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CHIESA DI SANTA MARIA DI PIAZZA: PIU’ RICCO DI CONTENUTI “VERSO L’ALTRO”, LO SPAZIO ESPOSITIVO SU PIER GIORGIO FRASSATI, E CREATA UNA NUOVA AREA MOSTRE DEDICATA AI “SANTI TORINESI”
Comunicato stampa dell'8 aprile 2026
Venerdì 10 aprile alle ore 18, nella Chiesa di Santa Maria di Piazza (via Santa Maria, 4) presentazione delle novità in occasione dell’avvio dell’anno dedicato al 125° anniversario della nascita del Santo e inaugurazione del nuovo spazio espositivo dedicato ai “Santi Torinesi”.
Il complesso di Santa Maria di Piazza ha ampliato i propri spazi espositivi per ospitare – insieme a “Verso l’Altro”, la mostra multimediale permanente sulla vita di Pier Giorgio Frassati – una nuova area dedicata ai “Santi Torinesi” pensata anche come sala per mostre temporanee, iniziative educative del territorio circostante e, soprattutto, attività di gruppi giovanili. In occasione dell’inaugurazione sarà comunicato il nome scelto per questo nuovo spazio.
Le novità relative al percorso espositivo di “Verso l’Altro” riguardano la maggiore accessibilità ai contenuti, garantita alle persone non udenti o ipoudenti tramite descrizioni nella Lingua dei Segni (LIS), alle persone non vedenti e ipovedenti grazie a pannelli tattili e sistemi di audiodescrizione e, a tutti, con il “Virtual Tour” in sei lingue (italiano, inglese, francese, spagnolo, polacco e LIS), che assicura fruibilità anche a un pubblico internazionale o a chi non può visitare fisicamente la mostra. A queste si aggiungono sette nuovi filmati e una web app (“I luoghi di Pier Giorgio”) con tre sezioni tematiche (“Verso l’Altro” che introduce alla mostra; “Frassatour” con i luoghi di Torino cari a Pier Giorgio, raccontati in prima persona; “Sentieri Frassati” con i percorsi escursionistici intitolati in tutte le regioni d’Italia a Pier Giorgio) e disponibile in cinque lingue.
I nuovi contenuti e le nuove funzionalità di “Verso l’Altro” e il nuovo spazio dedicato ai “Santi Torinesi” saranno presentati venerdì 10 aprile alle ore 18, in occasione dell’evento di avvio dell’anno dedicato al 125° anniversario della nascita di Pier Giorgio Frassati (nato a Torino il 6 aprile 1901), di cui si parlerà nel corso di un incontro con il vescovo ausiliare dell’Arcidiocesi di Torino monsignor Alessandro Giraudo, la delegata dall’Arcivescovo per il Comitato diocesano per il centenario di Pier Giorgio Frassati suor Carmela Busìa, il parroco di Pollone don Luca Bertarelli, Alberto Riccadonna direttore del giornale diocesano “La Voce e il Tempo” e Paolo Pellegrini amministratore delegato di Mediacor, società che ha coordinato l’intero progetto di “Verso l’Altro”. L’incontro sarà moderato dal giornalista Francesco Antonioli.
Pier Giorgio Frassati (Torino, 6 aprile 1901 – 4 luglio 1925) è stato canonizzato da Papa Leone XIV il 7 settembre 2025 a Roma.
“Verso l’Altro” è in piazzetta dell’Università dei Mastri Minusieri 3A, a Torino, e lo spazio espositivo è aperto dal martedì alla domenica dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18. Maggiori informazioni su www.versolaltro.it.
“Verso l’Altro” e lo spazio dei “Santi Torinesi” sono un progetto dell’Arcidiocesi di Torino, realizzato da Mediacor (contatti: web mediacor.it , e-mail info@mediacor.it , tel. 3487619700) con il sostegno della Fondazione CRT, della Compagnia di San Paolo, della Conferenza Episcopale Italiana, dell’Opera Diocesana Pier Giorgio Frassati, dei donatori e delle donatrici della piattaforma For Funding.
Immagini allegate: web app “I luoghi di Pier Giorgio” e pannello su nuovo spazio “Santi Torinesi”


AUGURI DI BUONA PASQUA DI RESURREZIONE
CHIUDE LA LIBRERIA CATTOLICA DI CORSO MATTEOTTI
Comunicato Stampa dell'1 aprile 2026
Chiude la libreria cattolica di corso Matteotti 11 “La Rosa Blu”.
Chiude la libreria cattolica di corso Matteotti 11 “La Rosa Blu”. I costi di gestione non sono più sostenibili dall’omonima cooperativa sociale, che rilevò la libreria nel 2020 dopo il ritiro delle suore Figlie di San Paolo: le vendite cesseranno a partire dalla settimana dopo Pasqua.
Ai dipendenti sarà assicurato un posto di lavoro. Sono in corso valutazioni per mantenere la destinazione culturale degli spazi liberati dalla libreria.
La Diocesi di Torino, proprietaria dei locali di corso Matteotti, esprime apprezzamento e molta riconoscenza per l’attività svolta in questi anni da “La Rosa Blu”.
“CRISTIANI IN POLITICA”, GIOVANI E PARTECIPAZIONE PER IL BENE COMUNE: INCONTRO CON IL CARDINALE ROBERTO REPOLE
Comunicato stampa del 26 marzo 2026
“CRISTIANI IN POLITICA”, GIOVANI E PARTECIPAZIONE PER IL BENE COMUNE: INCONTRO CON IL CARDINALE ROBERTO REPOLE
Sabato 28 marzo (dalle 9.30 alle 12.30) all’Istituto Sociale di Torino
Giovani e politica, partecipazione e inclusione per la costruzione del bene comune. Ne parleranno nella mattinata di sabato 28 marzo, dalle 9.30 alle 12.30 all’Istituto Sociale (corso Siracusa 10, Torino), l’arcivescovo di Torino, cardinale Roberto Repole, e il ventinovenne sindaco di Castel Maggiore (Bologna) Luca Vignoli (intervistati dal giornalista Matteo Spicuglia), l’analista politico Lorenzo Pregliasco di Youtrend, alcuni studenti degli istituti Sociale di Torino e Albert di Lanzo Torinese e altri giovani che hanno seguito i percorsi di educazione civica e formazione politica proposti dai laboratori delle “Piccole Officine Politiche”.
“La questione giovanile – spiega Alessandro Svaluto Ferro, direttore dell’Area Carità e Azione Sociale della Pastorale diocesana Sociale e del Lavoro – è stata frequentemente oggetto di approfondimento e proposta, anche da parte del cardinal Repole: dalla riflessione sul futuro di Torino (che non può essere immaginato senza un concreto coinvolgimento dei giovani) al ruolo centrale e proattivo della Pastorale giovanile nell’ambito dell’azione ecclesiale”.
Coinvolgimento dei più giovani che parte proprio dall’ascolto dei ragazzi, delle loro riflessioni, delle idee e delle opinioni che, in tema di politica e partecipazione democratica, hanno anche maturato frequentando i laboratori di educazione civica e formazione alla politica, proposti dall’Arcidiocesi nelle loro scuole.
“I giovani – aggiunge Svaluto Ferro – non sono né apatici né indifferenti, al contrario di quanto si sente non di rado affermare. Ma occorre saperli ascoltare e aiutarli a scoprire che, attraverso il fare politica, ci si può mettere al servizio della comunità in cui si vive, al fine di costruire un presente e un futuro migliore per tutti, dedicando inoltre particolare attenzione a coloro che sono più fragili e vulnerabili”.
Nel corso della mattinata all’Istituto Sociale (alle ore 10.15) Lorenzo Pregliasco di Youtrend analizzerà il rapporto tra politica, partecipazione e giovani sulla base delle recenti ricerche e dati raccolti dalla società demoscopica, mentre (alle 10.40) intervistati dal giornalista Matteo Spicuglia, il cardinale Roberto Repole parlerà del significato dell’impegno politico dal punto di vista cristiano e Luca Vignoli, sindaco di Castel Maggiore, condividerà la propria esperienza personale in relazione all’importanza della partecipazione giovanile nelle istituzioni pubbliche.

SANTI SOCIALI, PARTE L’ITER DI CANDIDATURA UNESCO: IL CARDINALE REPOLE RINGRAZIA
Comunicato stampa dell'11 marzo 2026
«Sono terminate oggi pomeriggio le consultazioni della Diocesi di Torino con il Comune di Torino, la Città Metropolitana e la Regione Piemonte e desidero esprimere molta gratitudine al presidente Alberto Cirio e al sindaco Stefano Lo Russo per l’adesione alla proposta di candidare il “chilometro quadrato della carità” di Torino a Patrimonio dell’Unesco: è il quartiere nel quale operarono i grandi Santi dell’Ottocento, da Giovanni Bosco a Giuseppe Cottolengo, Leonardo Murialdo, Giuseppe Allamano, Giulia e Tancredi di Barolo, Giuseppe Cafasso». Questo il commento dell’Arcivescovo card. Roberto Repole, che in gennaio lanciò l’idea della candidatura internazionale per far conoscere al mondo il caso unico di Torino.
Si è costituito un primo gruppo tecnico con gli Enti locali per avviare l’iter di candidatura. Nelle prossime settimane la Diocesi, rappresentata dalla referente della Caritas Elide Tisi, avvierà il coinvolgimento degli Istituti religiosi che discendono dai Santi fondatori ed altri enti del territorio, fra essi le Fondazioni bancarie.
«I Santi che operarono nell’Ottocento – osserva Repole – mobilitarono la città nella lotta alle grandi sofferenze dei poveri, realizzarono in pochi decenni opere di avanguardia sul fronte della cura dei malati (Piccola Casa del Cottolengo), dei giovani (Salesiani, Giuseppini del Murialdo), dei carcerati (le opere dei Marchesi di Barolo e di Cafasso), della mondialità (Missionari della Consolata, ma anche Salesiani, Cottolenghini, Murialdini, Suore di Sant’Anna). Ulteriori figure si muovevano attivamente in quegli stessi anni in Torino, dal beato Faà di Bruno ai beati fratelli Boccardo. Nel piccolo quartiere alle spalle di Porta Palazzo l’ispirazione alla carità e alla solidarietà sociale mise particolari radici. Fu un’esperienza unica, oggi diremmo che fu una esperienza ‘di rete’, che sta continuando ad animare Torino con iniziative religiose e laiche, antiche e nuove, ultimo in ordine di tempo il Museo Frassati dedicato alla memoria storica: ci sembra possibile che l’Unesco ne valuti l’eccezionale messaggio universale».
INAUGURATO IL NUOVO ANNO GIUDIZIARIO DEL TRIBUNALE ECCLESIASTICO INTERDIOCESANO
Comunicato stampa del 7 marzo 2026
Da Agenzia Giornali Diocesani notizie:
Gent.mi colleghi, vi segnaliamo questa nota sull’inaugurazione dell’ anno giudiziario del Tribunale Ecclesiastico piemontese (all’interno del link trovate anche foto e documentazione):
Inaugurato il 9° Anno Giudiziario del Tribunale ecclesiastico interdiocesano piemontese
GUERRA, PAURA A GERUSALEMME. SONO AL SICURO I 17 PRETI PIEMONTESI
Comunicato stampa del 28 febbraio 2026
vedi: https://vocetempo.it/guerra-in-iran-paura-a-gerusalemme-al-sicuro-17-preti-torinesi
Sono al sicuro 17 preti piemontesi, in gran parte provenienti dalla Diocesi di Torino, che questa mattina erano a Gerusalemme nel giardino del Getzemani quando è scattato l’allarme su tutto il territorio di Israele e di altri Paesi mediorientali alla notizia dei bombardamenti scatenati da Israele e dagli Stati Uniti sull’Iran. Teheran ha annunciato durissime ritorsioni. I preti in viaggio con l’Opera Pellegrinaggi, che in questo momento ha due addetti a Gerusalemme insieme al clero, hanno subito riparato in luogo sicuro. Gli spazi aerei sono chiusi e al momento non ci sono certezze sui tempi di rientro in Italia, che era previsto per domani. Due giorni fa il gruppo piemontese ha incontrato il Patriarca di Gerusalemme card. Pizzaballa, portando aiuti economici.
IL CENTRO CATTOLICO DI BIOETICA SUL PRIMO SUICIDIO ASSISTITO IN PIEMONTE
Comunicato stampa del 14 febbraio 2026
Dichiarazione di don Giuseppe Zeppegno, presidente del Centro Cattolico di Bioetica
(Diocesi di Torino)
«Il primo suicidio assistito in Piemonte, operato con il via libera della Regione in attuazione delle prescrizioni della Corte Costituzionale, è prima di tutto, per tutti noi, partecipazione al lutto di una famiglia addolorata per la morte di una persona amata, un uomo giovane, che ha chiesto di porre fine a una sofferenza che non riusciva più a sostenere. Ora quest’uomo non soffre più, ma la sua vicenda resta una dolorosa tragedia e una sconfitta umana e sociale perché ha ottenuto questo obiettivo rinunciando alla propria vita. Mentre accompagniamo con un pensiero affettuoso coloro che stanno soffrendo, non possiamo rassegnarci a constatare che si affronta la sofferenza con l’annientamento della vita. È obiettivamente difficile comprendere perché si faccia ancora così poco nel nostro Paese per incentivare la medicina palliativa, che accompagna chi vive il dramma della malattia senza prospettiva di guarigione, alleviando il dolore fisico e prendendo in carico tutti i bisogni medici, assistenziali e spirituali. Questa, ne siamo convinti, resta l’opzione preferibile. Credo che la società debba sempre più organizzarsi con una attenta sollecitudine in funzione dei deboli. Quanto al via libera dato dalla Regione Piemonte al suicidio assistito, esso prende atto dell’esistenza di un quadro normativo vincolante anche in assenza di leggi: la partita è dunque in mano al Governo e al Parlamento, che da troppo tempo non si pronuncia pur avendo i numeri per cambiare, correggere o migliorare»
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CARD.REPOLE SU GUERRIGLIA A TORINO
Comunicato stampa dell' 1 febbraio 2026
CARD. REPOLE APRE CELEBRAZIONI 1300° ANNIVERSARIO DI NOVALESA
Comunicato stampa del 29 gennaio 2026
IL CARDINALE REPOLE ALL’ABBAZIA DI NOVALESA
APRE LE CELEBRAZIONI PER IL 1300° ANNIVERSARIO
In apertura delle celebrazioni per il 1300° anniversario dell’Abbazia di Novalesa in Valle di Susa il cardinale Roberto Repole, Arcivescovo di Torino e Vescovo di Susa, presiederà
venerdì 30 gennaio alle 15.30 nella chiesa dell’Abbazia i solenni Vespri in memoria dell’atto di fondazione.
Sarà presente Stefano Lo Russo, Sindaco della Città Metropolitana di Torino, che è proprietaria dell’Abbazia dal 1972.
L’Abbazia di Novalesa fu fondata il 30 gennaio 726 per volontà del governatore della Moriana e di Susa Abbone. Nel corso dei secoli è stata un grande punto di riferimento spirituale e culturale per il Piemonte. Lungo tutto il 2026 si terranno iniziative rievocative a cura dalla comunità dei sei monaci benedettini che reggono l’Abbazia e della Città Metropolitana.
CONF.STAMPA. BEATO SEBASTIANO VALFRÈ: UN PERCORSO TRIENNALE DI INIZIATIVE VERSO IL QUARTO CENTENARIO DELLA NASCITA
Comunicato stampa del 28 gennaio 2026
BEATO SEBASTIANO VALFRÈ:
UN PERCORSO TRIENNALE DI INIZIATIVE VERSO IL QUARTO CENTENARIO DELLA NASCITA
Conferenza stampa di presentazione del progetto venerdì 30 gennaio alle 11,
all’Oratorio di San Filippo (via Maria Vittoria 5).
Cara/o collega,
ti segnalo che
venerdì 30 gennaio
alle ore 11,
all’Oratorio di San Filippo (via Maria Vittoria 5, Torino)
sarà presentato nel corso di una conferenza stampa il triennale progetto di iniziative dedicate alla figura del Beato Sebastiano Valfrè, colui che, con la sua opera, ha anticipato di oltre un secolo lo storico periodo torinese in cui agirono i “santi della carità”, quei religiosi, come i santi Giovanni Bosco, Benedetto Cottolengo, Leonardo Murialdo, Giuseppe Cafasso, che furono fortemente impegnati in campo sociale.
All’incontro con i giornalisti saranno presenti padre Michele Nicolis (Procuratore Generale della Confederazione dell’Oratorio di San Filippo Neri); padre Simone Furno (Rettore della Chiesa di San Filippo Neri); don Massimo Scotto (Diocesi di Alba); Daniele Bolognini (studioso di Sebastiano Valfrè); Gian Maria Zaccone (Direttore Centro Internazionale di Studi sulla Sindone); Rosanna Purchia, (Assessore alla Cultura del Comune di Torino); Albina Malerba (Direttore Centro Studi Piemontesi), Giorgio Gagna (Presidente Centro studi Carlo Alberto); Mauro Rubat Ors (Presidente Associazione Cultores Sindonis).
Nel pomeriggio della stessa giornata alle ore 16.00, all’Oratorio di San Filippo, si svolgerà un incontro sul tema “Un Beato, un progetto e il suo perché”, con interventi di padre Michele Nicolis, Daniele Bolognini, Daniele D’Alessandro, Gustavo Mola di Nomaglio, Gian Maria Zaccone, Federico Valle e padre Simone Furno. Moderatore Alberto Riccadonna, direttore de La Voce e Il Tempo.
Alle ore 18.30 si concluderà la giornata dedicata al Beato Valfrè con la Santa Messa nella Chiesa di San Filippo, presieduta dal vescovo ausiliare di Torino, mons. Alessandro Giraudo, cui seguirà una cena a buffet.
“Il recupero della figura del beato Sebastiano Valfrè, del suo messaggio e del suo esempio– sottolinea il direttore del Centro Internazionale di Studi sulla Sindone, Gian Maria Zaccone – potranno rappresentare un contributo importante che la Chiesa piemontese, la Città di Torino e il Piemonte sapranno offrire alla riflessione verso il Giubileo della Redenzione del 2033, nonché alla storia del territorio e della sua cultura. Nella mattinata del 30 gennaio, memoria liturgica del Beato, presenteremo – spiega Zaccone – un percorso triennale verso il quarto centenario della nascita (1629 – 2029), con iniziative modulate sul territorio ma non solo – la sua devozione è assai sparsa nel mondo, in particolare nel continente americano – con lo scopo di giungere a celebrare in modo consono la ricorrenza, valutando nel contempo anche le possibilità di riapertura dell’iter di canonizzazione.
A Torino – aggiunge il direttore del CISS – vi sono anche altri due punti focali della devozione del Beato che connotano la storia e la realtà di Torino: la Vergine Consolata che grazie al suo intervento assurse a compatrona della Città, e la Sindone, che non cessò mai di offrire come oggetto di meditazione sul mistero dell’incarnazione”.
Diverse le realtà che hanno già aderito all’iniziativa patrocinata dalla Congregazione dell’Oratorio affiancata dall’Arcidiocesi di Torino e dalla Diocesi di Alba, tra cui Il Centro Internazionale di Studi sulla Sindone, l’Associazione Cultores Sindonis, il Centro Studi piemontesi e il Centro Studi Carlo Alberto.
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SCHEDA:
Il Beato Sebastiano Valfrè: maestro del clero, missionario e padre dei poveri
Il 30 gennaio 1710, assistito personalmente dal duca Vittorio Amedeo II di Savoia, spirava nella sua povera stanza della Congregazione dell’Oratorio annessa alla chiesa di san Filippo a Torino Sebastiano Valfré, prete dell’istituzione fondata un secolo e mezzo prima da san Filippo Neri a Roma. Nato in una numerosa famiglia contadina di Verduno, Diocesi di Alba, studiò tra molte difficoltà, ma con risultati che lo condussero a divenire anche membro della Facoltà teologica nell’Università. Fu uno dei protagonisti della vita ecclesiale in Torino e nel Piemonte: maestro del clero, missionario, catechista, organizzatore dell’apostolato laicale, padre dei poveri.
Venne proposto come Arcivescovo di Torino dal re Vittorio Amedeo II, che lo stimava e ne gradiva i consigli, ma egli umilmente rifiutò fedele al suo motto “non cercare di essere perfetto facendo cose straordinarie. Piuttosto, adempi ai tuoi compiti quotidiani in modo allegro e coscienzioso».
Il suo campo di impegno fu di una vastità impressionante, attento sia alle necessità spirituali ma anche materiali della popolazione torinese e saggio consigliere nelle travagliate vicende politiche del suo tempo. Predicatore instancabile con uno stile semplice, dottrinalmente irreprensibile sebbene libero da intellettualismi e sottigliezze teologiche – che per altro ben conosceva – offre ancora oggi insegnamenti e istruzioni per coltivare una devozione sana e corretta, rivolta in primo luogo ai laici. In questo senso seppe coniugare mirabilmente gli insegnamenti di san Filippo e san Francesco di Sales.
Ma anche padre dei poveri, degli emarginati, delle persone in difficoltà e in situazioni difficili: bisognosi, carcerati, prostitute, ragazzi sbandati, militari di truppa. Tutti aiutava sia con visite, sia con supporto spirituale, materiale e personale – fu visto più volte caricarsi sulle spalle nottetempo dei miserabili per portarli là ove potevano essere accuditi. Ma in particolare fu capace di tessere una rete di carità che attraverso la sua mediazione consentiva passaggi di aiuti imponenti da chi aveva le possibilità verso coloro che nulla avevano. In questo senso certamente si può vedere nel Valfrè il capostipite di quella stirpe di preti santi, che, mossi dalla Carità – l’amore verso Dio e il prossimo, cuore del messaggio cristiano – si sono impegnati nel campo sociale non per uno spirito di mera solidarietà ma per amore compassionevole. Non è un caso che tra di essi la fama e l’esempio del Valfrè fossero ben noti e ciascuno di essi, pur con forme e accenti diversi, raccolse la sua eredità spirituale.
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La cartella stampa con testi e immagini è disponibile, dalle ore 11 del 30 gennaio, all’indirizzo
https://www.sindone.it/2026/beato-sebastiano-valfrè
O scaricabile inquadrando il QR code:

CARD. REPOLE: CANDIDARE ALL’UNESCO LA CITTADELLA DEI SANTI SOCIALI
Comunicato stampa del 17 gennaio 2026
“A GIULIA DI BAROLO”, IL PRIMO MONUMENTO DEDICATO A UNA DONNA DELLA STORIA TORINESE
Comunicato dell'Opera Barolo del 14 gennaio 2026
Tre giorni di festa, dal 17 al 19 gennaio, con iniziative culturali, spettacoli e visite guidate tra Palazzo Barolo e il Distretto sociale Barolo per la nuova scultura posizionata sulla facciata della storica residenza, all’angolo tra via Corte d’Appello e via delle Orfane.
Voluto dall’Opera Barolo per la sua fondatrice e patrocinato da Città di Torino e Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino, il monumento è stato realizzato con il sostegno della famiglia Abbona, titolare dell’azienda vitivinicola “Marchesi di Barolo. Antiche Cantine in Barolo” e il Gruppo Iren ne ha curato l’illuminazione.
Realizzato da Gabriele Garbolino Rù con la curatela artistica di Enrico Zanellati, il monumento è una scultura in bronzo in cui sono raffigurate due donne, Giulia di Barolo e una carcerata che lei tiene tra le braccia. L’autore dell’opera, docente dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino – ha potuto studiare i ritratti custoditi a Palazzo Barolo, lasciandosi inoltre guidare dalle “Memorie sulle carceri” scritte in prima persona dalla marchesa e realizzando una reinterpretazione contemporanea della sua figura, in dialogo con la maestosa facciata del Palazzo che sostiene la scultura.
Giulia di Barolo (1786-1864) fu instancabile nel suo servizio alle detenute e, insieme al marito Carlo Tancredi, fondò il Distretto Sociale Barolo, come primo luogo di accoglienza per le donne uscite dal carcere, e tante altre realtà di servizio sociale ed educativo, che l’Opera Barolo ha tutt’oggi il compito mantenere vive. Venerabili dal 2015 lei e dal 2018 lui, per Giulia e Carlo Tancredi è in atto il processo di beatificazione.
Tre giornate di eventi tra Palazzo Barolo e il Distretto Sociale
Con la collocazione della scultura prende il via un lungo week-end con iniziative culturali, spettacoli musicali, visite guidate a Palazzo Barolo, la seicentesca dimora nobiliare torinese dei marchesi con le sue opere d’arte e sale dove soggiornarono personaggi celebri del Risorgimento italiano, come Silvio Pellico, e che oggi ospita anche il MUSLI, Museo della Scuola e Pop-App Museum. In quei giorni è inoltre visitabile il Distretto Sociale Barolo, complesso storico e oggi sede di diverse associazioni di volontariato che, quotidianamente, offrono servizi di assistenza e beni di prima necessità a persone e famiglie, molte delle quali povere, fragili e in condizioni vicine alla marginalità sociale. La tre giorni di festa, si apre sabato 17 gennaio con le visite guidate “Sulle orme di Giulia …” e lo spettacolo di Palazzo Barolo con la Società di Danza Torinese e i rievocatori dell’associazione “Le vie del tempo”. Prosegue domenica con le attività musicale per famiglie con bambine di “Crescendo in Sol”, le attività per bambini e ragazzi proposte dal MUSLI Museo della Scuola e Pop-App Museum e con le visite guidate. Conclusione lunedì 19 gennaio con, in mattinata alla Chiesa di Santa Giulia, la celebrazione eucaristica in suffragio della marchesa e, nel pomeriggio, a Palazzo Barolo con il concerto “Sulle note di Giulia”. (nel file word allegato programma_iniziative_a_giulia_
Dall’azienda “Marchesi di Barolo. Antiche Cantine in Barolo” i fondi per il progetto
La Famiglia Abbona, proprietaria a Barolo delle Cantine che un tempo erano dei Marchesi e che – fedele a una tradizione nata con i Marchesi Giulia e Carlo Tancredi, che coniuga attività imprenditoriale a promozione della cultura e impegno nel campo del sociale – ha sostenuto economicamente il progetto del monumento a Giulia di Barolo.
“Quando si orienta lo sguardo verso la straordinaria figura di Giulia e quella del marito Carlo Tancredi Falletti di Barolo emergono tanti tasselli, tra questi – osserva il curatore artistico di Palazzo Barolo, Enrico Zanellati – la storia del vino Barolo, oggi celebre in tutto il mondo, nato proprio nelle Antiche Cantine che ancora oggi custodiscono e producono lo stesso prezioso patrimonio enologico. È proprio da questi celebri luoghi che arriva la principale linfa per la realizzazione del monumento. Da quasi un secolo la Famiglia Abbona è proprietaria, a Barolo, delle Storiche Cantine un tempo appartenute ai Marchesi. Oggi, guidata da Ernesto e Anna insieme ai figli Valentina e Davide, prosegue con la stessa passione che animò la Marchesa Giulia nella produzione del “re dei vini e vino dei re”, con il prestigioso marchio “Marchesi di Barolo” (https://marchesibarolo.com). Ed è con questo stesso spirito che la famiglia ha scelto di affiancare l’Opera Barolo, finanziando l’iniziativa”.
La scultura in numeri
Dimensioni: l’opera è alta 2 metri e 30 centimetri, pesa 170 chilogrammi, sviluppa una superficie di 4 metri quadrati ed è posizionata a un’altezza di 4 metri da terra.
Tempi di realizzazione: 2 anni di lavoro che comprendono le fasi relative a ricerca e realizzazione del progetto, creazione del modellato in gesso e cera, fusione in bronzo, assemblaggio delle parti e patinatura finale.
Opera Barolo, da due secoli vicina ai più fragili
L’Opera Barolo è stata fondata per disposizione testamentaria di Giulia Colbert Falletti di Barolo (1786-1864), come strumento operativo per continuare l’azione di carità, di impegno sociale politico e culturale iniziata con suo marito, Carlo Tancredi di Barolo (1782-1838).
I Marchesi Giulia e Carlo Tancredi resero disponibili le loro risorse economiche e impegnarono la propria posizione sociale per migliorare le condizioni di vita dei più poveri di Torino, e svilupparono cultura con i più importanti pensatori dell’epoca. Non ebbero figli, ma dimostrarono grande capacità di generare, lasciando il loro patrimonio culturale ed economico alla città e al Paese.
Giulia di Barolo, attraverso il suo testamento, in piena armonia con il lascito del marito, fondò l’Opera Barolo perché fosse l’erede universale di questo patrimonio, assumendosene la responsabilità perpetua. Essa stessa stabilì le strategie, messe in atto alla morte della Marchesa, perché le proprietà fossero gestite come un bene comune: per un triennio l’Opera sarebbe stata amministrata dalla più alta carica della magistratura, nel triennio successivo dalla più alta carica ecclesiale e così via.
Attualmente l’Opera Barolo è presieduta dall’Arcivescovo di Torino, il Cardinale Roberto Repole.
Destinatarie dell’impegno dell’Opera sono le fasce di popolazione più bisognose di attenzione: ieri le donne detenute, oggi in particolare le persone più fragili, le famiglie italiane in difficoltà, quelle di migranti e profughi, i bambini malati e le loro famiglie. Soprattutto l’educazione delle giovani generazioni e lo sviluppo integrale del capitale umano sono i temi a cui i Marchesi avevano voluto prestare più cura, insieme a quello della cooperazione pubblico e privato, civile ed ecclesiale.
II programma dettagliato della “tre giorni” e altre informazioni sono disponibili nelle pagine del sito web dell’Opera Barolo, all’indirizzo www.operabarolo.it
IN ALLEGATO FOTOGRAFIE E PROGRAMMA
Clikka qui per il programma_iniziative_monumento_a_giuliadibarolo
L’IMMAGINE DELLA SINDONE SUI TELEFONI DI TUTTO IL MONDO
Comunicato stampa del 10 gennaio 2026



