{"id":1878,"date":"2018-04-26T21:27:32","date_gmt":"2018-04-26T19:27:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesi.torino.it\/scuola\/?p=1878"},"modified":"2018-05-02T14:45:44","modified_gmt":"2018-05-02T12:45:44","slug":"intervento-dellarcivescovo-di-torino-mons-cesare-nosiglia-allincontro-con-gli-insegnanti-di-religione-cattolica-della-diocesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/scuola\/2018\/04\/26\/intervento-dellarcivescovo-di-torino-mons-cesare-nosiglia-allincontro-con-gli-insegnanti-di-religione-cattolica-della-diocesi\/","title":{"rendered":"L\u2019INSEGNANTE DI RELIGIONE E LA COMUNIONE CON LA CHIESA LOCALE"},"content":{"rendered":"<h4>1. Una domanda interessante<\/h4>\n<p>La posizione dell\u2019insegnante di religione (IDR) ha assunto, negli ultimi anni, una sempre pi\u00f9 marcata caratteristica sul piano professionale. Ci\u00f2 assicura certamente maggiore stabilit\u00e0, sicurezza e responsabilit\u00e0 all\u2019IDR nella scuola. Ma, come in ogni fatto positivo, c\u2019\u00e8 sempre il rovescio della medaglia, per cui si vanno accentuando anche elementi non del tutto confacenti al servizio dell\u2019IDR. Mi riferisco, ad esempio, all\u2019isolamento che nasce da una autoreferenzialit\u00e0, che scaturisce dal sentirsi protagonisti a tutto campo del proprio oggi e del proprio domani.<br \/>\nIl riferimento alla Chiesa e alle comunit\u00e0 locali in cui \u00e8 situata la scuola pu\u00f2 allora allentarsi sempre pi\u00f9 e lasciar prevalere gli aspetti pi\u00f9 propriamente e strettamente professionali ed amministrativi, rispetto a quelli spirituali ed ecclesiali, che pure qualificano l\u2019essere dell\u2019IDR. Ci chiediamo allora: in questa nuova stagione che cosa qualifica, sostiene e concretizza di fatto la comunione dell\u2019IDR con la Chiesa? Che cosa significa per un IDR essere e vivere il proprio servizio nella scuola come docente alla pari, a tutti gli effetti, con gli altri insegnanti, ma pur sempre legato ad una diocesi attraverso l\u2019idoneit\u00e0 ricevuta dal vescovo? E come l\u2019insegnante di religione pu\u00f2 collaborare con animatori, catechisti e operatori parrocchiali o di associazioni e movimenti ecclesiali presenti sul territorio?<\/p>\n<h4>2. \u201cEssere insegnante di religione\u201d nella scuola<\/h4>\n<p>Partiamo da un\u2019acquisizione di principio: il servizio che l\u2019IDR svolge nella scuola ha una natura ed una finalit\u00e0 culturali, che esigono una precisa professionalit\u00e0 docente, ricca di umanit\u00e0, di formazione appropriata e di forte passione educativa. C\u2019\u00e8 tuttavia un aspetto peculiare dell\u2019identit\u00e0 dell\u2019IDR, che, a volte, \u00e8 dato per scontato e che invece risulta alla lunga il pi\u00f9 decisivo per dare significato e valore alla sua funzione docente. Riguarda non tanto il sapere e il saper fare, ma l\u2019essere docente di religione per un esplicito, riconosciuto \u201cmandato\u201d da parte della Chiesa, come parte integrante della sua professionalit\u00e0. Il lavoro per formare \u2013 e in modo permanente qualificare \u2013 un IDR sul piano teologico, culturale, pedagogico e didattico resta determinante, ma altrettanto lo \u00e8 lo sforzo che il docente stesso deve fare in prima persona per rimotivare e sostenere una specifica \u201ccoscienza professionale\u201d, che lo abiliti non solo al fare, ma all\u2019essere insegnante ed IDR nella scuola, per incarico ricevuto dalla Chiesa di cui fa parte.<br \/>\nQuando parlo di coscienza professionale specifica mi riferisco alla dimensione vocazionale propria, in fondo, di ogni docente, che ispiri il suo lavoro alla fede in Cristo e ai valori del Vangelo. Valori, come sappiamo, di gratuit\u00e0 intesa come risposta ad una chiamata e dono di Dio, vissuta nel lavoro quotidiano e nella passione di fare del proprio insegnamento una risposta piena, convinta e gioiosa al compito che gli \u00e8 stato assegnato. Credo che questo valga per ogni docente e per ogni cristiano, in certa misura, ma per l\u2019IDR acquista un tono ed uno spessore particolari, in quanto la disciplina che insegna appella continuamente alla questione del senso e della verit\u00e0, ne fa oggetto di studio e di conoscenza, ma anche di proposta che risuona dentro l\u2019anima di chi sa di essere comunque maestro, perch\u00e9 discepolo dell\u2019unico maestro, che \u00e8 il Cristo.<\/p>\n<h4>3. Vocazione e \u201cministerialit\u00e0\u201d<\/h4>\n<p>A questo aspetto, diciamo, vocazionale, si affianca subito l\u2019altro \u2013 altrettanto decisivo \u2013 della ministerialit\u00e0 ecclesiale, di cui \u00e8 intriso l\u2019essere del docente di religione. E ministerialit\u00e0 dice riferimento alla Chiesa locale e al vescovo da cui l\u2019IDR ha ricevuto l\u2019incarico attraverso lo strumento dell\u2019idoneit\u00e0, che ne riconosce non solo le necessarie abilit\u00e0, ma anche la coerenza di fede e di vita cristiana, che devono accompagnarne poi la concreta realizzazione dell\u2019insegnamento.<br \/>\nPi\u00f9 volte abbiamo sottolineato e ribadito con forza che l\u2019idoneit\u00e0 \u00e8 un processo, un cammino, che non si chiude con il decreto ed il certificato che la riconosce, ma permane come fattore di comunione da cui il docente pu\u00f2 trarre elementi di un costante stimolo e rinnovamento nel dialogo ecclesiale e nel sentirsi unito a quella comunit\u00e0 da cui trae la ragione stessa del suo essere docente di religione. C\u2019\u00e8 un ambiente vitale, entro cui il docente si \u00e8 formato, che deve continuare a dare i suoi frutti anche durante la docenza e deve irrobustirsi attraverso modi e forme sempre pi\u00f9 concreti di interscambio di doni, anche spirituali oltre che pastorali.<br \/>\nQuando parlo di Chiesa mi riferisco non solo alla diocesi, ma anche alla comunit\u00e0 territoriale dove il docente esercita il suo servizio. Il raccordo scuola-territorio, cos\u00ec chiaramente orientato dalla riforma dell\u2019autonomia, potr\u00e0 trovare vie e metodi appropriati, rispettosi della scuola e delle realt\u00e0 educative territoriali, che interagiscono con essa, in primo luogo famiglia e parrocchia, proprio a partire da questo valore di ministerialit\u00e0 vissuto in prima persona dal docente di religione. Solo una rete educativa di base, che accompagni la crescita delle nuove generazioni, potr\u00e0 permettere anche alla scuola di raggiungere in pieno le proprie finalit\u00e0. L\u2019isolamento, di cui soffre oggi, ed una certa autoreferenzialit\u00e0 danneggiano non solo la scuola, ma anche l\u2019intero sistema educativo, accentuano la delega da parte delle famiglie, danno l\u2019idea ai giovani di una scuola pi\u00f9 preoccupata di perpetuare se stessa che di servire la loro crescita e il loro futuro.<\/p>\n<h4>4. Alcuni obiettivi e proposte concrete di lavoro in comunione con la diocesi<\/h4>\n<p>Questo discorso di principio deve misurarsi con le scelte che la nostra Chiesa locale sta facendo, particolarmente in campo educativo e di pastorale giovanile. A queste \u00e8 necessario che voi IDR offriate il vostro efficace contributo, perch\u00e9 siano accolte e attuate. Mi riferisco al rapporto:<br \/>\n&#8211; con il vescovo. Mi auguro che questi incontri e quelli che tengo nelle scuole, in occasione della visita pastorale, servano anche a farci conoscere sempre meglio. A tal proposito, ringrazio tanti insegnanti di religione, che hanno via via preparato i miei incontri con gli alunni delle scuole che ho incontrato durante la visita finora compiuta. Desidero sottolineare che la mia visita non si svolge sotto il profilo confessionale in senso stretto, ma culturale e valoriale (i valori della Costituzione e quelli che la scuola \u00e8 chiamata a trasmettere). Per cui, non si comprende perch\u00e9 la visita del vescovo sia a volte, da alcuni docenti, considerata un\u2019ingerenza della Chiesa in una scuola laica. La laicit\u00e0 positiva esige il confronto e dialogo con tutte le componenti della societ\u00e0, tra cui non si pu\u00f2 certo negare che non abbia un peso specifico per le nuove generazioni la religione cattolica, e, vista la presenza anche di alunni di diverse religioni, con ogni altra che la scuola volesse interpellare per farla loro conoscere meglio;<br \/>\n&#8211; con il direttore dell\u2019Ufficio diocesano, necessario per stabilire un sereno dialogo, che, oltre a riguardare il proprio lavoro, si arricchisca anche di una mutua conoscenza e di un rapporto leale e sereno, direi fraterno e amicale;<br \/>\n&#8211; con gli altri colleghi di religione, perch\u00e9 in diocesi cresca una comunit\u00e0 di IDR affiatata, qualificata, solidale e \u201camica\u201d, capace di collaborare e lavorare in rete secondo linee e progetti condivisi;<br \/>\n&#8211; con la comunit\u00e0 territoriale, che dev\u2019essere aiutata ad accogliere e attuare la pastorale integrata, la quale trova nelle unit\u00e0 pastorali un tipico esempio, ma che interessa di fatto tutti gli ambienti di vita e di lavoro in cui operano i laici cristiani, chiamati ad unirsi per testimoniare Cristo e i valori della cultura che scaturiscono dal Vangelo.<\/p>\n<h4>5. La sfida dell\u2019\u201cintercultura\u201d nella scuola<\/h4>\n<p>\u00c8 necessario che la sfida dell\u2019intercultura e del pluralismo, che oggi la scuola si trova ad affrontare in una societ\u00e0 sempre pi\u00f9 plurietnica e plurireligiosa, non si risolva cancellando o ignorando tali radici, ma, al contrario, mostrandone l\u2019intrinseca apertura universale che hanno in se stesse. Di fatto, i valori, i messaggi, i simboli e le realt\u00e0 culturali, religiose e sociali che la nostra nazione ha sviluppato in tanti secoli e che troviamo presenti in tutto il patrimonio letterario, artistico, filosofico, vitale del nostro popolo, hanno una grande valenza universale, perch\u00e9 sono di per se stessi rispettosi delle diversit\u00e0 ed aperti al dialogo e all\u2019incontro con ogni altra cultura. Identit\u00e0 e pluralismo non sono due vie contrapposte, ma compatibili, proprio grazie alla valorizzazione di questo patrimonio, sul quale si \u00e8 sviluppata la crescita democratica e la multiforme ricchezza di cultura e tradizioni, che caratterizzano la storia ed il vissuto non solo della nazione, ma anche di ogni singola regione, paese e citt\u00e0 d\u2019Italia.<br \/>\nLaicit\u00e0 della scuola non significa neutralit\u00e0 su questi aspetti fondativi del sapere e della proposta culturale da offrire ad ogni alunno. Il rispetto delle differenze, di cui sono portatori altri soggetti, genitori e alunni provenienti da paesi di diverse culture e religioni, non significa rinuncia ai propri valori, ma semmai allargamento di conoscenze ed incontro con questi nuovi apporti. Tale discorso non \u00e8 confinabile nell\u2019ora di religione, ma \u00e8 compito della scuola italiana in quanto tale offrire ad ogni alunno tutte le oneste e vere conoscenze necessarie per comprendere ed interpretare il fatto religioso storicamente e nel suo pi\u00f9 autentico significato. L\u2019insegnamento della religione cattolica nella scuola si pone come spazio di comunicazione interpersonale in cui, nei vari modi culturali propri della ricerca didattica, sono presenti tutte le dimensioni della persona, le attese pi\u00f9 profonde e le domande pi\u00f9 nascoste, la ricerca della verit\u00e0, la comprensione dell\u2019identit\u00e0 e della dignit\u00e0 di ogni uomo, l\u2019educazione alla responsabilit\u00e0 e alla solidariet\u00e0, il senso religioso.<\/p>\n<h4>6. La crisi educativa<\/h4>\n<p>\u00c8 un dato di fatto che i ragazzi e i giovani soffrono oggi di un abbandono educativo, che spesso parte dalla stessa famiglia, si aggrava a causa della loro solitudine e della separatezza tra mondo degli adulti e loro mondo e trova vie devianti nei social. Questi promuovono spesso comportamenti preoccupanti per gli educatori; ma tali comportamenti non sono che la spia rossa che dovrebbe metterci tutti in gioco, per affrontarli insieme ai ragazzi e mai soltanto con la leva dell\u2019autoritarismo o delle punizioni, ma del dialogo e del confronto responsabile. Oggi, il relativismo e l\u2019assolutizzazione della libert\u00e0 dell\u2019individuo, per la quale l\u2019autorealizzazione conta pi\u00f9 del bene comune, rendono pi\u00f9 incerta e provvisoria ogni cosa. Inoltre, la forte domanda di competenze qualificate per il lavoro e la professione, i rapidi cambiamenti economici e produttivi esigono una scuola efficiente nel dare istruzioni sul \u201ccome fare\u201d, pi\u00f9 che sul \u201ccome essere\u201d. L\u2019educazione si riduce sempre pi\u00f9 a formazione alle competenze e alle abilit\u00e0, dove l\u2019interiorit\u00e0 della persona, le grandi domande sul senso della vita e la stessa solidariet\u00e0 tra le persone vengono considerate inutili e non produttive. Di conseguenza, anche il docente non \u00e8 pi\u00f9 considerato un maestro di cultura e di vita, ma un \u201cfacilitatore\u201d per apprendere ci\u00f2 che serve o ci\u00f2 che si deve sapere per poter fare bene il proprio \u201cmestiere\u201d. Tutto ci\u00f2 non deve tuttavia farci dimenticare l\u2019impegno che molti insegnanti, genitori e responsabili della scuola mettono nel contrastare tale situazione, operando col porre al centro del loro servizio il bene degli alunni e la loro crescita come persone libere e responsabili.<br \/>\nCerto i recenti fatti di bullismo contro gli insegnanti da parte di alunni organizzati in bande, la loro ingenuit\u00e0 e spavalderia nella pretesa di farla sempre e comunque franca, che li conduce a pubblicare persino sui social le loro gesta, unita spesso anche all\u2019eccessiva autodifesa che le famiglie fanno dei propri figli, anche di fronte a comportamenti che andrebbero condannati e non accondiscesi, esige una riflessione approfondita da parte degli educatori e dei docenti tutti, perch\u00e9 ne va del compito educativo della scuola, che viene svalutato agli occhi della gente, degli stessi alunni e della nostra societ\u00e0. In tale contesto, quale dev\u2019essere il compito dell\u2019IDR? Lo chiedo a voi, ovviamente, che siete sul campo; ma credo che esso sia oggi ancora pi\u00f9 importante che nel passato, proprio per questi motivi di criticit\u00e0 che si debbono affrontare. \u00c8 un tema che dovrebbe vedervi uniti e capaci di mostrare, proprio grazie al vostro ruolo specifico e alla disciplina che insegnate, un\u2019esemplarit\u00e0 e un sostegno agli stessi vostri colleghi, come anche verso gli alunni, per sostenere un\u2019azione comune e alternativa\u2026 Credo che sarebbe interessante che l\u2019Ufficio scuola promuovesse un incontro tra docenti, non solo di religione, per approfondire questa tematica di grande attualit\u00e0, andando oltre i casi per\u00f2, e affrontando le ragioni e motivazioni che stanno a monte e conducono poi a tali comportamenti.<\/p>\n<h4>7. Conclusione<\/h4>\n<p>In conclusione, desidero spendere una parola sulla Settimana della scuola, che si terr\u00e0 in ottobre, come ogni anno. Si tratta di un\u2019iniziativa di comunione e di unit\u00e0, che si sta consolidando grazie alla buona volont\u00e0 di tanti operatori scolastici.<br \/>\nVorrei che anche le parrocchie fossero pi\u00f9 coinvolte e per questo vi invito a prendere contatti con i parroci della parrocchia territoriale della vostra scuola, per avviare un raccordo meno occasionale e pi\u00f9 permanente. Lavoriamo perch\u00e9 la scuola sia meno assente dall\u2019agenda pastorale delle nostre comunit\u00e0 e si possa avviare una stagione di pi\u00f9 stretta collaborazione, per il bene dei ragazzi e dei giovani e in appoggio alle loro famiglie. Operiamo anche all\u2019interno delle parrocchie e realt\u00e0 laicali, per la formazione di animatori e collaboratori di pastorale della scuola. Penso al potenziamento delle associazioni di ispirazione cristiana, che operano nella scuola, ma anche ad altre forme di coinvolgimento di docenti e genitori negli organismi collegiali.<br \/>\nMi auguro che la prossima stagione scolastica veda le nostre comunit\u00e0 cristiane molto pi\u00f9 disponibili ed attente alla realt\u00e0 e ai problemi della scuola e veda gli IDR, resi pi\u00f9 sicuri e stabili anche dalle nuove disposizioni legislative, impegnati a dedicare alla scuola un tempo ed un servizio generoso e qualificato, traendo dal tesoro della loro vocazione e del loro ministero ecclesiale tutta la carica di profezia e di idealit\u00e0 di cui \u00e8 impregnato il Vangelo. Operate con entusiasmo e con la consapevolezza di contribuire cos\u00ec a costruire un mondo nuovo, il vero mondo di Dio e dell\u2019uomo insieme. Alla lunga, questa risulter\u00e0 la carta vincente anche per i ragazzi e i giovani e per il recupero di un ruolo centrale della stessa scuola nella societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: right\"><em>(Torino, S. Volto, 21 aprile 2018)<\/em><\/p>\n<hr class=\"wpba_attachment_hr\"><div id='wpba_attachment_list' class='wpba wpba-wrap'>\n<ul class='wpba-attachment-list unstyled'><li id='wpba_attachment_list_1880' class='wpba-list-item pull-left'><img src='https:\/\/www.diocesi.torino.it\/scuola\/wp-content\/themes\/wp-starter-so\/icons\/document.png' width='16' height='20' class='wpba-icon pull-left'><a href='https:\/\/www.diocesi.torino.it\/scuola\/wp-content\/uploads\/sites\/18\/2018\/04\/Incondro-Vescovo-IdRC-2018.pdf' title='Incondro Vescovo IdRC 2018' class='wpba-link pull-left' target=\"_blank\">Incondro Vescovo IdRC 2018<\/a><\/li>\n<\/ul><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1. Una domanda interessante La posizione dell\u2019insegnante di religione (IDR) ha assunto, negli ultimi anni, una sempre pi\u00f9 marcata caratteristica sul piano professionale. Ci\u00f2 assicura certamente maggiore stabilit\u00e0, sicurezza e responsabilit\u00e0 all\u2019IDR nella scuola. Ma, come in ogni fatto positivo, c\u2019\u00e8 sempre il rovescio della medaglia, per cui si vanno accentuando anche elementi non del tutto confacenti al servizio dell\u2019IDR. 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