{"id":4703,"date":"2021-12-28T12:06:03","date_gmt":"2021-12-28T11:06:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesi.torino.it\/socialeelavoro\/?p=4703"},"modified":"2021-12-29T15:00:03","modified_gmt":"2021-12-29T14:00:03","slug":"messaggio-di-sua-santita-papa-francesco-per-la-lv-giornata-mondiale-della-pace-1-gennaio-2022","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/socialeelavoro\/messaggio-di-sua-santita-papa-francesco-per-la-lv-giornata-mondiale-della-pace-1-gennaio-2022\/","title":{"rendered":"Messaggio di papa Francesco per la 55-ma Giornata mondiale della pace &#8211; 1\u00b0 gennaio 2022"},"content":{"rendered":"<p>MESSAGGIO DI SUA SANTIT\u00c0 PAPA FRANCESCO<br \/>\nPER LA LV GIORNATA MONDIALE DELLA PACE<br \/>\n1\u00b0 GENNAIO 2022<br \/>\nDialogo fra generazioni, educazione e lavoro: strumenti per edificare una pace duratura<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>1. \u00abCome sono belli sui monti i piedi del messaggero che annuncia la pace\u00bb (Is 52,7).<br \/>\nLe parole del profeta Isaia esprimono la consolazione, il sospiro di sollievo di un popolo esiliato,<br \/>\nsfinito dalle violenze e dai soprusi, esposto all\u2019indegnit\u00e0 e alla morte. Su di esso il profeta Baruc si<br \/>\ninterrogava: \u00abPerch\u00e9 ti trovi in terra nemica e sei diventato vecchio in terra straniera? Perch\u00e9 ti sei<br \/>\ncontaminato con i morti e sei nel numero di quelli che scendono negli inferi?\u00bb (3,10-11). Per<br \/>\nquesta gente, l\u2019avvento del messaggero di pace significava la speranza di una rinascita dalle<br \/>\nmacerie della storia, l\u2019inizio di un futuro luminoso.<br \/>\nAncora oggi, il cammino della pace, che San Paolo VI ha chiamato col nuovo nome di sviluppo<br \/>\nintegrale, [1] rimane purtroppo lontano dalla vita reale di tanti uomini e donne e, dunque, della<br \/>\nfamiglia umana, che \u00e8 ormai del tutto interconnessa. Nonostante i molteplici sforzi mirati al dialogo<br \/>\ncostruttivo tra le nazioni, si amplifica l\u2019assordante rumore di guerre e conflitti, mentre avanzano<br \/>\nmalattie di proporzioni pandemiche, peggiorano gli effetti del cambiamento climatico e del degrado<br \/>\nambientale, si aggrava il dramma della fame e della sete e continua a dominare un modello<br \/>\neconomico basato sull\u2019individualismo pi\u00f9 che sulla condivisione solidale. Come ai tempi degli<br \/>\nantichi profeti, anche oggi il grido dei poveri e della terra [2] non cessa di levarsi per implorare<br \/>\ngiustizia e pace.<br \/>\nIn ogni epoca, la pace \u00e8 insieme dono dall\u2019alto e frutto di un impegno condiviso. C\u2019\u00e8, infatti, una<br \/>\n\u201carchitettura\u201d della pace, dove intervengono le diverse istituzioni della societ\u00e0, e c\u2019\u00e8 un<br \/>\n\u201cartigianato\u201d della pace che coinvolge ognuno di noi in prima persona. [3] Tutti possono<br \/>\ncollaborare a edificare un mondo pi\u00f9 pacifico: a partire dal proprio cuore e dalle relazioni in<br \/>\nfamiglia, nella societ\u00e0 e con l\u2019ambiente, fino ai rapporti fra i popoli e fra gli Stati.<br \/>\nVorrei qui proporre tre vie per la costruzione di una pace duratura. Anzitutto, il dialogo tra le<br \/>\ngenerazioni, quale base per la realizzazione di progetti condivisi. In secondo luogo, l\u2019educazione,<br \/>\ncome fattore di libert\u00e0, responsabilit\u00e0 e sviluppo. Infine, il lavoro per una piena realizzazione della<br \/>\ndignit\u00e0 umana. Si tratta di tre elementi imprescindibili per \u00abdare vita ad un patto sociale\u00bb, [4]<br \/>\nsenza il quale ogni progetto di pace si rivela inconsistente.<br \/>\n2. Dialogare fra generazioni per edificare la pace<br \/>\nIn un mondo ancora stretto dalla morsa della pandemia, che troppi problemi ha causato, \u00abalcuni<br \/>\nprovano a fuggire dalla realt\u00e0 rifugiandosi in mondi privati e altri la affrontano con violenza<br \/>\ndistruttiva, ma tra l\u2019indifferenza egoista e la protesta violenta c\u2019\u00e8 un\u2019opzione sempre possibile: il<br \/>\ndialogo. Il dialogo tra le generazioni\u00bb. [5]<br \/>\nOgni dialogo sincero, pur non privo di una giusta e positiva dialettica, esige sempre una fiducia di<br \/>\nbase tra gli interlocutori. Di questa fiducia reciproca dobbiamo tornare a riappropriarci! L\u2019attuale<br \/>\ncrisi sanitaria ha amplificato per tutti il senso della solitudine e il ripiegarsi su s\u00e9 stessi. Alle<br \/>\nsolitudini degli anziani si accompagna nei giovani il senso di impotenza e la mancanza di un\u2019idea<br \/>\ncondivisa di futuro. Tale crisi \u00e8 certamente dolorosa. In essa, per\u00f2, pu\u00f2 esprimersi anche il meglio<br \/>\ndelle persone. Infatti, proprio durante la pandemia abbiamo riscontrato, in ogni parte del mondo,<br \/>\ntestimonianze generose di compassione, di condivisione, di solidariet\u00e0.<br \/>\nDialogare significa ascoltarsi, confrontarsi, accordarsi e camminare insieme. Favorire tutto questo<br \/>\ntra le generazioni vuol dire dissodare il terreno duro e sterile del conflitto e dello scarto per<br \/>\ncoltivarvi i semi di una pace duratura e condivisa.<br \/>\nMentre lo sviluppo tecnologico ed economico ha spesso diviso le generazioni, le crisi<br \/>\ncontemporanee rivelano l\u2019urgenza della loro alleanza. Da un lato, i giovani hanno bisogno<br \/>\ndell\u2019esperienza esistenziale, sapienziale e spirituale degli anziani; dall\u2019altro, gli anziani necessitano<br \/>\ndel sostegno, dell\u2019affetto, della creativit\u00e0 e del dinamismo dei giovani.<br \/>\nLe grandi sfide sociali e i processi di pacificazione non possono fare a meno del dialogo tra i<br \/>\ncustodi della memoria \u2013 gli anziani \u2013 e quelli che portano avanti la storia \u2013 i giovani \u2013; e neanche<br \/>\ndella disponibilit\u00e0 di ognuno a fare spazio all\u2019altro, a non pretendere di occupare tutta la scena<br \/>\nperseguendo i propri interessi immediati come se non ci fossero passato e futuro. La crisi globale<br \/>\nche stiamo vivendo ci indica nell\u2019incontro e nel dialogo fra le generazioni la forza motrice di una<br \/>\npolitica sana, che non si accontenta di amministrare l\u2019esistente \u00abcon rattoppi o soluzioni veloci\u00bb,<br \/>\n2<br \/>\n[6] ma che si offre come forma eminente di amore per l\u2019altro, [7] nella ricerca di progetti condivisi e<br \/>\nsostenibili.<br \/>\nSe, nelle difficolt\u00e0, sapremo praticare questo dialogo intergenerazionale \u00abpotremo essere ben<br \/>\nradicati nel presente e, da questa posizione, frequentare il passato e il futuro: frequentare il<br \/>\npassato, per imparare dalla storia e per guarire le ferite che a volte ci condizionano; frequentare il<br \/>\nfuturo, per alimentare l\u2019entusiasmo, far germogliare i sogni, suscitare profezie, far fiorire le<br \/>\nsperanze. In questo modo, uniti, potremo imparare gli uni dagli altri\u00bb. [8] Senza le radici, come<br \/>\npotrebbero gli alberi crescere e produrre frutti?<br \/>\nBasti pensare al tema della cura della nostra casa comune. L\u2019ambiente stesso, infatti, \u00ab\u00e8 un<br \/>\nprestito che ogni generazione riceve e deve trasmettere alla generazione successiva\u00bb. [9] Vanno<br \/>\nperci\u00f2 apprezzati e incoraggiati i tanti giovani che si stanno impegnando per un mondo pi\u00f9 giusto<br \/>\ne attento a salvaguardare il creato, affidato alla nostra custodia. Lo fanno con inquietudine e con<br \/>\nentusiasmo, soprattutto con senso di responsabilit\u00e0 di fronte all\u2019urgente cambio di rotta, [10] che ci<br \/>\nimpongono le difficolt\u00e0 emerse dall\u2019odierna crisi etica e socio-ambientale [11] .<br \/>\nD\u2019altronde, l\u2019opportunit\u00e0 di costruire assieme percorsi di pace non pu\u00f2 prescindere<br \/>\ndall\u2019educazione e dal lavoro, luoghi e contesti privilegiati del dialogo intergenerazionale. \u00c8<br \/>\nl\u2019educazione a fornire la grammatica del dialogo tra le generazioni ed \u00e8 nell\u2019esperienza del lavoro<br \/>\nche uomini e donne di generazioni diverse si ritrovano a collaborare, scambiando conoscenze,<br \/>\nesperienze e competenze in vista del bene comune.<br \/>\n3. L\u2019istruzione e l\u2019educazione come motori della pace<br \/>\nNegli ultimi anni \u00e8 sensibilmente diminuito, a livello mondiale, il bilancio per l\u2019istruzione e<br \/>\nl\u2019educazione, considerate spese piuttosto che investimenti. Eppure, esse costituiscono i vettori<br \/>\nprimari di uno sviluppo umano integrale: rendono la persona pi\u00f9 libera e responsabile e sono<br \/>\nindispensabili per la difesa e la promozione della pace. In altri termini, istruzione ed educazione<br \/>\nsono le fondamenta di una societ\u00e0 coesa, civile, in grado di generare speranza, ricchezza e<br \/>\nprogresso.<br \/>\nLe spese militari, invece, sono aumentate, superando il livello registrato al termine della \u201cguerra<br \/>\nfredda\u201d, e sembrano destinate a crescere in modo esorbitante. [12]<br \/>\n\u00c8dunque opportuno e urgente che quanti hanno responsabilit\u00e0 di governo elaborino politiche<br \/>\neconomiche che prevedano un\u2019inversione del rapporto tra gli investimenti pubblici nell\u2019educazione<br \/>\ne i fondi destinati agli armamenti. D\u2019altronde, il perseguimento di un reale processo di disarmo<br \/>\ninternazionale non pu\u00f2 che arrecare grandi benefici allo sviluppo di popoli e nazioni, liberando<br \/>\nrisorse finanziarie da impiegare in maniera pi\u00f9 appropriata per la salute, la scuola, le infrastrutture,<br \/>\nla cura del territorio e cos\u00ec via.<br \/>\n3<br \/>\nAuspico che all\u2019investimento sull\u2019educazione si accompagni un pi\u00f9 consistente impegno per<br \/>\npromuovere la cultura della cura. [13] Essa, di fronte alle fratture della societ\u00e0 e all\u2019inerzia delle<br \/>\nistituzioni, pu\u00f2 diventare il linguaggio comune che abbatte le barriere e costruisce ponti. \u00abUn<br \/>\nPaese cresce quando dialogano in modo costruttivo le sue diverse ricchezze culturali: la cultura<br \/>\npopolare, la cultura universitaria, la cultura giovanile, la cultura artistica e la cultura tecnologica, la<br \/>\ncultura economica e la cultura della famiglia, e la cultura dei media\u00bb. [14] \u00c8 dunque necessario<br \/>\nforgiare un nuovo paradigma culturale, attraverso \u00abun patto educativo globale per e con le giovani<br \/>\ngenerazioni, che impegni le famiglie, le comunit\u00e0, le scuole e le universit\u00e0, le istituzioni, le religioni,<br \/>\ni governanti, l\u2019umanit\u00e0 intera, nel formare persone mature\u00bb. [15] Un patto che promuova<br \/>\nl\u2019educazione all\u2019ecologia integrale, secondo un modello culturale di pace, di sviluppo e di<br \/>\nsostenibilit\u00e0, incentrato sulla fraternit\u00e0 e sull\u2019alleanza tra l\u2019essere umano e l\u2019ambiente. [16]<br \/>\nInvestire sull\u2019istruzione e sull\u2019educazione delle giovani generazioni \u00e8 la strada maestra che le<br \/>\nconduce, attraverso una specifica preparazione, a occupare con profitto un giusto posto nel<br \/>\nmondo del lavoro. [17]<br \/>\n4. Promuovere e assicurare il lavoro costruisce la pace<br \/>\nIl lavoro \u00e8 un fattore indispensabile per costruire e preservare la pace. Esso \u00e8 espressione di s\u00e9 e<br \/>\ndei propri doni, ma anche impegno, fatica, collaborazione con altri, perch\u00e9 si lavora sempre con o<br \/>\nper qualcuno. In questa prospettiva marcatamente sociale, il lavoro \u00e8 il luogo dove impariamo a<br \/>\ndare il nostro contributo per un mondo pi\u00f9 vivibile e bello.<br \/>\nLa pandemia da Covid-19 ha aggravato la situazione del mondo del lavoro, che stava gi\u00e0<br \/>\naffrontando molteplici sfide. Milioni di attivit\u00e0 economiche e produttive sono fallite; i lavoratori<br \/>\nprecari sono sempre pi\u00f9 vulnerabili; molti di coloro che svolgono servizi essenziali sono ancor pi\u00f9<br \/>\nnascosti alla coscienza pubblica e politica; l\u2019istruzione a distanza ha in molti casi generato una<br \/>\nregressione nell\u2019apprendimento e nei percorsi scolastici. Inoltre, i giovani che si affacciano al<br \/>\nmercato professionale e gli adulti caduti nella disoccupazione affrontano oggi prospettive<br \/>\ndrammatiche.<br \/>\nIn particolare, l\u2019impatto della crisi sull\u2019economia informale, che spesso coinvolge i lavoratori<br \/>\nmigranti, \u00e8 stato devastante. Molti di loro non sono riconosciuti dalle leggi nazionali, come se non<br \/>\nesistessero; vivono in condizioni molto precarie per s\u00e9 e per le loro famiglie, esposti a varie forme<br \/>\ndi schiavit\u00f9 e privi di un sistema di welfare che li protegga. A ci\u00f2 si aggiunga che attualmente solo<br \/>\nun terzo della popolazione mondiale in et\u00e0 lavorativa gode di un sistema di protezione sociale, o<br \/>\npu\u00f2 usufruirne solo in forme limitate. In molti Paesi crescono la violenza e la criminalit\u00e0<br \/>\norganizzata, soffocando la libert\u00e0 e la dignit\u00e0 delle persone, avvelenando l\u2019economia e impedendo<br \/>\nche si sviluppi il bene comune. La risposta a questa situazione non pu\u00f2 che passare attraverso un<br \/>\nampliamento delle opportunit\u00e0 di lavoro dignitoso.<br \/>\n4<br \/>\nIl lavoro infatti \u00e8 la base su cui costruire la giustizia e la solidariet\u00e0 in ogni comunit\u00e0. Per questo,<br \/>\n\u00abnon si deve cercare di sostituire sempre pi\u00f9 il lavoro umano con il progresso tecnologico: cos\u00ec<br \/>\nfacendo l\u2019umanit\u00e0 danneggerebbe s\u00e9 stessa. Il lavoro \u00e8 una necessit\u00e0, \u00e8 parte del senso della vita<br \/>\nsu questa terra, via di maturazione, di sviluppo umano e di realizzazione personale\u00bb. [18]<br \/>\nDobbiamo unire le idee e gli sforzi per creare le condizioni e inventare soluzioni, affinch\u00e9 ogni<br \/>\nessere umano in et\u00e0 lavorativa abbia la possibilit\u00e0, con il proprio lavoro, di contribuire alla vita<br \/>\ndella famiglia e della societ\u00e0.<br \/>\n\u00c8pi\u00f9 che mai urgente promuovere in tutto il mondo condizioni lavorative decenti e dignitose,<br \/>\norientate al bene comune e alla salvaguardia del creato. Occorre assicurare e sostenere la libert\u00e0<br \/>\ndelle iniziative imprenditoriali e, nello stesso tempo, far crescere una rinnovata responsabilit\u00e0<br \/>\nsociale, perch\u00e9 il profitto non sia l\u2019unico criterio-guida.<br \/>\nIn questa prospettiva vanno stimolate, accolte e sostenute le iniziative che, a tutti i livelli,<br \/>\nsollecitano le imprese al rispetto dei diritti umani fondamentali di lavoratrici e lavoratori,<br \/>\nsensibilizzando in tal senso non solo le istituzioni, ma anche i consumatori, la societ\u00e0 civile e le<br \/>\nrealt\u00e0 imprenditoriali. Queste ultime, quanto pi\u00f9 sono consapevoli del loro ruolo sociale, tanto pi\u00f9<br \/>\ndiventano luoghi in cui si esercita la dignit\u00e0 umana, partecipando cos\u00ec a loro volta alla costruzione<br \/>\ndella pace. Su questo aspetto la politica \u00e8 chiamata a svolgere un ruolo attivo, promuovendo un<br \/>\ngiusto equilibrio tra libert\u00e0 economica e giustizia sociale. E tutti coloro che operano in questo<br \/>\ncampo, a partire dai lavoratori e dagli imprenditori cattolici, possono trovare sicuri orientamenti<br \/>\nnella dottrina sociale della Chiesa.<br \/>\nCari fratelli e sorelle! Mentre cerchiamo di unire gli sforzi per uscire dalla pandemia, vorrei<br \/>\nrinnovare il mio ringraziamento a quanti si sono impegnati e continuano a dedicarsi con generosit\u00e0<br \/>\ne responsabilit\u00e0 per garantire l\u2019istruzione, la sicurezza e la tutela dei diritti, per fornire le cure<br \/>\nmediche, per agevolare l\u2019incontro tra familiari e ammalati, per garantire sostegno economico alle<br \/>\npersone indigenti o che hanno perso il lavoro. E assicuro il mio ricordo nella preghiera per tutte le<br \/>\nvittime e le loro famiglie.<br \/>\nAi governanti e a quanti hanno responsabilit\u00e0 politiche e sociali, ai pastori e agli animatori delle<br \/>\ncomunit\u00e0 ecclesiali, come pure a tutti gli uomini e le donne di buona volont\u00e0, faccio appello<br \/>\naffinch\u00e9 insieme camminiamo su queste tre strade: il dialogo tra le generazioni, l\u2019educazione e il<br \/>\nlavoro. Con coraggio e creativit\u00e0. E che siano sempre pi\u00f9 numerosi coloro che, senza far rumore,<br \/>\ncon umilt\u00e0 e tenacia, si fanno giorno per giorno artigiani di pace. E che sempre li preceda e li<br \/>\naccompagni la benedizione del Dio della pace!<\/p>\n<p>Dal Vaticano, 8 dicembre 2021<br \/>\nFrancesco<\/p>\n<hr class=\"wpba_attachment_hr\"><div id='wpba_attachment_list' class='wpba wpba-wrap'>\n<ul class='wpba-attachment-list unstyled'><li id='wpba_attachment_list_4705' class='wpba-list-item pull-left'><img src='https:\/\/www.diocesi.torino.it\/socialeelavoro\/wp-content\/themes\/wp-starter-so\/icons\/document.png' width='16' height='20' class='wpba-icon pull-left'><a href='https:\/\/www.diocesi.torino.it\/socialeelavoro\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2021\/12\/20211208-messaggio-55giornatamondiale-pace2022.pdf' title='20211208-messaggio-55giornatamondiale-pace2022' class='wpba-link pull-left' target=\"_blank\">20211208-messaggio-55giornatamondiale-pace2022<\/a><\/li>\n<\/ul><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MESSAGGIO DI SUA SANTIT\u00c0 PAPA FRANCESCO PER LA LV GIORNATA MONDIALE DELLA PACE 1\u00b0 GENNAIO 2022 Dialogo fra generazioni, educazione e lavoro: strumenti per edificare una pace duratura &nbsp; 1. \u00abCome sono belli sui monti i piedi del messaggero che annuncia la pace\u00bb (Is 52,7). 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