{"id":42,"date":"2014-12-24T16:29:00","date_gmt":"2014-12-24T15:29:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesi.torino.it\/comunicazione\/2014\/12\/24\/conferenza-stampa-dellarcivescovo-per-il-santo-natale\/"},"modified":"2017-06-28T09:21:16","modified_gmt":"2017-06-28T07:21:16","slug":"conferenza-stampa-dellarcivescovo-per-il-santo-natale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/comunicazione\/conferenza-stampa-dellarcivescovo-per-il-santo-natale\/","title":{"rendered":"Conferenza stampa dell&#8217;Arcivescovo per il Santo Natale"},"content":{"rendered":"<p>Di seguito il testo dell\u2019Intervento dell&#8217;Arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia, alla conferenza stampa di Natale in Arcivescovado marted\u00ec 23 dicembre 2014.<br > &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<br > Cari amici,<br > \u00e8 il mio quinto Natale\u00a0 a Torino. Ed \u00e8 per me motivo di grande gioia, perch\u00e9 questa festa \u00e8 fonte di speranza per tutti, avendo al centro quel Bambino divino che viene annunciato dagli angeli come Salvatore. E credo che tutti, oggi, sentiamo il bisogno di essere salvati, sia sul piano spirituale che sociale, vista la situazione difficile e complessa che stiamo attraversando nella nostra citt\u00e0 e territorio. Di fronte a ci\u00f2, mi sento di dire che questo Natale si colloca nel punto pi\u00f9 basso raggiunto in questi cinque anni sul piano delle difficolt\u00e0 per il lavoro, la casa e la povert\u00e0 diffusa che incontrano tantissime famiglie, persone, imprese, realt\u00e0 sociali e industriali. Ai poveri \u201ctradizionali\u201d si \u00e8 aggiunta e si aggiunge una parte vasta del ceto medio che appena alcuni anni fa era protagonista dell\u2019impegno nell\u2019aiuto ai pi\u00f9 poveri, mentre oggi ne ha invece a sua volta bisogno.<br > Non lasciamoci illudere dalle apparenze del centro storico, dove pure un semplice passaggio notturno farebbe scoprire ben altra citt\u00e0 rispetto a quella chiassosa e \u201callegra\u201d dei pomeriggi festivi e delle sue serate. La nostra gente \u00e8 abituata a soffrire e a non sbandierare le proprie difficolt\u00e0, ma di fatto chi \u2013 come la Chiesa \u2013 \u00e8 attivamente partecipe del tessuto concreto e quotidiano delle persone sa cogliere bene e sa farsi carico delle crescenti sofferenze di tante persone e famiglie.<br > Parlo di povert\u00e0 ma c\u2019\u00e8 una parte della citt\u00e0 che dalla crisi ha tratto anche qualche vantaggio, se \u00e8 vero che a Torino in questi ultimi anni sono aumentati i depositi bancari, per cui il principio, che i soldi si fanno con i soldi e dunque con l\u2019accumulo e il possesso, mantiene la sua innata forza di convincimento a scapito di investimenti produttivi, ma anche pi\u00f9 rischiosi, sul lavoro e le imprese. Questo per\u00f2 non giova al bene comune ma solo al bene individuale di chi possiede tali capitali e possibilit\u00e0.<br > \u00c8 il punto pi\u00f9 basso di questi cinque anni dunque, ma \u00e8 anche quello pi\u00f9 alto di impegno capillare e continuo da parte di tante forze vive della citt\u00e0 e del territorio. Quel che, circa questo aspetto, appare e a volte qua e l\u00e0 viene documentato anche dai giornali, non \u00e8 che la punta di una ben pi\u00f9 estesa azione di giustizia e solidariet\u00e0 che un diffuso volontariato, sia religioso che laico, sta garantendo nella citt\u00e0 e territorio della diocesi in molti ambiti di servizio e di impegno concreto, per affrontare le povert\u00e0 crescenti e le difficolt\u00e0 di famiglie e imprese.<br > Posso affermare dunque con verit\u00e0 che in questi ultimi anni questa rete solidale si \u00e8 fatta sempre pi\u00f9 fitta ed \u00e8 andata sempre pi\u00f9 estendendosi in quantit\u00e0 e in qualit\u00e0. Spesso \u00e8 sottotraccia \u2013 come si dice \u2013 ma attiva e quotidianamente presente. E ci sono anche due novit\u00e0 rilevanti da segnalare: stanno in particolare crescendo molto le richieste di sostegno da parte delle famiglie, pi\u00f9 che dalle singole persone. Occorre dunque trovare risposte appropriate per le famiglie (sul piano della casa, del lavoro e di altre esigenze primarie), che spesso sono anche portatrici di culture e tradizioni differenti. L\u2019altro aspetto rilevante, poi, \u00e8 che viene richiesto sempre pi\u00f9 un accompagnamento spirituale e psicologico, fatto di relazioni e non solo di beni, pagamenti o servizi pure necessari.<br > Credo comunque che questo Natale possa portarci una spinta a guardare al domani con pi\u00f9 coraggio e fiducia. Non \u00e8 certo un evento, anche se di grande portata spirituale, umana e sociale, che riesce a far questo in modo immediato; ma esso pu\u00f2 per\u00f2 dare fiato a tutto quel sistema di bene che non si quantifica nei bilanci familiari o sociali, ma ha un enorme potenziale di progresso e di speranza operativa per il futuro.<br > \u00a0<br > <strong>Il problema di fondo e decisivo da cui dipende la possibilit\u00e0 di affrontare serenamente tutti gli altri resta il lavoro<\/strong>, per cui occorre un supplemento di impegno fatto di scelte concrete e condivise, ma anche coraggiose e determinate, da parte del sistema-lavoro del nostro territorio; lavoro industriale che faccia leva sulla imprese \u2013 e non sono poche \u2013 che si sono aperte in questi anni ai mercati esteri e possono dunque garantire ricerca e occupazione<strong>.<\/strong> Purtroppo, \u00e8 in corso una progressiva vendita o uno spostamento all\u2019estero del baricentro di alcune eccellenze del mondo industriale che hanno dato lavoro e benessere al nostro Paese e al nostro territorio. Tali scelte, oltre a produrre un impoverimento dell\u2019occupazione e ad accentuare la ripresa ormai ampia dell\u2019emigrazione di tanti ricercatori e professionisti di valore, danno l\u2019idea di un Paese non pi\u00f9 affidabile e quindi avviato a un progressivo e ineluttabile declino. Sono problemi che richiedono un forte senso di responsabilit\u00e0 da parte della politica, anzitutto, e dell\u2019intero mondo produttivo, che non pu\u00f2 assistere impotente e rassegnato a tale situazione senza tentare vie alternative ed efficaci misure per affrontarla.<br > C\u2019\u00e8 poi un\u2019altra questione di fondo su cui siamo oggi invitati a riflettere per agire di conseguenza: si tratta del grande tema della <strong>solidariet\u00e0 <\/strong>tra chi lavora e chi non ha pi\u00f9 un lavoro o l\u2019ha saltuario e privo di garanzie per il domani; tra chi gode di un certo reddito \u2013 o comunque possiede beni che gli garantiscono un futuro sereno \u2013 e chi ne \u00e8 privo e lotta ogni giorno per la sua stessa sopravvivenza o ha una vita di stenti e di sofferenza, di solitudine e abbandono. Occorre che nessuno si senta estraneo a questi problemi che assillano oggi tante persone e famiglie: la stretta unione e collaborazione tra tutte le componenti della \u201ccitt\u00e0\u201d \u00e8 condizione fondamentale per raggiungere insieme il risultato di garantire ad ogni persona i diritti fondamentali per un\u2019esistenza dignitosa e il riconoscimento del suo essere soggetto attivo e protagonista della vita cittadina, superando quella condizione di scarto o di emarginazione sociale di cui tanti, soprattutto molti giovani, soffrono. \u00abL\u2019Amore pi\u00f9 grande\u00bb che \u00e8 il motto di quest\u2019anno pastorale si attua nella responsabilit\u00e0 verso tutti: <em>\u00abChi ama Dio non pu\u00f2 riservare il denaro, la salute, la casa, il lavoro, la sua stessa vita solo per se stesso: li deve distribuire in modo divino secondo giustizia e carit\u00e0\u00bb <\/em>(San Massimo il Confessore).<br > \u00a0<br > <strong>Agor\u00e0 sociale<\/strong><br > E qui appare l\u2019importanza <strong>dell\u2019Agor\u00e0 sociale<\/strong>, che abbiamo attivato proprio per puntare a un impegno comune, a un \u201cfare rete\u201d \u2013 come si dice \u2013 per coinvolgere tutte le componenti ecclesiali, istituzionali e del volontariato sociale a partire da uno stretto raccordo tra i tre settori su cui bisogna puntare per la ripresa sia morale che economica e sociale: formazione, lavoro e <em>welfare<\/em>.<br > L\u2019Agor\u00e0 ha fatto e far\u00e0 scuola al riguardo e deve dunque essere ripresa con forza e portata avanti con progetti comuni concreti e mirati a singoli ambiti decisi insieme. Invieremo in questi giorni gli Atti dell\u2019Assemblea a tutti i partecipanti e a fine gennaio partir\u00e0 la cabina di regia per decidere l\u2019ambito specifico di intervento su cui attivare concrete vie di soluzione. Intanto, accanto ai centri di ascolto per famiglie e lavoratori in difficolt\u00e0 e per i poveri, partir\u00e0 anche il Centro di ascolto per imprenditori in difficolt\u00e0: per sostenere chi si trova ad affrontare una situazione della sua azienda in gravissima difficolt\u00e0, dando fiducia e speranza, ma anche accompagnando a individuare vie e modalit\u00e0 concrete per affrontare \u2013 se ce ne sono le condizioni \u2013 un percorso atto a risolvere il problema, con l\u2019apporto di valenti professionisti dei vari settori del mondo industriale, commerciale, artigianale, agricolo e dei servizi\u2026 che operano nell\u2019ambito delle imprese con l\u2019appoggio di un <em>pool<\/em> di sostegno effettivo di realt\u00e0 e organismi coinvolti. Il Centro comunque rimarr\u00e0 una realt\u00e0 riservata.<br > \u00a0<br > <strong>\u201cC\u2019\u00e8 un posto anche per te\u201d<\/strong><br > Scopo della proposta \u00e8 quello di promuovere un salto di qualit\u00e0 importante nella mentalit\u00e0 e nelle modalit\u00e0 di offrire segni concreti di solidariet\u00e0 verso chi \u2013 a Natale in particolare \u2013 soffre situazioni di difficolt\u00e0, di solitudine e di abbandono. Perch\u00e9 un salto di qualit\u00e0? Perch\u00e9 altro \u00e8 dare un po\u2019 di soldi o di beni materiali a chi \u00e8 povero e soffre, altro \u00e8 condividere con uno di loro (singolo o famiglia) uno dei momenti dell\u2019anno pi\u00f9 belli sul piano delle relazioni tra le persone. Natale infatti \u00e8 la festa forse pi\u00f9 sentita e attesa, in cui si compie a volte il miracolo dell\u2019incontro fraterno e ricco di affetto e di calore amicale tra parenti e amici. Aprire la propria casa e condividere il pasto in questa occasione \u00e8 dunque un gesto non facile da attuare, ma che pu\u00f2 innestare una conoscenza e relazione meno superficiale \u2013 o per interposta persona o gruppo \u2013 con chi \u00e8 povero, solo e in difficolt\u00e0, per lo pi\u00f9 estraneo alla famiglia. \u00c8 attuare dal vivo la parabola del buon samaritano che, pur avendo i suoi affari da sbrigare, si ferma, perde tempo con lui e accoglie il povero che trova per strada, rendendolo partecipe di gesti concreti d\u2019amore e d\u2019impegno.<br > C\u2019\u00e8 sempre chi ovviamente storce il naso e dice: \u00abMa a che serve fare un gesto che si chiude in quell\u2019occasione e poi, durante tutto l\u2019anno, non si fa pi\u00f9?\u00bb. Mi pare che siano obiezioni pretestuose, perch\u00e9 vale pi\u00f9 un momento di relazione vera e disinteressata tra le persone che qualsiasi altro valore e il fatto di iniziare comunque a uscire da stessi per aprire la casa, il cuore, la vita, agli altri innesta un fattore di cambiamento nel proprio agire che avr\u00e0 certamente conseguenze positive anche in seguito. Dio \u2013 ci dice Ges\u00f9 nel vangelo (cfr. Mt 25,34ss.) \u2013 scrive in grande e apre orizzonti di beni impensabili anche solo per un bicchiere d\u2019acqua fresca dato a chi ha sete.<br > Molteplici sono state le adesioni a questo invito da parte di semplici famiglie o persone, che non possiamo tuttavia quantificare, perch\u00e9 hanno scelto di invitare a pranzo qualche povero direttamente o mediante le parrocchie o comunit\u00e0 religiose o associazioni\u2026 Le richieste pervenute alla Caritas sono state convogliate alle rispettive parrocchie dei richiedenti, perch\u00e9 l\u2019invito possa essere accompagnato dalla continuit\u00e0 del rapporto.<br > \u00a0<br > <strong>Altre brevi considerazioni<\/strong><br > Quest\u2019anno, tante sono le parrocchie che hanno aperto le loro strutture al servizio per l\u2019alloggio notturno. Segnalo lo stesso stabile dell\u2019ex Seminario metropolitano, che ha iniziato a dare accoglienza a una ventina di persone senza dimora.<br > Diverse sono le comunit\u00e0 e associazioni che offrono il pranzo di Natale ai poveri (io stesso ospiter\u00f2 una trentina di persone). Sono stato partecipe del servizio di alcune di queste realt\u00e0 sia per la colazione che per il pranzo o la cena\u2026<br > Lo scorso anno, gli amici de \u201cLa Sosta\u201d mi avevano chiesto la mensa serale: ne sono state attivate alcune e altre sono in via di attuazione.<br > Ieri sera ho partecipato con gioia al concerto al Regio per i poveri. Ringrazio il Sovrintendente, l\u2019orchestra, il coro e tutti i lavoratori della disponibilit\u00e0 del Regio per questo dono natalizio, che si inserisce in un programma di offerte gratuite rivolte ai poveri durante la stagione del Regio stesso. Esse intendono richiamare il valore della cultura per tutti e non solo per chi se la pu\u00f2 permettere, quale dono di libert\u00e0 e di promozione umana e sociale per ogni cittadino, compresi i pi\u00f9 poveri e in difficolt\u00e0. Indicano anche un altro aspetto importante che vale per tutti: si pu\u00f2 sempre dare gioia e aiuto al prossimo partendo da quello che uno \u00e8 capace di fare, rendendo gli altri partecipi del proprio mestiere e risorse.<br > Ho visitato \u201cCasa Nonno Mario 2\u201d, per padri separati: \u00e8 la seconda, aperta per le tantissime richieste.<br > Oggi, presso uno stabile di via Traves, incontro insieme famiglie italiane e Rom: si tratta di un progetto pilota che intende non solo dare una casa, ma avviare un percorso di responsabilizzazione dei soggetti coinvolti, perch\u00e9 sappiano via via poi mantenerla con un lavoro appropriato, cos\u00ec come dare anche una scuola per i minori e un\u2019integrazione nel vicinato rispettosa delle regole di convivenza. Ho incontrato altre esperienze del genere, in cui famiglie di nazionalit\u00e0, religione e cultura diverse, insieme a studenti universitari e singole persone povere, condividono insieme la stessa casa, addirittura a volte lo stesso appartamento con la cucina in comune\u2026<br > Vi racconto un\u2019esperienza che mi ha sorpreso. Sono stato in un campo Rom e ho incontrato un rifugiato africano che puliva il campo. Mi ha detto che ogni giorno va l\u00ec e fa piccoli lavori di manutenzione, ricevendone un modestissimo compenso insieme al pasto. \u00c8 un ingegnere ed era molto contento di quello che faceva. Mi ha colpito, perch\u00e9 ho visto la solidariet\u00e0 da parte di una persona che vive condizioni assai precarie e che per\u00f2 aiuta altri che stanno peggio di lui.<br > Domani sar\u00f2 al carcere delle Vallette e al pomeriggio prima a \u201cLa Sosta\u201d con i senza fissa dimora e poi presso le suore di San Giuseppe in via Giolitti, per una festa insieme con queste persone e altri poveri. Ringrazio la comunit\u00e0 delle religiose per la loro disponibilit\u00e0.<br > A tutto ci\u00f2 si aggiungono diversi incontri con delegazioni di lavoratori in cassa integrazione o in mobilit\u00e0 e le loro famiglie; visite e incontri con maestranze di aziende sia industriali che agricole; visite a ospedali, case di accoglienza per anziani autosufficienti e non; un incontro con la bella realt\u00e0 comunale del servizio alle persone disabili delle comunit\u00e0 degli immigrati; la visita a reparti ospedalieri per assistere bambini e minori in difficolt\u00e0.<br > <strong>Tutto questo mi ha convinto ancora di pi\u00f9 della enorme ricchezza di bene che c\u2019\u00e8 in mezzo a noi, ma anche della necessit\u00e0 di promuovere nel <em>welfare<\/em> una fase nuova <\/strong>che sappia andare oltre l\u2019assistenzialismo e l\u2019emergenza e dare alla gente risposte pi\u00f9 appropriate sul piano dell\u2019accompagnamento, promuovendo, insieme agli interessati, percorsi di inclusione sociale che garantiscano il superamento della loro situazione di difficolt\u00e0 reciproche mediante\u00a0 l\u2019apporto di\u00a0 una rete di sostegno in cui emerga il tema decisivo del lavoro, della casa, della formazione e riqualificazione, se necessario: un\u2019educazione alla condivisione e a \u00a0stili di vita nuovi e meno autoreferenziali, una formazione e orientamento al lavoro, un <em>welfare<\/em> di comunit\u00e0 in cui gli stessi soggetti destinatari diventino attivi protagonisti, insieme agli altri soggetti coinvolti.<br > \u00a0<br > <strong>Alcune rapide informazioni per l\u2019anno 2015<\/strong><br > La mia Lettera di Natale alle famiglie \u00e8 sull\u2019educazione, per richiamare la grande opera educativa e formativa di Don Bosco. Cito solo questo passaggio: \u00abLa crisi dell\u2019educazione oggi non sta nell\u2019indifferenza dei ragazzi e giovani o nel rifiuto di essi a mettersi in dialogo e confronto con gli adulti ed educatori, ma sta proprio nel mondo adulto, spesso privo di figure significative e autorevoli, non coerente tra ci\u00f2 che insegna o chiede e ci\u00f2 che fa con la propria vita ed esempio, carente sul piano dei valori di riferimento per il proprio agire, di una testimonianza sicura da indicare ai giovani e di ideali alti per impegnare la vita. [\u2026] Occorre dunque dare fiducia ai giovani, stimolandoli a mettere in atto tutte le risorse positive che hanno in se stessi. E questo esige un cambiamento di mentalit\u00e0 e di strategia educativa, che faccia superare all\u2019adulto educatore la sua collocazione dentro un ruolo prestabilito, mettendosi umilmente in ascolto di ogni giovane o ragazzo; a curare rapporti schietti e sinceri, anche se esigono grandi spazi e tempo di disponibilit\u00e0; a offrire proposte vere, anche impegnative, e non mascherate da seconde intenzioni\u00bb.<br > <strong>Ostensione della Sindone <\/strong>\u2013 I volontari sono 4.500: un record. A questi si aggiungano gli oltre 200 del servizio per malati e disabili e poi ancora la protezione civile, la Croce rossa, gli alpini\u2026 Credo che arriveremo a circa 5.000 volontari. Il 53,9 per cento sono donne e il 46,1 sono uomini. Il 40 per cento hanno gi\u00e0 partecipato ad altre ostensioni, vista anche la vicinanza al 2010. Quasi il 90 per cento viene dalle parrocchie di appartenenza; c\u2019\u00e8 poi chi proviene dalle diocesi piemontesi e italiane e anche qualche straniero. A gennaio inizieranno i corsi di formazione dedicati a conoscere meglio la Sindone in tutti gli aspetti del volontariato per l\u2019ostensione.<br > \u00c8 in corso anche la campagna per suscitare adesioni al volontariato dei giovani in occasione della visita di Papa Francesco: stanno arrivando numerose e termineranno alla fine di gennaio.<br > <strong>Visita del Papa <\/strong>\u2013 <strong>Il programma sar\u00e0 concordato con la Prefettura della Casa pontificia in un prossimo incontro a Torino. <\/strong>La piazza Vittorio \u00e8 stata designata quale sede centrale degli eventi e in particolare della Santa Messa.<br > Il Santo Padre pregher\u00e0 davanti alla Sindone e incontrer\u00e0 i malati e disabili nella Piazza antistante. Visiter\u00e0 Valdocco, dove potrebbe esserci l\u2019incontro con gli animatori degli oratori. Poi, avr\u00e0 un incontro specifico con i giovani e ragazzi o nella stessa Piazza Vittorio o in altro luogo da stabilire. Restano da definire il luogo del pranzo ed eventuali altri brevi incontri possibili, tenuto conto dei tempi e degli spostamenti.<br > \u00a0<br > <strong>Conclusione<\/strong><br > Questi grandi eventi, che caratterizzeranno la vita della citt\u00e0 nei prossimi mesi, possono essere affrontati se tutti facciamo la nostra parte con responsabilit\u00e0 e con la prospettiva di andare oltre l\u2019occasionalit\u00e0, cogliendoli come volani per far ripartire un cammino comunitario fra i cittadini, basato sulla<strong> fraternit\u00e0, il fare rete e la concordia negli obiettivi da raggiungere<\/strong>. Mi auguro che la venuta di Papa Francesco possa rivolgere al mondo della formazione, del lavoro e del <em>welfare<\/em> il messaggio di speranza del Santo Padre, ma anche le sue preziose indicazioni di marcia su cui camminare insieme.<br > \u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di seguito il testo dell\u2019Intervento dell&#8217;Arcivescovo di Torino, mons. 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