Giornata mondiale per i malati di lebbra: progetti di solidarietà

Domenica 25 gennaio 2026

La Giornata Mondiale per i Malati di Lebbra (GML), istituita nel 1954 da Raoul Follereau, nel 2026 sarà celebrata domenica 25 gennaio, l’ultima domenica di gennaio, come giornata internazionale di sensibilizzazione su una malattia ancora presente ma curabile.

La malattia oggi

Nel mondo, in un solo anno, i nuovi casi registrati sono 172.717, con un’incidenza di 21,1 casi per milione di abitanti. È un numero in calo rispetto al passato – ma sufficiente a confermare che la lebbra è ancora presente in tutte le regioni del pianeta, con un peso molto diverso da area ad area. ​

La lebbra, o morbo di Hansen, è una malattia infettiva cronica ma curabile, e il trattamento multidrug therapy (MDT) è fornito gratuitamente in tutto il mondo dall’OMS dal 1995,
nonostante cure accessibili e relativamente poco costose, povertà, insufficienza dei servizi sanitari di base, guerre e crisi umanitarie continuano a favorire nuovi contagi e ritardi diagnostici in molti Paesi a basso reddito.

Esaminando i dati, ancora oggi ogni 2 minuti viene diagnosticata una persona con la lebbra. Ricordiamo anche che complessivamente si stima che ci siano più di 3 milioni di persone nel mondo che, pur avendo terminato il trattamento, vivono con disabilità permanenti causate dalla malattia. Tre paesi continuano a concentrare il maggior numero di nuovi malati di lebbra: l’India che da sola ne conta più della metà (100.957 persone), il Brasile (22.129) e l’Indonesia (14.968) che complessivamente ne totalizzano il 79,8%. Il paese che ha avuto l’aumento maggiore del numero di nuovi malati nell’ultimo anno non a caso è il Sud Sudan (+36,4%): questo ci rivela quanto la guerra, conflitti e le catastrofi umanitarie, che caratterizzano in modo particolare questo paese, incidano sulle condizioni di salute della popolazione.

Di particolare importanza è il numero annuale di bambini/e (minori di 15 anni) sul totale delle persone diagnosticate. Nonostante la percentuale sia diminuita progressivamente negli ultimi anni, il numero assoluto rimane ancora elevato, indicando che la trasmissione della malattia è ancora attiva e precoce: 9.397bambini/e nel 2024(5,4% del totale), mentre nel 2023 sono stati 10.322 bambini/e (5,7 %del totale). La maggior parte dei minori (70%) si concentra nel Sud-est asiatico, dove la catena di trasmissione della malattia è ancora particolarmente attiva.  (continua a leggere su: AIFO-Dossier-Lebbra-Ottobre-2025.pdf)

Povertà, stigma e responsabilità

La lebbra continua a rappresentare una sfida non solo sanitaria ma anche sociale. Lo stigma e la discriminazione restano diffusi. Chi è colpito o guarito da questa malattia spesso subisce emarginazione, esclusione dal lavoro e isolamento sociale. Secondo l’OMS, nel 2024 erano ancora in vigore 81 leggi discriminatorie in diversi Paesi, sebbene in India ne siano state abrogate 22. Persistono inoltre pregiudizi culturali e linguistici, oggi amplificati dai social media, che alimentano nuove forme di esclusione e di disprezzo. Per questo è fondamentale che Chiese, enti, associazioni e sostenitori uniscano le forze per promuovere dignità, inclusione e giustizia, affinché nessuno sia più segnato dal pregiudizio.

L’impegno della Chiesa e della diocesi

La Chiesa cattolica continua a esprimere una presenza capillare accanto ai malati di lebbra attraverso una rete di lebbrosari, dispensari e centri di riabilitazione in Africa, America, Asia, Europa e Oceania, testimoniando il Vangelo della carità nei luoghi di maggiore fragilità.
Nella nostra diocesi, dal 1980, ogni anno si celebra la Giornata con iniziative di preghiera, animazione e sensibilizzazione, accompagnate da un costante sostegno economico a progetti di cura, prevenzione e reinserimento sociale per i malati di lebbra.

Volontari, progetti 2026

Un ringraziamento particolare va alle comunità che accolgono i volontari dell’OASI Operazione Mato Grosso, del gruppo MIO Moriondo Insieme, del Comitato SOS India e le altre realtà associative e missionarie che portano testimonianze e servizio concreto accanto ai malati di lebbra.
Grazie alla generosità di parrocchie, enti e privati, l’Arcidiocesi di Torino, attraverso lo Sportello Diocesano Collette e Donazioni, può sostenere ogni anno progetti di cura, prevenzione, riabilitazione e sostegno alle famiglie in Brasile, India, Madagascar, Etiopia, Colombia e in altri Paesi, come illustrato nel pieghevole GML 2026 (clicca qui per consultare la pagina PROGETTI).

Come contribuire:

  • Bonifico bancario intestato a: Arcidiocesi di Torino – Collette e Donazioni, IBAN IT28 U030 6909 6061 0000 0110 790, indicando nella causale: “Giornata Mondiale per i Malati di Lebbra”.

  • Oppure rivolgendosi direttamente allo Sportello Diocesano Collette e Donazioni dell’Arcidiocesi di Torino (Via Arcivescovado 12, contatti e riferimenti sul materiale GML 2026).

La Giornata Mondiale per i Malati di Lebbra è dunque un invito a informarsi, pregare, donare e camminare insieme con chi soffre, perché ogni gesto di solidarietà diventi un “abbraccio che guarisce” e restituisce dignità.