Liberate gli anziani ricoverati nelle RSA per vivere in salute servono anche i rapporti umani dopo il Coronavirus, reclusi come in carcere?

Continuiamo a ricevere segnalazioni di familiari di anziani malati cronici non autosufficienti trattati come e forse peggio dei detenuti, tant’è che è intervenuto il Garante nazionale dei detenuti e dei cittadini privati della libertà, per la riapertura delle Rsa.

Un passo decisivo è ripristinare  la libertà degli anziani  di ricevere visite e avere relazioni umane, come tutti noi con frequenza: una visita di 15-20 minuti, ogni 10-15 giorni e alla presenza di estranei Vi sembra normale?

Non poter uscire dalle strutture, come erano soliti fare fino a cinque mesi fa,  neppure per brevi momenti  o con  sporadici rientri in famiglia, può essere vita?

Lasciare la discrezionalità ai singoli Direttori di struttura ha creato danni enormi, con situazioni di vera e propria negazione della libertà personale per gli anziani malati non autosufficienti.

Quale reato avrebbero commesso? Essere sopravvissuti alla pandemia?

“Mentre il mondo va avanti, non è consentito uscire dalla struttura neanche per un caffè. Non può uscire, vedere i famigliari, neanche all’aperto… Ma perché? Che regole sono? Gli operatori entrano ed escono…Lui no. Vi prego, qualcuno aiuti quelli che, come mio papà, si trovano in questa situazione, perché la malinconia, la solitudine, l’isolamento, oggi non si possono più accettare! Devo salvare mio papà dalla Rsa, altro che Coronavirus”

dall’appello di Sonia, Specchio dei Tempi, “La Stampa” del 20 luglio 2020.

 

LE NOSTRE RICHIESTE URGENTI

  • All’Assessore alla sanità Luigi Icardi,

–  un monitoraggio delle Asl perché accertino l’attivazione delle visite, l’ingresso delle altre figure professionali indispensabili (podologo, animazione, pettinatrice/barbiere): risultano segnalazioni di Rsa, che hanno ulteriormente ridotto le possibilità, già ai minimi termini; le Commissioni di vigilanza dovrebbero “vigilare” perché ai malati anziani non autosufficienti siano assicurate almeno le misure essenziali, anche se insufficienti;

– chiedere alle associazioni dei Medici di medicina generale di intervenire affinché i Medici di medicina generale che operano nelle Rsa accettino di relazionarsi con i familiari e di farsi carico delle loro preoccupazioni per i congiunti incapaci di difendersi autonomamente;

intervenire nei confronti del Governo e nella Conferenza-Stato Regioni, per ottenere misure di protezione più ampie che riconoscano i bisogni di relazione e di affettività dei malati, specialmente di quanti non hanno neppure la possibilità di utilizzare la tecnologia;

–  chiedere al Ministro della salute di disporre le modifiche necessarie perchè per  i protocolli di sicurezza e gli accessi:

  • sia rivista la decisione di porre la responsabilità della tutela della salute esclusivamente in capo al Direttore sanitario che – come ha rilevato anche il Difensore civico regionale nella lettera inviata il 10 luglio 2020 all’Assessore Luigi Icardi e al Ministro della salute – ha gravissime ripercussioni per i malati, “rischia di produrre, in qualche caso, impropri od inopportuni dinieghi alle visite dei congiunti con dannose ricadute sulla salute dei pazienti”; 
  • i protocolli prevedano  disposizioni prudenziali, ma umane, tenuto conto delle gravi ripercussioni sul piano psicologico e quindi della salute per gli anziani malati che adesso rischiano di morire per essere sopravvissuti: sì al triage, alla misurazione della febbre, ai dispositivi di prevenzione (mascherine, guanti), igiene e sanificazione, sì al distanziamento di un metro ma con la possibilità di vivere con gli altri  come si fa al bar, in palestra, nell’autobus, al mercato, nei negozi.

 

  • Al Presidente della Giunta Alberto Cirio (che ci ha incontrato durante in sit-in del 18 giugno u.s.), si rinnova la richiesta di farsi promotore di un incontro con gli Assessori alla sanità e alle politiche sociali affinchè siano ascoltate le nostre proposte per:

–  la prioritaria attuazione del diritto alle prestazioni sanitarie e socio-sanitarie domiciliari previsto dalla legge regionale 10/2010. La Regione Piemonte non può rinunciare alle esperienze positive maturate negli ultimi dieci anni, anche se oramai limitate alla realtà torinese; deve chiedere al Governo i provvedimenti necessari per garantire a tutti i piemontesi malati cronici non autosufficienti il diritto all’assegno di cura con quota sanitaria, così come è garantita la quota sanitaria per i ricoveri in Rsa. E’ inderogabile investire le risorse che saranno destinate alla Sanità anche in questo ambito, per dare quel segnale di cambiamento radicale delle cure per i malati cronici e le persone con disabilità non autosufficienti, che è stato riconosciuto da tutti i massimi esperti del Ministero della salute. E’ questo il momento per chiedere la copertura della quota sanitaria degli assegni di cura al Governo, mentre le risorse del Piano per la non autosufficienza, che sono aggiuntive in base alla legge istitutiva (*) saranno utili per rispondere alle esigenze assistenziali ed economiche delle persone che, oltre ad essere malati hanno anche situazioni che necessitano degli interventi delle Politiche sociali;

la piena ricollocazione in ambito sanitario delle strutture residenziali socio-sanitarie (Rsa), con la riorganizzazione delle relative cure, considerato che i ricoverati sono malati con 3-4 patologie croniche, sovente con demenza o Alzheimer e non autosufficienti.

Tenuto conto che sono state ascoltate tutte le altre parti interessate, compresi i  Gestori privati, si ritiene ora doveroso ascoltare le proposte e la voce dei cittadini. Siamo disponibili anche ad agosto.

Si resta in attesa di una proposta di data di incontro con gli Assessori  e di ricevere comunicazioni scritte inviate al Governo e alle Direzioni delle Asl, che dimostrino la sensibilità della Giunta regionale alle nostre richieste.

 

  •             Al Difensore civico regionale, chiediamo di appoggiare nuovamente le nostre sollecitazioni, affinché il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro della salute modifichino le norme restrittive, in considerazione delle esigenze dei malati anziani e delle persone con disabilità ricoverate nelle strutture residenziali socio-sanitarie e siano attivate dall’Assessorato alla sanità le misure richieste.

 

Cordiali saluti.

Maria Grazia Breda

Fondazione promozione sociale onlus

Comitato vittime Rsa

Via Artisti 36 – 10124 Torino

Tel. 011 8124469 Fax 011 8122595

info@fondazionepromozionesociale.it
www.fondazionepromozionesociale.it

 

(*) Di cui all’articolo 1, comma 1264, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e s.m.i.

 

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