{"id":4114,"date":"2010-06-17T12:14:00","date_gmt":"2010-06-17T10:14:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesi.torino.it\/liturgico\/2010\/06\/17\/la-liturgia-del-triduo-pasquale\/"},"modified":"2010-06-17T12:14:00","modified_gmt":"2010-06-17T10:14:00","slug":"la-liturgia-del-triduo-pasquale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/liturgico\/la-liturgia-del-triduo-pasquale\/","title":{"rendered":"La liturgia del Triduo Pasquale"},"content":{"rendered":"<div>\n<div style=\"margin: 13.9pt 0cm 0pt\"><span style=\"color: black; font-size: 12pt\"><b><\/p>\n<div style=\"margin: 13.9pt 0cm 0pt\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"margin: 13.9pt 0cm 0pt\">\n<div style=\"margin: 13.9pt 0cm 0pt\"><span style=\"font-size: 12pt\">\u00a0<\/span><\/div>\n<div style=\"margin: 13.9pt 0cm 0pt\"><span style=\"font-size: 12pt\">Il Triduo Pasquale costituisce il \u00abculmine dell\u0092intero anno liturgico\u00bb: cos\u00ec \u00e8 presentato il Triduo Pasquale. Per questo l\u0092Ufficio liturgico diocesano, in questi ultimi tre anni, ha dedicato la Giornata diocesana per gli operatori liturgici, proprio all\u0092approfondimento e alla cura\u00a0 delle celebrazioni del Triduo Pasquale. Don Silvano Sirboni, don Pierangelo Chiaramello e, poche settimane fa, don Paolo Tomatis ci hanno offerto preziosi contributi per mettere in atto celebrazioni che presentano un programma celebrativo complesso e\u00a0 richiedono, di conseguenza, un serio sforzo a livello di regia celebrativa e di piena collaborazione tra i presbiteri, gli operatori liturgici e tutto il gruppo liturgico. <\/span><\/div>\n<div style=\"margin: 13.9pt 0cm 0pt\"><span style=\"font-size: 12pt\">Cos\u00ec infatti sottolinea il documento della Congregazione per il Culto Divino \u00abPaschalis Sollemnitatis\u00bb: \u00ab<i>La Chiesa celebra ogni anno i grandi misteri dell\u0092umana redenzione dalla Messa vespertina del gioved\u00ec nella Cena del Signore, fino ai vespri della domenica di risurrezione. Questo spazio di tempo \u00e8 chiamato giustamente il &#8216;triduo del crocifisso, del sepolto e del risorto&#8217;; ed anche &#8216;Triduo pasquale&#8217; perch\u00e9 con la sua celebrazione \u00e8 reso presente e si compie il mistero della pasqua, cio\u00e8 il passaggio del Signore da questo mondo al Padre. Con la celebrazione di questo mistero la Chiesa, attraverso i segni liturgici e sacramentali, si associa in intima comunione con Cristo suo sposo\u00bb.<\/i><\/span><\/div>\n<div style=\"margin: 13.9pt 0cm 0pt\">\u00a0<span style=\"font-size: 12pt\">La celebrazione annuale della Pasqua, a livello rituale, si articola in due momenti (attenzione, si \u00e8 detto due!): passione\/morte e resurrezione del Signore Ges\u00f9 Cristo.<\/span><\/div>\n<div style=\"margin: 13.9pt 0cm 0pt\"><span style=\"font-size: 12pt\">Morte e resurrezione non sono, infatti, mai disgiunte: se ci fosse solo il segno della morte, l\u0092amore di Cristo sarebbe un dono, ma non vita eterna; se Cristo avesse manifestato solo la sua potenza, senza passare attraverso la croce, l\u0092amore di Dio non avrebbe assunto la nostra condizione umana.<\/span><\/div>\n<div style=\"margin: 13.9pt 0cm 0pt\"><span style=\"font-size: 12pt\">La <b>passione\/morte <\/b>\u00e8 celebrata nella Liturgia del Venerd\u00ec Santo; la<b> resurrezione<\/b> nella Liturgia della Veglia Pasquale. A questi due momenti apice, si fa precedere la celebrazione vespertina del Gioved\u00ec Santo sera, che costituisce la soglia, che fa passare dalla Quaresima l\u0092ingresso al Sacro Triduo e fa memoria:<\/span><\/div>\n<div style=\"margin: 13.9pt 0cm 0pt\"><span style=\"font-size: 12pt\">&#8211; dell\u0092istituzione dell\u0092Eucaristia<\/span><\/div>\n<div style=\"margin: 13.9pt 0cm 0pt\"><span style=\"font-size: 12pt\">&#8211; dell\u0092istituzione del sacerdozio ministeriale<\/span><\/div>\n<div style=\"margin: 13.9pt 0cm 0pt\"><span style=\"font-size: 12pt\">&#8211; del comandamento del Signore sulla carit\u00e0 fraterna,<\/span><\/div>\n<div style=\"margin: 13.9pt 0cm 0pt\"><span style=\"font-size: 12pt\">La Messa in C\u009cna Domini si pone, quindi, come ricordo del momento in cui Cristo, prima di consegnarsi alla morte, affida per sempre alla sua Chiesa il nuovo ed eterno sacrificio, perch\u00e9 questa lo perpetui in sua memoria. <i>\u00abCon la Messa celebrata nelle ore vespertine del Gioved\u00ec Santo, la Chiesa d\u00e0 inizio al Triduo pasquale e ha cura di far memoria di quell\u0092ultima cena in cui il Signore Ges\u00f9, nella notte in cui veniva tradito, amando sino alla fine i suoi che erano nel mondo, offr\u00ec a Dio Padre il suo Corpo e Sangue sotto le specie del pane e del vino e li diede agli apostoli in nutrimento e comand\u00f2 loro e ai loro successori nel sacerdozio di farne l\u0092offerta&#8230; Tutta l\u0092attenzione dell\u0092anima deve rivolgersi ai misteri che in questa Messa soprattutto vengono ricordati: cio\u00e8 l\u0092istituzione dell\u0092eucaristia, l\u0092istituzione dell\u0092ordine sacerdotale e il comando del Signore sulla carit\u00e0 fraterna\u00bb.<\/i><\/span><\/div>\n<div style=\"margin: 13.9pt 0cm 0pt\"><span style=\"font-size: 12pt\">D\u0092altra parte il sacerdozio ministeriale e la carit\u00e0 \u0096 quest\u0092ultima resa \u00abvisibile\u00bb dal rito della lavanda dei piedi \u0096 costituiscono le componenti irrinunciabili di ogni Eucaristia.<\/span><\/div>\n<div style=\"margin: 13.9pt 0cm 0pt\"><span style=\"font-size: 12pt\">La celebrazione, allora, richiama <\/span><\/div>\n<div style=\"margin: 13.9pt 0cm 0pt\"><span style=\"font-size: 10pt\">\u00b7<span style=\"font: 7pt 'Times New Roman'\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span><\/span><span style=\"font-size: 12pt\">gli elementi originari dell\u0092Eucaristia, cos\u00ec come \u00e8 stata istituita in quell\u0092ultima Cena<\/span><\/div>\n<div style=\"margin: 13.9pt 0cm 0pt\"><span style=\"font-size: 10pt\">\u00b7<span style=\"font: 7pt 'Times New Roman'\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span><\/span><span style=\"font-size: 12pt\">il suo legame con il Mistero pasquale, di cui \u00e8 oggi, come allora, attuazione sacramentale. I momenti fondamentali della celebrazione del Gioved\u00ec Santo sono:<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: 12pt\">&#8211;\u00a0l\u0092accoglienza degli oli santi, benedetti dal vescovo nella Messa crismale, celebrata in cattedrale la mattina<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: 12pt\">&#8211;\u00a0 la liturgia della Parola<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: 12pt\">&#8211;\u00a0 la lavanda dei piedi<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: 12pt\">&#8211;\u00a0 la Liturgia Eucaristica<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: 12pt\">&#8211;\u00a0 la reposizione del Santissimo Sacramento, in luogo idoneo all\u0092adorazione (da non confondere con il \u00absepolcro\u00bb: le ostie consacrate per l\u0092adorazione e per la comunione del Venerd\u00ec Santo sono <b>Cristo vivo e vivente in mezzo a noi!).<\/b><\/span><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><b><span style=\"font-size: 12pt\">L\u0092accoglienza degli Oli &#8211; <\/span><\/b><span style=\"font-size: 12pt\">Mentre si esegue il canto si avvia la processione di ingresso, formata dal il sacerdote e dai ministri con gli oli sacri. Questi, giunti in mezzo alla navata centrale, si fermano. Salito all\u0092altare il presidente bacia e incensa la mensa e poi attende presso l\u0092altare con il turibolo fumigante.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: 12pt\">Il presbitero o un altro ministro, (non dall\u0092ambone), pu\u00f2 presentare alla comunit\u00e0 gli oli che, successivamente vengono deposti sull\u0092altare. A questo punto, mentre \u00a0il presidente incensa, l\u0092assemblea pu\u00f2 fare un canto di rendimento di grazie. Occorre fare attenzione che il Crisma sia posto al centro rispetto agli altri due oli. I vasi degli oli sacri si rimuovono dall\u0092altare al termine della preghiera universale e si portano alla credenza. <\/span><\/div>\n<div><b><span style=\"font-size: 12pt\">La spogliazione dell\u0092altare<\/span><\/b><span style=\"font-size: 12pt\">, (se \u00e8 opportuno) la velatura della croce e delle statue, fatte in silenzio al termine della celebrazione, esprimono il sentimento che la Chiesa tutta \u00e8 in di adorazione. Chiediamoci, allora, che senso abbia accendere candele e restare in preghiera davanti a statue di gesso, quando sull\u0092altare della reposizione c\u0092\u00e8 Cristo!<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: 12pt\">\u00ab<i>Terminata la Messa viene spogliato l\u0092altare della celebrazione. \u00c8 bene coprire le croci della chiesa con un velo di colore rosso o violaceo, a meno che non siano state gi\u00e0 coperte il sabato prima della domenica V di quaresima. Non possono accendersi le luci davanti alle immagini dei santi\u00bb (Congregazione per il Culto Divino \u00abPaschalis Sollemnitatis\u00bb)<\/i>.<\/span><\/div>\n<div><b><span style=\"font-size: 12pt\">Qualche indicazione sulla lavanda dei piedi &#8211; <\/span><\/b><span style=\"font-size: 12pt\">La lavanda dei piedi, sta a significare il servizio e la carit\u00e0 di Cristo, che venne \u00abnon per essere servito, ma per servire\u00bb. Sarebbe significativo recuperare oggetti della nostra cultura: catino e brocca in ceramica bianca o in metallo smaltato, asciugatoio di tela potrebbero essere disposti in un luogo opportuno, su un tappeto rosso, sin dall\u0092inizio della celebrazione.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: 12pt\">La lavanda dei piedi non \u00e8 e non pu\u00f2 ridursi ad un\u0092imitazione dell\u0092agire di Cristo: pertanto non esiste alcun vincolo sul numero dodici, anzi! Quel che pi\u00f9 conta \u00e8 la verit\u00e0 del gesto, per cui \u00e8 bene scegliere membri della comunit\u00e0 che in qualche modo testimonino un impegno verso i poveri. Durante il rito si pu\u00f2 eseguire un canto improntato al tema della carit\u00e0 e della comunione fraterna, ma si pu\u00f2 anche scegliere di eseguire solo musica strumentale cos\u00ec da sottolineare maggiormente il gesto liturgico che si sta compiendo. \u00c8 opportuno intercalare al canto o alla musica la lettura delle antifone riportate dal messale (pagg. 136-137) o di alcuni versetti tratti dalle letture della Messa.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: 12pt\">Alla sede o alla credenza, mai sull\u0092altare, il presidente depone la casula e riceve il grembiule e con l\u0092aiuto del diacono o di un ministro, procede alla lavanda. Risalito in presbiterio riveste la casula. Si omette la professione di fede e al termine si rimuovono dall\u0092altare i tre vasi degli oli sacri, che erano stati accolti, presentati e incensati all\u0092inizio della celebrazione.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: 12pt\">Concludiamo sottolineando l\u0092importanza di presentare in modo idoneo gli oli santi alla comunit\u00e0 nel tempo di <b>adorazione eucaristica al termine della celebrazione.<\/b><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: 12pt\">Terminata l\u0092orazione dopo la comunione, si forma la processione che, attraverso la chiesa, accompagna il santissimo Sacramento al luogo della reposizione. Intanto si canta un canto eucaristico.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: 12pt\">Il Sacramento dovrebbe essere custodito in un tabernacolo chiuso (ricordiamo che non si potrebbe mai fare l\u0092esposizione con l\u0092ostensorio).<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: 12pt\">Terminata la Messa nella Cena del Signore, si invita la comunit\u00e0 a sostare in preghiera per un congruo spazio di tempo nella notte per la dovuta adorazione al santissimo Sacramento. Durante l\u0092adorazione eucaristica protratta, pu\u00f2 essere opportuno leggere qualche parte del Vangelo secondo Giovanni (cc. 13-17).<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: 12pt\">Mentre si esegue il canto si snoda la processione di ingresso, nella quale il presidente \u00e8 preceduto da ministri con gli oli sacri. Questi, giunti in mezzo alla navata centrale, si fermano. Salito all\u0092altare il presidente bacia e incensa la mensa e poi attende presso l\u0092altare con il turibolo fumigante.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: 12pt\">Un lettore, non dall\u0092ambone, introduce la presentazione degli oli e il canto (\u00abA te, Signore, la lode\u00bb) sottolinea la presentazione di ogni singolo vaso d\u0092olio, deposto sull\u0092altare. Mentre l\u0092assemblea acclama, il presidente incensa restando dal lato da cui presiede l\u0092Eucaristia. Occorre fare attenzione che il Crisma sia centrale rispetto agli altri due oli che vengono presentati prima. I vasi degli oli sacri si rimuovono dall\u0092altare al termine della preghiera universale e si portano alla credenza. <\/span><\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 0cm 10pt\">\u00a0<\/div>\n<\/div>\n<p><\/b><\/span><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 \u00a0 Il Triduo Pasquale costituisce il \u00abculmine dell\u0092intero anno liturgico\u00bb: cos\u00ec \u00e8 presentato il Triduo Pasquale. Per questo l\u0092Ufficio liturgico diocesano, in questi ultimi tre anni, ha dedicato la Giornata diocesana per gli operatori liturgici, proprio all\u0092approfondimento e alla cura\u00a0 delle celebrazioni del Triduo Pasquale. 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