{"id":1052,"date":"2025-10-10T14:13:47","date_gmt":"2025-10-10T12:13:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/ufficiostampa\/?p=1052"},"modified":"2025-10-10T14:13:47","modified_gmt":"2025-10-10T12:13:47","slug":"festival-della-missione-domani-alle-17-in-piazza-castello-disarmati-volti-della-resistenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/ufficiostampa\/festival-della-missione-domani-alle-17-in-piazza-castello-disarmati-volti-della-resistenza\/","title":{"rendered":"FESTIVAL DELLA MISSIONE: DOMANI ALLE 17, IN PIAZZA CASTELLO, \u201cDISARMATI. VOLTI DELLA RESISTENZA\u201d"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Appuntamento <strong><span style=\"color: #ff0000;\">sabato 11 ottobre alle ore 17, in piazza Castello<\/span><\/strong>, con l\u2019evento centrale del Festival della Missione, \u201cDisarmati. Volti della resistenza\u201d. Un grande momento pubblico condotto da <strong><span style=\"color: #008000;\">Chiara Buratti<\/span><\/strong> che metter\u00e0 in dialogo storie e volti che hanno scelto la non violenza come forma di resistenza. Un appuntamento che vuole essere una risposta concreta alla \u201cglobalizzazione dell\u2019indifferenza\u201d e dell\u2019 \u201cimpotenza\u201d, come denunciato da papa Francesco e ripreso da papa Leone XIV, indicando nella cultura dell\u2019incontro l\u2019unico antidoto possibile.<br \/>\nA testimonianza della forza generatrice del dialogo, interverranno <strong><span style=\"color: #008000;\">Badel Adra<\/span><\/strong>, regista del documentario No Other Land, e <span style=\"color: #008000;\"><strong>Yonatan Zeigen<\/strong><\/span>, attivista per la pace e figlio della pacifista israelo-canadese Vivian Silver, uccisa nell\u2019attacco del 7 ottobre. Accanto a loro, <strong><span style=\"color: #008000;\">Mohammad Huraini<\/span><\/strong>, attivista palestinese, giornalista indipendente e difensore dei diritti umani originario di Masafer Yatta. Parteciperanno, inoltre, don <strong><span style=\"color: #008000;\">Mattia Ferrari<\/span><\/strong>, cappellano di bordo di Mediterranea Saving Humans; <strong><span style=\"color: #008000;\">Kim Aris<\/span><\/strong>, figlio della leader birmana Aung San Suu Kyi; e <strong><span style=\"color: #008000;\">Taghi Rahmani<\/span><\/strong>, marito e padre dei figli dell\u2019attivista iraniana Narges Mohammadi, entrambe Premi Nobel per la Pace oggi private della libert\u00e0. A seguire, gli interventi di don <strong><span style=\"color: #008000;\">Luigi Ciotti<\/span><\/strong>, voce libera e instancabile contro le mafie, e di suor Azezet Habtezghi Kidane, missionaria comboniana da anni accanto alle vittime della tratta di esseri umani.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">MUSICA PER LA PACE<\/span><\/strong><br \/>\nIl pomeriggio di sabato in piazza Castello sar\u00e0 accompagnato dalla musica del <strong><span style=\"color: #008000;\">gruppo iraniano Hello Baba<\/span><\/strong>, che fonde fonde musica sufi, melodie folk, improvvisazione e stili fusion moderni per creare performance dal vivo multistrato. Radicato nelle tradizioni mistiche e nella musica dell\u2019Iran, l\u2019ensemble trascende i confini culturali con una visione aperta verso il mondo. A seguire, l\u2019energia e la voce di <strong><span style=\"color: #008000;\">Chris Obehi<\/span><\/strong>. Nato in Nigeria nel 1998, Obehi \u00e8 costretto nel 2015 a fuggire dal suo Paese a causa delle persecuzioni religiose perpetrate da Boko Haram. Dopo un lungo e difficile viaggio attraverso la Libia e Lampedusa, \u00e8 approdato infine a Palermo. Qui ha intrapreso gli studi di contrabbasso al conservatorio Alessandro Scarlatti e maturato un grande interesse per la musica tradizionale siciliana. Nel gennaio 2020 vince il XIX Premio Rosa Balistreri e Alberto Favara e nel 2024 si \u00e8 esibito all\u2019Arena di Pace. E poi seguir\u00e0 il <strong><span style=\"color: #008000;\">Free Voices Gospel<\/span> <span style=\"color: #008000;\">Choir<\/span><\/strong>, formazione nata nel 1997 a Beinasco e oggi composta da 80 coristi, ballerini e musicisti. \u201cVoci libere\u201d di nome e di fatto, i Free Voices interpretano il gospel come un canto di libert\u00e0 e speranza, erede degli spiritual afroamericani e capace di parlare ancora oggi a tutte le \u201cpiccole schiavit\u00f9\u201d dell\u2019animo umano. In oltre venticinque anni di attivit\u00e0, il coro si \u00e8 esibito in centinaia di concerti in tutta Italia, diventando promotore di solidariet\u00e0 e fondatore della rassegna nazionale Gospel Sotto le Stelle.<\/p>\n<p>\u201cDisarmati. Volti della Resistenza\u201d sar\u00e0 preceduto, a partire dalle <strong><span style=\"color: #ff0000;\">ore 15<\/span><\/strong>, da \u201cAspettando Disarmati. Strade di pace\u201d, <strong>animazione di piazza organizzata da Sermig e Casa Missione in collaborazione con Balla Torino\u00a0Social\u00a0Dance.<\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">\u201cDISARMATI. VOLTI DELLA RESISTENZA\u201d, NOTE BIOGRAFICHE SUI RELATORI<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">BASEL ADRA<\/span><\/strong><br \/>\nBasel Adra (Masafer Yatta, 1996) \u00e8 un avvocato, giornalista e regista palestinese. \u00c8 cresciuto sulle colline a sud di Hebron, nel villaggio di al-Tuwani, in una comunit\u00e0 di circa quattromila pastori e agricoltori minacciata da decenni da sgomberi, demolizioni e violenze sistematiche da parte delle autorit\u00e0 israeliane. Non ha mai scelto l\u2019esilio: sente il dovere di restare e continuare a documentare gli abusi subiti dal suo popolo. Il suo nome \u00e8 noto a livello internazionale grazie a No Other Land, il documentario realizzato con gli israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor e il collega palestinese Hamdan Ballal, che ha vinto l\u2019Oscar nel 2024 come miglior documentario.<br \/>\nMa prima ancora che regista premiato, Adra \u00e8 un testimone: da adolescente ha iniziato a filmare demolizioni, violenze dell\u2019esercito e attacchi di coloni, trasformando la telecamera in uno strumento di difesa civile. Il suo attivismo si fonda sulla nonviolenza. Niente armi, niente vendetta: corpi disarmati messi davanti ai bulldozer, parole e immagini usate come strumenti di resistenza. \u00c8 la stessa via scelta dalla comunit\u00e0 di Masafer Yatta nel 1999, quando, dopo uno sgombero che coinvolse settecento persone, diversi villaggi si unirono per creare il Comitato di resistenza nonviolenta. Con azioni legali, manifestazioni e il coinvolgimento dei media, il Comitato ottenne dopo tre mesi una vittoria significativa: la Corte Suprema israeliana sospese l\u2019evacuazione e permise il ritorno delle famiglie espulse. Per oltre vent\u2019anni, pur tra tensioni e demolizioni, quella scelta ha permesso di continuare a vivere e coltivare le proprie terre. Ma l\u2019equilibrio si \u00e8 spezzato con il nuovo verdetto del 2022, che ha confermato l\u2019espulsione di dodici villaggi, e dopo il 7 ottobre 2023 la situazione si \u00e8 ulteriormente aggravata. Adra \u00e8 legato anche alla presenza di Operazione Colomba, il corpo civile di pace della Comunit\u00e0 Papa Giovanni XXIII che dal 2004 vive ad al-Tuwani: \u00abSono stati i miei scudi umani quando da bambino portavo il gregge al pascolo. Gli devo, e gli dobbiamo tutti, tanto\u00bb, racconta. Oggi Basel Adra continua a vivere a Masafer Yatta, a filmare, a denunciare. \u00abArrendersi non \u00e8 un\u2019opzione\u00bb, ripete spesso Adra. Oltre al cinema, scrive per la testata indipendente +972 Magazine, dove giornalisti palestinesi e israeliani lavorano insieme.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">YONATAN ZEIGEN<\/span><\/strong><br \/>\nYonatan Zeigen (Kibbutz Be\u2019eri, 1983) \u00e8 un attivista israeliano per la pace, assistente sociale e mediatore. \u00c8 cresciuto nel kibbutz fondato dai suoi nonni nel deserto del Negev, una comunit\u00e0 che il 7 ottobre 2023 \u00e8 stata devastata dall\u2019attacco di Hamas, in cui ha perso la vita sua madre, Vivian Silver, storica attivista israeliana di 74 anni, con passaporto canadese. Figura di primo piano nei movimenti pacifisti, Silver aveva fondato l\u2019associazione Women Wage Peace e l\u2019Arab-Jewish Center for Women Equality, Empowerment and Cooperation, dedicando l\u2019intera esistenza alla difesa dei diritti dei palestinesi e alla costruzione di alternative nonviolente al conflitto che da oltre settantacinque anni segna il Medio Oriente.<br \/>\nLa morte della madre ha segnato per Zeigen un punto di svolta: dopo un periodo in cui si era allontanato dall\u2019impegno politico, ha deciso di ridedicare la propria vita alla pace e alla riconciliazione tra israeliani e palestinesi. Padre di tre figli, vive oggi a Tel Aviv-Jaffa. Ha studiato giurisprudenza e si \u00e8 poi specializzato in servizio sociale clinico, ambito in cui lavora come terapeuta e facilitatore. La sua formazione da mediatore lo porta a cercare spazi di dialogo anche nei momenti pi\u00f9 drammatici, convinto che solo il riconoscimento reciproco possa aprire vie di convivenza.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">KIM ARIS<\/span><\/strong><br \/>\nKim Aris (Regno Unito, 1977) \u00e8 il figlio minore di Aung San Suu Kyi, la leader della Lega nazionale per la democrazia birmana, premio Nobel per la pace nel 1991 e simbolo mondiale della resistenza nonviolenta alla dittatura militare in Myanmar. Cresciuto in Inghilterra, Paese del padre, lo storico britannico Michael Aris, ha vissuto gran parte della sua vita lontano dalla madre, costretta a decenni di arresti domiciliari e oggi detenuta in isolamento nella prigione di Naypyidaw dopo il colpo di Stato del 2021.<br \/>\nDal Regno Unito, Aris mantiene viva l\u2019eredit\u00e0 politica e morale della madre, richiamando l\u2019attenzione internazionale sulla repressione in Myanmar e sulla crisi umanitaria che ne \u00e8 seguita. Si impegna in raccolte fondi per sostenere le comunit\u00e0 colpite dalla guerra civile e dai disastri naturali, e partecipa a iniziative pubbliche per tenere alta l\u2019attenzione sulla condizione dei prigionieri politici, a cominciare da quella della madre.<br \/>\nIl suo impegno ha assunto dimensione internazionale attraverso viaggi e incontri con le comunit\u00e0 della diaspora birmana, in particolare negli Stati Uniti e in Europa, dove ha ricevuto premi e riconoscimenti a nome di Aung San Suu Kyi. Attraverso queste attivit\u00e0, Aris contribuisce a trasformare la solidariet\u00e0 verso la madre in sostegno concreto alla popolazione civile, oggi in gran parte ridotta in povert\u00e0 e sotto i bombardamenti dell\u2019esercito.<\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>TAGHI RAHMANI<\/strong><\/span><br \/>\nTaghi Rahmani (Takestan, 1959) \u00e8 un giornalista indipendente, scrittore e attivista politico iraniano, riconosciuto come uno dei volti pi\u00f9 autorevoli della resistenza civile alla Repubblica islamica. Cresciuto in una famiglia della classe media, inizi\u00f2 l\u2019impegno politico a soli quindici anni. Da allora ha dedicato la sua vita alla libert\u00e0 di espressione, ai diritti umani e al rinnovamento intellettuale dell\u2019Iran.<br \/>\nPer questa scelta ha pagato un prezzo altissimo: oltre sedici anni trascorsi nelle prigioni iraniane, spesso in isolamento, vittima di torture e processi farsa. Amnesty International lo ha designato come prigioniero di coscienza e Reporters Without Borders lo ha definito \u201cil giornalista pi\u00f9 frequentemente incarcerato d\u2019Iran\u201d. Tra gli anni Ottanta e Duemila \u00e8 stato pi\u00f9 volte arrestato per la sua attivit\u00e0 nei giornali clandestini (Pishtazan, Movahed) e in testate legali come Iran-e-Farda e Omid Zanjan. La sua voce critica, tuttavia, non \u00e8 mai stata ridotta al silenzio.<br \/>\nVive in esilio in Francia, insieme dei figli gemelli, Kiana e Ali. Con loro, nel dicembre 2023, ha preso parte alla cerimonia di consegna del Premio Nobel per la Pace assegnato alla moglie, in carcere, Narges Mohammadi per la sua lotta contro l\u2019oppressione delle donne in Iran e per promuovere i diritti umani e la libert\u00e0 per tutti. Attivista sin dagli anni universitari, \u00e8 stata vicepresidente del Defenders of Human Rights Center fondato da Shirin Ebadi e ha guidato campagne contro la pena di morte, la tortura bianca \u2013 l\u2019isolamento nelle carceri iraniane \u2013 e l\u2019obbligo del velo. Arrestata dodici volte, condannata complessivamente a trent\u2019anni di carcere.<\/p>\n<p>Il programma completo del Festival \u00e8 disponibile su <a href=\"http:\/\/www.festivaldellamissione.it\">www.festivaldellamissione.it<\/a><\/p>\n<p>Il Festival della Missione \u00e8 realizzato in partnership con il Festival dell\u2019Accoglienza (16 settembre &#8211; 31 ottobre).<\/p>\n<p>Buona giornata<br \/>\nMauro Gentile, ufficio stampa Arcidiocesi di Torino<br \/>\nCostanza Oliva, comunicazione Festival della Missione<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Appuntamento sabato 11 ottobre alle ore 17, in piazza Castello, con l\u2019evento centrale del Festival della Missione, \u201cDisarmati. Volti della resistenza\u201d. Un grande momento pubblico condotto da Chiara Buratti che metter\u00e0 in dialogo storie e volti che hanno scelto la non violenza come forma di resistenza. Un appuntamento che vuole essere una risposta concreta alla \u201cglobalizzazione dell\u2019indifferenza\u201d e dell\u2019 \u201cimpotenza\u201d, come denunciato da papa &hellip; <a href=\"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/ufficiostampa\/festival-della-missione-domani-alle-17-in-piazza-castello-disarmati-volti-della-resistenza\/\" class=\"more-link\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\"><\/span> <span class=\"meta-nav\">&raquo;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":67,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ip_address":"","user_agent":"","level":"","revision":"","cookie_id":"","page_referer":"","html_form":"","_expiration-date-status":"","_expiration-date":0,"_expiration-date-type":"","_expiration-date-categories":[],"_expiration-date-options":[]},"categories":[4],"tags":[],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/ufficiostampa\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1052"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/ufficiostampa\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/ufficiostampa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/ufficiostampa\/wp-json\/wp\/v2\/users\/67"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/ufficiostampa\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1052"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/ufficiostampa\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1052\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1054,"href":"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/ufficiostampa\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1052\/revisions\/1054"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/ufficiostampa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1052"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/ufficiostampa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1052"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/ufficiostampa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1052"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}