{"id":251,"date":"2024-04-29T09:07:11","date_gmt":"2024-04-29T07:07:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/ufficiostampa\/?p=251"},"modified":"2024-04-29T00:22:09","modified_gmt":"2024-04-28T22:22:09","slug":"festa-del-lavoro-2024-appello-dellarcivescovo-agli-imprenditori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/ufficiostampa\/festa-del-lavoro-2024-appello-dellarcivescovo-agli-imprenditori\/","title":{"rendered":"FESTA DEL LAVORO 2024 APPELLO DELL&#8217;ARCIVESCOVO AGLI IMPRENDITORI"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Il Messaggio diffuso luned\u00ec 29 aprile 2024 da mons. Roberto Repole, arcivescovo di Torino e vescovo di Susa, per la Festa del Lavoro e la Festa di San Giuseppe Lavoratore contiene quest&#8217;anno una riflessione sul \u00abdifficile mestiere degli imprenditori\u00bb nel mercato globale e il problema delle fabbriche che chiudono nell&#8217;area torinese. Il testo integrale qui di seguito (e <a href=\"https:\/\/www.diocesi.torino.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Repole_Messaggio_festa_Lavoro_29-04-24.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">scaricabile a questo link)<\/a>:<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">\u00abAlle lavoratrici e ai lavoratori,<br \/>\nalle imprenditrici e agli imprenditori, alle loro famiglie<\/p>\n<p>Carissimi,<\/p>\n<p>dopo un inverno segnato dalla dolorosa chiusura di varie fabbriche nell\u2019area torinese e nella Valle di Susa desidero cogliere l\u2019occasione della Festa del Lavoro e della Festa di San Giuseppe Lavoratore per una riflessione sul difficile mestiere degli imprenditori in questo nostro tempo di grande competizione economica, che sfida le aziende e le costringe a continui cambiamenti per mantenere competitivit\u00e0 e garantirsi la sopravvivenza.<\/p>\n<p>Il destino dei lavoratori e delle loro famiglie in questa stagione cos\u00ec delicata dipende anche dal successo degli imprenditori: per questo la Chiesa sostiene con gratitudine ed anche prega per tutti coloro che abbracciano l\u2019attivit\u00e0 di impresa investendo risorse e spendendo la propria intelligenza, il proprio coraggio e la fantasia.<\/p>\n<p>L\u2019avventura delle imprese, anche quella delle industrie multinazionali con sede a Torino, \u00e8 anche l\u2019avventura di un territorio, che offre alle aziende la risorsa pi\u00f9 importante: i lavoratori. Oggi va detto con forza che i lavoratori non sono separabili dagli interessi delle aziende: sono gli uomini e le donne che, con il loro impegno, con la loro vita, con la vita delle loro famiglie, rendono possibile la ricchezza e l\u2019esistenza stessa delle aziende. Desidero esprimere grande riconoscenza agli imprenditori che combattono per mantenere vive le proprie aziende. Faccio anche osservare che il complesso dei lavoratori di un territorio rappresenta il mercato cui le aziende rivolgono i loro prodotti e servizi: se questo mercato mantiene la sua capacit\u00e0 di spesa e consumo, saranno le aziende stesse a beneficiarne.<\/p>\n<p>Purtroppo nell\u2019area torinese \u00e8 capitato e continua a capitare a tante persone di perdere il posto di lavoro in aziende che non riescono pi\u00f9 a restare sul mercato e falliscono.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che non dovrebbe mai accadere, agli operai e agli impiegati, \u00e8 perdere il lavoro in aziende che godono di buona salute e stanno producendo ricchezza e profitto, eppure non si accontentano: queste aziende, spinte sovente da logiche esasperate di ricerca di sempre maggiori guadagni, tagliano i posti di lavoro o li trasferiscono altrove. \u00c8 questa, tristemente, una dinamica presente nel mercato internazionale, a volte guidata dalle valorizzazioni dei titoli in Borsa e talvolta anche dalla ricerca di premialit\u00e0 per i top managers, che spesso porta anche aziende sane, con buoni profitti, a chiudere fabbriche.<\/p>\n<p>Se la scelta di abbandonare il nostro territorio pu\u00f2 essere compresa quando \u00e8 necessaria per la sopravvivenza dell\u2019azienda, non mi pare possa essere accettabile quando risponde alla logica di moltiplicare in modo esasperato i profitti: credo che esistano limiti all\u2019accumulo della ricchezza, oltre i quali non \u00e8 legittimo sacrificare la vita delle persone.<\/p>\n<p>Ecco, su tutto questo vorrei che riflettessimo insieme e molto concretamente \u2013 imprenditori, lavoratori e loro rappresentanze, classe politica \u2013 per concorrere alla crescita del nostro amato territorio. Come Vescovo, leggo il presente alla luce del Vangelo che chiede di mettere il bene dell\u2019uomo, che \u00e8 figlio di Dio, al centro di ogni nostra scelta, anche delle scelte economiche. Dietro alle dinamiche estreme dei mercati mi sembra di leggere una visione povera della persona umana, sacrificata alla logica del denaro. \u00c8 una visione che non colmer\u00e0 mai il nostro cuore, neppure quello di chi muove le leve economiche e un giorno si domander\u00e0 l\u2019uso che ne ha fatto. Tutti, ciascuno di noi nel suo ruolo, ci domanderemo un giorno se abbiamo portato frutti buoni\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Il Messaggio diffuso luned\u00ec 29 aprile 2024 da mons. 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