribuisce alla pace. In questo modo \u2013 spiega il Direttorio \u2013 la catechesi aiuta i cristiani a dare un significato pieno alla propria esistenza.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.vaticannews.va\/it\/vaticano\/news\/2020-06\/direttorio-catechesi-rino-fisichella-nuova-evangelizzazione.html\">Fisichella: catechesi del primo annuncio, attenta al digitale e alla globalizzazione<\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong>La formazione dei catechisti<\/strong><\/p>\n<p>Nella sua prima parte, intitolata \u201cLa catechesi nella missione evangelizzatrice della Chiesa\u201d, il testo si sofferma in particolare sulla formazione dei catechisti: affinch\u00e9 siano testimoni credibili della fede, essi dovranno \u201c<em>essere<\/em> catechisti prima di <em>fare<\/em> i catechisti\u201d e quindi dovranno operare con gratuit\u00e0, dedizione, coerenza, secondo una spiritualit\u00e0 missionaria che li tenga lontani dallo \u201csterile affanno pastorale\u201d e dall\u2019individualismo. Maestri, educatori, testimoni, i catechisti dovranno accompagnare con umilt\u00e0 e rispetto la libert\u00e0 altrui. Al contempo, bisogner\u00e0 \u201cvigilare con determinazione perch\u00e9 sia garantita ad ogni persona, specialmente ai minori e alle persone vulnerabili, la protezione assoluta da qualsiasi forma di abuso\u201d. I catechisti sono inoltre invitati ad adottare uno \u201cstile di comunione\u201d e ad essere creativi nell\u2019uso di strumenti e linguaggi.<\/p>\n<p><strong>Il linguaggio della catechesi: narrazione, arte, musica\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>La sfida del linguaggio \u00e8 presente, in particolare, nella seconda parte del Direttorio, intitolata \u201cIl processo della catechesi\u201d. Numerose le modalit\u00e0 espressive citate, a partire dalla narrazione, definita \u201cun modello comunicativo profondo ed efficace\u201d perch\u00e9 in grado di intrecciare, in modo fecondo, la storia di Ges\u00f9, la fede e la vita degli uomini. Importante poi l\u2019arte, che, tramite la contemplazione della bellezza, permette di fare esperienza dell\u2019incontro con Dio, mentre la musica, soprattutto quella sacra, instilla nello spirito umano il desiderio di infinito.<\/p>\n<p><strong>La catechesi nella vita delle persone: l\u2019importanza della famiglia<\/strong><\/p>\n<p>Ma \u00e8 quando la catechesi si cala nel concreto della vita delle persone che emerge con nitidezza l\u2019importanza della famiglia: soggetto attivo di evangelizzazione e luogo naturale per vivere la fede in modo semplice e spontaneo, essa offre infatti un\u2019educazione cristiana \u201cpi\u00f9 testimoniata che insegnata\u201d, attraverso uno stile umile e compassionevole. Di fronte, poi, alle situazioni irregolari e ai nuovi scenari familiari presenti nella societ\u00e0 contemporanea, in cui si riscontra uno svuotamento del significato trascendente della famiglia, la Chiesa chiama ad accompagnare nella fede con prossimit\u00e0, ascolto e comprensione, in un\u2019ottica di premura, rispetto e sollecitudine, per ridonare a tutti fiducia e speranza e vincere solitudini e discriminazioni. La catechesi andr\u00e0, inoltre, pensata a seconda delle fasce d\u2019et\u00e0 dei suoi destinatari: bambini, giovani, adulti, anziani. Ma, pur diversificata nei linguaggi, essa dovr\u00e0 avere un unico stile: quello dell\u2019accompagnamento, che rende i catechisti testimoni credibili, convinti e coinvolgenti, discreti ma presenti, in grado di valorizzare le qualit\u00e0 di ciascun fedele e di farlo sentire accolto e riconosciuto all\u2019interno della comunit\u00e0 cristiana.<\/p>\n<p><strong>\u201cCultura dell\u2019inclusione\u201d e accoglienza per disabili e migranti<\/strong><\/p>\n<p>Accoglienza e riconoscimento sono le parole-chiave che devono accompagnare la catechesi anche nei confronti dei disabili: di fronte all\u2019imbarazzo e alla paura che essi possono suscitare perch\u00e9 richiamano il dolore e la morte, sar\u00e0 importante rispondere con una \u201ccultura dell\u2019inclusione\u201d che vinca quella \u201cdello scarto\u201d. Le persone con disabilit\u00e0, infatti, sono testimoni delle verit\u00e0 essenziali della vita umana, come la vulnerabilit\u00e0 e la fragilit\u00e0, e vanno quindi accolte come una grande dono, mentre le loro famiglie meritano \u201crispetto e ammirazione\u201d. Un\u2019altra categoria particolare ricordata dal Direttorio \u00e8 quella dei migranti che, lontani dalla loro terra, possono riscontrare una crisi di fede: anche per loro, la catechesi dovr\u00e0 puntare su accoglienza, fiducia e solidariet\u00e0, affinch\u00e9 siano sostenuti nella lotta ai pregiudizi e ai gravi pericoli in cui possono incombere, come la tratta degli esseri umani.<\/p>\n<p><strong>Il carcere, \u201cautentica terra di missione\u201d; l\u2019opzione preferenziale per i poveri<\/strong><\/p>\n<p>E ancora, il documento guarda alle carceri, come \u201cautentica terra di missione\u201d: per i detenuti, la catechesi sar\u00e0 l\u2019annuncio della salvezza in Cristo, il perdono e la liberazione, insieme ad un ascolto premuroso che mostri il volto materno della Chiesa. Tra le categorie pi\u00f9 emarginate, la Chiesa non dimentica i poveri: l\u2019opzione preferenziale verso di loro sia anche \u201cattenzione spirituale\u201d \u2013 chiede il Direttorio \u2013 richiamando il primato della carit\u00e0 e l\u2019importanza di un dinamismo missionario che, nell\u2019incontro con i pi\u00f9 indigenti, realizzi l\u2019incontro con Cristo. \u201cAnche la Chiesa \u2013 raccomanda il testo \u2013 \u00e8 chiamata a viverre la povert\u00e0 come abbandono totale a Dio, senza confidare nei mezzi mondani\u201d. In questo ambito, la catechesi dovr\u00e0 educare alla povert\u00e0 evangelica, promuovere la cultura della fraternit\u00e0 e favorire nei fedeli lo sdegno per le situazioni di miseria e ingiustizia. In prossimit\u00e0 della Giornata Mondiale dei Poveri, inoltre, la riflessione catechistica dovr\u00e0 essere accompagnata da \u201cun impegno concreto e diretto, con segni tangibili dell\u2019attenzione ai poveri e agli emarginati\u201d.<\/p>\n<p><strong>Parrocchie, associazioni e scuole cattoliche<\/strong><\/p>\n<p>Nella terza parte, dedicata a \u201cLa catechesi nelle Chiese particolari\u201d, emerge soprattutto il ruolo delle parrocchie, delle associazioni e dei movimenti ecclesiali, e delle scuole cattoliche. Delle prime, definite \u201cesempio di apostolato comunitario\u201d, si sottolinea la \u201cplasticit\u00e0\u201d che le rende capaci di una catechesi creativa, \u201cin ascolto\u201d e \u201cin uscita\u201d verso le esperienze delle persone. Di associazioni e movimenti, invece, si ricorda la \u201cgrande capacit\u00e0 evangelizzatrice\u201d che li rende una \u201cricchezza della Chiesa\u201d, purch\u00e9 curino la formazione e la comunione ecclesiale. Quanto alle scuole cattoliche, vengono esortate a passare da scuole-istituzioni a scuole-comunit\u00e0, ovvero comunit\u00e0 di fede con un progetto educativo basato sui valori del Vangelo.<\/p>\n<p><strong>Insegnamento della religione e catechesi: distinti, ma complementari<\/strong><\/p>\n<p>In questo ambito, un paragrafo a parte \u00e8 dedicato all\u2019insegnamento della religione che \u2013 si sottolinea \u2013 \u00e8 distinto, ma complementare alla catechesi, e si caratterizza per due aspetti: l\u2019entrare in relazione con altri saperi e il saper trasformare la conoscenza in sapienza di vita. \u201cIl fattore religioso \u00e8 una dimensione dell\u2019esistenza e non va trascurato\u201d, afferma il Direttorio; pertanto, \u201c\u00e8 un diritto dei genitori e degli studenti\u201d ricevere una formazione integrale che tenga conto anche dell\u2019insegnamento della religione. L\u2019importante \u00e8 che ci\u00f2 avvenga sempre attraverso un dialogo aperto e rispettoso, scevro da scontri ideologici.<\/p>\n<p><strong>Pluralismo culturale e pluralismo religioso: il rapporto con ebraismo e Islam<\/strong><\/p>\n<p>Un ampio capitolo si sofferma, poi, sui diversi scenari contemporanei con cui deve confrontarsi la catechesi: il pluralismo culturale che porta a trattare con superficialit\u00e0 le questioni morali; i difficili contesti urbani spesso disumani, violenti e segreganti; il confronto con i popoli indigeni che richiede una conoscenza adeguata per superare i pregiudizi; la piet\u00e0 popolare ed il suo essere, da una parte, \u201cluogo teologico\u201d e \u201criserva di fede\u201d, ma dall\u2019altra il suo correre il rischio di aprirsi alle superstizioni ed alle s\u00e8tte. In tutti questi ambiti, la catechesi \u00e8 chiamata a portare speranza e dignit\u00e0, a vincere l\u2019anonimato, a promuovere la tutela dell\u2019ambiente. Settori speciali sono, poi, quelli dell\u2019ecumenismo e del dialogo interreligioso con l\u2019ebraismo e con l\u2019Islam: riguardo al primo punto, il Direttorio sottolinea come la catechesi debba \u201csuscitare il desiderio di unit\u00e0\u201d tra i cristiani, per essere \u201cuno strumento credibile di evangelizzazione\u201d. Quanto all\u2019ebraismo, si invita ad un dialogo che combatta l\u2019antisemitismo e promuova la pace e la giustizia, mentre di fronte al fondamentalismo violento che pu\u00f2 a volte riscontrarsi nell\u2019Islam, la Chiesa esorta ad evitare le generalizzazioni superficiali, favorendo la conoscenza e l\u2019incontro con i musulmani. In ogni caso, in un contesto di pluralismo religioso, la catechesi dovr\u00e0 \u201capprofondire e rafforzare l\u2019identit\u00e0 dei credenti\u201d, aiutandone il discernimento e promuovendone lo slancio missionario attraverso la testimonianza, la collaborazione ed il dialogo \u201caffabile e cordiale\u201d.<\/p>\n<p><strong>Il mondo digitale: luci e ombre<\/strong><\/p>\n<p>La riflessione del Direttorio si sposta, poi, sul tema del digitale: in primo luogo, si ribadisce l\u2019importanza di garantire, nella \u201crete\u201d, una presenza che testimoni i valori del Vangelo. Quindi, si esortano i catechisti ad educare le persone al buon uso del digitale: in particolare i giovani dovranno essere accompagnati, poich\u00e9 il mondo virtuale pu\u00f2 avere ripercussioni profonde sulla gestione delle emozioni e la costruzione dell\u2019identit\u00e0. Oggi, la cultura digitale \u2013 prosegue il documento \u2013 \u00e8 percepita come \u201cnaturale\u201d, tanto da aver modificato linguaggio e gerarchie di valori su scala globale. Ricco di aspetti positivi (ad esempio, arricchisce le capacit\u00e0 cognitive e favorisce l\u2019informazione indipendente a tutela delle persone pi\u00f9 vulnerabili), al contempo il mondo digitale ha anche un \u201clato oscuro\u201d: pu\u00f2 portare solitudine, manipolazioni, violenze, cyberbullismo, pregiudizi, odio. Non solo: la narrazione digitale risulta emotiva, intuitiva e coinvolgente, ma \u00e8 priva di analisi critica, finendo per rendere i destinatari semplici fruitori, piuttosto che decodificatori di un messaggio. Senza dimenticare l\u2019atteggiamento quasi \u201cfideistico\u201d che si pu\u00f2 avere nei confronti, ad esempio, di un motore di ricerca.<\/p>\n<p><strong>Contrastare la cultura dell\u2019istantaneo<\/strong><\/p>\n<p>Cosa pu\u00f2 fare dunque la catechesi in questo settore? Educare, in primo luogo, a contrastare la \u201ccultura dell\u2019istantaneo\u201d, priva di gerarchie valoriali e di prospettive, debole nella memoria e incapace di distinguere verit\u00e0 e qualit\u00e0. I giovani, soprattutto, andranno accompagnati nella ricerca di una libert\u00e0 interiore che li aiuti a differenziarsi dal \u201cgregge social\u201d. \u201cLa sfida dell\u2019evangelizzazione comporta quella dell\u2019inculturazione nel continente digitale\u201d, afferma il Direttorio, ribadendo l\u2019importanza di offrire spazi di esperienza di fede autentica, capaci di fornire chiavi interpretative per temi forti, come la corporeit\u00e0, l\u2019affettivit\u00e0, la giustizia e la pace.<\/p>\n<p><strong>Scienza e fede: apparenti conflitti, testimonianza di scienziati cristiani<\/strong><\/p>\n<p>Il documento si sofferma, poi, sulla scienza e la tecnica. Ribadendo che esse vanno orientate al miglioramento delle condizioni di vita e al progresso della famiglia umana, ponendosi cos\u00ec al servizio della persona, al contempo il Direttorio raccomanda una catechesi ben preparata e approfondita che sappia contrastare una divulgazione scientifica e tecnologica spesso poco accurata. Si esorta, quindi, a eliminare pregiudizi e ideologie ed a chiarire gli apparenti conflitti tra scienza e fede, cos\u00ec come a valorizzare la testimonianza di scienziati cristiani, esempio di armonia e sintesi tra le due. Lo scienziato, infatti, cerca la verit\u00e0 con sincerit\u00e0, \u00e8 incline alla comunicazione ed al dialogo, ama l\u2019onest\u00e0 intellettuale e pu\u00f2, quindi, favorire l\u2019inculturazione della fede nella scienza.<\/p>\n<p><strong>Bioetica: non tutto ci\u00f2 che \u00e8 tecnicamente possibile \u00e8 moralmente ammissibile<\/strong><\/p>\n<p>Una riflessione a parte, invece, va fatta per la bioetica, partendo dal presupposto che \u201cnon tutto ci\u00f2 che \u00e8 tecnicamente possibile \u00e8 moralmente ammissibile\u201d. Bisogner\u00e0, quindi, distinguere tra interventi terapeutici e manipolazioni, e fare attenzione all\u2019eugenetica e alle discriminazioni che essa comporta. Sulla denominazione di \u201cgender\u201d, si ricorda che la Chiesa accompagna \u201csempre e in qualsiasi situazione\u201d, senza giudicare, le persone che vivono situazioni complesse e a volte conflittuali. Tuttavia, \u201cin una prospettiva di fede, la sessualit\u00e0 non \u00e8 solo un dato fisico, ma \u00e8 una realt\u00e0 personale, un valore affidato alla responsabilit\u00e0 della persona\u201d, \u201cuna risposta alla chiamata originaria di Dio\u201d. In ambito bioetico, quindi, servir\u00e0 per i catechisti una formazione specifica che parta dal principio della sacralit\u00e0 e dell\u2019inviolabilit\u00e0 della vita umana e contrasti la cultura della morte. A tal proposito, il Direttorio condanna la pena di morte, definita \u201cmisura disumana che umilia la dignit\u00e0 della persona\u201d.<\/p>\n<p><strong>Conversione ecologica, impegno sociale e tutela del lavoro<\/strong><\/p>\n<p>Tra gli altri temi affrontati dal documento, il richiamo ad una \u201cconversione ecologica profonda\u201d da promuovere attraverso una catechesi attenta alla salvaguardia del Creato e ispiratrice di una vita virtuosa, lontana dal consumismo, perch\u00e9 \u201cl\u2019ecologia integrale \u00e8 parte integrante della vita cristiana\u201d. Forte anche l\u2019incoraggiamento ad un impegno sociale attivo dei cattolici, affinch\u00e9 agiscano in favore del bene comune, contrastando le strutture di peccato con rettitudine morale ed apertura al dialogo. Quanto al mondo del lavoro, si esorta all\u2019evangelizzazione secondo la Dottrina Sociale della Chiesa, con particolare attenzione alla difesa dei diritti dei pi\u00f9 deboli. Infine, gli ultimi due capitoli del Direttorio si soffermano sui catechismi locali, con le relative indicazioni per ottenere l\u2019approvazione dalla Sede Apostolica, e sugli organismi a servizio della catechesi, tra cui il Sinodo dei Vescovi e le Conferenze episcopali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo il \u201cDirettorio catechistico generale\u201d del 1971 e il \u201cDirettorio generale per la catechesi\u201d del 1997, viene pubblicato oggi il nuovo \u201cDirettorio per la catechesi\u201d, redatto dal Pontificio Consiglio per la Promozione della nuova evangelizzazione. 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