{"id":1910,"date":"2017-10-26T23:05:45","date_gmt":"2017-10-26T21:05:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesi.torino.it\/scuola\/?p=1910"},"modified":"2018-04-26T23:06:59","modified_gmt":"2018-04-26T21:06:59","slug":"unalleanza-educativa-per-la-scuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/scuola\/2017\/10\/26\/unalleanza-educativa-per-la-scuola\/","title":{"rendered":"UN\u2019ALLEANZA EDUCATIVA PER LA SCUOLA"},"content":{"rendered":"<p>Non entro in merito al discorso su don Milani, oggetto del vostro incontro, pur avendo sempre apprezzato il coraggio di questo sacerdote e la sua determinazione e seriet\u00e0, anche nei confronti della Chiesa, oltre che della scuola. La scuola, com\u2019egli la voleva, era impegnativa sia per gli alunni sia per i docenti, priva di intellettualismi e idee astratte, anche se giuste, e senza quell\u2019apprendimento nozionistico e rigidamente rispettoso delle norme, che di fatto non poneva al centro l\u2019alunno, tenendo conto di tutte le esigenze, attese e difficolt\u00e0 che ciascun studente porta con s\u00e9. La critica costruttiva di don Milani \u00e8 stata ai suoi tempi una ventata di rinnovamento, che ha inciso profondamente sull\u2019andamento futuro della scuola.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Oggi viviamo un momento di difficile transizione, particolarmente delicato e decisivo per la vita delle istituzioni educative: esse attendono di essere rinnovate perch\u00e9 abbiano maggiore incisivit\u00e0, sappiano dare risposte efficaci alle sfide di una societ\u00e0 in continua trasformazione, che pone domande inedite ed esprime bisogni di significato e di speranza. C\u2019\u00e8 l\u2019esigenza di focalizzare nuovi contenuti, di individuare nuovi strumenti e strategie operative, diverse forme e modalit\u00e0 di presenza, in risposta alle esigenze della comunit\u00e0 civile ed ecclesiale. E soprattutto si deve far fronte al grande impatto che ha sui ragazzi e la cultura stessa l\u2019uso continuo dei media e della rete, con i suoi messaggi contradditori e a volte anche fuorvianti.<\/p>\n<p>Sappiamo per esperienza che l\u2019urgenza di un impegno educativo serio, motivato, responsabile \u00e8 sempre pi\u00f9 evidente: se \u00e8 stato necessario mettere a fuoco il tema dell\u2019educazione negli anni scorsi, lo \u00e8 tanto pi\u00f9 oggi, in una societ\u00e0 disorientata che stenta a trovare un comune orizzonte di valori, capaci di indirizzare in modo intenzionale e consapevole l\u2019azione educativa verso esiti di bene e di sviluppo della persona, aperta alla relazione con se stessa e con gli altri. Occorre che tutti ci mettiamo in gioco. Si tratta, nello stesso tempo, di restituire l\u2019adulto alla sua specifica vocazione educativa, fornendogli gli strumenti necessari per affrontare, in modo consapevole e coerente, le nuove sfide, mettendolo in condizione di aprire un dialogo fecondo con le giovani generazioni, dalle quali non deve aver paura di essere provocato e scomodato, fino a mettere in discussione punti di vista e sicurezze.<\/p>\n<p>Tra le istituzioni, la scuola deve starci particolarmente a cuore: essa rimane, nonostante tutto, un luogo educativo strategico per la formazione delle nuove generazioni e per il futuro della societ\u00e0. Nella scuola devono convergere gli sforzi di tutti, perch\u00e9 la scuola \u00e8 un \u201cbene comune\u201d. Per questo si parla con insistenza di promuovere \u201cun\u2019alleanza educativa per la scuola\u201d. Su tale ampia problematica, invito, dunque, ciascuno a riflettere e interrogarsi, per lavorare con rinnovata passione e\u00a0 perseveranza, ricercando strade praticabili e innovative rispetto ai bisogni emergenti e per intessere relazioni e \u201creti\u201d tra le diverse realt\u00e0 educative.<\/p>\n<p>Occorre comprendere che la scuola appartiene alla comunit\u00e0 e con essa stabilire un rapporto fecondo di collaborazione e di reciproco scambio. Naturalmente, il compito della diocesi, delle istituzioni e del mondo della cultura e dei media \u00e8 di animazione e di sensibilizzazione alle problematiche educative e scolastiche, in modo che ogni componente (genitori, studenti, dirigenti, docenti, personale) sappia esprimere una partecipazione attiva all\u2019interno della realt\u00e0 scolastica. Essa \u00e8 chiamata a dar vita a un progetto educativo e a un\u2019offerta formativa attenti allo sviluppo plenario della persona, alle dinamiche relazionali e all\u2019elaborazione di una cultura che sappia coniugare conoscenze, competenze e abilit\u00e0 con la capacit\u00e0 di vivere da persone libere e responsabili, coltivando il senso del bello, del giusto e del bene, nel segno di una cittadinanza attiva. \u00c8 quanto si \u00e8 messo al centro della \u201cSettimana della scuola\u201d di quest\u2019anno con il tema \u201cSapere-Fare-Bene. Mettiamo mano all\u2019intelligenza!\u201d. L\u2019alleanza comporta anche un coinvolgimento del territorio, perch\u00e9 esso rappresenta quell\u2019ambiente culturale, sociale e religioso di prim\u2019ordine che non pu\u00f2 essere ignorato dalla scuola, pena una sua autoreferenzialit\u00e0 chiusa in se stessa e tutta orientata a qualificare e promuovere le proprie attivit\u00e0 interne, non valorizzando la storia e le realt\u00e0 concrete del territorio, sotto il profilo sia civile che ecclesiale. La scuola dell\u2019autonomia del resto comporta questo stretto raccordo, che va dunque attuato e valorizzato sul piano culturale e di educazione alla cittadinanza. L\u2019alternanza scuola-lavoro per le scuole secondarie superiori ha ribadito con forza tale principio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per raggiungere le finalit\u00e0 che ho indicato, possono essere utili alcune linee di azione: 1) sostenere e rimotivare i docenti al compito educativo come vocazione esigente, che richiede competenza, disponibilit\u00e0, apertura all\u2019altro, capacit\u00e0 relazionali, creando luoghi e momenti di incontro, di riflessione, di scambio di esperienze; 2) animare gli studenti, perch\u00e9 possano vivere in modo costruttivo, creativo e progettuale l\u2019esperienza scolastica, rilanciando la partecipazione, come momento importante per costruire la comunit\u00e0 educante; 3) suscitare nei genitori l\u2019assunzione della responsabilit\u00e0 educativa come impegno strategico fondamentale, che si realizza anche attraverso la collaborazione con la scuola, in modo non episodico e delegato; 4) valorizzare e rivitalizzare le associazioni professionali e di categoria, creando occasioni di dialogo per un\u2019azione condivisa a favore dei diversi soggetti (studenti, genitori, docenti) della scuola nel suo complesso e del territorio; 5) creare una mentalit\u00e0 di \u201crete\u201d tra le istituzioni educative, condividendo le esperienze del volontariato sociale, per un impegno comune nei settori dell\u2019accoglienza, dell\u2019integrazione, della dispersione scolastica, della marginalit\u00e0, in modo da creare sinergie utili per confrontarsi con i problemi complessi con qualche speranza di successo. Insieme \u00e8 possibile esprimere una comune progettualit\u00e0 sui grandi temi della pace, della giustizia, dello sviluppo sostenibile, della cooperazione internazionale, dei diritti umani, della solidariet\u00e0, del dialogo interculturale e interreligioso.<\/p>\n<p>L\u2019alleanza educativa deve sempre mettere al centro ogni alunno, che \u00e8 il soggetto principe, per cui vive e ha un futuro la scuola stessa. E insieme all\u2019alunno la sua famiglia. Su questo punto, credo che occorra un serio esame di coscienza e un\u2019inversione di rotta, a partire anzitutto proprio dalla famiglia, che va ricuperata nella sua centralit\u00e0 non solo educativa, ma di realt\u00e0 umana e sociale, oltre che spirituale, primaria ed insostituibile in ogni et\u00e0 della vita.<\/p>\n<p>La famiglia \u00e8 oggi il soggetto debole che pi\u00f9 va sostenuto e valorizzato sotto ogni profilo: politico, culturale, sociale, comunicativo, religioso, proprio in vista di un investimento prezioso e necessario verso di essa e verso tutti i suoi membri, <em>in primis<\/em> le nuove generazioni. La scuola, la politica e le istituzioni, la parrocchia e la Chiesa, la societ\u00e0 in genere debbono investire le loro risorse sulla famiglia perch\u00e9, a sua volta, questa le investa sui figli e dunque sul futuro della stessa societ\u00e0.<\/p>\n<p>Credo che qui stia un nodo educativo di fondo da sciogliere: ogni sforzo verso i ragazzi, verso gli anziani e verso molti aspetti della vita sociale e religiosa pu\u00f2 trovare una radice di nuova linfa e vigore a partire dalla famiglia, aiutata ad essere soggetto primo e responsabile della propria crescita e di quella di tutti i suoi membri. Insieme alla famiglia \u00e8 necessario dare vita a luoghi, occasioni ed iniziative di incontro tra generazioni, che permettano di arricchirsi gli uni dei doni degli altri. Penso in particolare agli oratori, che, a mio avviso, rappresentano, anche oggi, una realt\u00e0 di comunione e di incontro tra famiglie e tra generazioni.<\/p>\n<p>Similmente agli oratori, in molti paesi, piccoli e medi, della nostra terra \u00e8 ancora possibile vivere l\u2019atmosfera tipica del \u201c<em>villaggio globale<\/em>\u201d, nel senso dell\u2019idea che questa realt\u00e0 richiama dal punto di vista dell\u2019omogeneit\u00e0 e vicinanza culturale, religiosa e sociale. Certo, abbiamo nella diocesi di Torino anche citt\u00e0 e grossi centri urbani, che vivono di fatto una cultura cittadina, dove realizzare questi intenti \u00e8 pi\u00f9 difficile. Mi pare per\u00f2 che con uno sforzo di lavoro congiunto tra parrocchie, realt\u00e0 culturali, sportive e sociali, scuola e famiglia, si potrebbe dare vita ad un prezioso e necessario tessuto umano e solidale tra le persone e le generazioni, a vantaggio di una comunione di vita migliore, meno conflittuale e pi\u00f9 accogliente. In questo contesto, diventerebbe pi\u00f9 facile gestire anche le situazioni di emarginazione e di difficolt\u00e0 di cui soffrono tanti ragazzi e giovani e le loro famiglie.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Conclusione <\/strong>\u2014 Il discorso, dunque, non riguarda solo l\u2019azione a pioggia per fra fronte alle emergenze, ma la realizzazione di un progetto globale, gestito insieme da tutte le componenti interessate, per promuovere una rete di relazioni e di dialogo basata su valori umani, spirituali e civili condivisi. Dentro questa rete, i ragazzi ed i giovani possono esprimere le loro potenzialit\u00e0 positive e diventare una vera risorsa per la comunit\u00e0, mentre si arricchiscono dell\u2019apporto necessario della memoria e della ricchezza di valori di cui sono portatori gli anziani e gli adulti.<\/p>\n<p>Aggiungo un elemento non secondario, che \u00e8 una variante che va tenuta presente nel parlare di scuola. Mi riferisco al fatto che essa ha sempre avuto curriculi e programmi ovviamente distinti, pur nell\u2019omogeneit\u00e0 degli indirizzi. Oltre a questo, debbono essere riconosciute e valorizzate le diverse tipologie di scuola che il sistema scolastico contempla e chiama \u201cscuola pubblica\u201d: mi riferisco in particolare alla scuola paritaria, che \u00e8 a tutti gli effetti \u201cscuola pubblica\u201d e fa parte dunque a pieno titolo del sistema scolastico nazionale, la quale non \u00e8 supportata da adeguate risorse dello Stato, come dovrebbe se la legge di parit\u00e0 fosse attuata pienamente. Cos\u00ec pure la scuola di formazione professionale, che non \u00e8 di serie B, ma va sostenuta e riconosciuta nella sua positivit\u00e0 e necessit\u00e0.<\/p>\n<p>Giustamente, noi abbiamo promosso la \u201cSettimana della scuola\u201d comprendendo tutte le scuole, senza differenze; e sono lieto che molte statali sia primarie sia secondarie di primo e secondo grado abbiano partecipato, insieme a quelle paritarie e di formazione professionale. Ringrazio pertanto l\u2019Ufficio diocesano per la pastorale scolastica e quanti hanno lavorato con impegno per preparare e celebrare la Settimana: essa ha avuto un\u2019ampia partecipazione, segno che \u00e8 ormai entrata nella tradizione del nostro territorio.<\/p>\n<p>Grazie dunque anche a voi, oggi, e buon lavoro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right\"><em>(Torino, Istituto Sociale, 20 ottobre 2017)<\/em><\/p>\n<hr class=\"wpba_attachment_hr\"><div id='wpba_attachment_list' class='wpba wpba-wrap'>\n<ul class='wpba-attachment-list unstyled'><li id='wpba_attachment_list_1911' class='wpba-list-item pull-left'><img src='https:\/\/www.diocesi.torino.it\/scuola\/wp-content\/themes\/wp-starter-so\/icons\/document.png' width='16' height='20' class='wpba-icon pull-left'><a href='https:\/\/www.diocesi.torino.it\/scuola\/wp-content\/uploads\/sites\/18\/2018\/04\/Vescovo-Settimana-scuola-2017-Incontro-genitori-docenti-dirigenti.pdf' title='Vescovo Settimana scuola 2017- Incontro genitori docenti dirigenti' class='wpba-link pull-left' target=\"_blank\">Vescovo Settimana scuola 2017- Incontro genitori docenti dirigenti<\/a><\/li>\n<\/ul><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non entro in merito al discorso su don Milani, oggetto del vostro incontro, pur avendo sempre apprezzato il coraggio di questo sacerdote e la sua determinazione e seriet\u00e0, anche nei confronti della Chiesa, oltre che della scuola. 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