{"id":3348,"date":"2021-07-07T11:33:45","date_gmt":"2021-07-07T09:33:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesi.torino.it\/terzaeta\/?p=3348"},"modified":"2021-07-08T12:16:30","modified_gmt":"2021-07-08T10:16:30","slug":"padre-arice-e-possibile-vivere-bene-nelle-residenze-per-anziani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/terzaeta\/padre-arice-e-possibile-vivere-bene-nelle-residenze-per-anziani\/","title":{"rendered":"Padre Arice, &#8220;\u00e8 possibile vivere bene nelle residenze per anziani&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Intervista \u2013<\/strong> Il superiore generale della Piccola Casa della Divina Provvidenza (Cottolengo), che solo a Torino conta 3 Rsa, ragiona sul futuro delle strutture assistenziali per anziani e disabili dopo un anno e mezzo di isolamento a causa della pandemia<\/p>\n<p>Stefano Di Lullo<\/p>\n<p>Le Residenze sanitarie assistenziali (Rsa) per anziani, ma anche le Rsd per i disabili, stanno finalmente tornando a riaprire le porte alle visite dei parenti dopo oltre un anno e mezzo di isolamento.<\/p>\n<p>Abbiamo chiesto a padre Carmine Arice, superiore generale della Piccola Casa della Divina Provvidenza (Cottolengo), che solo a Torino conta 3 Rsa, di ragionare sul futuro di queste strutture, descritte spesso dai media come fonte di problemi, alla luce della realt\u00e0 odierna dove la popolazione anziana non autosufficiente, con pluri-patologie, \u00e8 in costante aumento.<\/p>\n<p><strong><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-3350 alignleft\" src=\"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/terzaeta\/wp-content\/uploads\/sites\/13\/2021\/07\/Padre-Arice.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/terzaeta\/wp-content\/uploads\/sites\/13\/2021\/07\/Padre-Arice.jpg 300w, https:\/\/www.diocesi.torino.it\/terzaeta\/wp-content\/uploads\/sites\/13\/2021\/07\/Padre-Arice-272x182.jpg 272w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/strong><\/p>\n<p><strong>Padre Arice, nei difficili mesi della pandemia c\u2019\u00e8 anche chi ha invocato la chiusura delle Rsa proponendo l\u2019alternativa dell\u2019assistenza domiciliare. Alla luce dell\u2019esperienza del Cottolengo e della realt\u00e0, come vede il futuro di queste strutture nel dopo pandemia?<\/strong><\/p>\n<p>Prima di tutto occorre sottolineare che le Rsa, come le Rsd, le Ra e i <em>social housing<\/em>, sono nate concettualmente per favorire la fraternit\u00e0 e la vicinanza degli ospiti accolti. Questo impianto originale, come ogni altra comunit\u00e0 (ospedali, carceri, famiglie numerose), ha facilitato il diffondersi del contagio. L\u2019esperienza ci ha dimostrato che con i dispositivi di protezione individuale, che all\u2019inizio della prima ondata non erano disponibili, e le vaccinazioni i contagi, e dunque i ricoveri e i decessi, sono calati di oltre il 90%.<\/p>\n<p>Detto questo, dobbiamo prendere atto, alla luce dei dati disponibili sulla popolazione anziana non autosufficiente, anche da un punto di vista scientifico, che ci sono situazioni in cui la soluzione pi\u00f9 adeguata e possibile non pu\u00f2 che essere la residenza assistenziale, rispetto all\u2019assistenza domiciliare.<\/p>\n<p>Ne consegue, quindi, la massima attenzione al progetto di vita delle persone che si accolgono nelle strutture, che non devono essere soffocate da corrette procedure, spesso l\u2019unica attenzione di coloro che vigilano sull\u2019operato dei gestori, ma da adeguate proposte di vita che rispondano agli effettivi bisogni degli ospiti.<\/p>\n<p>Mi domando, quindi, se sia stata la cosa pi\u00f9 giusta aver isolato per un anno e mezzo le persone\u2026<\/p>\n<p><strong>Quali sono, dunque, le sfide per il futuro?<\/strong><\/p>\n<p>Dobbiamo affrontare il futuro con alcune attenzioni: in primo luogo un\u2019attenzione socio-sanitaria e assistenziale che risponda in modo adeguato alla domanda, anche da un punto di vista caritativo. Non dimentichiamo che gli anziani e i disabili sono persone che hanno bisogno di relazioni significative, ma questo certamente valeva anche prima della pandemia.<\/p>\n<p>Dobbiamo poi mettere sempre di pi\u00f9 al centro la qualit\u00e0 di vita dell\u2019ospite facendo in modo che non siano solo le procedure ad essere determinanti circa l\u2019organizzazione di una realt\u00e0, ma sia soprattutto lo scrutare come favorire al massimo il benessere della persona, che indubbiamente \u00e8 dato dalle relazioni. Su\u00a0 questo punto c\u2019\u00e8 ancora molto cammino da fare ovunque, sia nel pubblico che nel privato.<\/p>\n<p>Dobbiamo dunque adoperarci tanto perch\u00e9 non ci sia solo attenzione alla dimensione alberghiera, ma ci sia altrettanta cura della dimensione sociale e spirituale. Tutte queste dimensioni devono essere armonizzate.<\/p>\n<p><strong>Com\u2019\u00e8 al momento la situazione nelle Rsa gestite dalla Piccola Casa?<\/strong><\/p>\n<p>Nelle Case del Cottolengo, che in Italia accolgono oltre 1.500 tra anziani con patologie neurodegenerative o persone disabili con disturbo del neurosviluppo, abbiamo riaperto la visita ai parenti ed anche ai volontari. Gli ospiti, che sono in grado, possono anche uscire dalle strutture insieme ai propri cari. Le relazioni, come accennavo sono fondamentali, in quanto costituiscono il bene primario della persona.<\/p>\n<p>Ora che le strutture hanno riaperto le domande di ammissione in Rsa stano crescendo. Sono certo che nelle nostre case torneranno a breve le liste d\u2019attesa a cui eravamo abituati prima della pandemia.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-3351\" src=\"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/terzaeta\/wp-content\/uploads\/sites\/13\/2021\/07\/suore-in-RSA-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/terzaeta\/wp-content\/uploads\/sites\/13\/2021\/07\/suore-in-RSA-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.diocesi.torino.it\/terzaeta\/wp-content\/uploads\/sites\/13\/2021\/07\/suore-in-RSA-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.diocesi.torino.it\/terzaeta\/wp-content\/uploads\/sites\/13\/2021\/07\/suore-in-RSA-360x240.jpg 360w, https:\/\/www.diocesi.torino.it\/terzaeta\/wp-content\/uploads\/sites\/13\/2021\/07\/suore-in-RSA-600x400.jpg 600w, https:\/\/www.diocesi.torino.it\/terzaeta\/wp-content\/uploads\/sites\/13\/2021\/07\/suore-in-RSA-272x182.jpg 272w, https:\/\/www.diocesi.torino.it\/terzaeta\/wp-content\/uploads\/sites\/13\/2021\/07\/suore-in-RSA.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><strong>Quali azioni la Piccola Casa sta portano avanti per garantire il massimo benessere degli ospiti? <\/strong><\/p>\n<p>In primo luogo bisogna fare in modo che i protocolli anticovid non siano l\u2019unico riferimento nella gestione delle Rsa. Tenendo certamente conto delle procedure il riferimento deve prima di tutto essere la ricerca della qualit\u00e0 di vita delle persone ed il benessere degli ospiti, mettendo in campo azioni virtuose che, per esempio, ci permettano di affrontare un\u2019eventuale nuova ondata di contagi o in futuro una nuova pandemia. Possiamo continuare a tenere isolate le persone ad oltranza o ci sono altre modalit\u00e0 per convivere con il virus, o i virus, preservando la salute e la vita nella sua complessit\u00e0?<\/p>\n<p>In secondo luogo alla Piccola Casa \u00e8 stato recentemente costituito un Comitato scientifico che metter\u00e0 a studio in modo precipuo il tema della qualit\u00e0 di vita nelle Rsa per anziani e nelle Rsd per le persone con disabilit\u00e0 in modo tale da strutturare un gruppo di lavoro che con approccio scientifico analizzi la questione del benessere e del progetto degli ospiti.<\/p>\n<p><strong>Come si concretizza questo lavoro? <\/strong><\/p>\n<p>Il rispetto di ogni persona accolta in struttura impone l\u2019attenzione a indicatori della qualit\u00e0 della vita, mediante la versatilit\u00e0 di strumenti che ci aiutino a comprendere come potenziare allo stesso tempo il benessere, l\u2019inclusione e l\u2019indipendenza delle persone con disabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Dobbiamo avere il coraggio di misure seriamente e scientificamente \u2013 e per questo il dibattito si presta per sua natura a progressivi approfondimenti \u2013 la capacit\u00e0 di creare luoghi abitativi salutari, relazioni interpersonali sananti e la capacit\u00e0 di offrire servizi capaci di concorrere a generare tutto il benessere possibile alle persone anziane e con disabilit\u00e0. E questo non sar\u00e0 possibile fin quando la gestione delle strutture avr\u00e0 come unico criterio gestionale e verificabile la morsa delle procedure imposte dai criteri autorizzativi.\u00a0 D\u2019altro canto, solo una dimostrata competenza assistenziale ed educativa, capace di rispondere ad una qualit\u00e0 di vita possibile delle persone accolte in struttura, \u00e8 l\u2019unica risposta che pu\u00f2 competere in materia una soluzione diversa ad un\u2019ipotetica chiusura delle Rsa.<\/p>\n<p><strong>E i sostegni pubblici? <\/strong><\/p>\n<p>Quello che mi spiace dover sottolineare \u00e8 il fatto che a fronte di un servizio che cerca di dare il massimo per il benessere dei nostri ospiti non sono arrivati adeguati sostegni pubblici. Dalla Regione Piemonte, per esempio, al momento non \u00e8 arrivato nulla. In Toscana, dove abbiamo altre Rsa, la Regione ha stanziato ed erogato un ristoro giornaliero per ciascun ospite affetto dal Covid.<\/p>\n<p>Ci auguriamo, quindi, che questo possa succedere anche in Piemonte attraverso una sinergia pi\u00f9 stretta tra istituzioni\u00a0 ed enti assistenziali. Occorre una cabina di regia che tenga conto delle risorse necessarie per garantire assistenza ed un progetto di vita adeguato in particolare nelle situazioni di maggiore fragilit\u00e0.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/vocetempo.it\/\">La Voce e Il Tempo<\/a><\/p>\n<hr class=\"wpba_attachment_hr\"><div id='wpba_attachment_list' class='wpba wpba-wrap'>\n<ul class='wpba-attachment-list unstyled'><li id='wpba_attachment_list_3356' class='wpba-list-item pull-left'><img src='https:\/\/www.diocesi.torino.it\/terzaeta\/wp-content\/themes\/wp-starter-so\/icons\/document.png' width='16' height='20' class='wpba-icon pull-left'><a href='https:\/\/www.diocesi.torino.it\/terzaeta\/wp-content\/uploads\/sites\/13\/2021\/07\/VT_28-giusto-2-3.pdf' title='VT_28 giusto-2-3' class='wpba-link pull-left' target=\"_blank\">VT_28 giusto-2-3<\/a><\/li>\n<\/ul><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista \u2013 Il superiore generale della Piccola Casa della Divina Provvidenza (Cottolengo), che solo a Torino conta 3 Rsa, ragiona sul futuro delle strutture assistenziali per anziani e disabili dopo un anno e mezzo di isolamento a causa della pandemia Stefano Di Lullo Le Residenze sanitarie assistenziali (Rsa) per anziani, ma anche le Rsd per i disabili, stanno finalmente tornando a riaprire le porte alle &hellip; <a href=\"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/terzaeta\/padre-arice-e-possibile-vivere-bene-nelle-residenze-per-anziani\/\" class=\"more-link\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\"><\/span> <span class=\"meta-nav\">&raquo;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":3354,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ip_address":"","user_agent":"","level":"","revision":"","cookie_id":"","page_referer":"","html_form":"","_expiration-date-status":"saved","_expiration-date":0,"_expiration-date-type":"","_expiration-date-categories":[],"_expiration-date-options":[]},"categories":[184],"tags":[],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v20.8 - 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