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Giornata mondiale per i malati di lebbra: progetti di solidarietà

Domenica 25 gennaio 2026

La Giornata Mondiale per i Malati di Lebbra (GML), istituita nel 1954 da Raoul Follereau, nel 2026 sarà celebrata domenica 25 gennaio, l’ultima domenica di gennaio, come giornata internazionale di sensibilizzazione su una malattia ancora presente ma curabile.

La malattia oggi

Nel mondo, in un solo anno, i nuovi casi registrati sono 172.717, con un’incidenza di 21,1 casi per milione di abitanti. È un numero in calo rispetto al passato – ma sufficiente a confermare che la lebbra è ancora presente in tutte le regioni del pianeta, con un peso molto diverso da area ad area. ​

La lebbra, o morbo di Hansen, è una malattia infettiva cronica ma curabile, e il trattamento multidrug therapy (MDT) è fornito gratuitamente in tutto il mondo dall’OMS dal 1995,
nonostante cure accessibili e relativamente poco costose, povertà, insufficienza dei servizi sanitari di base, guerre e crisi umanitarie continuano a favorire nuovi contagi e ritardi diagnostici in molti Paesi a basso reddito.

Esaminando i dati, ancora oggi ogni 2 minuti viene diagnosticata una persona con la lebbra. Ricordiamo anche che complessivamente si stima che ci siano più di 3 milioni di persone nel mondo che, pur avendo terminato il trattamento, vivono con disabilità permanenti causate dalla malattia. Tre paesi continuano a concentrare il maggior numero di nuovi malati di lebbra: l’India che da sola ne conta più della metà (100.957 persone), il Brasile (22.129) e l’Indonesia (14.968) che complessivamente ne totalizzano il 79,8%. Il paese che ha avuto l’aumento maggiore del numero di nuovi malati nell’ultimo anno non a caso è il Sud Sudan (+36,4%): questo ci rivela quanto la guerra, conflitti e le catastrofi umanitarie, che caratterizzano in modo particolare questo paese, incidano sulle condizioni di salute della popolazione.

Di particolare importanza è il numero annuale di bambini/e (minori di 15 anni) sul totale delle persone diagnosticate. Nonostante la percentuale sia diminuita progressivamente negli ultimi anni, il numero assoluto rimane ancora elevato, indicando che la trasmissione della malattia è ancora attiva e precoce: 9.397bambini/e nel 2024(5,4% del totale), mentre nel 2023 sono stati 10.322 bambini/e (5,7 %del totale). La maggior parte dei minori (70%) si concentra nel Sud-est asiatico, dove la catena di trasmissione della malattia è ancora particolarmente attiva.  (continua a leggere su: AIFO-Dossier-Lebbra-Ottobre-2025.pdf)

Povertà, stigma e responsabilità

La lebbra continua a rappresentare una sfida non solo sanitaria ma anche sociale. Lo stigma e la discriminazione restano diffusi. Chi è colpito o guarito da questa malattia spesso subisce emarginazione, esclusione dal lavoro e isolamento sociale. Secondo l’OMS, nel 2024 erano ancora in vigore 81 leggi discriminatorie in diversi Paesi, sebbene in India ne siano state abrogate 22. Persistono inoltre pregiudizi culturali e linguistici, oggi amplificati dai social media, che alimentano nuove forme di esclusione e di disprezzo. Per questo è fondamentale che Chiese, enti, associazioni e sostenitori uniscano le forze per promuovere dignità, inclusione e giustizia, affinché nessuno sia più segnato dal pregiudizio.

L’impegno della Chiesa e della diocesi

La Chiesa cattolica continua a esprimere una presenza capillare accanto ai malati di lebbra attraverso una rete di lebbrosari, dispensari e centri di riabilitazione in Africa, America, Asia, Europa e Oceania, testimoniando il Vangelo della carità nei luoghi di maggiore fragilità.
Nella nostra diocesi, dal 1980, ogni anno si celebra la Giornata con iniziative di preghiera, animazione e sensibilizzazione, accompagnate da un costante sostegno economico a progetti di cura, prevenzione e reinserimento sociale per i malati di lebbra.

Volontari, progetti 2026

Un ringraziamento particolare va alle comunità che accolgono i volontari dell’OASI Operazione Mato Grosso, del gruppo MIO Moriondo Insieme, del Comitato SOS India e le altre realtà associative e missionarie che portano testimonianze e servizio concreto accanto ai malati di lebbra.
Grazie alla generosità di parrocchie, enti e privati, l’Arcidiocesi di Torino, attraverso lo Sportello Diocesano Collette e Donazioni, può sostenere ogni anno progetti di cura, prevenzione, riabilitazione e sostegno alle famiglie in Brasile, India, Madagascar, Etiopia, Colombia e in altri Paesi, come illustrato nel pieghevole GML 2026 (clicca qui per consultare la pagina PROGETTI).

Come contribuire:

  • Bonifico bancario intestato a: Arcidiocesi di Torino – Collette e Donazioni, IBAN IT28 U030 6909 6061 0000 0110 790, indicando nella causale: “Giornata Mondiale per i Malati di Lebbra”.

  • Oppure rivolgendosi direttamente allo Sportello Diocesano Collette e Donazioni dell’Arcidiocesi di Torino (Via Arcivescovado 12, contatti e riferimenti sul materiale GML 2026).

La Giornata Mondiale per i Malati di Lebbra è dunque un invito a informarsi, pregare, donare e camminare insieme con chi soffre, perché ogni gesto di solidarietà diventi un “abbraccio che guarisce” e restituisce dignità.

Quaresima di Fraternità

Elenco progetti QdF2026

La fraternità che trasforma: presentazione Quaresima di Fraternità 2026

Da molti anni la Quaresima di Fraternità è intrecciata con la storia della nostra Chiesa particolare di Torino e Susa, diventando una delle modalità concrete con cui le nostre comunità scelgono di vivere il Vangelo. È una scelta che nasce dal cuore della fede e ci educa all’attenzione per ogni persona: non semplice aiuto, ma cammino che intreccia fragilità e speranza, ascolto e responsabilità. Le emergenze del nostro tempo – guerre, crisi climatiche, migrazioni, povertà diffusa – ci interpellano come comunità cristiana e singolarmente a non restare indifferenti, ma a riconoscere nel volto dell’altro la presenza stessa di Cristo.

I progetti di Quaresima di Fraternità sono un’espressione di questo andare oltre: nascono dall’ascolto delle ferite del mondo e si fanno percorsi reali di pace, accoglienza, cura, sviluppo umano, in dialogo tra la Chiesa universale e le realtà locali. Da qui scaturisce un impegno concreto non solo nelle emergenze, ma nell’accompagnare la crescita personale e collettiva, in particolare sostenendo bambine e ragazzi, donne e uomini, famiglie vulnerabili, a cui non è garantito l’accesso all’acqua, all’istruzione, all’assistenza sanitaria, private dal diritto di vivere e crescere in un clima di stabilità e serenità.

Al centro di molte iniziative c’è l’esplicito sostegno alle comunità cristiane che, in contesti spesso segnati da fragilità, cercano luoghi e strumenti per crescere nella speranza: la formazione di catechisti e animatori, la costruzione di chiese e spazi per incontrarsi, ascoltare la Parola, celebrare e testimoniare insieme la bellezza della vita comunitaria sono segni preziosi di una Chiesa che si fa vicina e si prende cura, valorizzando la fede che si esprime nella quotidianità e nella comunione.

Il cammino quaresimale si trasforma in un’opportunità di crescita e di impegno, che invita tutti a “camminare insieme nella speranza”. Si rinnova così una fraternità che non conosce confini e che invita ciascuno alla corresponsabilità ecclesiale.

Dal 2025 l’elenco progetti è interdiocesano. In apertura sono presentati i Progetti Diocesani”, ovvero le iniziative di solidarietà che scaturiscono da legami speciali di fratellanza che le Diocesi di Torino e Susa hanno costruito e custodito nel tempo, e che rappresentano un impegno prioritario e privilegiato. Espressione di una fraternità concreta, nata da relazioni personali e reciprocità, e diventata testimonianza viva di una Chiesa locale capace di aprirsi agli orizzonti del mondo e della missione condivisa. L’elenco prosegue con altre 48 iniziative in Africa, Asia, America, Europa e Medio Oriente. Ogni progetto nato da una collaborazione tra realtà locali, istituti religiosi, associazioni e Diocesi, diventa seme di speranza, segno visibile d’una fede che si fa operosa. Tante preziose tessere di un mosaico di solidarietà che attraversa la storia e guarda al futuro.

Sostenere la Quaresima di Fraternità significa, per le nostre comunità e per ciascuno, lasciarsi interrogare dal Vangelo, tradurre la nostra fede in gesti concreti di carità, perdono, giustizia e comunione. Lasciarsi toccare dai bisogni del mondo, andando oltre ogni distanza geografica o culturale per farsi prossimi a chi vive situazioni di fragilità, povertà o solitudine. Le tante storie nate grazie ai progetti accompagnati in questi anni ci ricordano che la fede si fa tangibile nella solidarietà, nella condivisione e nella capacità di costruire ponti là dove l’indifferenza divide.

Il titolo “semplicemente cristiani”, scelto per il 2026, ci invita vivere e testimoniare questa essenzialità dell’amore, camminando insieme come comunità che, nella fragilità dell’umano, sa generare futuro. Uno stile essenziale e autentico, radicato nella fraternità e nell’ascolto reciproco, che ci invita davvero a essere fermento vivo per un mondo rinnovato dalla Buona Notizia!

ELENCO PROGETTI QDF 2026 (le schede progetto sono in fase di caricamento contattare 011.51.56.374 o collette.donazioni@diocesi.to.it per richiederle)

PROGETTI DIOCESANI 2026 da n.1 a n. 5 (clicca QUI per visualizzarli) 

PROGETTI ENTI E ASSOCIAZIONI 2026 da n.6 a n.53 (clicca QUI per visualizzarli)

I contributi raccolti dovranno essere trasmessi allo Sportello diocesano Collette e Donazioni:

In contanti o con assegno intestato a “Arcidiocesi di Torino – Collette e donazioni” direttamente nella nostra Sede.

Con Bonifico Bancario: ARCIDIOCESI DI TORINO – COLLETTE E DONAZIONI – IBAN IT28 U030 6909 6061 0000 0110 790

Causale: progetto scelto + parrocchia/ente 

Archivio anni precedenti:

Come sempre vi ringraziamo anticipatamente se vorrete comunicarci (collette.donazioni@diocesi.to.it) il progetto scelto dalla vostra comunità, per permetterci di orientare verso progetti meno sostenuti le comunità che ci chiederanno un’indicazione.

Verso la Giornata Mondiale Missionaria dei Ragazzi – 6 gennaio 2026

Allo Sportello Diocesano Collette e Donazioni in distribuzione il materiale

La Giornata Missionaria Mondiale dei Ragazzi è un’occasione preziosa per aiutare i ragazzi a scoprire la bellezza della missione e a sostenere concretamente altri bambini nel mondo.

Accendiamo la speranza

La Giornata Missionaria Mondiale dei Ragazzi (GMMR) 2026 si celebra tradizionalmente il 6 gennaio, ma può essere vissuta in qualsiasi data più adatta al cammino della parrocchia, data la concomitanza con l’Epifania. Il motto “I bambini aiutano i bambini” riassume il senso di questa giornata: pregare, riflettere e condividere perché ogni ragazzo possa farsi vicino ai suoi coetanei degli altri continenti.

Sussidio già inviato alle parrocchie

Fondazione Missio ha inviato a ogni parrocchia l’Animatore Missionario dedicato alla GMMR 2026 (https://www.missioitalia.it/wp-content/uploads/2025/08/GMMR-2026-animatore-4-2025.pdf), vera e propria guida per gli educatori, articolata sui quattro pilastri del “ragazzo missionario”: annuncio, preghiera, fraternità e condivisione. Insieme all’itinerario, le parrocchie ricevono una campionatura composta da locandina, bustina, bussolotto/salvadanaio e immaginetta con la preghiera, così da poter avviare fin da subito la sensibilizzazione dei ragazzi e delle famiglie.

La novena “In fondo, la speranza”

Tra gli strumenti per la GMMR viene proposta anche la novena dei ragazzi missionari “In fondo, la speranza”, pensata per i nove giorni che precedono il Natale. Ogni giorno i ragazzi sono accompagnati a “svuotare lo zaino” del superfluo con un momento di preghiera, un brano di Vangelo, una storia dal mondo e un piccolo impegno concreto, per scoprire che la speranza – che è Gesù – abita in profondità nel cuore e chiede di essere fatta emergere e condivisa.​

Dove ritirare il materiale cartaceo

Oltre a quanto recapitato direttamente da Missio alle parrocchie, le copie cartacee dei materiali (locandine, salvadanai, bustine, immaginette con la preghiera e la novena di Natale) possono essere ritirate presso lo Sportello Diocesano Collette e Donazioni dell’Arcidiocesi di Torino, in via Arcivescovado 12. Si invitano in particolare parroci, catechisti, animatori di ACR, oratori e gruppi ragazzi a rifornirsi per tempo, in modo da preparare con cura la giornata di preghiera e solidarietà.​

Come donare

Per la colletta della Giornata Missionaria Mondiale dei Ragazzi le offerte possono essere versate con le seguenti modalità, specificando sempre nella causale: “Giornata Missionaria Mondiale Ragazzi”:​

  • In contanti o assegno intestato a “Arcidiocesi di Torino Collette e donazioni”, consegnato direttamente presso la Sede (Sportello Collette e Donazioni, via Arcivescovado 12, Torino).​

  • Con bonifico bancario: intestazione “Arcidiocesi di Torino – Collette e donazioni”, banca BANCA INTESA SANPAOLO, C/C 100000110790, IBAN IT28 U030 6909 6061 0000 0110 790, BIC BCITITMM.​

A parrocchie, chiese non parrocchiali ed enti verrà inviata la ricevuta in formato PDF alla mail istituzionale indicata, così da agevolare rendicontazioni e archiviazione.​

I progetti sostenuti: un dono che accende sogni

Le offerte raccolte andranno ad alimentare il Fondo Universale di Solidarietà dell’Infanzia Missionaria, sostenendo per il 2026 progetti affidati alle diocesi italiane dalla Pontificia Opera dell’Infanzia Missionaria. Nell’Animatore Missionario, la sezione “Un soldino per…” racconta come, attraverso piccole iniziative di condivisione, i ragazzi italiani possano aiutare coetanei che vivono in contesti segnati da povertà, solitudine, mancanza di istruzione o situazioni di violenza.

I progetti descritti mirano, ad esempio, a:

  • garantire percorsi educativi e catechistici ai bambini in territori dove la scuola è fragile o lontana, offrendo luoghi sicuri di crescita nella fede e nella vita quotidiana;

  • sostenere centri di accoglienza, oratori e spazi di fraternità in cui i più piccoli possono giocare, pregare e sperimentare relazioni di pace, lontano da strade pericolose e da scenari di conflitto;

  • assicurare forme di assistenza di base (nutrizione, cure essenziali, materiale scolastico) in contesti di forte precarietà, perché nessun bambino si senta escluso dall’attenzione della Chiesa universale.

Ogni “soldino” raccolto nella bussola o nella bustina della GMMR diventa così una piccola scintilla capace di “accendere la speranza” nella vita di tanti bambini e ragazzi nel mondo. Le comunità parrocchiali sono invitate a valorizzare questa giornata, coinvolgendo attivamente i ragazzi nell’animazione, nella preghiera e nella condivisione, perché siano loro stessi i primi protagonisti della Missione.


Colletta Giornata Missionaria Mondiale

19 OTTOBRE 2025

“MISSIONARI DI SPERANZA TRA LE GENTI”

L’ottobre missionario di quest’anno, 2025, si pone in piena sintonia con il grande Giubileo ordinario dedicato al tema della Speranza. come cristiani siamo chiamati a mantenere viva la certezza che Dio non è assente a queste nostre preoccupazioni e ci chiama ad una “missione speciale”: «lasciarci guidare dallo Spirito di Dio e ardere di santo zelo per una nuova stagione evangelizzatrice della Chiesa, inviata a rianimare la speranza in un mondo su cui gravano ombre oscure» (Messaggio del Santo Padre per la Giornata Missionaria Mondiale 2025).

Il Papa rinnova l’invito a valorizzare la Giornata Missionaria Mondiale nel suo carattere universale: «Insisto ancora … sul servizio delle Pontificie Opere Missionarie nel promuovere la responsabilità missionaria dei battezzati e sostenere le nuove Chiese particolari» (ibidem). Ricordiamo ciò che ci dice il Decreto “Ad Gentes”: «A queste opere infatti deve essere giustamente riservato il primo posto, perché costituiscono altrettanti mezzi sia per infondere nei cattolici, fin dalla più tenera età, uno spirito veramente universale e missionario, sia per favorire una adeguata raccolta di sussidi a vantaggio di tutte le missioni e secondo le necessità di ciascuna» (Decr. Ad gentes, 38).

Nella Giornata missionaria mondiale tutte le parrocchie e le comunità del mondo raccolgono il frutto delle loro collette  e le fanno confluire al Fondo di solidarietà della Chiesa universale  (vedi anche estratto “Il contributo delle diocesi italiane 2024” a cura di MISSIO). Ad ogni direzione nazionale di Missio sono affidati alcuni progetti pervenuti dalle Chiese locali bisognose che si impegnano a loro volta, al ricevimento dei fondi, a presentare un resoconto sull’utilizzo degli stessi. Per l’anno 2024 la somma delle offerte pervenute da tutte le diocesi italiane è di 6.693.619,74, in crescita di oltre 400mila euro rispetto all’anno precedente, a questo link alcuni dei progetti finanziati nel 2024/2025. Nell’animatore missionario, inviato dalla Direzione Nazionale a tutte le Parrocchie, troverete invece alcuni dei PROGETTI AFFIDATI ALLE DIOCESI ITALIANE PER IL 2025/2026.

Ci permettiamo di ricordare che le offerte raccolte durante le Celebrazioni Eucaristiche della Giornata Missionaria sono destinate alle Pontificie Opere Missionarie: vi chiediamo il favore di trasmetterle allo Sportello diocesano collette e donazioni entro il 26 gennaio 2026, per permettere a nostra volta di inviarle alle Pontificie Opere Missionarie per la Chiesa universale entro il 31 gennaio, come richiesto dalla Direzione Nazionale di Fondazione Missio. In allegato trovate il rendiconto della offerte Raccolte e Rimesse nella nostra Diocesi per il 2024_2025

Riportiamo qui di seguito le modalità con cui dovrà essere effettuato il versamento della colletta:

  • In contanti o con assegno intestato a “ARCIDIOCESI DI TORINO – COLLETTE E DONAZIONI” direttamente allo Sportello in Curia.
  • Con bonifico bancario a  ARCIDIOCESI DI TORINO – COLLETTE E DONAZIONI – IBAN IT28 U030 6909 6061 0000 0110 790 indicando nella causale: Giornata Missionaria Mondiale – Ente – Comune

Sul sito diocesano della PASTORALE MISSIONARIA a breve trovate inoltre tutte le proposte ed iniziative diocesane per l’animazione e formazione per l’Ottobre e l’Anno Pastorale 2025/2026.

 


Migranti, missionari di Speranza

4 e 5 ottobre 2025 - Colletta per la Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato

Il 4 e 5 Ottobre 2025 si celebrerà la 111a Giornata Mondiale del Migrante e Rifugiato (GMMR), un’occasione speciale per riflettere sul profondo legame tra speranza, migranti e missione. In un mondo segnato da guerre, ingiustizie e crisi climatiche, è fondamentale aprirsi alla speranza, consapevoli che ogni **migrante** porta con sé una testimonianza di fede e resilienza.

La GMMR è una ricorrenza annuale della Chiesa cattolica, istituita nel 1914 su iniziativa di Papa Benedetto XV. Infatti, il 6 dicembre 1914, a pochi mesi dall’inizio del pontificato di Benedetto XV, che ereditava da San Pio X un fecondo e dinamico patrimonio di sensibilità e di concrete iniziative nell’ambito della pastorale delle migrazioni, la Congregazione Concistoriale inviava agli Ordinari Diocesani Italiani la lettera circolare “Il dolore e le preoccupazioni“, nella quale si chiedeva, per la prima volta, di istituire una Giornata annuale di sensibilizzazione e, poi, di raccolta di denaro in favore delle opere pastorali per gli emigrati Italiani e per il sostentamento economico di un Collegio, appositamente fondato a Roma, per la preparazione dei missionari d’emigrazione. [..]“. La GMMR si celebra ogni anno l’ultima domenica di settembre; tuttavia, in particolari circostanze, come quest’anno per il Giubileo dei Migranti e del Mondo Missionario, avrà luogo il 4 e 5 ottobre, secondo il programma giubilare.

Come scrive Papa Leone XIV nel suo messaggio: “Molti migranti, rifugiati e sfollati sono testimoni privilegiati della speranza vissuta nella quotidianità, attraverso il loro affidarsi a Dio e la loro sopportazione delle avversità in vista di un futuro, nel quale intravedono l’avvicinarsi della felicità e dello sviluppo umano integrale.”

Siamo invitati a ricordare questa giornata nelle celebrazioni delle nostre comunità, creando momenti di preghiera e riflessione collettiva. È importante dare voce a chi sta cercando un futuro migliore, accogliendo il messaggio di speranza che i migranti e rifugiati portano con sé. “Dall’altro lato” – scrive sempre Papa Leone XIV – “anche le comunità che li accolgono possono essere una testimonianza viva di speranza. Speranza intesa come promessa di un presente e di un futuro in cui sia riconosciuta la dignità di tutti come figli di Dio. In tal modo, migranti e rifugiati sono riconosciuti come fratelli e sorelle, parte di una famiglia in cui possono esprimere i loro talenti e partecipare pienamente alla vita comunitaria.”

In occasione della Giornata, è prevista la colletta nazionale indetta dalla Conferenza Episcopale Italiana, destinata alle opere della Fondazione Migrantes. Le offerte raccolte durante questa giornata potranno essere trasmesse alla Fondazione Migrantes attraverso lo sportello ARCIDIOCESI DI TORINO – COLLETTE E DONAZIONI IBAN IT28 U030 6909 6061 0000 0110 790, indicando nella causale “Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato”. Ogni contributo sarà prezioso per sostenere progetti e iniziative a favore di chi vive l’esperienza migratoria.

Vi incoraggiamo inoltre a seguire il Festival dell’Accoglienza, giunto alla sua V edizione. Quaranta giorni, dal 16 settembre al 31 ottobre 2025, e oltre cento eventi tra incontri, dibattiti, spettacoli teatrali e musicali, laboratori, proiezioni cinematografiche, mostre fotografiche, presentazioni di libri e iniziative dedicate ai giovani. Annuale appuntamento autunnale, dedicato ai temi della migrazione e della multiculturalità, organizzato dalla Pastorale Migranti dell’Arcidiocesi di Torino e dall’associazione Generazioni Migranti, in collaborazione con Fondazione Migrantes e il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione Crt. Nell’ambito dell’iniziativa, il giorno stesso della Giornata, il 5 ottobre, alle ore 16, nella Chiesa della Madonna del Carmine – Via del Carmine, 3 – Torino, ci sarà l’opportunità di partecipare a uno spettacolo musicale con la lettura di alcuni brani scelti dal messaggio del Papa. La musica è un canale universale per trasmettere messaggi, specie se arricchita dall’incontro di voci e suoni da tutto il mondo.

Sul sito della Pastorale Missionaria, trovate invece il programma e potrete seguire la condivisione dell’esperienza giubilare di otto sacerdoti in convenzione che prestano servizio in diverse comunità torinesi che, accompagnati da Padre Paul Nde, delegato arcivescovile per il clero straniero, parteciperanno al Giubileo dei Migranti e del Mondo Missionario. Provenienti da Cina, Togo, Burundi, Rwanda, Repubblica Democratica del Congo e Madagascar, sono un piccolo mondo che ben rappresenta l’universalità della Chiesa.. Saranno per loro giorni di incontri, festa e spiritualità, anche alla presenza del Santo Padre. Li accompagniamo con la preghiera!

In allegato trovate il materiale preparato dalla Fondazione Migrantes per la GMMR:

  • messaggio del Papa
  • sussidio liturgico
  • manifesto
  • 100 anni di GMMR (2014)

Per approfondire:

  • Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato – La sezione Migranti e Rifugiati – Sussidi del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale
  • Il numero 7/8 del 2025 di Migranti Press, in uscita, sarà interamente dedicato alla Giornata. All’interno troverete il commento biblico al tema della GMMR di p. Claudio Monge e il sussidio liturgico per la celebrazione della GMMR.

Attraverso la condivisione e la cooperazione, insieme, come Chiesa pellegrina, possiamo essere testimoni di speranza e solidarietà.

Siamo chiamati a costruire un mondo più giusto e accogliente, unendo le nostre forze e le nostre voci in un canto di speranza.


Obolo di San Pietro: giornata per la Carità del Papa

Domenica 29 giugno 2025

A tutti voi, fratelli e sorelle di tutto il mondo: vogliamo essere una Chiesa sinodale, una Chiesa che cammina, una Chiesa che cerca sempre la pace, che cerca sempre la carità, che cerca sempre di essere vicino specialmente a coloro che soffrono.

Papa Leone XIV, Primo saluto, 8 maggio 2025

Domenica 29 giugno 2025, Giornata per la Carità del Papa

Cos’è l’Obolo? Un gesto d’amore e fraternità che nasce dalla comunione e dalla condivisione

È un’offerta che può essere di piccola entità, ma ha un profondo valore simbolico: esprime amore e fiducia per il Santo Padre, successore di Pietro. È un segno concreto di comunione con Lui e di partecipazione alla Sua missione che abbraccia il mondo intero, con particolare attenzione e cura per i fratelli e sorelle che vivono in situazioni di necessità. È un atto di corresponsabilità ecclesiale che unisce i fedeli di tutto il mondo attorno alla missione del Papa.

Come sostenere il Santo Padre?

Ci sono diversi modi per dimostrare il proprio supporto al Santo Padre.

Oltre alla preghiera nelle sue intenzioni, è possibile fare un’offerta all’Obolo di San Pietro.

Inoltre, è possibile contribuire acquistando la copia di Avvenire di domenica 29 giugno in edicola oppure online, perché il ricavato delle vendite il ricavato delle vendite sarà devoluto all’Obolo di San Pietro.

Questi gesti non sono solo una forma di beneficenza, ma un vero e proprio atto di partecipazione alla missione del Papa.

Le finalità dell’Obolo di San Pietro

Le donazioni raccolte attraverso l’Obolo di San Pietro contribuiscono a:

  • Supportare la missione del Santo Padre
  • Sostenere iniziative caritative: L’Obolo permette di finanziare progetti che mirano a migliorare la vita dei più fragili.
  • Aiutare per far fronte alle emergenze umanitarie

Rapporto Annuale 2024 (pubblicato il 27 giugno 2025)

Nel 2024 le entrate del Fondo Obolo sono ammontate ad € 58 milioni, mentre le uscite sono risultate pari ad € 75,4 milioni, come rappresentato nella seguente tabella:

Le donazioni sono giunte all’Obolo in tre principali forme:

• colletta raccolta presso le parrocchie di tutto il mondo in occasione della solennità dei Santi Pietro e Paolo e trasmesse dalle diocesi (31.8 milioni ovvero il 59%)
• offerte dirette inviate mediante bonifici su conti correnti bancari e postali, assegni o tramite sito web (8,9 milioni ovvero 16%)
• lasciti

di cui 2.8 milioni (5,2%) dall’Italia

Di cui pervenute dall’Italia EUR 2.835.472 (Rapporto Italia 2024). Per quanto concerne la raccolta effettuata nelle diocesi italiane, sono stati inviati € 1.775.739, mostrando un aumento di E 62.564 (+3,65%) rispetto al 2023. In merito alle donazioni provenienti direttamente da benefattori privati, sono state corrisposte 3.927 offerte per € 1.059.733. La Diocesi di Torino ha sostenuto l’Opera anche per il 2024 con un contributo di € 50.000,00.

Nel corso dell’anno 2024 , il Fondo Obolo di San Pietro ha erogato contributi per € 74,5 milioni, dei quali € 61,2 milioni per supportare le attività condotte dalla Santa Sede a servizio della missione apostolica del Santo Padre e € 13,3 milioni per sostenere i progetti di assistenza diretta ai più bisognosi. Tali contributi provengono dalle offerte ricevute per € 54,3 milioni e da proventi finanziari, generati dai rendimenti del patrimonio, per € 3,7 milioni mentre la restante parte, € 16,5 milioni, è stata prelevata dal patrimonio del Fondo Obolo.

Progetti di assistenza diretta 
Il Santo Padre si prodiga per offrire assistenza materiale ai paesi in via di sviluppo ed alle popolazioni colpite da guerre, nonché per sostenere, a vario titolo, la presenza evangelizzatrice di
parrocchie, diocesi ed istituti religiosi che versano in situazione di particolare necessità. Si tratta di interventi che rispondono a bisogni reali e urgenti, secondo criteri di missione, vicinanza e responsabilità. . Tali progetti afferiscono a tre diverse aree di attività, distinte in relazione agli scopi perseguiti:

I progetti finanziati sono stati 239 in 66 paesi , come di seguito rappresentati per area geografica:

 

*Si evidenzia che in Europa sono state erogate borse di studio, concesse in favore di sacerdoti, seminaristi e religiosi provenienti dall’Africa, dall’America Latina e dall’Asia, offrendo un percorso di studi presso atenei pontifici, e sono stati
devoluti aiuti umanitari a supporto della popolazione ucraina.

 

 

Sostegno alla missione apostolica del Santo Padre
L’ Obolo di San Pietro è volto a sostenere la missione universale del Santo Padre, supportata grazie all’attività di servizio svolta da dicasteri, enti e organismi della Santa Sede. Le spese volte a supportare la missione del Santo Padre sono ammontate nel 2024 a € 367,4 milioni di cui circa € 61,2 milioni (pari al 17%) sono stati coperti dall’Obolo, come qui di seguito riepilogate:

L’invito della Conferenza Episcopale Italiana

Tutte le Chiese particolari italiane sono invitate dalla CEI a destinare la colletta delle Messe festive del 29 giugno all’Obolo di San Pietro. Questa iniziativa rappresenta un’opportunità per unirsi in un gesto di comunità e carità verso il Santo Padre e i più bisognosi.

Modalità di raccolta della Colletta

Lo Sportello Collette e Donazioni dell’Arcidiocesi di Torino raccoglie le offerte delle comunità e dei donatori della nostra Diocesi. È possibile contribuire:

– In contanti o con assegno intestato a ARCIDIOCESI DI TORINO – Collette e Donazioni.
– Tramite bonifico bancario: ARCIDIOCESI DI TORINO – Collette e Donazioni IT28U0306909606100000110790

Uniamoci alla Missione del Papa

Partecipare all’Obolo di San Pietro significa contribuire attivamente alla missione di annunciare il Vangelo e promuovere giustizia, pace e fraternità tra i popoli. Sostenere il Santo Padre nella sua missione di speranza e amore è un invito a tutti noi.  Come ha affermato Maximino Caballero Ledo, prefetto della Segreteria per l’Economia, intervistato dal Sir, “È importante che le comunità di ogni continente si sentano parte attiva di una missione universale e che vedano nell’Obolo non solo una raccolta, ma un gesto di comunione e fiducia”.

Aiutiamo il Papa ad aiutare!

 

 

Per approfondire www.obolodisanpietro.va

 

 

 


Colletta del Venerdì Santo

Materiale e sussidi per la raccolta del 18 aprile 2025 a sostegno della Terra Santa

Abbiamo visto pianti, disperazione, distruzione ovunque. La tregua in atto è fragile e,  per natura sua, non basterà da sola a risolvere i problemi e ad estinguere l’odio in quell’area. La nostra speranza è però che il trionfo della morte inferta non sia la sua eterna vittoria. E ci torna la speranza di vedere il Risorto, Come ha scritto Papa Francesco nella sua Lettera ai Cattolici del Medio Oriente, lo scorso ottobre ” Siete un seme amato da Dio. E come un seme. apparentemente soffocato dalla terra che lo ricopre, sa sempre trovare la strada verso l’alto, verso la luce, per portare frutto e dare vita, così voi non vi lasciate inghiottire dall’oscurità che vi circonda ma, piantati nelle vostre sacre terre, diventate germogli di speranza, perché la luce della fede vi porta a testimoniare l’amore mentre si parla di odio, l’incontro mentre dilaga lo scontro, l’unità mentre tutto volge alla contrapposizione”.

La Colletta per la Terra Santa, o colletta del Venerdì Santo, che quest’anno ricorre il 18 aprile, è più che mai una risorsa imprescindibile: dopo la pandemia, la quasi completa interruzione dei pellegrinaggi e delle piccole attività che soprattutto i cristiani hanno creato a lato di essi, molti sono stati costretti all’esilio. “Se vogliamo rinforzare la Terra Santa e assicurare il contatto vivo con i Luoghi Santi, occorre sostenere comunità cristiane che, nella loro varietà, offrano al Dio-con-noi la loro lode perenne, anche a nome nostro” – ci ricorda il Dicastero delle Chiese Orientali nel comunicato annuale  –  “ma perché questo avvenga, c’è bisogno del dono generoso di tutte le comunità”  – anche della nostra comunità diocesana torinese.

Attraverso la Colletta, la Custodia Francescana, può portare avanti la sua missione fondamentale: custodire i Luoghi Santi, le pietre vive, e favorire la presenza cristiana. Questo avviene mediante numerose attività di solidarietà, come il mantenimento delle strutture pastorali, educative, sanitarie e sociali. 

La Colletta, nella sua essenza, è un gesto di fraternità e di cura. Di norma, il 65% dei proventi viene destinato alla Custodia di Terra Santa, mentre il restante 35% è indirizzato al Dicastero per le Chiese Orientali, che ha il compito di distribuire queste risorse.

I beneficiari di questa iniziativa si estendono oltre Gerusalemme e Palestina, abbracciando nazioni come Israele, Giordania, Cipro, Siria, Libano, Egitto, Etiopia, Eritrea, Turchia, Iran e Iraq. In ogni angolo di questi territori, il sostegno della Colletta si traduce in aiuti concreti e significativi:

Sussidi Ordinari e Straordinari

La storia salvifica raccontata nelle Sacre Scritture vive ancora oggi nei cuori e nelle vite delle comunità cristiane. Tuttavia, in molte di queste regioni, i fedeli affrontano sfide straordinarie: conflitti armati, crisi economiche e politiche instabili minacciano la loro esistenza. Qui interviene il Dicastero per le Chiese Orientali, con un attenzione particolare alla vita delle Chiese e delle loro opere. Ogni anno, viene concesso un sussidio ordinario a tutte le eparchie orientali e latine nei Paesi coinvolti, consentendo di mantenere vive le realtà ecclessiali attraverso il sostegno ai sacerdoti, ai religiosi, alle istituzioni, alle famiglie e alle famiglie, garantendo così una presenza cristiana vivace e operante.

Sussidi per l’Attività Scolastica

L’educazione è uno dei pilastri fondamentali su cui si basa il futuro delle giovani generazioni e, in questo contesto, la Diocesi Patriarcale di Gerusalemme dei Latini e la Custodia Francescana svolgono un ruolo cruciale. Le scuole in Palestina, purtroppo, hanno subito l’impatto devastante della guerra a Gaza, dell’aumento della disoccupazione e della mancanza di turismo. Eppure, nonostante le avversità, il Dicastero ha sviluppato strategie per garantire che l’istruzione continui a essere accessibile a tutti gli studenti, indipendentemente dalle difficoltà.

Un esempio eloquente di questo impegno è rappresentato dalla Bethlehem University, un’istituzione che accoglie quasi 3300 giovani, sia musulmani che cristiani. Qui, gli studenti non ricevono solo formazione intellettuale; vengono educati a diventare cittadini responsabili e rispettosi, pronti a costruire un Paese che promuove dignità e collaborazione. L’impegno dei Fratelli delle Scuole Cristiane è decisivo in questo percorso, assicurando che ogni alunno possa esplorare le proprie potenzialità e sviluppare una visione del mondo inclusiva e aperta.

Formazione Spirituale e Culturale dei Leader Religiosi

Grazie alla Colletta si può provvedere anche a devolvere contributi ai seminari, alle case di formazione religiosa e ad istituzioni culturali nei territori di competenza, sostenendo sotto varie forme (borse di studio, tasse universitarie e necessità varie) giovani seminaristi e sacerdoti , religiosi e religiose e, compatibilmente con i fondi disponibili, alcuni laici.

Un Invito a Seminare Speranza

In conclusione, la Colletta rappresenta molto più di una semplice raccolta di fondi; è una manifestazione tangibile della solidarietà e della condivisione tra le comunità cristiane di tutto il mondo. Ogni euro contribuisce a preservare la storia, la fede e la cultura nella Terra Santa, assicurando che le “pietre vive” possano continuare a respirare vita e speranza. È un invito a tutti noi a unirci in questo cammino, a diventare parte di una missione che trasforma le difficoltà in possibilità e che sostiene una presenza cristiana salda e vibrante nel Medio Oriente. La nostra partecipazione attiva può fare la differenza: insieme possiamo contribuire a scrivere un nuovo capitolo di speranza e riconciliazione.

Le offerte raccolte andranno versate allo Sportello Diocesano Collette e Donazioni – IBAN IT28 U030 6909 6061 0000 0110 790, l’Arcidiocesi di Torino a sua volta le consegnerà  al Commissario di Terra Santa,  come indicato dal DCO che invita inoltre ad evitare la promozione di collette parallele per lo stesso scopo nello stesso tempo, per non vanificare il significato e l’efficacia della carità di questa iniziativa della universale.

Fai conoscere l’iniziativa della colletta del Venerdì Santo nella tua comunità, insieme, possiamo donare speranza, seminare pace.

Giornata missionari martiri, in dono l’equivalente del digiuno

Nella ricorrenza del 24 marzo 2025 il sostegno ai giovani di Cuba

Il 24 marzo 2025 celebriamo la 33a Giornata di digiuno e preghiera in memoria dei Missionari Martiri, istituita per ricordare in modo particolare tutte le missionarie e i missionari che hanno donato la propria vita nell’annuncio del Vangelo e nel servizio ai prossimi. In questa giornata di preghiera e di solidarietà, la loro testimonianza di vita vissuta alla luce della Parola incarnata nella quotidianità delle genti con cui l’hanno condivisa, ci richiama a vivere la nostra fede con autenticità.

Online trovate il materiale preparato da Fondazione Missio per l’approfondimento e la preghiera e le proposte della Pastorale missionaria diocesana per la Veglia organizzata a livello diocesano in collaborazione con Missio Giovani Torino e Missionari e Missionarie della Consolata che celebreremo lunedì 24 marzo 2025 nella Chiesa di San Giuseppe Allamano in Corso Ferrucci a Torino.

Il secondo impegno per la Giornata dei missionari martiri è il digiuno, ovvero una rinuncia che porti frutto: l’equivalente di un pasto saltato può essere devoluto al Progetto “Giovani missionari, seminatori di speranza” che Missio Giovani propone per la realtà di CubaQui i ragazzi sono sempre più intenzionati a lasciare il Paese, in cerca di un futuro migliore altrove. Per stare vicino a quelli che restano, padre José Agustin Zamora, francescano conventuale e coordinatore della pastorale giovanile locale, insieme ai suoi confratelli vuole cogliere l’occasione dell’anno giubilare per organizzare con i giovani vere e proprie missioni diocesane con l’obiettivo di stare accanto alla gente e condividere la fede con altri fratelli in mezzo alle difficoltà quotidiane. Il Progetto, che mira a rivitalizzare la vita comunitaria della diocesi di Matanzas, a risvegliare nei giovani lo spirito missionario, a celebrare la fede nell’anno giubilare, è descritto qui. La Fondazione Missio si impegna a sostenerlo con una somma di 10mila euro.

La foto scelta per il manifesto della Giornata  è stata scattata da padre Dario Dozio in un villaggio della Costa d’Avorio: quello che vediamo è l’immagine di un offertorio durante la celebrazione eucaristica. La frutta, la verdura e il cibo donati sotto l’altare vengono condivisi con la comunità, proprio come i missionari condividono la loro vita e l’essenzialità della quotidianità con le persone che hanno accanto. Ognuno nella comunità, nonostante il contesto umile e difficile, ha contribuito portando come offerta qualcosa di essenziale per la propria vita e frutto del proprio lavoro quotidiano. Un gesto che è segno di un servizio missionario che si dona per la vita di tutti e si arricchisce nella condivisione con gli altri.

Anche noi  ci sentiamo chiamati  ad impegnarci nelle nostre realtà alla luce del loro esempio, a rinnovare il nostro impegno nell’aiuto ai più bisognosi, nella lotta alle ingiustizie e nel prendere posizione davanti a atti di prepotenza, ricordandoci che anche nelle situazioni umane più drammatiche può accendersi una luce di Speranza. Per i singoli e le comunità della Diocesi di Torino che lo desiderano è possibile contribuire offrendo il frutto del proprio digiuno per sostenere il progetto attraverso lo Sportello diocesano Collette e Donazioni:

  • In contanti o con assegno intestato a “Arcidiocesi di Torino – Collette e donazioni” direttamente nella nostra Sede.
  • Con Bonifico Bancario:  ARCIDIOCESI DI TORINO – COLLETTE E DONAZIONI – IBAN IT28 U030 6909 6061 0000 0110 790

sarà nostra premura far avere le vostre donazioni alla direzione nazionale di Fondazione Missio – Roma.


Raccolti 115mila euro a sostegno delle Pontificie Opere Missionarie

Collette della Diocesi di Torino trasmesse al Fondo di Solidarietà della Chiesa universale

Carissime comunità dell’Arcidiocesi di Torino,

«Andate e invitate al banchetto tutti» (cfr. Mt 22,9) è il versetto dal quale ha tratto spunto Papa Francesco per il messaggio in vista della Giornata Missionaria Mondiale che abbiamo celebrato lo scorso 20 ottobre 2024. Siamo stati invitati da Papa Francesco a rinnovare il dinamismo missionario e spinti nuovamente ad essere una “Chiesa in uscita”, a metterci in cammino per rendere accessibile a tutti la possibilità di partecipare al grande banchetto per tutti i popoli, dove ogni popolo,  ogni persona ha il diritto di sedere e condividere.

Insieme, come comunità dell’Arcidiocesi di Torino, abbiamo risposto a questa chiamata con generosità e solidarietà, con 115.753,51 € di offerte. La nostra Diocesi ha partecipato attivamente alla Colletta, dimostrando una sollecitudine che parla di una fede viva e operosa. Grazie al vostro impegno e alla vostra apertura, il frutto di questa raccolta è stato consegnato attraverso lo Sportello diocesano Collette e Donazioni alla Direzione Nazionale di Fondazione Missio, confluendo così nel Fondo di solidarietà della Chiesa universale.

È grazie anche alla fraterna generosità delle nostre comunità che i progetti affidati alle Diocesi italiane (di cui alcuni li trovate presentati qui Progetti Finanziati da Missio per il 2024 – 2025 – Sportello Collette e Donazioni ) attraverso Missio Italia potranno essere sostenuti e realizzati.

Ogni gesto, ogni contributo, ogni preghiera, si trasforma in una luce che illumina il cammino di tanti che attendono una mano tesa, un sorriso fraterno, una speranza rinnovata.

In un mondo sempre più frammentato, siamo chiamati ad essere testimoni di una Chiesa in uscita, capace di abbracciare e invitare. Non lasciamoci scoraggiare dalle difficoltà, ma continuiamo a rincorrere il sogno di una comunità inclusiva, dove ciascuno possa sentirsi parte di questa straordinaria famiglia di Dio.

Grazie di cuore per la vostra sollecitudine, per la vostra generosità e per il vostro spirito missionario.

Insieme possiamo fare la differenza e costruire un futuro migliore, dove il banchetto dell’Amore diventi realtà per tutti.

 


Giornata mondiale per i malati di lebbra: progetti di solidarietà

Domenica 26 gennaio 2025

La Giornata Mondiale per i Malati di Lebbra (GML), istituita nel 1954 da Raoul Follereau, che celebreremo domenica 26 gennaio 2025, rappresenta un’importante occasione di sensibilizzazione su una malattia ancora presente, che purtroppo non è scomparsa dal nostro pianeta. Nonostante i progressi compiuti nella cura e prevenzione, secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel corso del 2023 sono stati registrati 182.815 casi di lebbra a livello globale, con un aumento del 5% rispetto all’anno precedente.

La lebbra in se è una malattia curabile, grazie a trattamenti accessibili e poco costosi, tuttavia, a causa della povertà e della carenza di servizi sanitari di base continua a diffondersi tra i più fragili. Perché il malato di lebbra cessi di essere lebbroso, bisogna guarire dalla paura e dall’indifferenza. La lotta contro la povertà, l’ignoranza e la discriminazione è cruciale, poiché questi fattori contribuiscono fortemente alla diffusione di malattie legate alla condizione economica. La collaborazione di tutti è fondamentale per affrontare queste problematiche. È essenziale proseguire un cammino di solidarietà per ridare dignità ai nostri fratelli malati di lebbra.

La Chiesa, in questo ambito, ha messo in campo un significativo impegno, gestendo 525 lebbrosari nel mondo: 205 in Africa, 39 in America, 260 in Asia, 20 in Europa e 1 in Oceania (Fonte: Agenzia Fides 2023) oltre a dispensari e consultori. Nella nostra diocesi, dal 1980, si svolgono celebrazioni annuali della Giornata (clicca qui per visualizzare i rendiconti) con il supporto per l’animazione e sensibilizzazione di realtà missionarie diocesane impegnate nel servizio per i malati di lebbra.

Ci è gradita l’occasione per ringraziare le comunità che invitano ed accolgono i volontari dell’OASI Operazione Mato Grosso, del gruppo MIO Moriondo Insieme e del comitato SOS India per le testimonianze e, non ultimo, le Associazioni ed i volontari per la disponibilità e la sollecitudine.

Grazie a queste azioni e alla generosità dei donatori, possiamo rispondere positivamente alle richieste dei lebbrosari, dispensari e missionari impegnati sul campo, sostenendo annualmente PROGETTI DI CURA, PREVENZIONE E REINSERIMENTO PER I MALATI DI LEBBRA  (clicca qui per visualizzare i PROGETTI 2025). La Giornata Mondiale per i Malati di Lebbra è un’opportunità non solo per ricordare ma anche per agire: uniamo le forze per far sentire la nostra vicinanza a chi ne ha bisogno (DEPLIANT 2025)! 

Come donare? Rivolgendoti allo sportello Diocesano Collette e Donazioni:

Arcidiocesi di Torino – Collette e donazioni

IBAN IT28 U030 6909 6061 0000 0110 790

Specificando nella causale: Giornata Mondiale per i Malati di Lebbra