Consacrazione di Clelia

24 novembre 2024 Cattedrale San Giovanni Battista per le mani di Mons. Repole

L’Arcivescovo mons. Roberto Repole domenica 24 novembre in Cattedrale ha presieduto la Messa con il rito di consacrazione di Clelia Rosso, della parrocchia San Giovanni Battista di Orbassano, ammessa all’Ordine delle Vergini (Ordo Virginum) della diocesi di Torino.

Foto a cura di Renzo Bussio

A seguire la sua testimonianza:

“Ma perché ti vuoi consacrare?”

Spesso i più arditi tra coloro che vengono a sapere della mia scelta di vita mi chiedono il perché?

I riscontri che ho dato, in realtà, sono vari: questa domanda chiede una risposta lunga e difficile per poterla spiegare a voce.

Ultimamente però ho la tentazione di dire che la più onesta sarebbe “non lo so”! Potrebbe scandalizzare chi legge forse, ma più conosco Gesù e più mi convinco che è una follia decidere di consacrarsi a lui. Un gesto pazzo, illogico, irrazionale.

Un prendere il largo senza aver considerato rischi e strumenti.

Mi viene da sorridere se penso – ad essere precisi – che l’iniziativa è stata Sua, Sua la chiamata, Sua la tenera insistenza che non mi ha mai abbandonata.

È una pazzia dunque, ancor più quando realizzi sempre meglio quali sono le condizioni chieste a chi lo segue totalmente (per fare alcuni esempi semplici e leggeri: la precarietà, il dono totale di sé, essere testimone fedele di un amore fuori misura fino alla morte).

Eppure posso affermare che questo rende la mia scelta solo più illogica e più irrazionale, non più vacillante o insensata, perché il Signore non è logica, non è calcolo, non è buon senso.

Il Signore è un calice di sublime Barbera superiore DOCG dopo una vita passata a bere aceto! E chi torna più all’aceto dopo qualcosa con quel colore, quel profumo e soprattutto quel sapore?!Per chi prova quella felicità, niente vale di più.

È come il tesoro e la perla per cui vale la pena vendere tutto, pieni di gioia. 

Semmai, nella vita di chi lo segue “da vicino”, è difficile da reggere un amore come il Suo, una vita come quella che Lui ti dona, perché Lui è un esagerato in Tutto! Lui non sorride, sorride da Dio. Non è tenero, è tenero da Dio.Non perdona, Lui è misericordia. Non chiede qualcosa, chiede Tutto. Non promette la felicità, promette la pienezza del cuore. Non tiene compagnia, la Sua è una presenza perenne.

Il Signore non ti ama, muore per te. Lui non è gioia, è Resurrezione. Non è fatica, è Calvario.

Chiede sempre di più, Osa sempre di più, Dona sempre di più.

E a questo nessuno mai sarà pronto…

Sarà sempre “troppo”, una follia appunto, una sproporzione irraggiungibile che schiaccia chi ancora pensa di poter gareggiare con Lui, mentre libera chi sa che davanti a Lui non vi è davvero niente da perdere, ma solo tutto da guadagnare.

La mia ragione e il mio buonsenso non si convinceranno mai all’Amore Pasquale che sposo.

Forse, un giorno, avrò la grazia di accoglierlo nel cuore, senza riserve e senza ostacoli. Di sicuro lo assumo come verità della mia vita, perché so con certezza che senza di lui non è vita, niente ha davvero senso, sapore, movente.

Quindi io mi incammino…

Vi chiedo di gioire con me, perché – seppur sia vero che la chiamata è la Sua – io desidero dirgli un Si’ grande, pieno, forse poco razionale, ma con le mani e il cuore aperti e desidero avervi accanto a me.

Articolo pubblicato dalla “Voce e il Tempo” di Torino
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