{"id":59,"date":"2010-06-22T15:38:00","date_gmt":"2010-06-22T13:38:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesi.torino.it\/centrostudi\/2010\/06\/22\/discorso-all-o-n-u-di-papa-benedetto-xvi-2008\/"},"modified":"2010-06-22T15:38:00","modified_gmt":"2010-06-22T13:38:00","slug":"discorso-all-o-n-u-di-papa-benedetto-xvi-2008","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/centrostudi\/2010\/06\/22\/discorso-all-o-n-u-di-papa-benedetto-xvi-2008\/","title":{"rendered":"&#8220;DISCORSO ALL&#8217; O.N.U. DI PAPA BENEDETTO XVI-2008&#8221;"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\"><strong>Discorso all\u0092O.N.U. di Papa Benedetto XVI-2008.<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: rgb(51, 102, 255);\"><strong>INCONTRO CON I MEMBRI DELL&#8217;ASSEMBLEA GENERALE DELL&#8217;ORGANIZZAZIONE DELLE NAZIONI UNITE DISCORSO DI SUA SANTIT\u00c0 BENEDETTO XVI<\/strong><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: rgb(51, 102, 255);\"><strong>New York Venerd\u00ec, 18 aprile 2008<\/strong><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Signor Presidente<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Signore e Signori,<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">nel dare inizio al mio discorso a questa Assemblea, desidero anzitutto esprimere a Lei, Signor Presidente, la mia sincera gratitudine per le gentili parole a me dirette. Uguale sentimento va anche al Segretario Generale, il Signor Ban Ki-moon, per avermi invitato a visitare gli uffici centrali dell\u0092Organizzazione e per il benvenuto che mi ha rivolto. Saluto gli Ambasciatori e i Diplomatici degli Stati Membri e quanti sono presenti: attraverso di voi, saluto i popoli che qui rappresentate. Essi attendono da questa Istituzione che porti avanti l\u0092ispirazione che ne ha guidato la fondazione, quella di un \u0093centro per l\u0092armonizzazione degli atti delle Nazioni nel perseguimento dei fini comuni\u0094, la pace e lo sviluppo (cfr Carta delle Nazioni Unite, art. 1.2-1.4). Come il Papa Giovanni Paolo II disse nel 1995, l\u0092Organizzazione dovrebbe essere \u0093centro morale, in cui tutte le nazioni del mondo si sentano a casa loro, sviluppando la comune coscienza di essere, per cos\u00ec dire, una \u0091famiglia di nazioni\u0092\u0094 (Messaggio all\u0092Assemblea Generale delle Nazioni Unite, nel 50\u00b0 anniversario della fondazione, New York, 5 ottobre 1995, 14).<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Mediante le Nazioni Unite, gli Stati hanno dato vita a obiettivi universali che, pur non coincidendo con il bene comune totale dell\u0092umana famiglia, senza dubbio rappresentano una parte fondamentale di quel bene stesso. I principi fondativi dell\u0092Organizzazione &#8211; il desiderio della pace, la ricerca della giustizia, il rispetto della dignit\u00e0 della persona, la cooperazione umanitaria e l\u0092assistenza &#8211; esprimono le giuste aspirazioni dello spirito umano e costituiscono gli ideali che dovrebbero sottostare alle relazioni internazionali. Come i miei predecessori Paolo VI e Giovanni Paolo II hanno osservato da questo medesimo podio, si tratta di argomenti che la Chiesa Cattolica e la Santa Sede seguono con attenzione e con interesse, poich\u00e9 vedono nella vostra attivit\u00e0 come problemi e conflitti riguardanti la comunit\u00e0 mondiale possano essere soggetti ad una comune regolamentazione. Le Nazioni Unite incarnano l\u0092aspirazione ad \u0093un grado superiore di orientamento internazionale\u0094 (Giovanni Paolo II, Sollicitudo rei socialis, 43), ispirato e governato dal principio di sussidiariet\u00e0, e pertanto capace di rispondere alle domande dell\u0092umana famiglia mediante regole internazionali vincolanti ed attraverso strutture in grado di armonizzare il quotidiano svolgersi della vita dei popoli. Ci\u00f2 \u00e8 ancor pi\u00f9 necessario in un tempo in cui sperimentiamo l\u0092ovvio paradosso di un consenso multilaterale che continua ad essere in crisi a causa della sua subordinazione alle decisioni di pochi, mentre i problemi del mondo esigono interventi nella forma di azione collettiva da parte della comunit\u00e0 internazionale.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Certo, questioni di sicurezza, obiettivi di sviluppo, riduzione delle ineguaglianze locali e globali, protezione dell\u0092ambiente, delle risorse e del clima, richiedono che tutti i responsabili internazionali agiscano congiuntamente e dimostrino una prontezza ad operare in buona fede, nel rispetto della legge e nella promozione della solidariet\u00e0 nei confronti delle regioni pi\u00f9 deboli del pianeta. Penso in particolar modo a quei Paesi dell\u0092Africa e di altre parti del mondo che rimangono ai margini di un autentico sviluppo integrale, e sono perci\u00f2 a rischio di sperimentare solo gli effetti negativi della globalizzazione. Nel contesto delle relazioni internazionali, \u00e8 necessario riconoscere il superiore ruolo che giocano le regole e le strutture intrinsecamente ordinate a promuovere il bene comune, e pertanto a difendere la libert\u00e0 umana. Tali regole non limitano la libert\u00e0; al contrario, la promuovono, quando proibiscono comportamenti e atti che operano contro il bene comune, ne ostacolano l\u0092effettivo esercizio e perci\u00f2 compromettono la dignit\u00e0 di ogni persona umana. Nel nome della libert\u00e0 deve esserci una correlazione fra diritti e doveri, con cui ogni persona \u00e8 chiamata ad assumersi la responsabilit\u00e0 delle proprie scelte, fatte in conseguenza dell\u0092entrata in rapporto con gli altri. Qui il nostro pensiero si rivolge al modo in cui i risultati delle scoperte della ricerca scientifica e tecnologica sono stati talvolta applicati. Nonostante gli enormi benefici che l\u0092umanit\u00e0 pu\u00f2 trarne, alcuni aspetti di tale applicazione rappresentano una chiara violazione dell\u0092ordine della creazione, sino al punto in cui non soltanto viene contraddetto il carattere sacro della vita, ma la stessa persona umana e la famiglia vengono derubate della loro identit\u00e0 naturale. Allo stesso modo, l\u0092azione internazionale volta a preservare l\u0092ambiente e a proteggere le varie forme di vita sulla terra non deve garantire soltanto un uso razionale della tecnologia e della scienza, ma deve anche riscoprire l\u0092autentica immagine della creazione. Questo non richiede mai una scelta da farsi tra scienza ed etica: piuttosto si tratta di adottare un metodo scientifico che sia veramente rispettoso degli imperativi etici.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Il riconoscimento dell\u0092unit\u00e0 della famiglia umana e l\u0092attenzione per l\u0092innata dignit\u00e0 di ogni uomo e donna trovano oggi una rinnovata accentuazione nel principio della responsabilit\u00e0 di proteggere. Solo di recente questo principio \u00e8 stato definito, ma era gi\u00e0 implicitamente presente alle origini delle Nazioni Unite ed \u00e8 ora divenuto sempre pi\u00f9 caratteristica dell\u0092attivit\u00e0 dell\u0092Organizzazione. Ogni Stato ha il dovere primario di proteggere la propria popolazione da violazioni gravi e continue dei diritti umani, come pure dalle conseguenze delle crisi umanitarie, provocate sia dalla natura che dall\u0092uomo. Se gli Stati non sono in grado di garantire simile protezione, la comunit\u00e0 internazionale deve intervenire con i mezzi giuridici previsti dalla Carta delle Nazioni Unite e da altri strumenti internazionali. L\u0092azione della comunit\u00e0 internazionale e delle sue istituzioni, supposto il rispetto dei principi che sono alla base dell\u0092ordine internazionale, non deve mai essere interpretata come un\u0092imposizione indesiderata e una limitazione di sovranit\u00e0. Al contrario, \u00e8 l\u0092indifferenza o la mancanza di intervento che recano danno reale. Ci\u00f2 di cui vi \u00e8 bisogno e una ricerca pi\u00f9 profonda di modi di prevenire e controllare i conflitti, esplorando ogni possibile via diplomatica e prestando attenzione ed incoraggiamento anche ai pi\u00f9 flebili segni di dialogo o di desiderio di riconciliazione.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Il principio della \u0093responsabilit\u00e0 di proteggere\u0094 era considerato dall\u0092antico ius gentium quale fondamento di ogni azione intrapresa dai governanti nei confronti dei governati: nel tempo in cui il concetto di Stati nazionali sovrani si stava sviluppando, il frate domenicano Francisco de Vitoria, a ragione considerato precursore dell\u0092idea delle Nazioni Unite, aveva descritto tale responsabilit\u00e0 come un aspetto della ragione naturale condivisa da tutte le Nazioni, e come il risultato di un ordine internazionale il cui compito era di regolare i rapporti fra i popoli. Ora, come allora, tale principio deve invocare l\u0092idea della persona quale immagine del Creatore, il desiderio di una assoluta ed essenziale libert\u00e0. La fondazione delle Nazioni Unite, come sappiamo, coincise con il profondo sdegno sperimentato dall\u0092umanit\u00e0 quando fu abbandonato il riferimento al significato della trascendenza e della ragione naturale, e conseguentemente furono gravemente violate la libert\u00e0 e la dignit\u00e0 dell\u0092uomo. Quando ci\u00f2 accade, sono minacciati i fondamenti oggettivi dei valori che ispirano e governano l\u0092ordine internazionale e sono minati alla base quei principi cogenti ed inviolabili formulati e consolidati dalle Nazioni Unite. Quando si \u00e8 di fronte a nuove ed insistenti sfide, \u00e8 un errore ritornare indietro ad un approccio pragmatico, limitato a determinare \u0093un terreno comune\u0094, minimale nei contenuti e debole nei suoi effetti.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Il riferimento all\u0092umana dignit\u00e0, che \u00e8 il fondamento e l\u0092obiettivo della responsabilit\u00e0 di proteggere, ci porta al tema sul quale siamo invitati a concentrarci quest\u0092anno, che segna il 60\u00b0 anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell\u0092Uomo. Il documento fu il risultato di una convergenza di tradizioni religiose e culturali, tutte motivate dal comune desiderio di porre la persona umana al cuore delle istituzioni, leggi e interventi della societ\u00e0, e di considerare la persona umana essenziale per il mondo della cultura, della religione e della scienza. I diritti umani sono sempre pi\u00f9 presentati come linguaggio comune e sostrato etico delle relazioni internazionali. Allo stesso tempo, l\u0092universalit\u00e0, l\u0092indivisibilit\u00e0 e l\u0092interdipendenza dei diritti umani servono tutte quali garanzie per la salvaguardia della dignit\u00e0 umana. \u00c8 evidente, tuttavia, che i diritti riconosciuti e delineati nella Dichiarazione si applicano ad ognuno in virt\u00f9 della comune origine della persona, la quale rimane il punto pi\u00f9 alto del disegno creatore di Dio per il mondo e per la storia. Tali diritti sono basati sulla legge naturale iscritta nel cuore dell\u0092uomo e presente nelle diverse culture e civilt\u00e0. Rimuovere i diritti umani da questo contesto significherebbe restringere il loro ambito e cedere ad una concezione relativistica, secondo la quale il significato e l\u0092interpretazione dei diritti potrebbero variare e la loro universalit\u00e0 verrebbe negata in nome di contesti culturali, politici, sociali e persino religiosi differenti. Non si deve tuttavia permettere che tale ampia variet\u00e0 di punti di vista oscuri il fatto che non solo i diritti sono universali, ma lo \u00e8 anche la persona umana, soggetto di questi diritti.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">La vita della comunit\u00e0, a livello sia interno che internazionale, mostra chiaramente come il rispetto dei diritti e le garanzie che ne conseguono siano misure del bene comune che servono a valutare il rapporto fra giustizia ed ingiustizia, sviluppo e povert\u00e0, sicurezza e conflitto. La promozione dei diritti umani rimane la strategia pi\u00f9 efficace per eliminare le disuguaglianze fra Paesi e gruppi sociali, come pure per un aumento della sicurezza. Certo, le vittime degli stenti e della disperazione, la cui dignit\u00e0 umana viene violata impunemente, divengono facile preda del richiamo alla violenza e possono diventare in prima persona violatrici della pace. Tuttavia il bene comune che i diritti umani aiutano a raggiungere non si pu\u00f2 realizzare semplicemente con l\u0092applicazione di procedure corrette e neppure mediante un semplice equilibrio fra diritti contrastanti. Il merito della Dichiarazione Universale \u00e8 di aver permesso a differenti culture, espressioni giuridiche e modelli istituzionali di convergere attorno ad un nucleo fondamentale di valori e, quindi, di diritti. Oggi per\u00f2 occorre raddoppiare gli sforzi di fronte alle pressioni per reinterpretare i fondamenti della Dichiarazione e di comprometterne l\u0092intima unit\u00e0, cos\u00ec da facilitare un allontanamento dalla protezione della dignit\u00e0 umana per soddisfare semplici interessi, spesso interessi particolari. La Dichiarazione fu adottata come \u0093comune concezione da perseguire\u0094 (preambolo) e non pu\u00f2 essere applicata per parti staccate, secondo tendenze o scelte selettive che corrono semplicemente il rischio di contraddire l\u0092unit\u00e0 della persona umana e perci\u00f2 l\u0092indivisibilit\u00e0 dei diritti umani.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">L\u0092esperienza ci insegna che spesso la legalit\u00e0 prevale sulla giustizia quando l\u0092insistenza sui diritti umani li fa apparire come l\u0092esclusivo risultato di provvedimenti legislativi o di decisioni normative prese dalle varie agenzie di coloro che sono al potere. Quando vengono presentati semplicemente in termini di legalit\u00e0, i diritti rischiano di diventare deboli proposizioni staccate dalla dimensione etica e razionale, che \u00e8 il loro fondamento e scopo. Al contrario, la Dichiarazione Universale ha rafforzato la convinzione che il rispetto dei diritti umani \u00e8 radicato principalmente nella giustizia che non cambia, sulla quale si basa anche la forza vincolante delle proclamazioni internazionali. Tale aspetto viene spesso disatteso quando si tenta di privare i diritti della loro vera funzione in nome di una gretta prospettiva utilitaristica. Dato che i diritti e i conseguenti doveri seguono naturalmente dall\u0092interazione umana, \u00e8 facile dimenticare che essi sono il frutto di un comune senso della giustizia, basato primariamente sulla solidariet\u00e0 fra i membri della societ\u00e0 e perci\u00f2 validi per tutti i tempi e per tutti i popoli. Questa intuizione fu espressa sin dal quinto secolo da Agostino di Ippona, uno dei maestri della nostra eredit\u00e0 intellettuale, il quale ebbe a dire riguardo al Non fare agli altri ci\u00f2 che non vorresti fosse fatto a teche tale massima \u0093non pu\u00f2 in alcun modo variare a seconda delle diverse comprensioni presenti nel mondo\u0094 (De doctrina christiana, III, 14). Perci\u00f2, i diritti umani debbono esser rispettati quali espressione di giustizia e non semplicemente perch\u00e9 possono essere fatti rispettare mediante la volont\u00e0 dei legislatori.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Signore e Signori, mentre la storia procede, sorgono nuove situazioni e si tenta di collegarle a nuovi diritti. Il discernimento, cio\u00e8 la capacit\u00e0 di distinguere il bene dal male, diviene ancor pi\u00f9 essenziale nel contesto di esigenze che riguardano le vite stesse e i comportamenti delle persone, delle comunit\u00e0 e dei popoli. Affrontando il tema dei diritti, dato che vi sono coinvolte situazioni importanti e realt\u00e0 profonde, il discernimento \u00e8 al tempo stesso una virt\u00f9 indispensabile e fruttuosa.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Il discernimento, dunque, mostra come l\u0092affidare in maniera esclusiva ai singoli Stati, con le loro leggi ed istituzioni, la responsabilit\u00e0 ultima di venire incontro alle aspirazioni di persone, comunit\u00e0 e popoli interi pu\u00f2 talvolta avere delle conseguenze che escludono la possibilit\u00e0 di un ordine sociale rispettoso della dignit\u00e0 e dei diritti della persona. D\u0092altra parte, una visione della vita saldamente ancorata alla dimensione religiosa pu\u00f2 aiutare a conseguire tali fini, dato che il riconoscimento del valore trascendente di ogni uomo e ogni donna favorisce la conversione del cuore, che poi porta ad un impegno di resistere alla violenza, al terrorismo ed alla guerra e di promuovere la giustizia e la pace. Ci\u00f2 fornisce inoltre il contesto proprio per quel dialogo interreligioso che le Nazioni Unite sono chiamate a sostenere, allo stesso modo in cui sostengono il dialogo in altri campi dell\u0092attivit\u00e0 umana. Il dialogo dovrebbe essere riconosciuto quale mezzo mediante il quale le varie componenti della societ\u00e0 possono articolare il proprio punto di vista e costruire il consenso attorno alla verit\u00e0 riguardante valori od obiettivi particolari. \u00c8 proprio della natura delle religioni, liberamente praticate, il fatto che possano autonomamente condurre un dialogo di pensiero e di vita. Se anche a tale livello la sfera religiosa \u00e8 tenuta separata dall\u0092azione politica, grandi benefici ne provengono per gli individui e per le comunit\u00e0. D\u0092altro canto, le Nazioni Unite possono contare sui risultati del dialogo fra religioni e trarre frutto dalla disponibilit\u00e0 dei credenti a porre le propri esperienze a servizio del bene comune. Loro compito \u00e8 quello di proporre una visione della fede non in termini di intolleranza, di discriminazione e di conflitto, ma in termini di rispetto totale della verit\u00e0, della coesistenza, dei diritti e della riconciliazione.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Ovviamente i diritti umani debbono includere il diritto di libert\u00e0 religiosa, compreso come espressione di una dimensione che \u00e8 al tempo stesso individuale e comunitaria, una visione che manifesta l\u0092unit\u00e0 della persona, pur distinguendo chiaramente fra la dimensione di cittadino e quella di credente. L\u0092attivit\u00e0 delle Nazioni Unite negli anni recenti ha assicurato che il dibattito pubblico offra spazio a punti di vista ispirati ad una visione religiosa in tutte le sue dimensioni, inclusa quella rituale, di culto, di educazione, di diffusione di informazioni, come pure la libert\u00e0 di professare o di scegliere una religione. \u00c8 perci\u00f2 inconcepibile che dei credenti debbano sopprimere una parte di se stessi \u0096 la loro fede \u0096 per essere cittadini attivi; non dovrebbe mai essere necessario rinnegare Dio per poter godere dei propri diritti. I diritti collegati con la religione sono quanto mai bisognosi di essere protetti se vengono considerati in conflitto con l\u0092ideologia secolare prevalente o con posizioni di una maggioranza religiosa di natura esclusiva. Non si pu\u00f2 limitare la piena garanzia della libert\u00e0 religiosa al libero esercizio del culto; al contrario, deve esser tenuta in giusta considerazione la dimensione pubblica della religione e quindi la possibilit\u00e0 dei credenti di fare la loro parte nella costruzione dell\u0092ordine sociale. In verit\u00e0, gi\u00e0 lo stanno facendo, ad esempio, attraverso il loro coinvolgimento influente e generoso in una vasta rete di iniziative, che vanno dalle universit\u00e0, alle istituzioni scientifiche, alle scuole, alle agenzie di cure mediche e ad organizzazioni caritative al servizio dei pi\u00f9 poveri e dei pi\u00f9 marginalizzati. Il rifiuto di riconoscere il contributo alla societ\u00e0 che \u00e8 radicato nella dimensione religiosa e nella ricerca dell\u0092Assoluto \u0096 per sua stessa natura, espressione della comunione fra persone \u0096 privilegerebbe indubbiamente un approccio individualistico e frammenterebbe l\u0092unit\u00e0 della persona.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">La mia presenza in questa Assemblea \u00e8 un segno di stima per le Nazioni Unite ed \u00e8 intesa quale espressione della speranza che l\u0092Organizzazione possa servire sempre pi\u00f9 come segno di unit\u00e0 fra Stati e quale strumento di servizio per tutta l\u0092umana famiglia. Essa mostra pure la volont\u00e0 della Chiesa Cattolica di offrire il contributo che le \u00e8 proprio alla costruzione di relazioni internazionali in un modo che permetta ad ogni persona e ad ogni popolo di percepire di poter fare la differenza. La Chiesa opera inoltre per la realizzazione di tali obiettivi attraverso l\u0092attivit\u00e0 internazionale della Santa Sede, in modo coerente con il proprio contributo nella sfera etica e morale e con la libera attivit\u00e0 dei propri fedeli. Indubbiamente la Santa Sede ha sempre avuto un posto nelle assemblee delle Nazioni, manifestando cos\u00ec il proprio carattere specifico quale soggetto nell\u0092ambito internazionale. Come hanno recentemente confermato le Nazioni Unite, la Santa Sede offre cos\u00ec il proprio contributo secondo le disposizioni della legge internazionale, aiuta a definirla e ad essa fa riferimento.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Le Nazioni Unite rimangono un luogo privilegiato nel quale la Chiesa \u00e8 impegnata a portare la propria esperienza \u0093in umanit\u00e0\u0094, sviluppata lungo i secoli fra popoli di ogni razza e cultura, e a metterla a disposizione di tutti i membri della comunit\u00e0 internazionale. Questa esperienza ed attivit\u00e0, dirette ad ottenere la libert\u00e0 per ogni credente, cercano inoltre di aumentare la protezione offerta ai diritti della persona. Tali diritti sono basati e modellati sulla natura trascendente della persona, che permette a uomini e donne di percorrere il loro cammino di fede e la loro ricerca di Dio in questo mondo. Il riconoscimento di questa dimensione va rafforzato se vogliamo sostenere la speranza dell\u0092umanit\u00e0 in un mondo migliore, e se vogliamo creare le condizioni per la pace, lo sviluppo, la cooperazione e la garanzia dei diritti delle generazioni future.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Nella mia recente Enciclica Spe salvi, ho sottolineato \u0093che la sempre nuova faticosa ricerca di retti ordinamenti per le cose umane \u00e8 compito di ogni generazione\u0094 (n. 25). Per i cristiani tale compito \u00e8 motivato dalla speranza che scaturisce dall\u0092opera salvifica di Ges\u00f9 Cristo. Ecco perch\u00e9 la Chiesa \u00e8 lieta di essere associata all\u0092attivit\u00e0 di questa illustre Organizzazione, alla quale \u00e8 affidata la responsabilit\u00e0 di promuovere la pace e la buona volont\u00e0 in tutto il mondo. Cari amici, vi ringrazio per l\u0092odierna opportunit\u00e0 di rivolgermi a voi e prometto il sostegno delle mie preghiere per il proseguimento del vostro nobile compito.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Prima di congedarmi da questa illustre Assemblea, vorrei rivolgere il mio augurio, nelle lingue ufficiali, a tutte le Nazioni che vi sono rappresentate:<br \/>\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Peace and Prosperity with God\u0092s help!<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Paix et prosp\u00e9rit\u00e9, avec l\u0092aide de Dieu!<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Paz y prosperidad con la ayuda de Dios!<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u0633\u064e\u0644\u0627\u0645\u064c  \u0648\u064e\u0625\u0632\u0652\u062f\u0650\u0647\u064e\u0627\u0631\u064c  \u0628\u0639\u064e\u0648\u0652\u0646 \u0650 \u0627\u0644\u0644\u0647 \u0650 !<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u56e0\u8457\u5929\u4e3b\u7684\u5e6b\u52a9\u9858\u5927\u5bb6  \u5f97\u4eab\u5e73\u5b89\u548c\u7e41\u69ae !<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u041c\u0438\u0440\u0430 \u0438 \u0431\u043b\u0430\u0433\u043e\u0434\u0435\u043d\u0441\u0442\u0432\u0438\u044f \u0441 \u043f\u043e\u043c\u043e\u0449\u044c\u044e \u0411\u043e\u0497\u0438\u0435\u0439!<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Grazie molte!<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Discorso all\u0092O.N.U. di Papa Benedetto XVI-2008. \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 INCONTRO CON I MEMBRI DELL&#8217;ASSEMBLEA GENERALE DELL&#8217;ORGANIZZAZIONE DELLE NAZIONI UNITE DISCORSO DI SUA SANTIT\u00c0 BENEDETTO XVI New York Venerd\u00ec, 18 aprile 2008 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Signor Presidente Signore e Signori, nel dare inizio al mio discorso a questa Assemblea, desidero anzitutto esprimere a Lei, Signor Presidente, la mia sincera gratitudine per le &hellip; <a href=\"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/centrostudi\/2010\/06\/22\/discorso-all-o-n-u-di-papa-benedetto-xvi-2008\/\" class=\"more-link\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\"><\/span> <span class=\"meta-nav\">&raquo;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ip_address":"","user_agent":"","level":"","revision":"","cookie_id":"","page_referer":"","html_form":"","_expiration-date-status":"","_expiration-date":0,"_expiration-date-type":"","_expiration-date-categories":[],"_expiration-date-options":[]},"categories":[106],"tags":[],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v20.8 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>&quot;DISCORSO ALL&#039; O.N.U. DI PAPA BENEDETTO XVI-2008&quot; - Centro Studi e Documentazione<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/centrostudi\/2010\/06\/22\/discorso-all-o-n-u-di-papa-benedetto-xvi-2008\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"&quot;DISCORSO ALL&#039; O.N.U. DI PAPA BENEDETTO XVI-2008&quot; - Centro Studi e Documentazione\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Discorso all\u0092O.N.U. di Papa Benedetto XVI-2008. \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 INCONTRO CON I MEMBRI DELL&#8217;ASSEMBLEA GENERALE DELL&#8217;ORGANIZZAZIONE DELLE NAZIONI UNITE DISCORSO DI SUA SANTIT\u00c0 BENEDETTO XVI New York Venerd\u00ec, 18 aprile 2008 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Signor Presidente Signore e Signori, nel dare inizio al mio discorso a questa Assemblea, desidero anzitutto esprimere a Lei, Signor Presidente, la mia sincera gratitudine per le &hellip; Continua a leggere &raquo;\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/centrostudi\/2010\/06\/22\/discorso-all-o-n-u-di-papa-benedetto-xvi-2008\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Centro Studi e Documentazione\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2010-06-22T13:38:00+00:00\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"sEEd_aDm_wP\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"sEEd_aDm_wP\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"15 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/centrostudi\/2010\/06\/22\/discorso-all-o-n-u-di-papa-benedetto-xvi-2008\/\",\"url\":\"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/centrostudi\/2010\/06\/22\/discorso-all-o-n-u-di-papa-benedetto-xvi-2008\/\",\"name\":\"\\\"DISCORSO ALL' O.N.U. DI PAPA BENEDETTO XVI-2008\\\" - Centro Studi e Documentazione\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/centrostudi\/#website\"},\"datePublished\":\"2010-06-22T13:38:00+00:00\",\"dateModified\":\"2010-06-22T13:38:00+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/centrostudi\/#\/schema\/person\/b60b0d2f9e2a80f9726251c31ba9862f\"},\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/centrostudi\/2010\/06\/22\/discorso-all-o-n-u-di-papa-benedetto-xvi-2008\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/centrostudi\/2010\/06\/22\/discorso-all-o-n-u-di-papa-benedetto-xvi-2008\/\"]}]},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/centrostudi\/2010\/06\/22\/discorso-all-o-n-u-di-papa-benedetto-xvi-2008\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/centrostudi\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"&#8220;DISCORSO ALL&#8217; O.N.U. DI PAPA BENEDETTO XVI-2008&#8221;\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/centrostudi\/#website\",\"url\":\"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/centrostudi\/\",\"name\":\"Centro Studi e Documentazione\",\"description\":\"\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/centrostudi\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":\"required name=search_term_string\"}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/centrostudi\/#\/schema\/person\/b60b0d2f9e2a80f9726251c31ba9862f\",\"name\":\"sEEd_aDm_wP\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/centrostudi\/#\/schema\/person\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/91712870a0359f250d1a3c277a2f5ad4?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/91712870a0359f250d1a3c277a2f5ad4?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"sEEd_aDm_wP\"},\"url\":\"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/centrostudi\/author\/seed_adm_wp\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"\"DISCORSO ALL' O.N.U. DI PAPA BENEDETTO XVI-2008\" - Centro Studi e Documentazione","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/centrostudi\/2010\/06\/22\/discorso-all-o-n-u-di-papa-benedetto-xvi-2008\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"\"DISCORSO ALL' O.N.U. DI PAPA BENEDETTO XVI-2008\" - Centro Studi e Documentazione","og_description":"Discorso all\u0092O.N.U. di Papa Benedetto XVI-2008. \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 INCONTRO CON I MEMBRI DELL&#8217;ASSEMBLEA GENERALE DELL&#8217;ORGANIZZAZIONE DELLE NAZIONI UNITE DISCORSO DI SUA SANTIT\u00c0 BENEDETTO XVI New York Venerd\u00ec, 18 aprile 2008 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Signor Presidente Signore e Signori, nel dare inizio al mio discorso a questa Assemblea, desidero anzitutto esprimere a Lei, Signor Presidente, la mia sincera gratitudine per le &hellip; Continua a leggere &raquo;","og_url":"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/centrostudi\/2010\/06\/22\/discorso-all-o-n-u-di-papa-benedetto-xvi-2008\/","og_site_name":"Centro Studi e Documentazione","article_published_time":"2010-06-22T13:38:00+00:00","author":"sEEd_aDm_wP","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Scritto da":"sEEd_aDm_wP","Tempo di lettura stimato":"15 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/centrostudi\/2010\/06\/22\/discorso-all-o-n-u-di-papa-benedetto-xvi-2008\/","url":"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/centrostudi\/2010\/06\/22\/discorso-all-o-n-u-di-papa-benedetto-xvi-2008\/","name":"\"DISCORSO ALL' O.N.U. DI PAPA BENEDETTO XVI-2008\" - Centro Studi e Documentazione","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/centrostudi\/#website"},"datePublished":"2010-06-22T13:38:00+00:00","dateModified":"2010-06-22T13:38:00+00:00","author":{"@id":"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/centrostudi\/#\/schema\/person\/b60b0d2f9e2a80f9726251c31ba9862f"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/centrostudi\/2010\/06\/22\/discorso-all-o-n-u-di-papa-benedetto-xvi-2008\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.diocesi.torino.it\/centrostudi\/2010\/06\/22\/discorso-all-o-n-u-di-papa-benedetto-xvi-2008\/"]}]},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/centrostudi\/2010\/06\/22\/discorso-all-o-n-u-di-papa-benedetto-xvi-2008\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/centrostudi\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"&#8220;DISCORSO ALL&#8217; O.N.U. DI PAPA BENEDETTO XVI-2008&#8221;"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/centrostudi\/#website","url":"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/centrostudi\/","name":"Centro Studi e Documentazione","description":"","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/centrostudi\/?s={search_term_string}"},"query-input":"required name=search_term_string"}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/centrostudi\/#\/schema\/person\/b60b0d2f9e2a80f9726251c31ba9862f","name":"sEEd_aDm_wP","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/centrostudi\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/91712870a0359f250d1a3c277a2f5ad4?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/91712870a0359f250d1a3c277a2f5ad4?s=96&d=mm&r=g","caption":"sEEd_aDm_wP"},"url":"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/centrostudi\/author\/seed_adm_wp\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/centrostudi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/59"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/centrostudi\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/centrostudi\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/centrostudi\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/centrostudi\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=59"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/centrostudi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/59\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/centrostudi\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=59"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/centrostudi\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=59"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/centrostudi\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=59"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}